lunedì 29 settembre 2014

"SEMI DI COSTITUZIONE - La bella storia delle repubbliche partigiane" il 30 settembre all'Università La sapienza di Roma.

Martedì 30 Settembre alle ore 15.00, presso l'Aula 1 (Magna) della Facoltà di Lettere e Filosofia, Città Universitaria - La Sapienza, in piazzale Aldo Moro a Roma, presentazione del numero speciale di PATRIA INDIPENDENTE (mensile dell’ANPI nazionale) sul tema:

"SEMI DI COSTITUZIONE. La bella storia delle repubbliche partigiane".

(leggi o scarica il numero speciale di Patria Indipendente nel sito dell'Anpi nazionale in formato .pdf)

Interverranno:
prof. Mario Dogliani
prof.ssa Chiara Fragiacomo
prof. Carlo Galli
on. Gianfranco Pagliarulo
prof. Santo Peli
prof. Carlo Smuraglia

 

sabato 27 settembre 2014

Arresto di Nunzio D'Erme e domiciliari a Marco Bucci: comunicato dell'ANPI Provinciale di Roma

L'ANPI di Roma esprime perplessità per l'arresto del nostro iscritto, Nunzio D'Erme e per i domiciliari a Marco Bucci, per fatti risalenti al maggio 2014. Riteniamo inquietante il provvedimento non solo per la sua portata, ma anche perchè non abbiamo notizie di simili misure adottate nei confronti degli appartenenti di Militia Christi, autori di una grave interruzione durante un dibattito istituzionale sul tema della Omofobia nel VII Municipio. 

La città di Roma è stanca di manifestazioni squadristiche e provocazioni di stampo fascista, per le quali, come Anpi, abbiamo chiesto a più riprese il totale rispetto delle Leggi della Repubblica Democratica Italiana, Scelba e Mancino. 

Augurando ai due antifascisti la pronta libertà, gli siamo vicini ed esprimiamo la nostra sincera solidarietà.  

ANPI di Roma e Provincia

27 settembre 2014

giovedì 25 settembre 2014

ANPInews n. 134 - 24 settembre / 1 ottobre 2014


ANPInews - Newsletter a cura dell'ANPI nazionale

n. 134 – 24 settembre / 1 ottobre 2014

Periodico iscritto al R.O.C. n.6552


APPUNTAMENTI

"Semidi Costituzione. La bella storia delle repubbliche partigiane": martedì 30 settembre, dalle ore 15.00, alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università La Sapienza di Roma – aula 1 (Magna), presentazione del secondo numero speciale di Patria Indipendente, il mensile dell'ANPI Nazionale.


ARGOMENTI

NOTAZIONI DEL PRESIDENTE NAZIONALE ANPI

CARLO SMURAGLIA:

Sono andato a Sant’Anna di Stazzema ed ho parlato nel corso del raduno

promosso dalle ANPI della Toscana e organizzato dal loro Comitato regionale, ai numerosi convenuti, tra cui non pochi Sindaci, oltre – ovviamente – il sindaco di Stazzema. L’incontro a Sant’Anna è sempre commovente e la visita all’Ossario sembra, ogni volta, aprire una ferita che resta aperta dentro di noi. Lo stupore per la barbarie, l’incapacità di accettare che si possano compiere simili atrocità, sono sempre il segno di un ricordo che non si estingue e non si estinguerà mai.
 
Considero, peraltro, assai importante la presenza massiccia dell’ANPI in una manifestazione direttamente organizzata, che non aveva nulla di celebrativo e intendeva recare un doveroso tributo alle persone e alle famiglie colpite e dedicare un abbraccio a chi ancora è riuscito a sopravvivere; soprattutto, la manifestazione aveva l’intento di riflettere anche e soprattutto sullo stato delle cose, sull’accertamento della verità, sull’assunzione delle responsabilità da parte di tutti coloro cui spetta.

Da parte della Germania si insiste molto perché si arrivi ad una memoria “condivisa”. Ma questo non è e non sarà possibile finché non saranno realizzati compiutamente quegli obiettivi che più volte ci siamo posti: verità, giustizia, responsabilità, riparazioni.

Su questa strada ci sono ancora incertezze e contraddizioni. La Germania ha fatto ampi riconoscimenti anche attraverso i suoi Presidenti; ma restano ancora troppe zone di incertezza, troppe difficoltà per capire fino in fondo cosa è accaduto, troppe difficoltà per procedere a “riparazioni” davvero esaustive.

In queste condizioni, è più difficile ricostruire almeno una memoria collettiva, chiudere la stagione dell’odio e del risentimento ed aprire la strada della memoria storica e collettiva.

Ma soprattutto è in Italia che manca ancora una consapevolezza reale delle nostre “responsabilità”: i lunghi silenzi che per anni hanno riguardato le vicende più gravi e significative (si pensi a Cefalonia!); la vergogna dell’armadio con i fascicoli abbandonati e

“occultati” che poi ha ostacolato per molti anni l’avvio del corso della giustizia e in molti casi ha impedito proprio che si avviassero delle istruttorie, la gravità dei danni cagionati, appunto, dai ritardi; il silenzio, dal 2006, sui lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta istituita proprio allo scopo di accertare la causa degli occultamenti dei fascicoli e dunque dei ritardi; la mancata discussione in Parlamento, a tutt’oggi, non solo delle relazioni della Commissione speciale ma perfino delle interpellanze presentate in varie occasioni, e l’ultima (ancora in attesa di calendarizzazione) sottoscritta da tutti i gruppi parlamentari della Camera.

Per questo, per tutto questo, è giusto che le organizzazioni dell’ANPI si rechino a Sant’Anna, è giusto che vi si portino le scuole, è giusto che non solo si racconti l’orrore, ma ci si rifletta sopra per creare gli antidoti perché questo non possa verificarsi mai più. Soprattutto è giusto pretendere risposte serie e concrete e che finalmente lo Stato italiano si assuma le sue responsabilità e faccia quanto necessario per riparare a quanto accaduto.

Bisogna procedere sul cammino avviato con la Germania, con la consapevolezza che esso

deve avere – necessariamente – alcuni percorsi comuni, ma bisogna procedere con l’animo sgombro e col desiderio vero della verità e della giustizia, anche per non sentirsi rinfacciare (un giorno potrebbe accadere) di aver fatto troppo poco, al di là delle meste celebrazioni.

Intanto ringrazio sinceramente tutti coloro che sono venuti a Sant’Anna di Stazzema, magari da zone lontane della Toscana, affrontando molte ore di viaggio, in una giornata di sciopero dei treni; ringrazio chi ha contribuito all’organizzazione dell’evento; e ringrazio di cuore il Sindaco di Sant’Anna di Stazzema, che ha voluto essere presente e riceverci con calore; e non posso fare a meno di ringraziare ancora una volta, l’amico Pieri, sopravvissuto, indimenticabile per la sua tenacia e la sua fermezza.

Sono stato, lunedì, all’inaugurazione dell’anno scolastico, avvenuta, come di consueto, al Quirinale, con la presenza di tremila ragazzi e con l’organizzazione di un pomeriggio di intrattenimento assai vivace. La presenza di tante ragazze e ragazzi è sempre motivo di gioia e di speranza per il futuro. Tuttavia non sono uscito dalla manifestazione con l’animo sereno e soddisfatto di chi ha trovato ciò che credeva e sperava di trovare. Devo fare due rilievi, pur se di diversa importanza.

Nei discorsi, così come negli spettacolini e nello scorrere di immagini sul grande schermo si è fatto riferimento più volte al fatto che l’anno scolastico che ha ora inizio sarà caratterizzato dall’anniversario della guerra mondiale del 1914-1918. Nessuno, dico NESSUNO, ha ricordato che l’anno che viene sarà caratterizzato dal 70° anniversario della Liberazione e dunque anche della Resistenza.

E questo mi è parso grave, perché questo evento deve parlare ai giovani molto di più di

quello della prima guerra mondiale, non solo perché a quest’ultimo sono stati dedicati molti ricordi, anche letterari e cinematografici e di esso si è parlato anche in quelle scuole che sono riuscite ad arrivarci col programma, ma anche perché si insiste sempre piuttosto sugli orrori della guerra in trincea e dei milioni di Caduti e non sulle ragioni del conflitto e sul suo significato per la vita e il futuro dell’Europa. L’anniversario della Liberazione è più “vicino” e quindi, come accade, meno conosciuto, perché di rado se ne parla ( sul serio) nelle scuole. E poi la seconda guerra mondiale, oltre all’enorme quantità di Caduti militari è contraddistinta da quella che è stata definita la “guerra civile” ed ha rappresentato, con le stragi del 1943-1945, l’essenza stessa dell’orrore e del male. Ma ancora, a quell’evento ha contribuito un movimento di popolo, la resistenza armata, quella non armata, gli antifascisti, le donne, i contadini, i sacerdoti, la cosiddetta “gente comune”. E da quella Resistenza e dalla Liberazione è scaturita la Costituzione che ancora, nonostante i molti attacchi, regola impavidamente le nostre istituzioni e la nostra convivenza civile.

 Questo dovrebbe essere l’oggetto principale della riflessione, in un anno come il prossimo,

che ci ricorderà, appunto, il 70° anniversario. Su questo, lo stesso Ministero dell’Istruzione ha assunto, in varie sedi, solenni impegni, che è lecito dubitare che vengano mantenuti, se si procederà sulla via del silenzio che ha contrassegnato il pomeriggio al Quirinale. E’ vero che nello zainetto donato ai ragazzi e alle ragazze è stato inserito un fascicolo di “PATRIA” il mensile dell’ANPI, dimenticando però di informare che non si trattava di un fascicolo qualsiasi ma di quello “speciale” interamente dedicato al 70°; dunque un importante e utile strumento di conoscenza, di comunicazione, di formazione, che dovrebbe essere utilizzato anche dagli insegnanti come base per le ricerche ed i lavori che si faranno sul tema.

Sono dunque uscito dal Quirinale un po’ sconsolato e preoccupato, se devo essere sincero. Ma, per essere sincero fino in fondo, ho notato anche l’enorme risalto che si è dato allo sport ed ai campioni sportivi; giustissimo, ma perché non parlare, per esempio, di cultura e di scienza, insieme allo sport? Ne abbiamo tanti di esempi splendidi, di persone e scienziati che lavorano in Italia e all’estero e non sarebbe stato difficile presentarne alcuni, anche se capisco che lo sport fa più “spettacolo”. Ma è il messaggio quello che conta: e dunque se si vuole lanciare un messaggio positivo, se è giusto esaltare le nostre vittorie nello sport, non sarebbe opportuno ricordare che c’è un’italiana, scienziata, che dirige un’importante Sezione del CERN, c’è una Senatrice a vita che è una notissima scienziata (e faccio solo pochissimi esempi, fra i tanti possibili), e così via? Parliamo a menti giovani ed aperte e penso sia giusto “aprirle” anche agli orizzonti sconfinati della cultura, della ricerca, della scienza.

Non lo dico per fare una critica a chi ha certamente lavorato con passione alla preparazione di una manifestazione complessa, ma per esprimere un’altra delle ragioni di disagio che mi hanno fatto uscire un po’ sconsolato da un pomeriggio che mi auguravo festoso, e per proporre a tutti una più ampia riflessione sui giovani e sul loro futuro.

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mercoledì 24 settembre 2014

lunedì 22 settembre 2014

Le ceneri dei partigiani Capponi e Bentivegna disperse oggi nel Tevere.

Comunicato Stampa Anpi Roma
Le ceneri dei partigiani Capponi e Bentivegna disperse nel Tevere.

Nassi: “dolore e rammarico per la conclusione di questa vicenda, una macchia nera della democrazia che dimostra la volontà di dimenticare due antifascisti simbolo dell’Italia che ha voluto la libertà e non ha ceduto a fascismo e nazismo”.
 
Carla Capponi e Rosario Bentivegna, eroi della Resistenza romana, combattenti contro il nazifascismo, hanno attraversato oggi Roma per l’ultima volta, trasportati dalle acque del Tevere, la loro ultima dimora. La amata figlia Elena, infatti, non avendo ottenuto di seppellirli in 80 centimetri di terra nel Cimitero Acattolico come desiderato dai genitori, ha rispettato la loro volontà di avere disperse le proprie ceneri, come seconda ipotesi, nel fiume sacro ai romani diventato la loro tomba. Chiunque potrà portare dei fiori di campo, i preferiti da Carla, in ogni parte del fiume.

Lunedì 22 settembre 2014 entra di diritto nella storia della Resistenza Romana, al pari delle date storiche della lotta al nazifascismo, non di certo per un’azione dei GAP ma, purtroppo, come “giorno dell’abbandono” riferito ai due partigiani pluridecorati, che a Roma e per Roma hanno combattuto duramente contro i tedeschi partecipando a molte azioni significative. 

La loro storia è nella Storia della Resistenza Romana e non solo, una storia dove hanno dato tutto di se stessi, mettendo molte volte a rischio la vita, senza nulla chiedere, avevano un solo desiderio, una volta morti, riposare le loro ceneri nel Cimitero Acattolico, all’ombra della Piramide di Porta San Paolo, dove hanno combattuto per la Difesa di Roma.

Purtroppo, la soluzione del Tevere, è stata una soluzione gradita a molti: in primis ai 14 Ambasciatori che gestiscono il Cimitero Acattolico, neanche le Ambasciate che hanno decorato i due gappisti sono intervenute a loro favore; poi alla direzione del cimitero che non ha voluto sentire ragioni - nonostante i tanti cattolici italiani sepolti, anche recentemente - senza il minimo rispetto per il Paese e la sua Capitale che ospita il cimitero, dimentichi del contributo dato dai partigiani italiani contro il comune nemico nazifascista.

Da alcuni mi aspettavo un impegno forte e convinto per rispettare il desiderio di due eroi nazionali. Come lo aspettavo dagli antifascisti eredi del PCI, di cui Carla è stata deputata; e della CGIL, dove Rosario ha collaborato come medico del lavoro; ma anche più impegno da altre associazioni e partiti, ANPI compresa. Tutti hanno fatto sentire la loro voce timidamente e non come meritavano delle medaglie d’Oro e d’Argento della Resistenza italiana.

Ecco perché ritengo questo il “giorno dell'abbandono”, dal momento che non ci sono state spinte democratiche per cambiare la “decisione irrevocabile” (non sempre) dei gestori del cimitero. Capisco la difficoltà ad accettare “Queste ceneri”, … sono pesanti, e quindi va rispettato lo statuto che regola l’attività del cimitero. Quello che trovo rigido è 'l’ottusità burocratica' che non tiene conto dei sentimenti dei romani. 

Come Presidente dell’ANPI Provinciale di Roma, esprimo il dolore e il rammarico dei partigiani e degli iscritti alla associazione per come si è conclusa la vicenda che riteniamo “una macchia nera della democrazia” e dimostra la volontà di dimenticare due 'antifascisti veri', simbolo di una Italia che ha voluto la libertà e che non ha ceduto a fascismo e nazismo.

Spero  per il futuro che non venga in mente a nessuno di ricordarli con ipocrite cerimonie e chiacchiere di circostanza. A ricordare loro e tutti i caduti della Resistenza è sempre compito dell’ANPI e delle associazioni della Resistenza.

           Ernesto Nassi, Presidente ANPI Provinciale di Roma

Roma, 22 settembre 2014


ANPI Provinciale di Roma - via S. Francesco di Sales 5 - 00165 ROMA

70° anniversario della scomparsa di Eugenio Colorni. Roma, 24 settembre.

La Fondazione Nenni è lieta di invitarvi alle manifestazioni, patrocinate tra gli altri dall'ANPI Provinciale di Roma, dedicate alla figura di Eugenio Colorni.

Mercoledì 24 settembre 2014-ROMA-

alle ore 11 in via Lucullo, (presso la sede nazionale della UIL
Presentazione del libro di Antonio Tedesco  "Il partigiano Colorni e il grande sogno Europeo" , Prefazione di Giorgio Benvenuto, Editori Riuniti, 208 pag.

alle ore 16.30  in via Livorno (nei pressi di Piazza Bologna) 
Deposizione della Targa in memoria di Eugenio Colorni nel luogo in cui fu 
ferito mortalmente il 28 maggio 1944 (morì due giorni dopo in Ospedale),
alla presenza di
Giovanna Marinelli, Ernesto Nassi, Walter Tocci,
Giuseppe Gerace, Giorgio Benvenuto e Giuseppe Tamburrano 

Vi aspettiamo PER RICORDARE UN GRANDE PERSONAGGIO: Filosofo, Partigiano, Dirigente Socialista, Caporedattore dell'Avanti, europeista, coautore del Manifesto di Ventotene !!!



domenica 21 settembre 2014

Tesseramento ANPI 2014

TESSERAMENTO ANPI 2014

Come iscriversi


Oltre ai partigiani e a chi ha combattuto contro i nazifascisti chiunque condivida i nostri valori può iscriversi all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

Dall’articolo 23 dello Statuto:
Possono essere ammessi come soci con diritto al voto, qualora ne facciano domanda scritta:
a) coloro che hanno avuto il riconoscimento della qualifica di partigiano o patriota o di benemerito dalle competenti commissioni;
b) coloro che nelle formazioni delle Forze Armate hanno combattuto contro i tedeschi dopo l’armistizio;
c) coloro che, durante la Guerra di Liberazione siano stati incarcerati o deportati per attività politiche o per motivi razziali o perché militari internati e che non abbiano aderito alla Repubblica Sociale Italiana o a formazioni armate tedesche.
Possono altresì essere ammessi come soci con diritto al voto, qualora ne facciano domanda scritta, coloro che, condividendo il patrimonio ideale, i valori e le finalità dell’A.N.P.I., intendono contribuire, in qualità di antifascisti, sensi dell’art. 2, lettera b), del presente Statuto, con il proprio impegno concreto alla realizzazione e alla continuità nel tempo degli scopi associativi, con il fine di conservare, tutelare e diffondere la conoscenza delle vicende e dei valori che la Resistenza, con la lotta e con l’impegno civile e democratico, ha consegnato alle nuove generazioni, come elemento fondante della Repubblica, della Costituzione e della Unione Europea e come patrimonio essenziale della memoria del Paese.
Per i residenti nel territorio di Roma ed ex Provincia, l’iscrizione può essere chiesta alla sede dell'ANPI Provinciale di Roma.
Sul sito dell'Anpi nazionale si possono trovare anche gli indirizzi delle nostre sedi territoriali. Sarà cura dell'ANPI provinciale di Roma, di indirizzare i candidati alle sezioni più vicine per poter dare un contributo fattivo di crescita e di impegno, richiesto dall’iscrizione all’Associazione.

venerdì 19 settembre 2014

"I SETTE di BABINA GLAVA" intervento di Ernesto Nassi per la presentazione del libro di Zarcone “I Precursorivolontariato democratico italiano nellaguerra contro l’Austria".


Il 15 settembre, nel centenario della “Grande Guerra” l’ANPI di Roma ha presentato il libro di Antonino Zarcone, “I Precursori” volontariato democratico italiano nellaguerra contro l’Austria: Repubblicani, Radicali, Socialisti riformisti,Anarchici e Massoni .
I SETTE di BABINA GLAVA
Un libro che racconta la storia di sette giovani, socialisti, repubblicani e massoni, che nel 1914 a seguito della aggressione austriaca alla Serbia, decisero di andare volontari per combattere a fianco dei serbi. I giovani erano quattro di Marino Laziale: Cesare Colizza, Ugo Colizza e Arturo Reali, anarco-socialisti con tendenze repubblicane, un loro amico, il marinese Mario Corvisieri, oltre il viterbese Nicola Goretti, il salernitano Francesco Conforti e il siciliano Vincenzo Bucca. Decisero di andare a combattere per rivendicare le “TerreIrredenti” e per smuovere le coscienze dei giovani italiani. I sette partono da Roma il 29 luglio 1914 per imbarcarsi a Bari, però, la polizia preavvertita non lo permette, quindi il 1 agosto s’imbarcano clandestinamente a Brindisi, sul vapore greco “Minxhae”. Scoperti, il capitano della nave, dimostra simpatia per loro e non li denuncia, li tiene a bordo, facendogli pagare solo il biglietto. Dopo una serie di peripezie e località greche, arrivano il 9 agosto arrivano a Kraguijevac, da cui inviano cartoline agli amici con scritto “Morituri te  salutant”.
L’11 agosto sono presentati al colonnello A.Popovich. Vengono armati alla meglio, con le “Ciocie”  di pelle ai piedi e mandati alla frontiera, presso Veliki Storaz, dopo alcune azioni i sette partecipano, il 20 agosto 1914, a scontri con gli austriaci, nella “Battaglia di Monte Zer” , con altre due bande di volontari, si scontrano sull’altura di “Babina Gora” (Monte della Vecchia), con gli austriaci, mettendoli in fuga e si attestano sulla collina di “Babina Glava” (Testa di Vecchia)  per resistere fino all’ultimo. Nel pomeriggio si scontrano contro tre battaglioni di austriaci, con 3.000 uomini. La legione di poche centinaia di uomini, si scontrano “corpo a corpo”  e i garibaldini incitano i serbi ad attaccare ma vengono investiti da uno sbarramento di fuoco, che colpisce i garibaldini. Si salveranno solo Ugo Colizza e Arturo Reali, che torneranno in Italia battendosi per l’interventismo. Il 14 settembre 1914, radicali, repubblicani, socialisti, anarchici, si riuniscono nella “Casa del Popolo” per commemorare i cinque di Babina Glava. I caduti vengono inumati sul posto e  i loro nomi sono incisi in una lapide, all’ingresso del cimitero di Belgrado.
Intanto in Francia, Peppino Garibaldi, sta formando una Legione garibaldina. Ugo Colizza e Arturo Reali, con l’Italia entrata in guerra, si arruolano nell’Esercito italiano, Reali il 16 gennaio 1916, viene ferito a Oslavia e perde la mano sx e il 16 marzo 1917 viene congedato, perché inabile al servizio militare. Ugo Colizza il 14 giugno 1915 è asegnato ai 51° rgt di fanteria Alpi, erede dei “Cacciartori delle Alpi” costituito da Garibaldi nel 1859.
I sette di “Babina Glava” vengono insigniti di M.O. al V.M. di Serbia. Il 9 settembre 1917 una missione militare serba viene in Italia per consegnare le medaglie ai parenti dei cinque caduti e ai due superstiti (Colizza è al fronte) in una cerimonia solenne a Roma, in Piazza di Siena, i repubblicani,socialisti, garibaldini e liberali, vengono consegnate le medaglie. Il 17 febbraio 1918, Ugo Colizza, è nominato sottotenente , poi entra come volontario negli Arditi. Affronta vari combattimenti e viene ferito, poi  viene decorato con due Medaglie di Bronzo e promosso tenente. Viene congedato il 10 gennaio 1919 e torna alla politica.
Ugo Colizza e Reali, fondano il il fascio di combattimento a Marino laziale, Ugo è iscritto al partito fascista dal 1922, partecipa alla “Marcia su Roma”, fa una carriera veloce nella federazione fascista di Roma, si iscrive alla Massoneria. Ugo Colizza con la scelta di aderire al fascismo, con i molteplici incarichi, come quello di giudice del Tribunale Speciale Fascista e l’8 settembre 1943, aderisce alla RSI. Muore il 15 aprile 1946.
Arturo Reali, è diverso da Ugo, nel 1946è membro della ANVRG (volontari e reduci garibaldini) e nel 1950 è Presidente della sezione di La Spezia. Al Consiglio Nazionale della associazione, il 5 marzo 1950, gli viene consegnata una targa in bronzo riproducente la frase scritta nella “famosa cartolina” dei sette con scritto “Morituri te sallutant”. L’ultimo di “Babina Glava” muore a Marino il 23 luglio 1966. A lui e Ugo Colizza, vengono dedicate due strade a Marino.
Il libro prosegue con la storia dei volontari democratici garibaldini di Peppino Garibaldi (repubblicani, socialisti, anarchici, massoni e radicali) che si arruolano con l’esercito francese per combattere contro l’Austria  e per mandare un messaggio in Italia, affinché il Paese si decida per l’intervento e a fianco dell’”Intesa”. La Legione garibaldina, combatte con coraggio ed ha 93 morti, 337 feriti, 136 dispersi, 75 ricompense tra promozioni, citazioni, medaglie e croci della Legione d’Onore. Partecipano alla battaglia delle Argonne. Tornati in Italia, alcuni di loro credono al fascismo, mentre ex volontari socialisti, repubblicani e massoni, lasciano l’Italia e tornano da esuli in Francia, per non vivere in Paese Fscista.
Il libro di Antonino Zarcone, è un libro molto interessante  e che aiuta a capire l’Italia pre - Prima Guerra Mondiale, con i fermenti che hanno condotto allo scontro più duro in Europa i cittadini delle nazioni europee, in nome della libertà o della sottomissione agli imperi centrali. I “sette” democratici e massoni, sono stati i “Precursori” dei volontari combattenti per la libertà e l’autodeterminazione dei popoli, pagando i più, con la vita, il loro sogno di liberttà.
Ernesto Nassi, Presidente dell'Anpi Provinciale di Roma

"Concerto per l'8 settembre"


L’8 settembre 2014, l’ANPI di Roma e il Comune di Roma hanno voluto ricordare i combattenti e i caduti per la “Difesa di Roma” con un Concerto, ideato dalla Sezione ANPI di Trastevere ed eseguito da alcuni musicisti iscritti all’ANPI, nella prestigiosa Sala Protomoteca del Campidoglio.
Al cospetto di un pubblico che ha occupato quasi tutti i posti nella Sala, il Presidente dell’ANPI di Roma, Ernesto Nassi, è intervenuto in apertura, portando il saluto dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, provinciale di Roma, sottolineando il valore del Concerto e la sua finalità.
In seguito il Sindaco di Roma, Prof. Ignazio Marino, è intervenuto evidenziando la coraggiosa reazione degli abitanti di Roma contro i nazisti, che per tre giorni hanno combattuto e pagato un alto prezzo in vite umane, oltre 400 militari e circa 250 civili, tra cui 27 donne, costringendo i tedeschi a patteggiare la fine degli scontri. Il Sindaco, l’Assessore Paolo Masini e la responsabile della Memoria del Comune, Carla Di Veroli, hanno assistito alla prima parte del Concerto.
 
Il Concerto, è stato  eseguito dal virtuoso chitarrista Angelo Colone e dal Quartetto d’Archi Pessoa, su musica di Mauro Giuliani, hanno eseguito “Rossiniana” n 1 OP. 119 e concerto in re per chitarra op. 99, di Mario Castelnuovo – Tedesco, Chitarra Angelo Colone, Direttore Marco Quaranta, Quartetto “Pessoa”, (violini Marco Quaranta e Rita Gucci, viola Gianfranco Borelli, violoncello Kyung Mi Lee, per la prima applauditissima esecuzione e l’Orchestra da camera “Pessoa”, con i musicisti: flauto Fabio Cola janni, oboe Mauro Panzieri, clarinetti Emanuel Elisei e Paolo Rocca, fagotto Antonio Vincenzi, corno Simone Graziani, Violino I Marco Quaranta, violino II Rita Gucci, viola, Gianfranco Borelli, violoncello Kyung Mi Lee, contrabasso Paolo Benelli. Testi di Ennio Speranza, voce recitante Susanna Marcomeni. Anche questa bella esecuzione è stata applaudita a scena aperta dal numerosissimo pubblico presente, che ha chiesto il bis.
 
E’ stata una serata straordinaria, un concerto dove i due virtuosi solisti, Angelo Colone alla Chitarra e Marco Quaranta al violino, iscritti da anni all’ANPI di Roma, hanno dato saggio delle loro grandi qualità. Marco Quaranta è il nipote del martire antifascista Massimo Gizzio, giovane studente di 18 anni, aggredito dai fascisti il 29 gennaio e morto, per le ferite d’arma da fuoco, 1 febbraio 1944.
L’ANPI di Roma e il Comune di Roma, hanno voluto ricordare, con il Concerto, la data dell’8 settembre 1943, ricordando chi ha dato la vita per la Patria e, a differenza di Vittorio Emanuele III.  il Capo del Governo Badoglio, con ministri e generali, non sono fuggiti davanti al nemico! 

Massimo Rendina, comandante "Max"




In foto Massimo Rendina, comandante "Max"
Partigiano - Vice Presidente nazionali ANPI
già Presidente di ANPI Roma

Guarda ed ascolta:

Memorie di un Partigiano. Intervista.




mercoledì 17 settembre 2014

ANPInews n. 133 – 16/23 settembre 2014

In questo numero:

APPUNTAMENTI
DOMENICA 21 SETTEMBRE RADUNO REGIONALE di  TUTTE le ANPI della TOSCANA a SANT'ANNA di STAZZEMA PER RICORDARE nel  70° della RESISTENZA E DELLA LIBERAZIONE le STRAGI NAZIFASCISTE avvenute nella regione.

leggi il n. 133 di ANPInews in versione .pdf

iscriviti e/o consulta i numeri precedenti di ANPInews

ARGOMENTI Notazioni del Presidente Nazionale ANPI, Carlo Smuraglia:

► L’importante iniziativa dell’ANPI Toscana per un grande raduno a Sant’Anna di Stazzema, il 21 settembre (v. programma sopra), mi fornisce l’occasione per fare il punto sulla situazione dei lavori sulle stragi nazi-fasciste del 1943-1945. Utilizzo la prefazione che ho scritto di recente per un libro proprio sulle stragi avvenute sull’Appenino Tosco-Emiliano (*), in cui ho fatto una sintesi della situazione, allo stato attuale:  (...)
P R O G R A M M A

ore 10.00 nel piazzale antistante la chiesa di S.Anna, apertura della manifestazione e saluti

ore 10.10 Interventi di un rappresentante della Regione Toscana e del Presidente Nazionale dell’ANPI, CARLO SMURAGLIA

ore 11.30 salita all’ossario e deposizione di omaggi floreali in memoria di tutte le vittime delle stragi avvenute in Toscana

ore 12.40 rientro in località presso museo e possibilità di poter consumare un pasto, necessaria prenotazione

ore 14,30 Visita alla mostra "Now I Know 1944‐2014: storia e presente di una strage" che raccoglie i lavori prodotti dagli studenti di scuola secondaria superiore nel workshop sul tema Resistenza svoltosi tra il 4 e il 12 agosto sempre a S.Anna di Stazzema e organizzato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) in collaborazione con il Museo della Resistenza di Sant’Anna di Stazzema, l’ANPI e l’INSMLI (Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia). L’iniziativa ha fatto seguito al Protocollo di intesa fra MIUR e ANPI firmato dal Ministro Stefania Giannini e da Carlo Smuraglia il 24 agosto scorso.

ore 15,30 Interventi di sopravvissuti nel piazzale della Chiesetta e di Presidenti dei Comitati Provinciali (o loro delegati) in memoria delle principali stragi avvenute in ciascuna Provincia della regione
Al TERMINE CHIUSURA della MANIFESTAZIONE con “CANTI PARTIGIANI”

Scuola. Nassi: “Omofobia e intolleranza non possono albergare nelle scuole della nostra città, non vogliamo un altro ‘triangolo rosa’!

Comunicato Stampa Anpi Provinciale di Roma
Scuola. Nassi: “Omofobia e intolleranza non possono albergare nelle scuole della nostra città, non vogliamo un altro ‘triangolo rosa’!
“Condanniamo fermamente quanto accaduto nei giorni scorsi davanti al Liceo Giulio Cesare, dove esponenti di un gruppo di estrema destra hanno inscenato una manifestazione ‘contro la lobby gay e la propaganda omosessuale’.” Lo ha dichiarato Ernesto Nassi, presidente dell’Anpi di Roma. “Omofobia e intolleranza non possono albergare nelle scuole della nostra città, non vogliamo un altro ‘triangolo rosa’! Esprimiamo solidarietà alla scuola, agli studenti e a chiunque, gay o eterosessuale, che si senta offeso dalle ideologie dell’odio che ricordano le persecuzioni nazifasciste nei confronti degli omosessuali e il triangolo rosa della deportazione di gay e lesbiche. L’Anpi di Roma ogni giorno è presente nelle scuole per parlare con gli studenti dei valori positivi e democratici nati dalla Resistenza e confluiti nella nostra Costituzione. Ricordo che esiste un protocollo MIUR –ANPI del luglio scorso per la promozione e lo sviluppo di progetti didattici nelle scuole e per divulgare i valori della Costituzione repubblicana e gli ideali di democrazia, libertà, solidarietà e pluralismo culturale. Per questo - conclude Nassi - oltre a continuare ed incentivare la nostra presenza nelle scuola, sosterremo qualsiasi iniziativa a favore della difesa e dell'allargamento dei diritti civili e contro l'omofobia”.
Roma, 17 settembre 2014
ANPI Provinciale di Roma - via S. Francesco di Sales 5 - 00165 ROMA

"La pace ha bisogno di unità e coesione": lettera del presidente Smuraglia ai promotori delle iniziative nazionali sulla pace.

Smuraglia: la pace ha bisogno di unità e coesione.

dal sito dell'ANPI nazionale

LETTERA DEL PRESIDENTE NAZIONALE DELL’ANPI, CARLO SMURAGLIA, AI PROMOTORI DELLE DUE PROSSIME INIZIATIVE NAZIONALI  SULLA PACE.

L’ANPI ha ricevuto diversi inviti, da Associazioni diverse, per la marcia della Pace e per un’altra iniziativa, a Firenze, il 21 settembre, con un notevole sconcerto. Possibile che in un momento così delicato e pericoloso in tutto il mondo, per la pace e per la convivenza pacifica dei popoli, si verifichi una divisione (peraltro poco comprensibile, per ciò che attiene alle motivazioni) fra i componenti delle Associazioni che – tradizionalmente –  si sono  occupate della pace nel mondo e quelli di Associazioni più di recente costituite?

L’ANPI non può che richiamare tutti alla consapevolezza della gravità del momento ed invitare, ugualmente tutti, a ritrovare la strada della coesione e dell’impegno comune, per quello che è e resta l’obiettivo di tutti, cioè la pace.

Noi auspichiamo sinceramente che la marcia Perugia-Assisi sia l’occasione per ricostruire l’unità perduta e per dar vita ad una grandiosa e unitaria manifestazione, alla quale non mancherà di aderire, come ha sempre fatto. Ma non sarebbe concepibile una partecipazione effettiva, se la marcia fosse il centro di contrasti e del conflitto fra bandiere diverse.

Naturalmente, l’adesione dell’ANPI per le iniziative in corso (la marcia di ottobre e la manifestazione fiorentina del 21)  è scontata, come per tutte le manifestazioni che - su base unitaria - siano dirette a realizzare l’obiettivo, oggi così difficile, della pace nel mondo.

Ma vorremmo, per poter andare al di là di una semplice adesione, vedere ricostruita l’unità fra le varie organizzazioni e il coordinamento fra le varie iniziative.

Non intendiamo porre condizioni, ma solo manifestare la nostra preoccupazione e il nostro sconcerto ed esprimere la speranza, che al più presto, si torni a quell’unità che in tema di pace, come in tante altre materie fondamentali, è davvero imprescindibile.

Con i più cordiali saluti,                               

prof. Carlo Smuraglia

Milano 16 settembre 2014

martedì 16 settembre 2014

ANPInews n. 132 – 10/17 settembre 2014

In questo numero di ANPInews

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APPUNTAMENTI
► Preannunciamo che domenica 21 settembre, a Sant’Anna di Stazzema, si svolgerà un RADUNO DELL’ANPI DELLA TOSCANA per ricordare, nel  70° anniversario della Resistenza e della Liberazione, le stragi nazifasciste compiute nella regione.
Parteciperanno, oltre alle delegazioni provinciali dell’Associazione, anche i sindaci dei Comuni che furono colpiti dalle stragi. Interverranno il Presidente Nazionale dell’ANPI, Carlo Smuraglia, e il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi  (...)

ARGOMENTI
Notazioni del Presidente Nazionale ANPI, Carlo Smuraglia:
► Questa settimana parliamo di lavoro, visto che il tema sta riconquistando una certa centralità, più o meno a proposito, e considerato che si tratta di uno degli impegni principali per l’ANPI, tenuta alla salvaguardia delle disposizioni della Carta Costituzionale, tra le quali emergono quelle relative al lavoro, a partire dall’art. 1. Passato l’entusiasmo per altri tipi di riforme, adesso ci si occupa, finalmente, del problema del lavoro, che noi abbiamo sempre considerato come prioritario. Ma è il modo che sorprende, perché la prima questione che si dovrebbe porre è quella dell’occupazione, dunque della ricerca di nuovi posti (dignitosi) di lavoro, visto che la disoccupazione ha raggiunto livelli intollerabili e così anche il precariato. Invece, il dibattito sembra essersi subito orientato in altre direzioni, quella della “eccessiva rigidità del sistema giuridico del lavoro” e delle difficoltà che si frappongono ai licenziamenti e quello del “superamento” – ormai considerato certo e irreversibile – dello Statuto dei diritti dei lavoratori. Insomma, si parla soprattutto di regole, considerandole come elemento fondamentale per il rilancio delle attività produttive, lo sviluppo, ecc. (...)






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Ripudia intolleranza, razzismo e antisemitismo.
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Blog a cura di Beatrice Foroni