Ordine del Giorno per il 25
aprile 2026, 81° anniversario della Liberazione d’Italia dal
nazifascismo approvato all’unanimità dal Comitato Provinciale
dell’ANPI di Roma nella seduta del 15 aprile 2026.
Il Comitato Provinciale
dell’ANPI di Roma, chiama tutta la cittadinanza ad una grande
mobilitazione popolare per il prossimo 25 aprile, 81° anniversario
della Liberazione d’Italia dal nazifascismo.
La gloriosa esperienza della
Resistenza vide uomini e donne di diverse idee e convinzioni
politiche, di differenti orientamenti culturali e religiosi, di
diversa estrazione sociale, unirsi nella lotta contro l’invasore e
contro la dittatura fascista. La Guerra di Liberazione fu il frutto
di una scelta dove protagonista fu il popolo italiano, che insieme
alle forze politiche antifasciste, ai sindacati, alle Forze Armate,
in un moto di ribellione contro l’oppressione nazifascista, decise
di dar vita ad un grande movimento politico, sociale, culturale e
militare che sconfisse la tirannia e conquistò la libertà.
Insieme a quei ragazzi delle
forze Alleate, appartenenti a molte diverse nazionalità, che da
lontano vennero nel nostro Paese a combattere e morire, con le Armate
di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, le nostre formazioni
partigiane, forti anche del contributo di molti stranieri tra le loro
fila, tra cui 5.000 sovietici che onorarono il loro eroico popolo e
il loro paese combattendo sulle nostre terre, insieme ai reparti
regolari dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica, e con
l’insostituibile contributo delle lavoratrici e dei lavoratori
organizzati, furono il più brillante esempio di riscatto del nostro
popolo, restituendo onore e dignità alla Patria, figlia del
Risorgimento, infangata da vent’anni di dittatura fascista. Il loro
impegno va anche ricordato negli altri territori d’Europa, dove
migliaia di soldati italiani divennero partigiani unendosi agli
eserciti li Liberazione di quei paesi.
Guidate dal Comitato di
Liberazione Nazionale e organizzate nel Corpo Volontari della
Libertà, le unità partigiane seppero diffondere, nel momento più
buio della storia d’Italia, la speranza in un Paese nuovo, basato
sulla libertà, sui diritti di tutte e tutti, sulla convivenza civile
e democratica, sulla giustizia sociale, sull’amicizia tra i popoli,
sulla pace. Quella speranza divenne poi realtà, con l’istituzione
della Repubblica e l’approvazione della Costituzione.
La nostra Repubblica quest’anno
compie 80 anni. In essa sono riposte, scolpite nelle sue
articolazioni territoriali e nella sua Legge Fondamentale, le
conquiste della Resistenza e delle lotte politiche, civili e sociali.
Nonostante i ripetuti attacchi e i continui tentativi di
destabilizzazione, perpetrati anche attraverso stragi, violenze e
terrorismo, la Repubblica e la sua Costituzione sono ancora
saldamente in piedi, a dimostrare che la loro origine è nella lotta
antifascista e nella Guerra di Liberazione, a confermare quindi che
quanto è stato conquistato col sacrificio di migliaia di donne e
uomini ha delle radici talmente forti e robuste che rendono difficile
il suo abbattimento.
Quest’anno anche il diritto di
voto alle donne compie 80 anni, da quel 2 giugno 1946 quando per la
prima volta nella storia vennero chiamate alle urne per scegliere il
futuro del Paese. Il nostro pensiero va pertanto a quelle
straordinarie ragazze della Resistenza, gappiste, staffette,
comandanti, senza le quali il movimento di Liberazione non sarebbe
stato lo stesso, senza le quali oggi vivremmo in un Paese e in un
mondo diversi, senza le quali alcuni capisaldi che reggono oggi la
nostra società non esisterebbero.
Siamo pertanto oggi a celebrare
il 25 aprile, data che ricorda l’insurrezione vittoriosa delle
formazioni partigiane delle città del nord Italia, confermando il
nostro impegno nella difesa della Repubblica e delle sue Istituzioni,
a ribadire che la libertà e l’indipendenza nazionale non potranno
mai essere messe in discussione.
E proprio oggi, consapevoli
della situazione politica che viviamo in Italia e nel mondo, siamo
chiamati ad impegnarci e a mobilitarci. Nel nostro Paese sono al
governo forze politiche che per la gran parte non si richiamano ai
valori della Resistenza e dell’antifascismo e che nella loro storia
non hanno il retroterra politico e culturale della Guerra di
Liberazione. Incessante il loro attacco alla Resistenza e alla
memoria della Resistenza. E, non a caso, l’azione del governo per
scardinare i pilastri su cui è retta la Repubblica è sempre più
forte e insistente. Il
Decreto Sicurezza, le leggi liberticide in materia di libertà di
espressione e sui diritti dei migranti, i provvedimenti repressivi
sulle istanze sociali, sugli spazi di aggregazione e sulle
organizzazioni antifasciste, passando per la messa in discussione
dello stesso diritto di sciopero e della libertà di insegnamento
nelle scuole e nelle università, ci danno un quadro di come sia più
che mai necessario agire per organizzare un forte e radicato contesto
di opposizione a quanto accade.
Le condizioni sociali ed
economiche della maggior parte della popolazione, aggravate dai
continui tagli alla sanità, all’istruzione e alle politiche
sociali, sono la dimostrazione di quanto sia necessario oggi lavorare
affinché la Costituzione venga realmente attuata, in ogni suo punto
fondamentale.
Pur in questa difficile
situazione, abbiamo tuttavia assistito ad una straordinaria
partecipazione popolare all’ultimo voto referendario, che ha visto
la proposta del governo sulla riforma della Giustizia sconfitta dalle
italiane e dagli italiani, che in stragrande maggioranza, con una
impetuosa e determinante spinta proveniente dalle giovani
generazioni, hanno scelto di difendere la Costituzione e
l’indipendenza della magistratura dal potere politico.
Abbiamo assistito inoltre alle
grandi mobilitazioni sindacali in difesa del mondo del lavoro, che si
trova ad affrontare una situazione senza precedenti, in un Paese dove
i salari perdono sempre di più valore, ed i servizi e l’assistenza
rischiano di essere un privilegio per pochi. Per questo siamo e
saremo sempre insieme alle organizzazioni dei lavoratori e delle
lavoratrici, perché la nostra Repubblica è fondata sul lavoro,
perché vogliamo che si realizzi l’uguaglianza sostanziale così
come sancito dall’Art.3 della Costituzione.
La difficile situazione
nazionale viene ulteriormente aggravata dalla situazione
internazionale, caratterizzata da un nuovo impetuoso e preoccupante
emergere dell’imperialismo, delle guerre e del colonialismo.
Quanto accade in Palestina ormai
da anni - dove un popolo viene quotidianamente umiliato e oppresso da
uno Stato che vuole espandere il proprio dominio e il proprio
territorio sulla terra altrui - ci dimostra quanto sia importante
oggi essere saldamente al fianco dei popoli che lottano per la loro
autodeterminazione e per la libertà. Il
genocidio
che va avanti dal 2023 nei confronti del popolo palestinese e le
politiche volte alla pulizia etnica che il governo israeliano porta
avanti sostanzialmente indisturbato e nel quasi totale silenzio della
comunità internazionale, impongono a tutte e tutti noi di essere
attori di un grande movimento di solidarietà con la Palestina che -
pur in un contesto in cui il
fondamentale obiettivo
dell'istituzione di uno Stato palestinese indipendente e sovrano che
conviva pacificamente col vicino Stato di Israele si fa sempre più
complesso
e difficile
- sappia continuare a coinvolgere le popolazioni di tutti i Paesi del
mondo nella battaglia per l'autodeterminazione di questo grande
popolo e per
il diritto al ritorno di quanti nei decenni sono stati cacciati dalle
loro case e dalle loro terre.
Salutiamo, pertanto, gli attivisti della Global Sumud Flottilla che
stanno di nuovo salpando proprio in questi giorni in direzione di
Gaza.
Sempre in Medio Oriente
assistiamo ad una azione criminale di Israele e Stati Uniti nei
confronti dell’Iran e della sua popolazione, che si trova stretta
tra la guerra e l’oppressione interna del regime autoritario degli
ayatollah. Il nostro pensiero va inoltre al Libano, attaccato senza
sosta dalle forze israeliane, dove anche i contingenti di pace
dell’ONU, tra cui i nostri soldati, sono continuamente bersaglio
dell’IDF. Con l’obiettivo di controllare e gestire le risorse
energetiche e con l’obiettivo di espandere i confini di uno Stato,
è stata scatenata una guerra che ha visto già decine di migliaia di
vittime.
Anche in America Latina si sta
sviluppando una situazione gravissima. L’attacco prima al Venezuela
e poi a Cuba, perpetrato attraverso il blocco economico ed energetico
è quanto di più criminale sia accaduto negli ultimi anni.
L’obiettivo di affamare un Paese per poi farne il proprio “cortile
di casa” è da noi nettamente condannato e la nostra solidarietà
con la lotta del popolo cubano è piena e totale.
Nel frattempo, in Ucraina le
armi ancora hanno la meglio sulla diplomazia e migliaia e migliaia di
persone continuano a morire. La guerra iniziata nel 2014 in Donbass
contro le popolazioni locali che ha visto il mancato rispetto degli
accordi di Minsk e successivamente espansa nel 2022 con l’invasione
da parte della Federazione Russa del territorio ucraino è ancora in
corso, e si svolge alle porte d’Europa.
Nel mondo ci sono poi
complessivamente altri 56 conflitti aperti, dall’Africa all’Asia.
In questo contesto, in cui forti sono anche la parola e l’impegno
di Papa Leone XIV contro la guerra, non possiamo che farci promotori
di un grande e nuovo movimento per la Pace nel mondo, contrastando
qualsivoglia progetto di riarmo europeo, il quale comporterebbe
inevitabilmente l’inasprirsi delle tensioni e delle relazioni
internazionali e porterebbe vantaggio solo e unicamente all’industria
delle armi.
In questo terribile scenario,
abbiamo tuttavia assistito ad una straordinaria e imponente
mobilitazione per la Pace e contro l’autoritarismo. Dalle grandi
manifestazioni dell’autunno scorso per la Palestina, che a Roma
hanno registrato una partecipazione popolare senza precedenti, fino
alle ultime proteste “NoKings” svoltesi il 28 marzo scorso
contemporaneamente in diverse città del mondo, tra cui Roma, che
hanno visto milioni di partecipanti.
Il prossimo 25 aprile sarà
quindi una nuova tappa fondamentale anche per rilanciare in modo
forte e chiaro le parole d’ordine storiche della nostra
Associazione: Pace, Libertà, Giustizia sociale.
Il Comitato Provinciale
dell'ANPI di Roma impegna pertanto tutte le sezioni di Roma e
provincia a lavorare per la realizzazione di eventi e iniziative in
tutti i territori al fine di celebrare l'anniversario della
Liberazione con prestigio e autorevolezza e dare il massimo risalto
all'80° della Repubblica Italiana, ai momenti istituzionali e alla
collaborazione con le Amministrazioni di riferimento, costruendo con
esse momenti di pieno coinvolgimento delle comunità locali.
Impegna altresì le sezioni a
farsi promotrici di eventi e iniziative territoriali insieme alle
organizzazioni antifasciste in modo unitario e plurale.
Auspichiamo che, come ogni anno,
anche in altre zone della città di Roma e della provincia si
costruiscano mobilitazioni antifasciste, così da rendere partecipi
le cittadine e i cittadini dal centro alla periferia.
La città di Roma, Medaglia
d’Oro al Valor Militare per la Guerra di Liberazione, vedrà ancora
una volta una grande manifestazione unitaria e plurale che come ogni
anno inizierà rendendo omaggio ai Martiri delle Fosse Ardeatine. Il
corteo prenderà poi le mosse dal monumento per i Caduti nel parco
della Resistenza, rendendo successivamente omaggio al Memoriale di
Porta San Paolo, luogo simbolo della Resistenza romana e nazionale,
per poi concludersi a Parco Schuster dopo aver attraversato i
quartieri di Ostiense e Garbatella.
Riteniamo importante che tutte
le antifasciste e tutti gli antifascisti, che tutte le organizzazioni
democratiche e che si riconoscono nei valori della Resistenza e della
Costituzione siano con noi e con le nostre Associazioni sorelle,
insieme alle Istituzioni comunali e municipali, a ricordare i Caduti
partigiani e, nel loro nome e col loro esempio, ribadire l’impegno
nelle lotte e nelle battaglie di oggi.
