Il 2 febbraio 1944, a Forte Bravetta, furono fucilati undici partigiani appartenenti al Movimento Comunista d’Italia. L’esecuzione fu affidata dal Comando tedesco a un plotone di militi della Polizia Africa italiana (PAI).
Romolo Iacopini, Enzio Malatesta, Filiberto Zolito, Bitler Branko, Gino Rossi, Ettore Arena, Quirino Sbardella, Augusto Paroli, Benvenuto Badiali, Carlo Merli, Ottavio Cirulli i loro nomi.
Il Mcd’I, noto come Bandiera Rossa, dal nome del periodico che diffondeva, fin dal 1941 fu una delle formazioni più attive della Resistenza romana e dimostrò una consistenza organizzativa e una capacità di azione militare almeno pari a quella dello stesso PCI, anche se risultò più permeabile a spie e informatori dei nazifascisti. Ufficialmente, nei nove mesi di occupazione, ebbe 186 morti, 137 arrestati e deportati e 1183 combattenti riconosciuti.
Nel mese di dicembre 1943 Bandiera Rossa si era resa protagonista di un’iniziativa clamorosa: aveva platealmente diffuso volantini in vari cinema e teatri di Roma che denunciavano i delitti commessi dalla banda Bardi/Pollastrini da poco sciolta dalle autorità tedesche.
Davanti al cinema Principe furono arrestati Romolo Iacopini, Augusto Paroli, Ricciotti de Lellis e Amerigo Onofri. Guerrino Sbardella riuscì al momento a fuggire ma venne arrestato dalle SS la sera stessa nella sua abitazione; il 9 fu arrestato Ettore Arena.
L’11 dicembre furono arrestati in casa di Enzio Malatesta, dove stanno meditando un attentato contro automezzi tedeschi a Capannelle, lo stesso Malatesta, Carlo Merli, Ottavio Cirulli e Gino Rossi e, nei giorni successivi, Rolando Paolorossi e Filiberto Zolito. Successivamente furono catturati dalle SS Branko Bitler, Benvenuto Badiali e Herta Katerina Hebering.