lunedì 13 agosto 2018

Loschi figuri in casacchina rossa con impressa una tartaruga stile etnico si aggirano per le spiagge di Ostia. Ma non sono animalisti


Loschi figuri in casacchina rossa con impressa una tartaruga stile etnico si aggirano per le spiagge di Ostia. Ma non sono animalisti, non sono lì per proteggere le cove delle tartarughe.


A loro dire stanno lì per garantire la legalità. Questi loschi figuri si arrogano il compito di cacciare i venditori abusivi di “cibo avariato e merci contraffatte”. Ma se è per questo dovrebbero cacciare anche se stessi, in quanto abusivissimi propagatori di idee avariate ed azioni contraffatte nonché occupanti abusivi di un locale pubblico a due passi dal Viminale. Con quale potere chiedono i documenti alle persone (se li chiedono) e con quale autorità le allontanano dalle spiagge? Quale autorità hanno per stabilire se una merce è avariata o contraffatta? Quand’anche si imbattessero in un abusivo l’unica cosa che potrebbero fare sarebbe di chiamare le autorità competenti, le quali però una volta sul posto i documenti li dovrebbero chiedere anche a loro e diffidarli dall’intraprendere azioni di ordine pubblico che sono demandate solo alle Istituzioni.
Invece si apprende che una ronda di fascisti avrebbe allontanato da una spiaggia di Ostia un venditore di cocco e avrebbero pubblicato anche un video sulla pagina facebook della loro organizzazione fornendo così essi stessi le prove dell’azione abusiva e illegale a scapito di un malcapitato.
Ritenendo queste ronde oltre che abusive, lesive dei diritti di libera circolazione delle persone e assai pericolose dal punto di vista dell’ordine pubblico (cosa potrebbe succedere se una persona si rifiutasse legittimamente di sottostare alle angherie e non volesse allontanarsi?), il comitato provinciale dell’ANPI di Roma chiede che intervengano prontamente le Istituzioni per ristabilire un clima di legalità garantita dalle sole autorità competenti e non certo da sceriffi fai-da-te, sceriffi appartenenti ad un’organizzazione peraltro fuori legge di cui da tempo si richiede lo scioglimento (leggi Scelba e Mancino), occupanti abusivi di edifici pubblici e i cui membri hanno avuto spesso problemi con la giustizia.

sabato 11 agosto 2018

Ci ha lasciati Domenico De Santis, presidente della sezione ANPI Appio

Il comitato provinciale dell’ANPI di Roma, appreso che Domenico De Santis, presidente della sezione ANPI Appio, ci ha lasciati si stringe alla famiglia e ai compagni della sezione.

I funerali di Domenico si svolgeranno lunedi 13 agosto ore 11,30 Parrocchia del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo Via Narni 19 Roma. 
Domenico sempre presente e sempre sorridente, non ti dimenticheremo mai.





martedì 7 agosto 2018

Ladispoli: nasce il Comitato "no Piazza Almirante" e si allarga il fronte contrario con l'adesione del centro sinistra, della sinistra e del M5S



COMITATO NO PIAZZA ALMIRANTE - LADISPOLI·MARTEDÌ 31 LUGLIO 2018
Siamo cittadine e cittadini liberi, associati, appartenenti a partiti politici ed istituzioni e abbiamo scelto di riunirci in un comitato per dire: “No a Piazza Almirante a Ladispoli”. Nella vita si può scegliere di raccontare e vivere molte storie ma quella di Piazza Almirante a Ladispoli è decisamente #unastoriasbagliata. Ci sono città che hanno delle caratteristiche naturali, quelle peculiarità che nessuno gli ha mai attribuito ma che crescono in maniera innata con lo sviluppo della città stessa. La nostra comunità ha avuto - storicamente - il dono dell’accoglienza. Sin dalle origini, quando famiglie intere si trasferirono dalle colline cervetrane così come da Pozzuoli, Mantova, Macerata, dalla Sicilia, dalla Sardegna ecc. sulla costa di Ladispoli. Lo stesso è avvenuto anche negli ultimi decenni, con il transito dei russi e dei cileni - ad esempio - e con l’arrivo di cittadini comunitari, immigrati e innumerevoli romani espulsi dalla Capitale a causa della crisi. Tutto ciò ci ha reso una comunità importante ed eterogenea, quasi una piccola metropoli, e la conferma di questa evoluzione è arrivata direttamente dal riconoscimento del titoli di “città”. Ora ci troviamo di fronte a chi, attraverso continue provocazioni, sta cercando di snaturare l’essenza della nostra Ladispoli. (...)



Ladispoli, le opposizioni unite nel comitato No piazza Almirante


“Come forze politiche abbiamo aderito con convinzione, sin dal primo incontro, al Comitato NO piazza Almirante a Ladispoli.
La nostra città ha bisogno di un’amministrazione capace di risolvere problemi reali: lo stato delle strade e della manutenzione, le scarse risorse su settori strategici come il sociale, il diritto allo studio, la cultura. Non accettiamo di essere ostaggio di mere dinamiche d’equilibrio interne alla maggioranza che, ingessata nell’azione di governo, devia l’attenzione sulla toponomastica.
E lo fa con la scelta – tra l’altro sbagliata nel l’iter burocratico – di intitolare una piazza a Giorgio Almirante, già redattore di articoli (“Il manifesto della razza”) che esaltavano il razzismo, mai rettificati o rinnegati. Non accettiamo che la politica si trasformi in atti di forza ed arroganza, lontani dai bisogni delle persone. Ladispoli è stata è e continuerà ad essere una città accogliente: un principio da sostenere fuori e dentro le sedi istituzionali”.

Partito Democratico, Movimento Civico Ladispoli Cittá, Si puó fare, Onda Popolare, PCI, PRC, Art.1, Possibile, Liberi e Uguali, Progetto per la Legalità.

https://www.terzobinario.it/ladispoli-le-opposizioni-unite-nel-comitato-no-piazza-almirante/140757


Ladispoli, il Movimento 5 Stelle aderisce al Comitato No Piazza Almirante


Dopo aver votato contro la proposta in consiglio comunale, il gruppo consigliare ed il meet up del Movimento 5 stelle di Ladispoli aderiscono al comitato di liberi cittadini che non vogliono che sia dedicata una piazza ad un personaggio che non può essere portato ad esempio edificante per una società basata sul rispetto dei diritti e della libertà.
“Il Movimento 5 Stelle di Ladispoli è formato da persone di diverso orientamento ideologico e politico, con idee che provengono dalla sinistra quanto dalla destra, ma con un denominatore comune, che è quello di voltare pagina e ritornare ad una politica al servizio della persona e della comunità” - afferma Antonio Pizzuti Piccoli, capogruppo del Movimento in Consiglio Comunale- “ in questo contesto non possiamo accettare che si dedichi una piazza ad un personaggio comunque simbolo delle ideologie fasciste e razziste del passato. Che non ha mai rinnegato la sua adesione alle leggi razziali che portarono a morte migliaia di italiani nei lager nazisti e mai ha avuto una riflessione critica sull’esperienza fascista che condusse alla morte milioni di connazionali”.
La nostra città è sempre stata esempio di accoglienza verso tutte le culture, lo dimostra la presenza di famiglie provenienti da tutte le regioni italiane e da tante nazioni estere. L’amministrazione Grando, mediocre esempio di quel che resta della Destra italiana dopo le devastazioni culturali e morali del ventennio berlusconiano e che ormai si riconosce solo nel saluto romano ed in uno squalificante razzismo, sta cercando di minare questa qualità della città.
Noi siamo contrari a questa deriva e affermiamo che nella nostra Ladispoli non deve trovarsi spazio dedicato  alla memoria ci chi dovrebbe essere ricordato solo per essere stato tra i responsabili, di terzo piano, di milioni di morti.
MoVimento 5 Stelle Ladispoli
http://www.baraondanews.it/c/167284/13174/ladispoli--il-movimento-5-stelle-aderisce-al-comitato-no-piazza-almirante.html





sabato 4 agosto 2018

ANPI Roma: si sgomberi Casapound e si applichino le leggi Scelba e Mancino.


Il comitato provinciale dell’ANPI di Roma esprime il pieno appoggio al sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci che, come coordinatore del movimento di sindaci antifascisti "L'Italia in Comune" e membro del Consiglio della Città metropolitana della Capitale, ha chiesto al ministro dell’Interno, al prefetto di Roma e alla sindaca di Roma di procedere allo sgombero  dell'immobile al numero 8 di via Napoleone III, a due passi dal Viminale, "occupato dal 2003 dal movimento politico Casapound che ha trasformato tale immobile pubblico nella sede ufficiale del partito".
Condividendo pienamente i contenuti e le motivazioni della richiesta, il comitato provinciale dell’ANPI di Roma li fa propri e li rilancia. Per questo ci aspettiamo una risposta forte e decisa.
Le leggi Scelba e Mancino sono pienamente in vigore, il governo ha confermato di volerle estendere, le autorità competenti sono tenute ad applicarle: le organizzazioni razziste e di stampo fascista vanno sciolte e non tollerate in locali pubblici. In uno Stato di Diritto non è sopportabile l’applicazione implacabile delle leggi solo per alcune categorie di persone e l’impunità per altre.



venerdì 3 agosto 2018

3 Agosto 2018: Carla Nespolo chiede le dimissioni del ministro Fontana

"Chiedo con forza le dimissioni del Ministro Fontana. Le sue dichiarazioni violano la Costituzione"


http://www.anpi.it/articoli/2055/chiedo-con-forza-le-dimissioni-del-ministro-fontana-le-sue-dichiarazioni-violano-la-costituzione

Vedi anche:
https://www.agi.it/politica/fontana_legge_mancino-4235266/news/2018-08-03/

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2018/08/03/fascismo-ministro-fontana-abolire-legge-mancino_9663549f-904f-4771-a8f3-ebec28de6d8f.html

http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2018/08/03/razzismo-fontana-abrogare-legge-mancino_jAnSqNlnUJAQvpEd3SCPqL.html

mercoledì 1 agosto 2018

Il comitato Provinciale dell'ANPI di Roma aderisce alla manifestazione che Rom e Sinti faranno domani per ricordare la strage del 2 agosto 1944 ed esprimere la preoccupazione per il grave clima di razzismo e intolleranza che si respira nel paese.

Il comitato Provinciale dell'ANPI di Roma aderisce alla manifestazione che Rom e Sinti faranno domani per ricordare la strage del 2 agosto 1944 ed esprimere la preoccupazione per il grave clima di razzismo e intolleranza che si respira nel paese.
Il 2 Agosto dalle 14 alle 17 Rom e Sinti saranno davanti a Montecitorio per:
– ricordare gli ultimi 2.897, donne, uomini e bambini rom e sinti dello Zigeunerlager di Auschwitz-Birkenau uccisi nella notte del 2 agosto 1944 e commemorare con loro più di mezzo milione di fratelli e sorelle morti nei campi di sterminio d’Europa;
– manifestare la propria preoccupazione per il clima di discriminazione con minacce di censimenti etnicie violenza diffusa contro persone e comunità rom e sintee chiedere al governo italiano di promuovere interventi condivisi con la comunità rom e sintae perciò efficaci, lavorando a un vero cambiamento perchénon si viva nella paura e nella rabbia, ma con coraggio e speranza.
Questa speranza è sostenuta da un movimento europeo che, dopo le mobilitazioni di Spagna e Romania, vedrà manifestazioni davanti alle ambasciate italiane il 31 Luglio in Cechia e nella stessa giornata del 2 Agosto in Bulgaria, Serbia e Slovacchia, per finire il 6 Agosto in Macedonia e Ungheria.
Rom e Sinti chiedono il rispetto dei diritti umani, il rifiuto del razzismo e della violenza contro chiunque e un’Europa solidale e accogliente come risposta alle crisi dentro e fuori il continente per agire contro questa onda nera che ci riporta indietro, per proteggere noi e i nostri figli, in difesa di tutti i cittadini, della nostra democrazia.
La giornata del 2 Agosto prevede:
alle 12.30 un presidio davanti all’ambasciata ucraina contro le violenze criminali di gruppi neonazisti che hanno portato alla morte di un giovane romdi 24 anni e al ferimento di donne e bambini;
dalle 14 alle 17 la manifestazione davanti a Montecitorio, alla quale hanno aderito
CGIL Nazionale, CGIL Roma Lazio, Arci Roma, DIEM 25, SOS RAZZISMO ITALIA, CdB Comunità Cristiana di Base S. Paolo di Roma, Rete Antirazzista Fiorentina, Associazione 21 Luglio, Associazione per la Pace Nazionale,Partito della Rifondazione Comunista Federazione di Roma, Sharazade, Un’Altra Storia Varese, Associazione Sarda Contro l’Emarginazione, Potere al Popolo Varese,Moni Ovadia, Alex Zanotelli, YanisVaroufakis,Mauro Matteucci – Centro di accoglienza “don Lorenzo Milani” di Pistoia,Antonello Pabis presidente A.S.C.E.,MEI Meeting Etichette Indipendenti, Federazione Circoli Cinematografici Italiani, Associazione Piemonte-Grecia Santorre di Santarosa, Associazione AIZO, FairyConsort , Marta Bonafoni Consigliera Regionale Lazio, Paolo Cioni Sant’Egidio e Consigliere Regionale Lazio.
e alla quale porteranno un segno di solidarietà
Juan de Dios, presidente Union Romani Spagna, primo deputato rom al Parlamento europeo; Zeljko Jovanovic, direttore Roma Initiative Office;rappresentanti CGIL nazionaleRoberto Giordano, segretario CGIL Roma-Lazio; Filippo Miraglia ARCI nazionale; Claudio Graziano ARCI Roma; Miriam Meghnagi, cantante; Vauro Senesi, vignettista; Paola Severini, giornalista; Carmine Amoroso, regista; Paolo Falessi, cantante; Antonio Cericola, direttore d’orchestra; Vito Caporale, musicista; Luca Dragani, musicista, Antonella Napoli, giornalista Articolo 21
Dijana Pavlovic, Alleanza Romanì;Juan de Dios Ramirez-Heredia, Uniònromanì; Santino Spinelli, Associazione nazionale Them Romanò onlus; Nazzareno Guarnieri, Fondazione Romanì; FederArteRom; Radames Gabrielli, Associazione Nevo Drom; Fabio Suffrè, Associazione SucarDrom; Ernesto Grandini, Associazione Sinti italiani di Prato; Samir Alija, Associazione New Romalen; Demir Mustafà, Associazione AmalipeRomanò; Concetta Sarachella, Associazione Rom in Progress; Aldo Levak, Associazione RomanòGlaso; Daniela De Rentis, Accademia d’arte romanì; Gennaro Spinelli, Associazione Futurom; Saska Jovanovic, Associazione Romni onlus;Paolo Cagna Ninchi, Associazione Upre Roma; Giulia Di Rocco, Associazione Amici di Zefferino, Associazione Romani Kriss;RemzijaChuna, Associazione Rowni;Ion Dumitru, Associazione Rom e Romnia Europa; ArabelaStaicu, Associazione Liberi, Vojslav Stojanovic, Associazione Romano Pala Tetehara; Igor Stojanovic, Centro documentazione Rom e Sinti; Marco Brazzoduro, Associazione Cittadinanza e Minoranze

venerdì 27 luglio 2018

Richiesta di non autorizzare l’intitolazione di una piazza a Giorgio Almirante nel Comune di Ladispoli: lettera dell’ANPI Provinciale di Roma e della sezione di Ladispoli-Cerveteri al Prefetto di Roma


Richiesta di non autorizzare l’intitolazione di una piazza a Giorgio Almirante nel Comune di Ladispoli: lettera dell’ANPI Provinciale di Roma e della sezione di Ladispoli-Cerveteri al Prefetto di Roma

Il comitato provinciale di Roma, unitamente alla sezione ANPI di Ladispoli – Cerveteri hanno scritto al Prefetto di Roma chiedendo che non sia autorizzata l’intitolazione di una piazza a Ladispoli dedicata a Giorgio Almirante. Di seguito il testo della missiva:

Al Prefetto di Roma – dott.ssa Paola Basilone
E p.c. Al Dirigente Area Dott.sa Sabrina ORICCHIO - Ufficio Territoriale del Governo di Roma - TOPONOMASTICA

In data 17 Luglio 2018 l’Amministrazione di Ladispoli guidata dal Sindaco Alessandro Grando, ha votato a maggioranza in Consiglio comunale una propria mozione per intitolare una piazza della città a Giorgio Almirante. A questa mozione farà seguito l’iter procedurale con atto deliberativo nonostante la forte contrarietà di parte della cittadinanza e di realtà associative di vario genere e anche delle forze politiche di opposizione che hanno espresso voto contrario a questa delibera. La contrarietà a tale intitolazione deriva da molteplici motivi, tra i quali il fatto che Ladispoli è una città storicamente pacifica e multietnica, quindi in netto contrasto con le teorie razziali espresse da Almirante durante il regime fascista, di cui era esponente, e mai sconfessate nell’arco della sua successiva vita politica nella Repubblica Italiana. E’ stato anche chiesto, invano, al Sindaco Alessandro Grando di soprassedere a tale intitolazione sull’esempio della Sindaca di Roma Virginia Raggi.

STANTE QUANTO PRECEDE
Il Comitato Provinciale dell’ANPI di Roma e la Sezione ANPI di Ladispoli-Cerveteri, chiedono alla Prefettura di non autorizzare la intitolazione con queste motivazioni:

Scriveva Almirante, "Il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare col sangue degli altri. Il razzismo nostro deve essere quello della carne e dei muscoli [...]. Altrimenti finiremo per fare il gioco dei meticci e degli ebrei [...]. Non c'è che un attestato col quale si possa imporre l'altolà al meticciato e all'ebraismo: l'attestato del sangue. La Difesa della razza, 5 maggio 1942”.

Se esistono vie e piazze dedicate ad esponenti politici democristiani, comunisti, socialisti e di altri partiti politici perché non una ad un esponente della destra? Hanno replicato gli interessati. In realtà è un falso pretestuoso: A Ladispoli da tempo, esistono, accanto a strade e scuole dedicate a Gramsci, Berlinguer, Moro, Pertini, strade e giardini dedicati ad esponenti locali della destra. Ma nessuno di questi aveva avuto problemi con la giustizia (e con la storia) come ne ha avuti Almirante: “dalla prima ora fanatico fascista ed ammiratore di Mussolini, fu tra i firmatari nel 1938 del Manifesto in difesa della Razza e collaborò dal 1938 al 1942, con un ruolo importante alla rivista La Difesa della Razza che spianò la strada alle famigerate leggi razziali che permisero la persecuzione, l’arresto, la deportazione e lo sterminio di migliaia di italiani di religione ebraica, di testimoni di Geova, di rom e sinti, di omosessuali, oltre a prigionieri politici. Dopo l’otto settembre del 1943, aderì alla Guardia Nazionale Repubblicana Fascista dove ebbe il grado di Generale e ricoprì l’incarico di capo gabinetto del Ministero della Cultura Popolare del governo fantoccio della Repubblica Sociale Italiana alleata dei nazisti tedeschi e combatté al loro fianco contro le brigate partigiane italiane e le forze alleate anglo-americane. Nel dopoguerra fu tra i fondatori e più volte segretario del Movimento Sociale Italiano che nel nome volle ricordare la RSI di Mussolini e per stemma adottò una fiamma tricolore che usciva da una simbolica bara di Mussolini. Anche dopo la guerra e fino alla sua morte, avvenuta nel 1978, continuò a collezionare denunce, rinvii a giudizio e condanne. Nel 1947 fu condannato a 12 mesi di confino a Salerno per Apologia di Fascismo, condanna poi sospesa dal Questore di Roma. Nella nota della Questura si fa risaltare Almirante come elemento pericoloso per la democrazia e la libertà ed acceso fanatico fascista, soprattutto nel periodo repubblichino. Il 5 maggio del 1958, dopo un comizio tenuto a Trieste, Almirante fu denunciato per Vilipendio alle Istituzioni. Nel 1969 tornato alla guida del MSI, fece rientrare nel partito, parecchi esponenti dell’organizzazione Ordine Nuovo fondata da Pino Rauti, un ramo della quale si macchierà in seguito di diversi attentati stragisti ai danni di cittadini, giudici e di militari delle forze dell’ordine. Nel 1971 il Procuratore di Spoleto chiese ed ottenne dalla Camera l’autorizzazione a procedere contro Almirante, per l’accusa di Pubblica Istigazione ad attentato contro la Costituzione ed Insurrezione armata contro lo Stato, avendo Almirante, durante il congresso nazionale del MSI invitato i giovani italiani a prepararsi all’attacco e fare come si era fatto in Grecia, Portogallo e Spagna allora dominati da regimi fascisti. Sempre nello stesso anno il quotidiano L’Unità pubblicò un manifesto del maggio 1944, rinvenuto negli archivi di Massa Marittima, a firma dello stesso Almirante, nel quale si obbligavano gli “sbandati” ad arruolarsi nelle fila dell’esercito nazifascista, pena la fucilazione alla schiena. Almirante querelò il giornale, ma perse la causa in virtù dei numerosi documenti ritrovati e presentati, che dimostravano la sua schiacciante responsabilità personale. Nel 1982 il terrorista neofascista Vinciguerra, reo confesso della strage di Peteano (dove 10 anni prima, furono attirati in una trappola ed uccisi 3 militi dell’Arma dei Carabinieri e feriti gravemente altri due). Fu comprovato il finanziamento diretto di 35000 dollari da parte di Almirante al segretario del MSI friulano Cicuttini, coautore della strage. Cicuttini e Vinciguerra furono condannati per la strage. Almirante si fece più volte scudo dell’immunità parlamentare (allora pressoché totale) anche per sottrarsi agli interrogatori della Magistratura inquirente, Approfittò in seguito di una amnistia. Almirante fu pure accusato senza seguito da suoi stessi ex sodali di partito di aver partecipato a momenti oscuri della vita del paese. Secondo De Marzio, nel 1970, si mise a disposizione di Junio Valerio Borghese (autore di un tentato golpe), secondo Birindelli il MSI aveva rapporti ambigui con elementi del terrorismo nero e coprì gli assassini dell’agente di PS Marino a Milano e secondo Giulio Caradonna, Almirante in persona aveva sollecitato finanziamenti al partito da parte della P2 di Licio Gelli.” Sembra effettivamente ben altro da quello che si può considerare come uno specchiato esponente politico, pur rappresentante di idee non condivisibili. Almirante nel corso della sua intera vita non ha mai pronunciato una sola parola di condanna o di ripensamento per i crimini di guerra, per l’odio razzista, per le vicende giudiziarie che lo vedevano protagonista. Non c’è stata mai alcuna autocritica o testimonianza di solidarietà per le vittime delle azioni nazifasciste.
Appare quindi assolutamente ingiustificabile la forzatura intrapresa da Sindaco ed Amministrazione. Tale intitolazione, sarebbe una ferita vera e profonda alla vita democratica di una città multietnica e multiculturale fin dalla sua fondazione. Sarebbe una offesa ed un oltraggio a tutti e tutte coloro che hanno combattuto per dare alla città quei principi e quelle basi democratiche che hanno finora garantito il rispetto reciproco e la convivenza civile.
Ringraziamo per la cortese attenzione e in attesa di una sollecito riscontro porgiamo distinti saluti.

La presidenza dell’ANPI Provinciale di Roma
Il direttivo della Sezione ANPI Ladispoli-Cerveteri Domenico Santi


27 luglio 2018 - Casa internazionale delle donne: comunicato del Coordinamento donne dell'ANPI Provinciale di Roma


Il coordinamento donne ANPI Roma ha appreso con profondo sgomento la notizia che l’assessora Rosalba Castiglione ha comunicato alla Casa internazionale delle donne che la memoria presentata al Comune, dal Direttivo della Casa, alla fine di gennaio è stata respinta.
Tale memoria, costruita con pazienza e grande senso di responsabilità, propone una transazione che chiuda definitivamente la questione del debito.
Grande è la superficialità e l’arroganza di questa amministrazione comunale, guidata, per la prima volta, da una donna, che declina il concetto di legalità con sgomberi ormai continui di rom e di senza casa, tentando di mettere a tacere le voci di chi non è in linea con le sue politiche
Ed è gravissimo che l’annuncio della chiusura arrivi a fine luglio dopo mesi di silenzio e malgrado le tante manifestazioni e mobilitazioni che si sono succedute in tutto questo periodo.
Dobbiamo continuare a sostenere l’opposizione lanciata dal Direttivo della Casa e attivarci per la raccolta fondi lanciata sottoscrivendo all’IBAN:IT38H0103003273000001384280.



2 agosto 2018: Sez. Albano - Castel Gandolfo: festa del tesseramento

GIOVEDI' 2 AGOSTO ALLE ORE 20 
presso la Cooperativa Sociale Spazio Lavoro in Via del Macello, 12 ad Albano Laziale,
si svolgerà la Festa del tesseramento 2018 con cena a sottoscrizione.
Si terrà un dibattito sul 70° della Costituzione: "Attuazione e difesa della Carta Costituzionale".
Parteciperà il Presidente Provinciale Fabrizio De Sanctis


martedì 10 luglio 2018

Ci ha lasciati Adriana "Anna" Romoli, partigiana combattente.

CIAO COMPAGNA ANNA! Vola via oggi Adriana ROMOLI classe 1929 partigiana. Nome di battaglia Anna, indomita e battagliera. Ti accompagnerà sempre il nostro cuore. L'ANPI Provinciale di Roma si stringe alla famiglia e all'amata sorella Luciana "Luce" Romoli.



E’ morta Adriana Romoli, combattente partigiana

Il comitato provinciale dell’Anpi (Associazione  Nazionale Partigiani d'Italia) , insieme a tutti gli iscritti delle sezioni di  Civita Castellana, Orte,Tuscania e Viterbo e della città di Vasanello, piangono la morte e ricordano con affetto, stima e profonda gratitudine Adriana Romoli e sono vicini, in questo momento di profondo dolore a tutta la  sua famiglia.
Adriana Romoli, nata il 7 dicembre 1928, prese parte giovanissima, con il nome di Anna, alla lotta di Resistenza.
Combattente partigiana,insieme alla sorella Luciana,  fu protagonista e testimone di molti episodi  che portarono alla liberazione di Roma dai nazifascisti.
La sua opposizione al fascismo iniziò da giovanissima quando all’età di 10 anni, per aver difeso una sua compagna di scuola ebrea, discriminata dalle leggi razziali entrate in vigore nel 1938, fu espulsa da tutte le scuole statali e insieme alla sorella dovette continuare  gli  studi  da autodidatta.

A 12 anni cominciò anche a lavorare come tipografa lavoro che continuò tutta la vita e la portò a diventare  dirigente del sindacato Poligrafici e Cartai.
Fu anche dirigente della   F.G.C.I. –Federazione giovanile comunista italiana- di Roma insieme a Carla Capponi, Marisa Muso Luciana Franzinetti.
Si occupò con forza, costanza  e tenacia  della vita  e delle necessità degli abitanti delle borgate romane privati del diritto alla casa.
Pacifista convinta sempre in lotta  dalla parte degli ultimi e dei più bisognosi.
Adriana Romoli ci ha mostrato un impegno e  dato una testimonianza di vita che chiedono oggi a tutti  di  scuotersi dall’indifferenza e di opporsi al nuovo fascismo,  quello che continua a generare  in ogni parte del mondo razzismo, violenza,  discriminazione contro le donne, omofobia, ingiustizia, diritti umani negati, popoli interi annientati dalle guerre nascoste e dalla fame, centinaia di migliaia di migranti respinti e che muoiono ogni giorno in mare o nei lager della Libia e della Turchia.
Siamo grati a Adriana  per la sua vita, per il suo insegnamento che cercheremo di seguire ed onorare e che indichiamo ad esempio a tutti i cittadini e in particolare ai giovani.
Sarà possibile dare l’estremo saluto ad Anna  domani, giovedì 12 luglio 2018, presso la camera ardente della Casa di Cura di Nepi- via dell’umiltà- (località Settevene- Nepi) dalle ore 10 alle 13.

Il Comitato provinciale dell’Anpi di Viterbo e  le sezioni della provincia di Viterbo


Viterbo, 11 luglio 2018

domenica 8 luglio 2018

ANPI Roma: le Istituzioni trovino una soluzione urgente per i 120 rifugiati sudanesi di Via Scorticabove.


ANPI Roma: le Istituzioni trovino una soluzione urgente per i 120 rifugiati sudanesi di Via Scorticabove.

L’ANPI provinciale di Roma esprime profonda preoccupazione e contrarietà per l’azione messa in atto lo scorso 5 luglio nei confronti di 120 rifugiati sudanesi a Via Scorticabove a Roma. I 120 rifugiati, che da 13 anni vivevano nello stabile, hanno deciso di rimanere sui marciapiedi di Via Scorticabove. Al momento non abbiamo notizia di nessuna soluzione prevista per queste persone, sopravvissute alle guerre, alle persecuzioni e alle torture. Non possiamo tollerare, come cittadini, come antifascisti e come essere umani che per l’ennesima volta, in questa città, gli interessi privati vengano prima delle persone e che centinaia di uomini, donne e bambini vengano buttati in strada senza un’alternativa.
L’ANPI provinciale di Roma fa appello a tutte le istituzioni, a cominciare dall'amministrazione comunale, che hanno la responsabilità dell'attuazione dei principi inderogabili di solidarietà proclamati dalla Costituzione, di adoperarsi a trovare una soluzione urgente per i 120 rifugiati politici.
Ci auguriamo, inoltre, di non dover assistere durante le settimane che verranno, a nuove azioni simili a quella di Via Scorticabove, che colpiscono i più deboli costretti a trovare una soluzione di fortuna all’emergenza abitativa.




giovedì 5 luglio 2018

Intervista alla presidente nazionale dell'ANPI Carla Nespolo su il Manifesto. 

Segnalando l'errore nel riportare il cognome della nostra presidente

https://ilmanifesto.it/siamo-dispersi-ma-ancora-tanti/


Nespoli (Anpi): «Sabato vestiamoci di rosso»

Magliette rosse. Intervista a Carla Nespoli, presidente Anpi, tra i promotori dell’appello: «Spero proprio che sabato l’Italia brillerà di magliette rosse, un richiamo ai bambini vestiti di rosso per essere più visibili, un segnale di umanità che ci unisca»

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Ripudia intolleranza, razzismo e antisemitismo.
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