Walter Rossi, 20 anni, studente romano militante in Lotta Continua, fu ucciso dai fascisti la sera del 30 settembre 1977 durante un volantinaggio di protesta nella zona della Balduina, a Roma.
La mobilitazione era stata organizzata dopo il ferimento, sempre ad opera dei fascisti, di una militante di sinistra.
Una ventina di compagni tra cui Walter, da via Pietro Pomponazzi si recarono a Viale delle Medaglie d'Oro, davanti alla sezione del MSI per un pacifico volantinaggio di protesta. Dalla sede missina iniziarono a lanciare sassi. Il gruppo di Rossi indietreggiò di circa duecento metri, fino all'incrocio con via Marziale, davanti a una pompa di benzina. I fascisti li raggiunsero riparati dietro un blindato della polizia, avanzarono e dal gruppo spararono alcuni colpi di pistola uno dei quali colpì Walter Rossi alla nuca uccidendolo.
Al funerale di Walter, il 3 ottobre, parteciparono circa centomila persone. In seguito furono posti una targa commemorativa sul luogo dell'omicidio e l'intitolazione a suo nome di piazza Igea. La sezione dell'ANPI provinciale di Roma de l'Università La Sapienza, fondata nel 2013, è dedicata a Walter Rossi.
Sul piano giudiziario, subito dopo il fatto vennero fermate diciassette persone davanti alla sezione del MSI, tra cui alcuni militanti missini. Dopo un lungo processo, i diciassette furono prosciolti dalle accuse più gravi (omicidio, tentato omicidio, porto abusivo d'arma da guerra e ricostituzione del PNF); per alcuni rimase solo l'accusa di rissa aggravata, senza però che alcun testimone li riconoscesse. Nessun provvedimento fu preso contro i numerosi poliziotti presenti, che secondo i testimoni non intervennero per fermare i neofascisti e anzi ostacolarono per alcuni minuti i soccorsi a Rossi.
Nel 1981 alcuni pentiti indicarono come possibili assassini Cristiano Fioravanti e Alessandro Alibrandi. Fioravanti ammise di aver fatto parte del gruppo uscito dalla sezione del MSI insieme ad Alibrandi e che entrambi erano armati, attribuendo però ad Alibrandi il colpo mortale; le testimonianze dei compagni di Rossi sostennero invece che a sparare fu Fioravanti. Dopo la morte di Alibrandi, avvenuta in uno scontro a fuoco con la polizia il 5 dicembre 1981, il procedimento fu archiviato. Fioravanti fu condannato solo a nove mesi e 200.000 lire di ammenda per possesso d'arma. La vicenda giudiziaria si chiuse nel 2001 con l'incriminazione di tre compagni di Rossi per falsa testimonianza e il non luogo a procedere per Fioravanti, che da allora visse libero sotto altra identità, protetto dallo Stato.
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