martedì 10 dicembre 2019

13 gennaio 2020: Lezioni sul fascismo. Presentazione del libro di Palmiro Togliatti



dall’introduzione di Piero Di Siena:

“(...) Ora rileggere le lezioni togliattiane sul fascismo nell’ottica della categoria dell’”analisi differenziata” può costituire una potente lezione di metodo rispetto ai problemi che oggi si presentano di fronte a una sinistra ridotta ai minimi termini, come del resto lo era quella travolta dai movimenti reazionari di massa tra le due guerre mondiali. Adesso come allora siamo di fronte a tendenze inedite che indicano un prevalere a livello di opinioni pubbliche di orientamenti reazionari, catalogati con una certa approssimazione come “populismi” o “sovranismi” in ascesa. Essi sono il frutto del fatto che, soprattutto a partire dalla crisi del 2007-2008, il processo di globalizzazione dell’economia è apparso nella sua vera natura, non tanto di unificazione dell’economia mondiale, ma di feroce competizione fra Stati a dimensione continentale per il primato nella nuova divisione internazionale del lavoro, dove a partire dalla Cina sono emersi nuovi soggetti che hanno segnato la fine irreversibile del primato dell’Occidente negli equilibri e negli assetti del mondo.
Siamo per paesi come l’Italia nel pieno di una crisi organica che, per le interdipendenze sempre più strette con il sistema mondo, non può avere una soluzione solo sul piano nazionale e che sottopone i diversi sistemi politici a passaggi traumatici e a esiti inediti. Per una sinistra, sia pure messa ai margini e ridotta al lumicino, come del resto lo erano i comunisti italiani nel pieno del regime fascista, il metodo dell’”analisi differenziata” capace di cogliere e di intervenire nelle contraddizioni dell’avversario nel suo rapporto con vasti strati del popolo è una lezione valida soprattutto per l’oggi.
Certamente un tale approccio analitico e le modalità dell’agire politico che ne derivavano non si trasformavano in Togliatti in una riduzione della politica rivoluzionaria a tattica senza prospettive, a scelte di manovra politica prive di un progetto, perché alle spalle vi era il ruolo dell’Urss e l’indicazione di marcia che la vittoria del socialismo, sia pure in un solo paese, indicava all’intero movimento. In genere si considera il “legame di ferro” che Togliatti ha permanentemente avuto con l’esperienza sovietica in tutte le sue fasi come una pura scelta dettata da una sorta di realismo politico, da una presa d’atto dei rapporti di forza da cui non si sarebbe potuto prescindere, del tutto estraneo al fatto che egli fosse con Mao, benché in tutt’altra direzione, il più grande innovatore del comunismo del Novecento. Ma, a mio parere, non è così. Quel legame stava a dimostrare l’attualità di un processo di transizione in atto verso un diverso assetto economico e sociale che costituiva la prospettiva irrinunciabile per l’agire politico di una forza di sinistra.
E’ l’assenza di punti di riferimento strategici e di una funzione di portata storica, di una visione alternativa dell’assetto del mondo, che espone ciò che resta della sinistra oggi al rischio dell’irrilevanza. Ma ciò può rendere anche più stringente la ricerca di quella nuova e inedita prospettiva rivoluzionaria (nel senso di un rovesciamento radicale del rapporto tra “governanti” e “governati”) che lo stato delle cose richiede.”

INDICE
Premessa di Paolo Ciofi
Introduzione di Piero Di Siena
Prefazione alla prima edizione di Ernesto Ragionieri
Lezioni sul fascismo
I caratteri fondamentali della dittatura fascista
Il «partito di tipo nuovo» della borghesia
Il Partito nazionale fascista
Le organizzazioni militari-propagandistiche del fascismo
I sindacati fascisti
Il dopolavoro
La politica del fascismo nella campagna
Il corporativismo
Appendice
Dov’è la forza del fascismo italiano?


Palmiro Togliatti (Genova, 26-3-1893-Yalta, 21-8-1964) è stato il principale dirigente del Partito Comunista Italiano, dall’arresto di Gramsci da parte del regime fascista sino alla morte avvenuta in Unione Sovietica.
Dopo la prima guerra mondiale partecipa con Gramsci, Tasca e Terracini alla fondazione dell’Ordine nuovo, la rivista torinese che sostiene l’occupazione delle fabbriche nel “biennio rosso” 1919-20. Tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia, ne diventa il segretario nel 1927 e lo sarà per tutta la vita salvo una breve parentesi tra il 1934 e il 1938, quando nell’Internazionale comunista avvia la politica dei fronti popolari antifascisti.
Dopo aver partecipato alla guerra antifranchista di Spagna, torna in Italia nel 1944 e con la cosiddetta “svolta di Salerno” ridefinisce la strategia del Partito comunista, che presuppone la liberazione dal nazifascismo e la partecipazione al governo di unità nazionale. Nell’Assemblea Costituente fu uno dei protagonisti dell’elaborazione della Costituzione democratica della nuova Repubblica italiana.
Vice presidente del Consiglio e Ministro di Grazia e Giustizia nei governi di unità nazionale, escluso poi per effetto della rottura dell’unità delle potenze vincitrici della guerra, guida il suo partito in una dura opposizione ai governi centristi della Democrazia cristiana, condotta insieme al Psi sempre sul terreno democratico per l’attuazione dei principi costituzionali.
Nel 1948 subisce un grave attentato che lo mette in pericolo di vita. Il suo richiamo al rispetto della convivenza democratica evita che l’ampia reazione popolare sfoci in una vera e propria guerra civile.
Nel 1951 rifiuta la proposta di Stalin di assumere la guida del Cominform, l’organizzazione mondiale dei partiti comunisti che aveva sostituito l’Internazionale. Resta alla guida del Pci, che nell’VIII Congresso del 1956 porta a compimento l’elaborazione della via italiana al socialismo. Una scelta democratica che fa del Partito comunista italiano la forza più innovativa nel panorama del movimento comunista internazionale, al quale Togliatti darà ancora un fondamentale contributo con due interventi di grande rilievo: il discorso di Bergamo del 1961 sul destino dell’uomo, in cui getta le basi per un duraturo incontro tra comunisti e cattolici e il memoriale di Yalta sul rinnovamento del movimento comunista, scritto alla vigilia della morte.

lunedì 9 dicembre 2019

11 dicembre 2019 - Sezione ANPI Esquilino: Cosa ho imparato da Nilde Iotti


Ci ha lasciati Piero Terracina, testimone dell'orrore della Shoah

La testimonianza ci costa sempre tanto dal punto di vista emotivo. Vale la pena tutta questa fatica? Sì. Io ne sono convinto ed è per questo che continuerò a raccontare, ovunque ci sia qualcuno disposto ad ascoltare” (Piero Terracina)



E' morto Piero Terracina. Deportato ad Auschwitz nel 1944, fu uno dei pochi ebrei romani a tornare a casa. Nel suo nome continueremo a raccontare la storia e a tenere viva la memoria perché quell'orrore non si ripeta piú, MAI PIÙ. Ti sia lieve la terra caro Piero.

La sua testimonianza su "Patria Indipendente":
"Quel piano inclinato sull'abisso" di Piero Terracina


Scuola Secondaria di I grado "F. Montanari" - Mirandola La Memoria e la Testimonianza - Piero Terracina:



mercoledì 4 dicembre 2019

5 dicembre 2019 - Sezione ANPI San Lorenzo: Guerriglia partigiana a Roma



5 DICEMBRE ALLE ORE 19,00 presso la Casa della Partecipazione, Via dei Sabelli 88/A, a San Lorenzo.

GUERRIGLIA PARTIGIANA A ROMA (Gap comunisti, Gap socialisti e Sac azioniste nella Capitale 1943-44)

Sarà presente l'autore; modera Gabriella Pandinu della sezione Anpi di San Lorenzo
Seguirà discussione del programma di lavoro della nostra sezione nel prossimo anno.
Ore 20.30 Buffet e brindisi



GUERRIGLIA PARTIGIANA A ROMA (Gap comunisti, Gap socialisti e Sac azioniste nella Capitale 1943-44)
271 giorni di occupazione nazista, migliaia di caduti civili e militari, quasi
4.000 partigiani inquadrati nelle organizzazioni armate di Pci, Psiup e PdA, centinaia di azionidi guerra e sabotaggio compiute quotidianamente. Questa è stata la Resistenza a Roma: unaguerriglia urbana di 9 mesi organizzata dai reparti d’avanguardia delle forze antifasciste, i Gap e le Sac, e resa possibile dall’appoggio della popolazione civile.
La ricostruzione documentale degli eventi che l’A. offre restituisce non solo il
contesto storico in cui nacque la guerriglia nella città ma soprattutto le sue
contraddizioni, i suoi slanci, i suoi limiti e la sua necessità militare, politica e morale...

13 dicembre 2019 - Sezione ANPI Ladispoli-Cerveteri: Noi e la Storia - "Strage di Stato". Piazza Fontana e la strategia della tensione per destabilizzare la democrazia


domenica 24 novembre 2019

27 novembre 2019 alla Casa della Memoria e della Storia: Allegro Adagio Assai - presentazione libro

Mercoledì 27 novembre, alle ore 17, presso la Casa della Memoria e della Storia, in via Francesco di Sales, Roma, sarà presentato il romanzo Allegro Adagio Assai, di Corrado Morgia, con la partecipazione di Fabrizio De Sanctis, presidente dell'Anpi provinciale e di Giorgio Mele, saggista, esperto di scuola e università, ed ex senatore. Sarà presente l'autore
Informazioni bibliografiche del Libro
Titolo del Libro: Allegro adagio assaiAutore : Corrado MorgiaEditore: Novecento LibriCollana: EntroterraData di Pubblicazione: 2018Genere: letteratura italiana: testiPagine: 344ISBN-10: 8894340678ISBN-13: 9788894340679

Allegro adagio assai: Il percorso di "Allegro adagio assai" si dipana lungo tre livelli di narrazione che si intrecciano in un testo denso, stringente, teso, spesso affannoso. Il protagonista è Cesare, un uomo di cinema, iscritto al partito comunista, che pur nutrendo speranze di grandi successi, si adatta spesso a fare lavori di scarsa qualità, prestando la sua penna ad altri autori, più noti di lui, in attesa di occasioni e di tempi migliori. Le vicende private di Cesare, amori, sogni, passioni, lavoro, si intrecciano con la storia del Paese, lungo tutti gli anni che vanno dal "mitico" '68 al 1990, un'epoca caratterizzata da accadimenti politici diversi e contraddittori. Vittorie politiche della sinistra, ma anche sconfitte, delusioni, insuccessi, in una terra di frontiera tra Est e Ovest, scossa da stragi, attentati, violenze, atti terroristici di segno apparentemente diverso se non opposto, tentativi di colpo di stato, crisi economiche e sociali nel contesto mondiale della guerra fredda e poi del declino e della caduta dei Paesi del blocco sovietico

26 novembre 2019 - proiezione film "Il giovane Pertini" - Sezioni ANPI Pigneto e Villa Gordiani

proiezione del film “Il giovane Pertini – Combattente per la libertà”, 
26 novembre 2019 ore 18,00 presso il Circolo Arci Sparwasser, via del Pigneto 215.
La proiezione sarà preceduta da un momento di presentazione della pellicola e di riflessione sul valore della memoria storica cui parteciperanno il regista e la produzione, un rappresentante del comitato provinciale dell’Arci e un membro della presidenza dell'ANPI provinciale di Roma.
È previsto anche un intervento di saluti della presidentessa di sezione, Luigina Meco Lomuti.

“Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza”
Sandro Pertini

„Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. [... ]
Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero.“ ...
Sandro Pertini

venerdì 22 novembre 2019

I 10 anni della Sezione ANPI dell'Istituto Superiore di Sanità




N.B. L'evento, svolgendosi in un luogo di lavoro non è pubblico ma riservato ai lavoratori dell'Istituto Superiore di Sanità

Nota biografica di Ferdinando de Leoni
Ferdinando dei Leoni nato a Roma il 15 ottobre 1924, studente del liceo Tasso a Roma entra nel Partito d'Azione clandestino appena costituitosi nel luglio del 1942.
Dopo l'8 settembre a Porta San Paolo, arrestato a Roma dalla Polizia Africa Italiana (P.A.I.) alla fine del novembre 1943 e rinchiuso verso la metà di dicembre al Forte Pietralata a Roma, con l'accusa di renitenza alla leva, ribellione e cospirazione. E ‘condannato a morte. Evaso il 23 gennaio del 1944 in concomitanza con lo sbarco di truppe alleate ad Anzio. In clandestinità fino al 19 marzo dello stesso anno, quando in corso di trasferimento di alloggio viene fermato da una pattuglia tedesca. È condotto a Firenze. Da quella località (caserma di Scandicci) centinaia di giovani lì concentrati, moltissimi romani, vengono tradotti in Germania per costruire l'esercito repubblichino.  
Invece, insieme ad altri venti, venticinque romani viene condotto a La Spezia per formare un presidio dell’esercito. Alloggiato nell'ex Ospedale militare marittimo in Via dell’Arsenale, vuoto ed abbandonato dall'8 settembre del 1943.
Il presidio è costituito da: due ufficiali Alberto Maurizio e Gaetano Falciola, il sergente Sante Ruggeri; 20 25 giovani romani.  Ferdinando prende contatto con la Resistenza a Bolano, (incontra Vero del Carpio “Boia”, segretario provinciale del partito d'azione di La Spezia) si fa riconoscere ed è incaricato di organizzare la diserzione del reparto dei soldati ufficiali dell'esercito della Repubblica Sociale Italiana, dov'era stato forzatamente inserito, impossessarsi delle armi e delle munizioni e della cassaforte del reparto stesso. 
Si confida con Alberto Moizo, sottotenente nel reparto militare, lo convince, diventano amici e lo resteranno per sempre.
Svolge opera di propaganda tra gli altri componenti del reparto militare.
Tutto è pronto per la fine di maggio. Si ammala viene ricoverato per più di un mese al senatorio di Filettino, ospedale di La Spezia fuori della città. Esce ai primi di luglio, Alberto Moizo gli dà carta bianca, lui penserà solo a convincere l'altro ufficiale Gaetano Falciola. Prende contatto con una cellula del P.C.I. della Spezia la guida un certo Orazio Montefiore, prendono un appuntamento presso la stazione ferroviaria di La Spezia, avvisa il distaccamento composto da 10 uomini a Levanto. Si reca al carcere di Migliarina a La Spezia e convince altri 10 uomini custodi di servizio, libera tutti i detenuti (tutti politici e quasi tutti jugoslavi e ucraini due russi due jugoslavi). L'evasione si concretizza con l'adesione di due ufficiali, un sergente 25 uomini e le forniture costituite da armi e munizioni. Dalla Spezia guidati da un componente della cellula del partito comunista sono portati in prossimità di Ponzanello di Fosdinovo, sul lato orientale di Monte Grosso nella formazione Garibaldi comandata da Bruno Caleo detto “Fiume” e successivamente nella Brigata “Falco” di Giustizia e Libertà, comandata da Alfredo Contri, nella Bassa Lunigiana ai Campacci sopra Tenerano.
Poi, dopo il rastrellamento nazi-fascista del 24 Agosto 1944, si inserisce nella ricostituita Brigata “II Carrara”, sempre comandata da Alfredo Contri con la sede del comando di Brigata a Castelpoggio di Carrara e che lungo il crinale della “Spolverina” copriva il territorio fino a Pulica di Fosdinovo e alla Valle della Pesciola.
Dopo il rastrellamento nazi-fascista del 29 e 30 novembre 1944 passa il fronte alla metà del mese di Dicembre e dopo un periodo di detenzione a Napoli nei campi Americani torna a Roma.
A Roma svolge un’intensa attività politica e di organizzazione dell’ANPI romana, diventando Presidente del Comitato provinciale di Roma.
Continua, per tutta la vita, una costante, tenace ed appassionata militanza in tutta Italia per i diritti umani e per i valori della resistenza, nell’ANPI ed in ogni ambito della sua vita. Si prodiga per i giovani e per la trasmissione della Memoria, un maestro amato da moltissimi giovani. Ci ha lasciato il 14 novembre 2011
Accolto nel Giardino dei giusti nel 2012 
Amatissimo dai suoi cari e ricordato oggi dai suoi figli Maria, Francesco, Elisabetta, dagli amici e dai compagni dell’ANPI…

L'ANPI aderisce alla manifestazione nazionale del 23 novembre a Roma contro la violenza sulle donne

Comunicato della Presidente nazionale ANPI, Carla Nespolo. La mobilitazione del Coordinamento donne dell'Associazione

25 novembre 2019 - Processo per stupro - alla Casa della Memoria e della Storia


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