sabato 21 aprile 2018

25 aprile 2018: il manifesto e il programma


In attesa del corteo, sul palco di Porta San Paolo si alterneranno gli artisti della 
- Banda e Coro della Scuola Popolare di Musica di Testaccio diretta dal M° Silverio Cortesi, M° del coro Sandra Cotronei;
- Nicola Alesini - Sax; 
- Eugenio Banella - attore 
- Livia De Luca - attrice;

25 aprile 2018: appello per una manifestazione unitaria, inclusiva e pacifica e di massa di ANPI Roma, ANED, ANEI, ANPPIA, ANPC, ANVRG Roma, FIAP, Circolo G. Bosio


Di seguito l’appello di ANPI Roma, ANED, ANEI, ANPPIA, ANPC, ANVRG Roma, FIAP, Circolo G. Bosio per una manifestazione del 25 aprile 2018 unitaria, inclusiva pacifica e di massa, in cui saranno in prima fila i medaglieri e i vessilli delle associazioni partigiane, combattentistiche, dei perseguitati dal fascismo, degli internati militari, dei deportati nei campi di sterminio nazisti e, quest’anno, anche della Brigata ebraica, per il contributo dato alla Liberazione dell’Italia dalla barbara tirannide del nazifascismo.

ORA È SEMPRE RESISTENZA
Per il prossimo 25 aprile, 73mo anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, di fronte alle moderne minacce alla pace mondiale, è necessario ricordare che la Lotta di Liberazione ha provocato la maggiore, positiva, “rottura” di tutta l’età moderna della storia italiana. La lotta di Liberazione fu sostenuta da una grande solidarietà di popolo. Il ricordo di coloro che nella lotta partigiana, nei campi di prigionia, di internamento o di sterminio, si opposero – anche sino al sacrificio della vita – alla dittatura, alla bramosia di conquiste territoriali, a folli ideologie di supremazia della razza, costituisce concreto monito contro ogni tentativo di minare le fondamenta delle libere istituzioni nate dalla Resistenza.


La memoria non è strumento di odio o di vendetta, ma di unità in uno spirito di concordia senza discriminazioni di tutti coloro che si riconoscono nei valori di pace e di giustizia sociale proclamati dalla Costituzione, di cui cade quest’anno il 70mo anniversario dell’entrata in vigore, scritta da quegli stessi uomini e da quelle stesse donne che guidarono il movimento partigiano. Un paese che oggi, pur ancora tenuto insieme dai fondamenti costituzionali, soffre gravemente per l'inattuazione dei diritti sociali e per il crollo e la perdita di quei valori di spirito etico riconquistati con la Resistenza e con la Guerra di Liberazione. Il problema non è solo italiano ma continentale, in una Unione Europea che privilegiando la parità dei bilanci all’urgente progresso economico e sociale di gran parte della propria popolazione, vede riemergere dal passato formazioni di estrema destra e a volte dichiaratamente fasciste, presenti pressoché ovunque e non di rado in coalizioni di governo.
Nel 2018 cade inoltre l’80mo anniversario dell’abominio delle leggi razziali, che dobbiamo ricordare ponendole a monito delle future generazioni, ricordando che il fascismo nacque fin dalle origini nella violenza, che si fece istituzione con l’orrore del Tribunale speciale. Il nostro pensiero va allora ad esempio alla Libia, dove abbiamo visto realizzarsi alla luce del sole nuovi veri e propri mercati di esseri umani, in una situazione che la coscienza del nostro paese non può tollerare oltre.
Nel clima di crisi economica che ancora attanaglia gran parte del nostro popolo, al quale gli ancora modesti progressi dei conti nazionali non hanno portato alcun sollievo, ha trovato il suo brodo di coltura un linguaggio violento e razzista che ha raggiunto il suo apice con la strage di Macerata, come con l’omicidio di un immigrato a Firenze scelto “a caso” tra la folla. Vanno rafforzandosi pericolosamente in questo clima e in diversi territori organizzazioni politiche che fanno della violenza e del fascismo la loro bandiera e che senza indugio devono ormai essere sciolte. Ma c’è dell’altro. Occorre chiedersi se gli episodi, che potrebbero moltiplicarsi e dilagare, non facciano parte della strategia politica per rendere ingovernabile il Paese, spingendolo a dotarsi di un sistema “nuovo”, facendo del presidente del Consiglio una sorta di despota, investito di poteri sottratti al Parlamento e al Capo dello Stato. Le trame fasciste hanno rappresentato nel nostro Paese una costante insidia per le istituzioni democratiche, intendendo per fascismo non solo quello del ventennio o quello di Salò, ma ogni forma di potere autoritario, liberticida e fortemente condizionante l’autorealizzazione di ogni persona umana.
Facciamo pertanto appello a tutti i cittadini, alle istituzioni, alle assemblee elettive, ai partiti, ai movimenti, ai sindacati e alle associazioni antifasciste, per dare vita la mattina del 25 aprile, dai luoghi simbolo dell’inizio della Resistenza italiana, ad una grande manifestazione antifascista, in cui risaltino le bandiere della Resistenza e della Guerra di Liberazione, perché ci si ritrovi largamente per rinnovare la promessa di rispettare i sentimenti e gli impegni che promanano dall’antifascismo e dalla Resistenza e sono proclamati dalla Costituzione, rinnovando, con la necessaria piena attuazione del suo dettato, l’identità nazionale che da quei fatti deriva.
APPUNTAMENTO PER TUTTI GLI ANTIFASCISTI IL 25 APRILE 2018 ALLE ORE 9,30 A VIA G. GENOCCHI (PARCHEGGIO REGIONE LAZIO), PER UN CORTEO CHE SI SNODERA’ TRA I QUARTIERI DI GARBATELLA ED OSTIENSE PER RAGGIUNGERE PORTA SAN PAOLO, DOVE CON LE ASSOCIAZIONI DELLA RESISTENZA E DELLA GUERRA DI LIBERAZIONE SARANNO LE ISTITUZIONI A RIBADIRE LA NATURA ANTIFASCISTA DELLO STATO ITALIANO.   
 ANPI – ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA, comitato provinciale di Roma
ANED – ASSOCIAZIONE NAZIONALE EX DEPORTATI NEI CAMPI DI STERMINIO NAZISTA, comitato di Roma
ANEI – ASSOCIAZIONE NAZIONALE EX INTERNATI, Roma
ANPPIA – ASSOCIAZIONE NAZIONALE PERSEGUITATI POLITICI ITALIANI ANTIFASCISTI, Roma
ANPC – ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI CRISTIANI
FIAP – FEDERAZIONE ITALIANA ASSOCIAZIONI PARTIGIANE, Roma e Lazio
ANVRG – ASSOCIAZIONE NAZIONALE VOLONTARI E REDUCI GARIBALDINI, Roma
CIRCOLO GIANNI BOSIO                             

25 aprile 2018: avviso per giornalisti, fotografi e operatori

25 aprile 2018: richiesta accredito stampa 

I giornalisti, fotografi, operatori che nel corso della manifestazione del 25 aprile 2018 a Porta S. Paolo vogliano effettuare interviste, scattare foto od effettuare riprese in prossimità del palco nell’area interdetta al pubblico, sono pregati di chiedere l’accredito alla seguente email:
indicando nella richiesta:
-          Nome e cognome;
-          luogo e data di nascita;
-          qualifica professionale (giornalista, fotografo, operatore);
-          estremi della tessera dell’Ordine dei Giornalisti o del documento di identità (per gli altri operatori dell’informazione);
-          Testata;
-          Contatti (email e telefono);
-          il consenso all’utilizzo dei propri dati personali ex D. Lgs 196/2006
Tale richiesta dovrà pervenire entro le ore 12,00 del 23 aprile 2018



venerdì 20 aprile 2018

25 aprile 2018 Colleferro: programma delle celebrazioni e dei festeggiamenti


PER UN 25 APRILE LARGAMENTE UNITARIO, LIBERO DAL FASCISMO, LIBERO DAI VENTI DI GUERRA

PER UN 25 APRILE LARGAMENTE UNITARIO, LIBERO DAL FASCISMO, LIBERO DAI VENTI DI GUERRA
In vista del prossimo 25 aprile l’Anpi provinciale di Roma, rinnova l’invito alla partecipazione a tutte le cittadine e a tutti i cittadini. Sottolineiamo ancora una volta il pericolo di tentazioni autoritarie in Italia ed in Europa con una situazione senza precedenti dal dopoguerra ad oggi. Viviamo infatti un contesto pericoloso, insidioso, con venti di guerra senza precedenti.
Teniamo pertanto a sottolineare la necessità di celebrare la Festa di Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, come festa della Costituzione italiana erede diretta di quella stagione storica fondamentale, che nel 70mo della sua entrata in vigore attende ancora piena attuazione. Insomma le ragioni del 25 aprile stanno come monito e risposta per non soccombere ai vecchi e ai nuovi fascismi.
Questi fondamentali contenuti siano condivisi molto largamente per un momento di festa inclusivo e aperto a tutti coloro che condividono i valori posti alle fondamenta della nostra Repubblica. Richiamiamo pertanto le ragioni della manifestazione espresse nell'appello sottoscritto dalle associazioni della Resistenza e della Guerra di Liberazione,affermando con chiarezza che qualsiasi altra rivendicazione non fa parte quel giorno degli obiettivi della manifestazione e non ci rappresenta. Così come ci aspettiamo che tutti accoglieranno con fraternità tutti i simboli delle formazioni combattentistiche e partigiane della Resistenza e della Guerra di Liberazione che sfileranno con noi. Il 25 aprile la priorità è la risposta al fascismo di ieri e al fascismo di oggi. Per un 25 aprile largamente unitario, libero dal fascismo, libero dai venti di guerra, vediamoci in piazza per un momento fondamentale di partecipazione popolare della nostra città e del nostro paese.

lunedì 16 aprile 2018

17 aprile 1944: operazione Walfisch - il rastrellamento del Quadraro



17 aprile 1944: operazione Walfisch - il rastrellamento del Quadraro
“Il rastrellamento del Quadraro fu il più imponente di quelli che Roma subì; non rientrò però nel quadro previsto dalle Forze Armate per procacciarsi mano d’opera. Fu un’operazione diretta della polizia responsabile della sicurezza di Roma, la quale vedeva nel Quadraro il rifugio di tutti gli elementi contrari, degli informatori, dei partigiani, dei comunisti, di tutti coloro che essa combatteva. Il comando della città era dell’opinione, più volte manifestata, che quando qualcuno non riusciva a trovare rifugio o accoglienza in conventi o al Vaticano, si infilava al Quadraro, dove spariva. Voleva finirla una buona volta con quel <<nido di vespe>>”.
Queste sono le parole dell’allora console generale tedesco a Roma Friedrich Eitel Moellhausen. Il sanatorio “Ramazzini” al Quadraro adibito a rifugio di partigiani, renitenti alla leva e perseguitati; le lunghe grotte sotterranee che collegavano i vari quartieri della zona divenute basi logistiche delle formazioni armate e loro depositi di armi; le continue azioni armate e di sabotaggio in tutto il territorio dell’VIII zona (Quadraro, Torpignattara, Centocelle, Quaricciolo, Borgata Gordiani e Pigneto) sono i motivi alla base della cosiddetta “Operazione Balena“, un’azione funzionale al ripristino del controllo nazi-fascista sul territorio, specie in rapporto all’accessibilità delle vie che collegavano Roma con il fronte sud del conflitto bellico. Il rastrellamento del Quadraro determinò dapprima la cattura di circa 2.000 uomini compresi tra i 15 e i 55 anni e poi la deportazione di 947 persone.

2 maggio 2018 - 4° anniversario della strage neonazista di Odessa: Niente sarà dimenticato, nessuno sarà dimenticato


domenica 15 aprile 2018

14 aprile 2018: L'attacco alla Siria viola la legalità internazionale.

"L'attacco alla Siria viola la legalità internazionale. Il Governo italiano lo condanni"

14 Aprile 2018

"L'attacco alla Siria viola la legalità internazionale. Il Governo italiano lo condanni"


sabato 14 aprile 2018

12 aprile 2018: Ordine del giorno del Comitato Nazionale ANPI sulla grave situazione internazionale


Ordine del giorno del Comitato Nazionale ANPI sulla grave situazione internazionale

Il Comitato nazionale dell’ANPI esprime profonda preoccupazione per la situazione internazionale, che diviene sempre più complessa e pericolosa e sembra allontanare, ogni giorno di più, quello che è il nostro obiettivo primario: la pace.
Nella zona della Siria si stanno compiendo ripetute stragi di civili e di bambini. Il minacciato intervento militare degli Stati Uniti, sostenuto da Francia e Gran Bretagna, può avviare una escalation dall’esito imprevedibile, che potrebbe condurre a un conflitto globale. La UE deve avere finalmente una propria e autonoma e pacifica politica. Iniziative unilaterali o di “volonterosi” portano a situazioni peggiori, come già successo in Iraq e
Libia. Il governo italiano, come rigorosamente disposto dall’art. 11 della Costituzione, non deve coinvolgere in alcun modo il nostro Paese in questa nuova avventura bellica. Per questo destano gravissima preoccupazione le notizie relative all’uso già in atto delle basi di Sigonella da parte dell’aviazione USA verso il teatro siriano e l’eventuale futuro uso di altre basi italiane.


L’ONU assiste, più o meno impassibile, riuscendo a fornire un’immagine di preoccupante impotenza.
Infine, il governo turco di Erdogan, approfitta della situazione per sferrare un altro colpo al popolo curdo, dimenticando il contributo, anche di sangue, da esso recato nel corso della guerra contro l’ISIS. Ovunque incombe l’ombra dei foreign fighters. Distrutto, o ridotto quasi all’impotenza il cosiddetto Stato islamico, rimane quanto mai evidente il rischio di azioni terroristiche da parte dei kamikaze legati a Daesh.
Insomma sono ampiamente compromessi, un po’ ovunque, gli stessi diritti umani.
Tutto ciò richiede un governo europeo unitario e solidale all’altezza della complessità e della gravità della situazione ed un contrasto senza incertezze nei confronti dei Paesi UE che, in risposta all’emergenza guerre e migranti, hanno alzato mura materiali, politiche, ideologiche e culturali.
In Palestina è bastata una manifestazione pacifica per scatenare reazioni violente, da parte del governo israeliano, sul piano militare e civile, con morti e migliaia di feriti e prosegue, nonostante il motivato e diffusissimo dissenso internazionale e la radicale opposizione palestinese, il progetto dell’apertura da parte degli USA della sede diplomatica a Gerusalemme.
Si ha l’impressione che i diritti umani, che dovrebbero essere un valore prioritario per tutti, perdano quota, ogni giorno, a fronte di più o meno sopiti interessi nazionalistici e, talvolta, religiosi.
Non cessa l’allarme per lo spostamento a destra (e spesso verso una destra nera) di diversi Paesi d’Europa; ed è preoccupante, certamente, il risultato del voto in Ungheria, oltre ad alcune posizioni tipicamente retrograde della Polonia, che sembrano perfino negare un passato che non si può cancellare né distorcere.
Grave è anche la situazione dell’Ucraina, nel cui governo siedono persino ministri esplicitamente filo-nazisti, mentre nel Paese infuria dal 2014 una sanguinosa guerra civile.
Nello scenario coreano, dopo reciproche provocazioni e minacce, sembrano per ora superate le posizioni bellicose di Corea del nord e USA: occorre tenere aperti canali e prospettive di un accordo pacifico fra tutti i protagonisti di quell’area.
Questo è il quadro in cui si è sviluppata una migrazione di dimensioni planetarie, accompagnata dal fenomeno criminale degli scafisti. Chi fugge dalla guerra e dalla fame non deve essere fermato con l’avvio a veri e propri campi di concentramento ma le migrazioni vanno regolate nella direzione della inclusione, ove ricorrano gli estremi, non dimenticando mai che l’art. 2 della Costituzione fa riferimento esplicito ai “doveri inderogabili” di solidarietà politica, sociale, economica.
Per l’ANPI resta fondamentale e prioritario l’obiettivo della pace nel mondo, perché ormai non c’è vicenda che non ci riguardi da vicino. Cosi come è fondamentale che la democrazia ed i suoi valori vengano preservati in ogni Paese e prima di tutto in Europa, respingendo ogni tipo di tentativo autoritario, fascista e razzista.
Il Comitato Nazionale ANPI e tutte le strutture periferiche dell’Associazione sono impegnati, in ogni forma possibile, a recare il proprio contributo per la pace, per la convivenza pacifica dei popoli, per il rispetto dei diritti umani, per il pieno radicamento della democrazia nel mondo.
Proprio in relazione al rispetto dei diritti umani il Comitato Nazionale ribadisce l’urgenza di un impegno del governo italiano nei confronti delle autorità egiziane al fine di far emergere con chiarezza le responsabilità dei mandanti e degli assassini di Giulio Regeni. La verità è la giustizia non posso essere negate in nome di qualsiasi ragion di stato.
Il Comitato Nazionale, inoltre, si impegna per avviare una nuova stagione dell’antifascismo su scala europea e per questo ritiene indispensabile ed urgente valorizzare le strutture transnazionali antifasciste esistenti e realizzarne delle nuove.
L’ANPI è in prima fila nella ricostruzione di un grande movimento per la pace, perché, come è scritto nel documento approvato dal 16° Congresso nazionale dell’ANPI nel maggio 2016: “la via della pace e della lotta contro la violenza e i soprusi è ardua, ma è l’unica che possa produrre qualche risultato concreto”. Per questo aderiamo e partecipiamo alla Marcia della Pace “Perugia – Assisi” già indetta per il 7 ottobre 2018 e alla Conferenza sulla Pace indetta dalla Confederazione Italiana fra le Associazioni combattentistiche e partigiane.
La raccolta firme sotto l’appello “Mai più fascismi mai più razzismi” è un momento fondamentale del nostro impegno e invitiamo tutti i coordinamenti regionali e provinciali a proseguire con impegno nella sua realizzazione.

12 aprile 2018

18 aprile 2018: con la Costituzione nel cuore - la vita di Carlo Smuraglia





La vita di Carlo Smuraglia "Con la Costituzione nel cuore"

5 Aprile 2018
http://www.anpi.it/articoli/1964/la-vita-di-carlo-smuraglia-con-la-costituzione-nel-cuore

25 aprile 2018 - sez. Campoleone - Lanuvio


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