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Fuori la guerra dalla storia

Le nostre sezioni

07 luglio 2026

Ordine del Giorno approvato all'unanimità dal Comitato Provinciale dell'ANPI di Roma nella seduta del 6 luglio 2026

 



Il comitato provinciale dell’ANPI di Roma, riunito presso la Casa della Memoria e della Storia,

nel ribadire la posizione storica dell’ANPI per una pace stabile e duratura tra i popoli rileva come la crisi del contesto internazionale si vada aggravando ulteriormente, anche alla luce della guerra in medio-oriente promossa da Israele e dagli Stati Uniti nell’area (Libano e Iran). Così come si vanno aggravando le condizioni disperate del popolo palestinese, sottoposto a Gaza e in Cisgiordania alla politica genocidaria di occupazione dei territori e repressione dei civili da parte del governo di Israele. Tale politica genocidaria ha portato alla violazione sistematica di tutti i diritti umani, con decine e decine di migliaia di civili innocenti, donne, bambini, anziani, uccisi, senza contare i mutilati e i feriti nel corpo e nello spirito, a cui tutto è negato. E la stessa politica il governo israeliano la sta replicando in Libano.

Condanna altresì la continua aggressione politico-economica con minacce di intervento militare degli Stati Uniti nei confronti di Cuba, senza alcuna reale giustificazione se non l’intento di soggiogare e sottomettere un popolo che mai ha curvato la schiena. Il governo statunitense sta ferocemente applicando una versione “aggiornata” della cosiddetta dottrina Monroe che prevede che tutto il continente americano cada sotto l’influenza degli USA: lo si è visto con l’aggressione al di fuori di ogni previsione del diritto internazionale al Venezuela e col rapimento del tutto arbitrario e illegale del presidente Maduro e di sua moglie, ancora detenuti negli Stati Uniti.

Il comitato provinciale dell’ANPI di Roma ribadisce il totale rifiuto delle politiche di riarmo europeo e NATO al centro del summit di Ankara e del piano internazionale di riconversione delle catene del valore organizzate sull’economia di guerra e sull’aumento di investimenti pubblici in armamenti. Condanna la decisione cieca di continuare a foraggiare il governo ucraino in assenza di una qualsiasi parvenza di tentativo diplomatico europeo di composizione del conflitto, il silenzio calato sui circa 500 voli militari dalle basi militari presenti nel nostro territorio concessi agli USA per bombardare l’Iran. Trattasi di gravissime decisioni che ledono profondamente il dettato costituzionale di ripudio della guerra. Sono tutti chiarissimi segnali di una completa soggezione del nostro esecutivo agli USA, alla NATO e alla parte più retriva di un’Europa sempre meno riconducibile allo spirito di Ventotene, non per nulla sbeffeggiato tempo fa dall’attuale presidente del Consiglio dei ministri.

Le politiche di riarmo mirano nel nostro Paese ad un aumento significativo della spesa militare in un contesto di crescente crisi sociale e lavorativa aggravata dall’esaurimento delle risorse del PNRR. E in questo quadro si inserisce il tentativo di imporre una legge elettorale avente forti caratteri di incostituzionalità, che ci fa temere sul rispetto dei principi democratici fondamentali.

È indispensabile rivitalizzare il Movimento per la Pace con una serie continua di iniziative unitarie diffuse che confluiscano in grandi momenti di più ampio respiro, sotto la spinta delle giovani generazioni.

Un ulteriore elemento di elevata preoccupazione è l’emergere di “nuove” formazioni politiche che si richiamano a parole d’ordine e sentimenti dell’estrema destra italiana e internazionale più reazionaria che cercano di inserirsi nello spazio pubblico. Queste formazioni contribuiscono a una crescente polarizzazione della società italiana.

La somma di questi fattori segna un momento cruciale per il futuro del nostro Paese, in cui le scelte politiche e sociali potrebbero avere conseguenze durature per le generazioni a venire.