04 agosto 2020

Stazione Metro C “Giorgio Marincola". Approvata la mozione dall’Assemblea Capitolina.

Appena approvata dal consiglio comunale di Roma la mozione con la quale “l’Assemblea Capitolina impegna la Sindaca e la Giunta a porre in essere ogni atto e procedura necessari per intitolare la futura fermata della Metro C Amba Aradam/Ipponio a Giorgio Marincola”. 

L'ANPI provinciale di Roma ringrazia tutti coloro che hanno contribuito a questa decisione, a partire dal comandante partigiano pluridecorato Mario Fiorentini, che già anni fa stimolò due giovani studiosi (Carlo Costa e Lorenzo Teodonio) ad affrontare le ricerche storiche che culminarono con la bellissima biografia di Giorgio Marincola “Razza Partigiana”. Ringrazia inoltre i compagni dell’ANPI Pigneto-Torpignattara, che intitolarono la sezione a Giorgio Marincola, medaglia d'Oro al valor militare alla memoria per i fatti della Resistenza, ringrazia i giornalisti Massimiliano Coccia e Roberto Saviano, per aver lanciato l’idea della stazione della Metropolitana intitolata al grande partigiano e tutti i firmatari della petizione da essi promossa, e le sezioni dell'ANPI Appio e del VII municipio che hanno dato un grande contributo così come molte altre associazioni. Ringrazia la Sindaca Virginia Raggi per aver fatto propria la proposta e tutti coloro che nel Consiglio Comunale hanno contribuito a questa decisione storica.


Giorgio Marincola

Nato a Mahaddei Uen (Somalia) il 23 settembre 1923, caduto a Stramentizzo, presso Castel di Fiemme (Trento) il 4 maggio 1945, studente, Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria.

Una mostra allestita nel 2005 a Roma, al Vittoriano, ha illustrato la storia dell'unico partigiano italo-somalo decorato, alla memoria, di Medaglia d'Oro al Valor Militare. Dice la motivazione della nostra massima ricompensa al valore: "Giovane studente universitario, subito dopo l'armistizio partecipava alla lotta di Liberazione, molto distinguendosi nelle formazioni clandestine romane per decisione, per capacità, per ardimento. Dopo la liberazione della Capitale, desideroso di continuare la lotta, entrava a far parte di una missione militare e nell'agosto 1944 veniva paracadutato nel Biellese. Rendeva preziosi servizi nel campo organizzativo e in quello informativo ed in numerosi scontri a fuoco dimostrava ferma decisione e leggendario coraggio, riportando ferite. Caduto in mani nemiche e costretto a parlare per propaganda alla radio, per quanto dovesse aspettarsi rappresaglie estreme, con fermo cuore coglieva occasione per esaltare la fedeltà al legittimo governo. Dopo dura prigionia, liberato da una missione alleata, rifiutava di porsi in salvo attraverso la Svizzera e preferiva impugnare ancora le armi, insieme ai partigiani trentini. Cadeva da prode in uno scontro con le SS germaniche, quando la lotta per la libertà era ormai vittoriosamente conclusa". Giorgio Marincola era nato presso Mogadiscio, dalla relazione tra suo padre, Giuseppe, ufficiale di fanteria in servizio nella Colonia somala, e una donna del luogo, Ashkiro. Quando il padre di Marincola torna in Italia, porta con sé Giorgio e la sorella Isabella. A Roma il ragazzo frequenta il liceo. Ha tra i professori Pilo Albertelli, che sarà poi trucidato alle Fosse Ardeatine. Nel 1941 Giorgio si iscrive a Medicina, ma non ha modo di concludere gli studi. È attivo nel Partito d'Azione, partecipa alla difesa di Roma, e si unisce poi alle prime formazioni partigiane operanti nel Viterbese. Dopo la liberazione della Capitale, Marincola si arruola, col grado di tenente, nella "Special Force" del Comando alleato. Paracadutato in Piemonte, il "tenente Giorgio" (ma utilizzerà anche gli pseudonimi di "Marcuzio", "Mercurio" e "Marino", dal cognome di uno zio col quale era cresciuto), organizza nel Biellese azioni di sabotaggio e attacchi contro le forze nazifasciste. È catturato dai tedeschi il 17 gennaio 1945, nei pressi di Zimone (BI), mentre era di ritorno da una missione a Milano per conto dell'organizzazione "Franchi". Portato a Biella presso Villa Schneider, "Marino" è costretto a parlare alla nazifascista "Radio Baita", per inviare un messaggio ingannevole che farebbe cadere in trappola i suoi compagni. Lui ne approfitta per dire: "Sento la patria come una cultura e un sentimento di libertà, non come un colore qualsiasi sulla carta geografica. La patria non è identificabile con dittature simili a quella fascista. Patria significa libertà e giustizia per i popoli del mondo. Per questo combatto gli oppressori". La trasmissione è interrotta e Giorgio è massacrato di botte. Trasportato prima all'ospedale di Biella, poi nel locale carcere e quindi a Torino, il 15 gennaio il giovane è condannato al lavoro obbligatorio presso la Lancia; ma a febbraio è prelevato per la deportazione in Germania. Gli fanno fare tappa nel campo di concentramento di Gries (Bolzano), e quando, il 30 aprile, viene liberato con gli altri prigionieri del campo, riprende le armi per liberare il Trentino ancora tenuto dai nazisti. Cade presso Cavalese, scontrandosi con un reparto di SS in ritirata che, a Stramentizzo, effettueranno l'ultima strage nazista in Italia (ventisette tra patrioti e civili inermi, massacrati tra Stramentizzo e Molina di Fiemme). Nel gennaio del 1946, l'Università di Roma ha conferito alla memoria di Giorgio Marincola la laurea "ad honorem"; nel 1964, inoltre, al partigiano italo-somalo è stata intitolata una via di Biella. La sua vicenda è raccontata nel libro, a cura di Carlo Costa e Lorenzo Teodonio, Razza partigiana.

https://www.anpi.it/donne-e-uomini/386/giorgio-marincola




03 agosto 2020

Ritiro mozione museo sul fascismo: le Associazioni della Casa della Memoria e della Storia del Comune di Roma esprimono soddisfazione per l'epilogo della vicenda

Le Associazioni della Casa della Memoria e della Storia del Comune di Roma esprimono soddisfazione per l'epilogo della vicenda del Museo sul fascismo a Roma col ritiro della relativa mozione. È stata evitata a Roma una iniziativa che, non indirizzandosi come in Germania esplicitamente contro i crimini del fascismo, avrebbe potuto creare una situazione equivoca e ritorcersi contro le iniziali intenzioni e che sarebbe comunque stata gestita dalla successiva consiliatura, di cui non possiamo oggi prevedere l'orientamento politico e culturale, nonostante l'antifascismo sia fondamento delle Istituzioni italiane nate dalla Resistenza.

Ringraziamo la Sindaca On. Virginia Raggi per il Suo intervento pubblico e ringraziamo l'on. Guerrini per l'interlocuzione e la sensibilità dimostrata nell'aver voluto ritirare la mozione.

Domani saremo presenti in Campidoglio per il voto sulla fermata della metro dedicata al partigiano Giorgio Marincola, Medaglia d'Oro della Resistenza.

ANPI provinciale di Roma – Associazione Nazionale Partigiani d'Italia; ANED Roma – Associazione Nazionale ex Deportati nei campi nazisti; ANPPIA Roma – Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti; FIAP Roma e Lazio – Federazione Italiana Associazioni Partigiane; IRSIFAR – Istituto Romano per la Storia d'Italia dal Fascismo alla Resistenza; ANEI Roma – Associazione Nazionale ex Internati Nei Lager Nazisti; ANPC Roma e Lazio – Associazione Nazionale Partigiani Cristiani; Circolo Gianni Bosio.


No ad un museo sul fascismo a Roma.

Il comunicato delle associazioni antifasciste sulla proposta di un museo sul fascismo a Roma, Città Medaglia d'oro al Valore Militare per i fatti della Resistenza.

Apprendiamo, dai mezzi di informazione, che è in programma la discussione in consiglio comunale della mozione n. 264/2020, che si propone di far nascere a Roma, in uno dei siti d'archeologia industriale, un Museo sul fascismo, collegato a un centro studi che utilizzi anche le nuove tecnologie, aperto a un vasto pubblico. Dopo aver letto la mozione siamo allarmati. Non si prevede esplicitamente un museo sui crimini del fascismo, sull'esempio di quanto realizzato in Germania, ma semplicemente sul fascismo. Immaginiamo quanti non vedano l'ora di poter dimostrare che il fascismo ha fatto anche cose buone. Nella mozione si fa inoltre riferimento sia al nazismo che alla guerra fredda e si arriva a citare il museo in Ungheria che a Budapest, oscenamente, accomuna nazisti e comunisti. Tutto ciò viene previsto per un Museo che verrà realizzato e gestito dalla prossima consiliatura capitolina, sui cui valori antifascisti nulla possiamo oggi prevedere, quando nel nostro paese non ci si vergogna più di citare Mussolini e dove il fascismo si esprime addirittura formando partiti che esplicitamente ad esso fanno riferimento e che tardano ad essere sciolti. Manifestiamo pertanto la nostra più viva contrarietà all'approvazione di simile mozione ed invitiamo i proponenti a ritirarla.

ANPI provinciale di Roma – Associazione Nazionale Partigiani d'Italia; ANED Roma – Associazione Nazionale ex Deportati nei campi nazisti; ANPPIA Roma – Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti; FIAP Roma e Lazio – Federazione Italiana Associazioni Partigiane; IRSIFAR – Istituto Romano per la Storia d'Italia dal Fascismo alla Resistenza; ANEI Roma – Associazione Nazionale ex Internati Nei Lager Nazisti; ANPC Roma e Lazio – Associazione Nazionale Partigiani Cristiani; Circolo Gianni Bosio.


02 agosto 2020

Il 2 agosto 1980 una bomba piazzata nella stazione di Bologna dal gruppo fascista dei NAR provocò 85 morti e 200 feriti.

Il 2 agosto 1980 una bomba piazzata nella stazione ferroviaria di Bologna dal gruppo fascista dei NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari) provocò 85 morti e 200 feriti.

Per l’eccidio sono stati condannati in via definitiva i fascisti Giuseppe Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini e, nel gennaio 2020 in primo grado, Gilberto Cavallini.

Come in tutte le stragi di civili che hanno funestato l’Italia repubblicana dal 1 maggio 1947 (Portella della Ginestra) fino al biennio 1992-93 i depistaggi, le omissioni, le coperture dei responsabili da parte di apparati dello Stato hanno impedito una ricostruzione completa della verità e dunque l’esercizio democratico della giustizia.

Rispetto alla strage di Bologna sono stati condannati per depistaggio in via definitiva Licio Gelli (capo della loggia massonica P2), Francesco Pazienza (esponente della P2 e uomo legato ai servizi segreti italiani), il generale Pietro Musumeci (capo del SISMI) e Giuseppe Belmonte (colonnello dei carabinieri e ufficiale del SISMI).

Nuove indagini della Procura e ricerche sembrano aprire dopo quarant'anni nuovi scenari sulla strage chiamando in causa coloro che vengono considerati i mandanti dell’eccidio e che fecero organicamente parte, in posizioni di vertice, degli apparati dello Stato: Federico Umberto D’Amato, Pietro Musumeci, Francesco Pazienza, Giuseppe Santovito e Licio Gelli.

Nel quarantesimo anniversario dell’attentato l'ANPI Provinciale di Roma nell'esprimere vicinanza, solidarietà e sostegno alla Associazione dei Familiari delle Vittime della strage di Bologna si impegna non soltanto a mantenere viva la memoria storica del Paese rispetto alle stragi fasciste ma a lottare affinché tutta la verità sugli anni della «strategia  della tensione», sui suoi ispiratori ed esecutori materiali emerga in modo completo e definitivo.

Lo si deve alle vittime ed ai loro familiari e lo si deve alla dignità della Repubblica democratica antifascista nata dalla Resistenza.


01 agosto 2020

Contro una piazza Almirante/Berlinguer a Terracina firma la petizione al Prefetto di Latina

No alla piazza Almirante/Berlinguer a Terracina. Firma la petizione al Prefetto di Latina per impedirne la realizzazione.

Le sottoscritte Associazioni dell'antifascismo, della Resistenza e della Guerra di Liberazione, le sottoscritte organizzazioni sindacali, le sottoscritte associazioni sociali e culturali, le sottoscritte cittadine e i sottoscritti cittadini, si rivolgono alle autorità competenti affinché venga impedita l'intitolazione congiunta di una piazza ad Enrico Berlinguer e Giorgio Almirante. Considerato che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sui valori e sui principi ispiratori della Guerra di Liberazione dal nazifascismo, sulle esperienze e sulle culture politiche delle organizzazioni e delle personalità antifasciste che subirono le persecuzioni del regime a causa delle loro idee, sull'uguaglianza dei cittadini senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione,  opinioni politiche, condizioni personali o sociali, è inaccettabile che vengano messe sullo stesso piano personalità come Berlinguer, strenuo oppositore del fascismo e del razzismo e politico impegnato ogni giorno per la difesa della democrazia e la tutela della Costituzione, e Almirante, esponente del regime fascista prima e dopo l'8 settembre 1943, sostenitore delle leggi razziali, complice dell'assassinio di patrioti, successivamente rappresentante del neofascismo italiano e avversario della democrazia e delle libere Istituzioni.

Primi firmatari: ANPI Lazio – Associazione Nazionale Partigiani d'Italia; ANED Roma – Associazione Nazionale ex Deportati nei campi nazisti; ANPPIA Roma – Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti; FIAP Roma e Lazio – Federazione Italiana Associazioni Partigiane; ANFIM Roma e Lazio – Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri; IRSIFAR – Istituto Romano per la Storia d'Italia dal Fascismo alla Resistenza; ANEI Roma – Associazione Nazionale ex Internati; ANPC Roma e Lazio – Associazione Nazionale Partigiani Cristiani; AICVAS Roma e Lazio – Associazione Italiana Combattenti Volontari di Spagna; ANVRG Roma – Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini; CGIL Roma e Lazio; UIL Roma e Lazio; ARCI Roma e Lazio; Libera Roma; Casa Internazionale delle donne; Circolo Gianni Bosio

https://www.change.org/p/prefetto-di-latina-no-alla-piazza-almirante-berlinguer-a-terracina


30 luglio 2020

ANPI Roma e sezioni VII Municipio: bene le dichiarazioni della sindaca Raggi per la fermata Metro a Giorgio Marincola

Il comitato provinciale dell'ANPI di Roma, con le sezioni del VII municipio si felicita per le dichiarazioni della sindaca Virginia Raggi che si è detta favorevole all'intitolazione della fermata della Metropolitana a Giorgio Marincola, partigiano italo-somalo caduto il 4 maggio del 1945 dopo aver combattuto i nazifascisti in vari fronti, anziché all’eccidio dell’Amba Aradam nel 1936 ad opera delle truppe coloniali del regime fascista.
Rimarremo in vigile attesa di concreti sviluppi, nel frattempo le sezioni del VII Municipio, con la commissione cultura e le associazioni antifasciste del VII Municipio si adopereranno in una serie di iniziative e all’avvio di percorsi di approfondimento sulla valorizzazione della memoria storica di Giorgio Marincola, medaglia d’oro al valor militare, e dei partigiani di origine africana in Italia con interventi nelle scuole e nel territorio.


29 luglio 2020

ANPI Lazio: una piazza ad Almirante e Berlinguer a Terracina è una mera provocazione alla quale ci opporremo con tutti i mezzi

Con sdegno apprendiamo che a Terracina, è stato approvato, nonostante l’opposizione dei democratici antifascisti, l’iter per nominare una piazza congiuntamente a Giorgio Almirante e ad Enrico Berlinguer.

Subdolo tentativo di nobilitare un fascista, pienamente coinvolto nella dittatura con responsabilità pubbliche, tra i massimi sostenitori delle leggi razziali del '38, fucilatore di patrioti e maestro di tanti terroristi neofascisti negli anni 70. Indegno l'accostamento ad un suo irriducibile avversario, Enrico Berlinguer, che con i fascisti proprio non discuteva. Dietro tale operazione si cela solo il triste disegno di riabilitare il fascismo.

Tale proposta è e va vista come una becera, inaccettabile e intollerabile provocazione e risponderemo ad essa con tutti i mezzi a disposizione, insieme al Comitato Provinciale dell’ANPI di Latina, alla sezione di Terracina e a tutte le realtà democratiche del territorio. La storia è storia e non può essere piegata a turpi fini.

Fabrizio De Sanctis, Coordinatore Regionale ANPI Lazio




22 luglio 2020

Referendum sulla riduzione dei parlamentari: l'ANPI è per il NO

Riproponiamo il documento della segreteria Nazionale dell'ANPI del 14 febbraio 2020 e del Comitato Nazionale dell'ANPI del 4 marzo 2020





25 luglio 2020: sezione ANPI Centocelle: pastasciutta antifascista



Sabato 25 luglio, in tutta Italia, è la giornata della “pastasciutta antifascista” dei fratelli Cervi, in ricordo del 25 luglio 1943 quando, dopo l’arresto di Mussolini, si volle festeggiare, come disse il padre Alcide Cervi, il “più bel funerale del fascismo” con una pastasciutta offerta dalla famiglia a tutto il paese.

Programma:
Dalle 12:30 assegnazione posti prenotati nel rispetto delle attuali disposizioni anticovid
Saluto del vicepresidente Leonardo Rinaldi
Dalle 13:30  pastasciuttata antifascista  abbondante
Dalle  14:00 intervento rievocativo: Luca Kocci
Letture: Simonetta Ramacciani
Giuspin presenta il piccolo teatro della parola
Dalle 16:00
attraversamenti musicali con Giulio Faillaci, Duo Elcaset (Felice Lechiancole e Costanza Pedota), Simone Baggiani e la sua chitarra. 

Menù:
- Mezzemaniche al ragù in bianco 
all'arancia;
- mezzemaniche pomodoro e basico;
- mezzemaniche di tutto
- mezzolitro d'acqua  e un bicchiere di vino; 
- taralli e caffè. 
Diecieuro
È gradita la prenotazione al numero 3803619717 tramite whatsapp o alla mail anpi100celle@tiscali.it

I proventi dell'iniziativa saranno devoluti alla Cassa del mutuo soccorso della Libera Assemblea Centocelle
Antifascisti sempre

25 luglio 2020: sezione ANPI Trullo-Magliana: Pastasciutta antifascista

Al Trullo la terza edizione della Pastasciutta Antifascista di Casa Cervi.

Il più bel funerale del fascismo


Si svolgerà Sabato 25 luglio 2020 dalle ore 19.30 presso il Giardino Caterina Cicetti al Trullo, la terza edizione de
“La Pastasciutta antifascista di Casa Cervi.”




Anche quest'anno la sezione ANPI Trullo-Magliana “Franco Bartolini”, nel ricordo della prima pastasciutta offerta dalla famiglia Cervi per festeggiare la caduta del fascismo, si ritroverà con tutta la cittadinanza nel giardino Caterina Cicetti insieme alla satira pungente della giornalista ed autrice radiofonica Francesca Fornario, ai ritmi sudamericani della SinconTrullo la Murga del quartiere, alle canzoni popolari suonate da Anna Schettini ed alle musiche del cantautore Massimiliano D'Ambrosio e del flautista Maurizio Ziomi. Una serata per festeggiare tutti insieme con una buona pastasciutta al sugo, un bicchiere di rosso e una fette di cocomero questa importante ricorrenza.

Ci ritroveremo pertanto in una mangiata collettiva per unirci anche a Roma alla rete nazionale della pastasciutta antifascista.

Per dirlo con le parole di Papà Cervi :
la pastasciutta in bollore: Il più bel discorso sulla fine del fascismo



Per quest'anno si ricorda a tutti il rispetto delle norme anticovid:
mantenere le distanze di sicurezza, indossare quando necessario le mascherine e disinfettare spesso le mani.

Comunicare partecipazione alla mail sez.anpi.bartolini@gmail.com



Alla caduta del fascismo, il 25 luglio del 1943, fu grande festa a casa Cervi, come in tutto il Paese. Una gioia spontanea di molti italiani che speravano nella fine della guerra, nella morte della dittatura. Seguiranno i mesi delle peggiori persecuzioni per il popolo italiano e la Liberazione verrà solo 20 mesi dopo, al prezzo di molte sofferenze. Ma quel 25 luglio, alla notizia che il duce era stato arrestato, c’era solo la voglia di festeggiare.

Da Casa Cervi partì uno degli eventi spontanei più originali, con una grande pastasciutta offerta a tutto il paese, per festeggiare, come disse Papà Cervi, il “più bel funerale del fascismo”. I Cervi portarono la pastasciutta in piazza, nei bidoni per il latte. Con un rapido passaparola la cittadinanza si riunì attorno al carro e alla “birocia” che aveva portato la pasta. Tutti in fila per avere un piatto di quei maccheroni conditi a burro e formaggio che, in tempo di guerra e di razionamenti, erano prima di tutto un pasto di lusso.

C’era la fame, ma c’era anche la voglia di uscire dall’incubo del fascismo e della guerra, il desiderio di “riprendersi la piazza” con un moto spontaneo, dopo anni di adunate a comando e di divieti.

Di quel 25 luglio, di quella pagina di storia italiana è rimasto poco nella memoria collettiva. Eppure c’è stato, in tutta Italia e in quella data, uno spirito genuino e pacifico di festa popolare: prima dell’8 settembre, dell’occupazione tedesca, della Repubblica di Salò. Prima delle brigate partigiane e della Lotta di Liberazione.

Da più di vent’anni questa festa antifascista, popolare e genuina, rivive nell’aia del Museo Cervi, mantenendo intatto lo spirito di quei giorni. L’ideale della pastasciutta del 25 luglio ha conquistato così, e continua a conquistare, molti altri territori e comunità, che vogliono riproporre la stessa formula di ritrovo spontaneo e festoso. Per ricordare, e siamo sempre di più a farlo, una data simbolica della nostra storia.



SiconTrullo: La SinConTrullo è una murga italiana, romana, nata come laboratorio musicale e di ballo ispirato alla murga argentina. Dal 2011 la Murga SinConTrullo è attiva con uno spettacolo in continua costruzione e miglioramento; opera nel sociale offrendo la possibilità di partecipare al proprio laboratorio in maniera libera e gratuita e proponendo le proprie attività anche all'interno delle scuole elementari del quartiere Trullo, Roma, luogo da cui la murga prende il nome e dove svolge le principali attività sociali.
Non mancano le esibizioni in manifestazioni esterne al quartiere o al comune di Roma in cui la Murga Sin ConTrullo propone una parata di Murga che comprende ritmi, balli, canti e rappresentazioni teatrali; laboratori di percussioni e di ballo destinati, indifferentemente a bambini e adulti.

Massimiliano D'Ambrosio: cantautore. Ha frequentato il Folkstudio di Giancarlo Cesaroni. L’ispirazione a scrittori o poeti è una costante nelle sue canzoni. Tra gli autori messi in musica troviamo: Edoardo Sanguineti, Stefano Benni, Federico Garcia Lorca, Jorge Amado ed altri. Ha all’attivo tre album e diverse collaborazioni tra cui quella con Marino Severini dei Gang e con la cantante irlandese Kay McCarthy. E’ l’organizzatore del Tributo De André giunto alla XIV edizione.

Maurizio Ziomi: flautista. Suona con la Stradabanda, la Banda dellaMontagnola e in duo col chitarrista M. Pigolotti, col quale ha all'attivo due album, uno dedicato ai Nirvana, l'altro a Lucio Dalla. Ha collaborato e collabora come autore e arrangiatore con numerosi artisti (Roberta Verde, Brigitte Bordeaux, etc.)

Francesca Fornario: è giornalista, scrittrice ed autrice satirica in radio e tv. Scrive per Il Manifesto, Il fatto Quotidiano e Micromega, collabora con il programma radiofonico Un giorno da pecora in onda su Rai Radio 2, con Rai 3 e Sky. Nel 2015 ha pubblicato con Einaudi il suo primo romanzo “La banda della culla”

20 luglio 2020

Oggi 20 luglio Gastone Malaguti compie 94 anni! Auguri “Biondino”, auguri "Efistione"!!!!!

Settima brigata Gap Garibaldi a Bologna. Partecipò tra l'altro alla storica "Battaglia di Porta Lame".
"Nomi di battaglia ne ha cambiati molti: prima Gaston ("ma non funzionava molto, troppo simile al mio vero nome", dice divertito), poi Gas, per arrivare a Biondino quando un partigiano che usava quel nome morì, fino a Efistione, riferimento al braccio destro di Alessandro Magno per il suo ruolo da gappista. Efistione, un nome che gli è rimasto dentro e ancora oggi lo usa per il suo indirizzo e-mail".




Intervista su La Repubblica TV:
Il partigiano Malaguti: "Così combattemmo a Porta Lame e liberammo Bologna"










Interviste e scritti:





18 luglio 2020

23 luglio 2020: presidio antifascista e antirazzista a Statuario


Il 23 Luglio alle ore 18 in Via Polia il Comitato Provinciale ANPI di Roma e le Sezioni ANPI del VII Municipio indicono un presidio democratico nel Quartiere Statuario, inteso quale momento di riflessione in merito al pesante clima venutosi a creare nelle periferie della città in conseguenza della grave crisi socio economica indotta dall'emergenza sanitaria e del pericolo di strumentalizzazione politica della stessa da parte delle destre che viviamo quotidianamente nei nostri quartieri.
L'iniziativa avrà come scopo la sensibilizzazione della cittadinanza verso le attività dell''ANPI (anche attraverso il tesseramento) e prevede i contributi delle sezioni ANPI del Territorio e delle forze democratiche del Coordinamento Unitario Antifascista e Antirazzista Municipale in un contesto di serena e gioiosa condivisione dei valori della Costituzione.
All'iniziativa sono state invitate le Autorità Municipali. L’invito è stato rivolto, per conoscenza, alla Sindaca Raggi.
Roma, 19 luglio 2020
Le sezioni ANPI del VII Municipio:
Statuario Capannelle
Cinecittà Quadraro
Marturano Medelina
Appio

18 luglio 2020: Cadono le bombe a San Lorenzo; 19 luglio 2020: commemorazione dei ferrovieri e dei cittadini vittime del bombardamento del 19 luglio 1943








Sabato 18 luglio 2020 dalle ore 18:30 alle 23:30
Piazza dei Sanniti, San Lorenzo

Pubblico Organizzato da 
 e 


CADONO LE BOMBE A SAN LORENZO
Giornata in memoria del bombardamento del 19 Luglio 1943
Sabato 18 LUGLIO 2020 | Piazza dei Sanniti

PROGRAMMA
ore 18.30 - 20.30
 ASSEMBLEA/DIBATTITO
"Guerra e Dopoguerra, Pandemia e post Pandemia"
Partecipano:
Mauro Capocci (storico della medicina, Univ. Pisa)

 (
)
Davide Romaniello (economista di 
Coniare Rivolta
)
Enea Tomei
 (Quarantena Solidale - Libera Repubblica di San Lorenzo)
Giulia Zitelli Conti (storica, Sapienza Univ. di Roma)
Contributi audio "Voci dal lockdown"
In chiusura alle 20,30
  •  Intervento teatrale di 
    Ascanio Celestini
  •  Cena in convenzione con 
    Vox Populi
     che devolverà il 30% del ricavato alla serata, Via dei Volsci 113/115 incrocio Piazza dei Sanniti 
    ore 21.30
  •  In ricordo di Giorgio Bisegna - Proiezione del filmato e ricordi delle compagne e dei compagni (sarà presente Lidia Piccioni)
  • A seguire - Gaia Riposati recita Majakovskij (Cineforum Antivirale ).
  • Emilio Stella
     in concerto

Giornata in memoria del bombordamento del 19 Luglio 1943
Sabato 18 LUGLIO 2020 | Piazza dei Sanniti

Il tema scelto per il dibattito del 18 luglio si propone di collegare la realtà dell’oggi, con la pandemia globale che abbiamo sperimentato e stiamo sperimentando, a una vicenda traumatica della storia passata (il bombardamento del 1943 che ha colpito San Lorenzo e il dopoguerra), andando a guardare i problemi strutturali, sociali e umani che le due vicende storiche hanno provocato (l’una lontana nel tempo, l’altra a noi contemporanea).
Riteniamo che non sia una forzatura legare due vicende così lontane. Anche senza similitudini belliche, siamo oggi di fronte a cambiamenti radicali che incidono profondamente sulla struttura economica e sugli equilibri della società.
In primis l’importanza epocale di quello che sta succedendo è qualcosa che richiama da vicino i cambiamenti traumatici provocati da una guerra. C’è qualcosa di epocale in quello che sta accedendo ora come allora.
Se osserviamo la realtà dal punto di vista economico, la pandemia reintroduce le problematiche per il sistema produttivo, anche dal lato dell’offerta (cioè della capacità o difficoltà del sistema economico di produrre), che hanno una dimensione tale da richiamare quelle del periodo bellico. La pandemia di oggi evidenzia l’insostenibilità e i limiti di un sistema produttivo organizzato in base alla globalizzazione. Infatti, nel momento in cui vengono chiuse le frontiere e dunque si blocca lo spostamento di persone e di merci, fermando così il mercato globale, è l’intero sistema produttivo, sul versante della domanda e dell’offerta, a subire pesanti contraccolpi, poiché all’improvviso si ritrova ad operare in un contesto tutt’altro rispetto a quello precedente. Si genera così una crisi che richiama da molti punti di vista quella che si è verificata nel periodo bellico, durante il quale non si producono beni civili perché si è costretti a produrre beni per il settore militare o semplicemente perché mancano le persone che producono in quanto impegnate in guerra.
Da qui le pesanti conseguenze sul piano della crisi sociale, a partire dalle gravi ripercussioni a livello dell’occupazione che colpiscono in particolare alcune fasce di lavoratrici e lavoratori, e più in generale la penalizzazione dei redditi soprattutto delle aree precarie della popolazione con conseguente pauroso aumento dei tassi di povertà ancora più accentuati tra i giovani e gli anziani, come abbiamo potuto osservare anche nel nostro quartiere durante la Quarantena Solidale.
Altri paralleli possono essere tracciati. Basti pensare al ruolo svolto dalle donne nella sfera privata familiare ma anche in quella pubblica lavorativa nei momenti di emergenza e di crisi. Un carico doppio che ricade sulle loro spalle per fare fronte alle emergenze nell’organizzazione familiare domestica materna, rispondendo al tempo stesso a ruoli lavorativi essenziali anche per la società. E tuttavia la penalizzazione che soprattutto nella sfera del lavoro si profila non appena quella crisi acuta sembra passata. Magari per lasciare il posto ad una occupazione maschile come è accaduto nel secondo dopoguerra. O come si sta verificando ancora una volta in questi mesi con le massicce dimissioni di lavoratrici madri nell’impossibilità di “conciliare” il ruolo professionale con quello del lavoro di cura.
La pandemia ha messo anche in evidenza differenze che possono trasformarsi in fratture e contrapposizioni tra lavoratori che manipolano simboli e quelli che sono a contatto con persone e cose. Sono questi ultimi – infermieri, trasportatori, riders, netturbini, elettricisti, droghieri, fornai, agricoltori – donne e uomini ad essere direttamente esposti al contagio, poco importa che siano precari o stabili. Ancora ieri venivano descritti come “lavoratori di routine”, la cui remunerazione doveva essere adeguata alla concorrenza internazionale. Oggi è il loro lavoro a rivelarsi cruciale per la nostra sopravvivenza, e il loro valore viene celebrato nonostante la debolezza del suo “prezzo di mercato”.
Emerge così nell’insieme dalle vicende traumatiche di questi mesi un bisogno di cura delle persone, dell’ambiente, delle relazioni tra esseri viventi che rinvia alla necessità di ri-trovare un tessuto comune, nel rispetto delle differenze, a partire anche da una riflessione sulla storia passata per cercare di costruire assieme, in maniera solidale, prospettive volte al futuro.

16 luglio 2020

Occupazione fascista di Via delle Baleniere ad Ostia: lettera aperta al Prefetto di Roma per lo sgombero immediato


Occupazione fascista di Via delle Baleniere ad Ostia: lettera aperta al Prefetto di Roma per lo sgombero immediato
Alla SS.VV. Illustrissime
il Prefetto di Roma Dott.ssa Gerarda Pantalone
p.c. il Questore di Roma Dott. Carmine Esposito
p.c. la Sindaca di Roma On. Virginia Raggi

p.c. la presidente del X Municipio Giuliana Di Pillo

Egregio Sig. Prefetto,
Le scriventi Associazioni, Partiti, Sindacati e movimenti, si rivolgono al Suo Alto Ufficio ritenendo intollerabile il protrarsi della situazione creatasi ad Ostia in via delle Baleniere nel X municipio di Roma in cui l’organizzazione fascista Casapound ha occupato illegalmente uno stabile del Ministero della Difesa.
Come già rappresentato quello che si sta verificando rappresenta una vera e propria sfida e un oltraggio alle Istituzioni repubblicane e alle leggi vigenti.

Con risposta ad interrogazione parlamentare dell'on. Magi e di altri, il sottosegretario di Stato alla Difesa Giulio Calvisi ha specificato che lo stesso Ministero ha predisposto tutto quanto di propria competenza per il ripristino della situazione quo ante, rimanendo in attesa che la Prefettura, in coordinamento con il Comune e nell'ambito del Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, provveda allo sgombero.
Lo stesso sottosegretario di Stato ha inoltre ribadito doversi considerare pacifica l'istanza di autotutela del demanio da parte delle Istituzioni anche ex art. 823 c.c., sottolineando come detta facoltà costituisca in realtà un potere – dovere che non può subire limitazioni.
Per tutti i motivi esposti anche nelle precedenti nostre, a partire dalla natura di tale organizzazione, accertata in numerosi procedimenti giudiziari, che abitualmente ricorre alla violenza verbale e fisica nei confronti dei propri avversari, facendo diretto riferimento alla passata dittatura fascista ed ostentando una propaganda razzista ed antidemocratica che vorrebbe profittare della crisi generale che sta attraversando il nostro paese, ribadiamo la necessità dello sgombero immediato dell’occupazione e della restituzione alla collettività dello stabile in questione, porgendoLe con l'occasione i nostri più rispettosi saluti.
Roma, 16/07/2020
Ass. Naz. Partigiani d’Italia Com. Prov. Roma
Ass. Naz. Ex Deportati nei campi nazisti sez. di Roma
Ass. Naz. Perseguitati Politici Italiani Antifascisti sez. Di Roma
Federazione Italiana Associazioni Partigiane Roma e Lazio
Ass. Naz. Partigiani Cristiani
CGIL Roma e Lazio
FIOM Roma e Lazio
UIL Lazio
Ass. Naz. Veterani e Reduci Garibaldini sez. di Roma,
Ass. Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna
Articolo Uno Roma
Movimento Giovanile della Sinistra Roma
Casa Internazionale delle Donne
ARCI Roma
Circolo Gianni Bosio
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Opera Nomadi
Unione degli Studenti Roma
Rete Studenti Medi
Partito Comunista Italiano
Sinistra Italiana Città Metropolitana di Roma
Partito della Rifondazione Comunista
Giuristi Democratici
Unione degli Universitari Roma
LINK Universitari Roma
Rete No Bavaglio
Partito Democratico Roma




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