martedì 18 febbraio 2020

21 febbraio 2020: L'Agnese va a morire. Proiezione film con il regista Giuliano Montaldo


23 febbraio 2020 - Sezione ANPI Nomentano Italia: Uno sbaffo di rossetto. 75° anniversario del voto alle donne


21 febbraio 2020 - Sez. ANPI Ladispoli - Cerveteri: "Gramsci oggi. L'impegno, il pensiero, l'attualità"

“Non siate indifferenti” ma partecipate. E’ un invito “gramsciano” per una serata dedicata ad un grande intellettuale del ‘900 più che mai in sintonia col presente. 
La Sezione ANPI di Ladispoli - Cerveteri ha organizzato per venerdì 21 febbraio alle ore 18, a Cerveteri nella Sala Ruspoli in Piazza Santa Maria, una Conferenza sul tema “Gramsci OGGI, l’impegno, il pensiero, l’attualità.”
L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Cerveteri; aprirà i lavori il Segretario della sezione Antonio Romano, interverranno il Sindaco Alessio Pascucci e l’Assessore alla Cultura Federica Battafarano mentre sarà compito del relatore, dott. Marco Saltamerenda, introdurre la platea nell’universo di un uomo che pur nella sofferenza trovò il coraggio e la forza per lasciare con i suoi scritti una traccia indelebile. 
Antonio Gramsci (1891-1937) si spegne dopo undici anni di prigionia. In quel periodo di
dura detenzione, voluta dal regime fascista, scrive 32 quaderni di studi filosofici e politici definiti “una delle opere più alte e acute del secolo, pubblicati da Einaudi nel dopoguerra. Sono noti come i “Quaderni dal carcere” e godono tuttora di innumerevoli traduzioni e di altissima considerazione nel mondo”. 
Marco Saltamerenda è giovane come tutti gli altri componenti il tavolo della Conferenza, gli abbiamo chiesto: Quale attrattiva può esercitare Gramsci sulle nuove generazioni?: “Studiare Gramsci oggi significa trovare un approccio critico e attuale alla contemporaneità. Nonostante sia passato un secolo dall'attività filosofica e politica di Gramsci, la sua capacità di analizzare il presente e di anticipare il futuro ancora coglie nel segno. Per fare degli esempi: la teoria dell’egemonia può essere facilmente adattata allo studio dell’influsso di internet e dei cosiddetti “big data” sulla società e la politica attuale. Invece l’analisi che Gramsci fa degli intellettuali italiani, cosmopoliti e lontani dal popolo, ci restituisce una sana capacità di critica ed autocritica per contrastare il populismo che vuole le masse ignoranti in balia dell’uomo forte al comando. Infine – conclude Saltamerenda - studiare Gramsci oggi ci restituisce la voglia di partecipare e dire la nostra perché, come insegna l’autore, mantenendo un sano “pessimismo dell’intelligenza, ottimismo della volontà” non bisogna mai e poi mai rimanere indifferenti.” 
Sezione ANPI Ladispoli - Cerveteri


domenica 16 febbraio 2020

Ordine del Giorno approvato all’unanimità dal direttivo del Comitato Provinciale dell’ANPI di Roma nella seduta del 15 febbraio 2020



Il comitato direttivo provinciale dell’ANPI di Roma, nella riunione del 15 febbraio 2020, approva le richieste pervenute al comitato di iscrizione all’ANPI; autorizza le assemblee fondative delle Sezioni di Anguillara, Allumiere, Guidonia Montecelio; collabora coi nuclei di Trionfale, Ardea e di Palestrina; partecipa alle assemblee fondative già decise a Garbatella, al Mario Mieli e a Via Buonarroti; ringrazia le sezioni di Ciampino e di Pomezia per le mobilitazioni di questi giorni; impegna tutte le sezioni nelle giornate di tesseramento del 22 e 23 febbraio lanciate dalla segreteria nazionale e nella celebrazione con le scuole del ricordo della strage delle Fosse Ardeatine del 24 marzo 1944, nel mentre concentra le proprie forze sui prossimi obiettivi e di cui alle seguenti considerazioni verso il prossimo 25 aprile.
Diremo no al referendum del 29 marzo sul taglio dei parlamentari, lo consideriamo l’ennesima forzatura antiparlamentare, senza giustificazioni plausibili. Riducendo il numero dei componenti delle Camere si riduce la capacità dell’organismo di rappresentare il paese e di funzionare, minandone il prestigio e riducendone il lavoro, esponendo i componenti alla pressione più capillare. Il sistema parlamentare è costantemente sotto attacco in Italia e nei singoli paesi Ue, anche con la delega di funzioni legislative agli organismi sovranazionali, a loro volta non bilanciati da un sistema parlamentare.  
I 75 anni dalla Liberazione permettono uno sguardo più lungo sul cammino compiuto dalla Liberazione dalla dittatura e dall’occupazione nazifascista sulla strada aperta con la Costituzione e per la sua applicazione, da approfondire con studi specifici che pure l’Associazione ha iniziato, da tutta una prima fase di costante avanzamento, pur contrastato, nella sua realizzazione, con l’immediata instaurazione del sistema parlamentare e con obiettivi importanti di sua attuazione, come nel ‘55 con la presa di possesso delle funzioni della Corte costituzionale o nel ‘70 con l’istituzione delle regioni ordinarie; ad una fase in cui tarda ormai a compiersi ed è necessario ed urgente impegnarsi per il disegno di Giustizia sociale che informa l’ordinamento costituzionale, cuore dell’eredità diretta, scritta, della Resistenza e della Guerra di Liberazione, frutto di tutte le componenti della Lotta di Liberazione, marxiste, popolari, liberali che fossero.
E’ necessario riprendere il cammino della Costituzione, in controcorrente alle gravi tensioni internazionali che minacciano la pace del mondo, soprattutto in medio oriente. Riprendere dal principio del rispetto della dignità della persona umana, che deve valere anche nei paesi con cui facciamo accordi, come la Libia; esigere il rispetto e l’attuazione della Costituzione per il 10 per cento di disoccupati ed il 35 per cento di inattivi, soprattutto tra le donne e i giovani del sud e dei comuni delle aree metropolitane come Roma.  Rispetto della Costituzione cui si oppongono attualmente le norme che puniscono il salvataggio di vite umane e che puniscono gravemente le manifestazioni dei cittadini e dei lavoratori. Riprendere il cammino della Costituzione è rafforzare la scuola pubblica di ogni ordine e grado.
Rigurgitano dopo dieci anni di crisi anche il fascismo, la sua propaganda e la sua violenza con atti ripetuti di aggressioni politiche e fenomeni di razzismo, antisemitismo, antiziganismo, omofobia, in Italia e in tutta Europa. A questi episodi non sempre è compiuta e sufficiente la risposta dalle Istituzioni, cui rinnoviamo la richiesta di scioglimento delle organizzazioni e dei partiti che si richiamano al fascismo. E’ ancora e sempre necessario vigilare e mobilitarsi unitariamente contro la violenza fascista, respingere con indignazione ogni discorso di capro espiatorio, riprendere il cammino costituzionale di progresso comune nell’unità nazionale.
Accorrono nuove e numerose nel nostro paese le forze antifasciste a rafforzare la memoria e a tenere alto il nome delle partigiane e dei partigiani, a tenere viva la loro lotta con tutti i partiti democratici, i movimenti, i sindacati dei lavoratori, le associazioni che vogliono con noi realizzata compiutamente la Repubblica antifascista scritta nella Costituzione e lasciataci in eredità il 25 aprile e al servizio dei quali ci impegniamo.
I valori che furono della Resistenza e del vasto movimento di liberazione nazionale, fondamento della pace e fonte di ispirazione della nostra Carta Costituzionale, sono ancora ben presenti nella coscienza del paese, lo dimostrano la miriade di iniziative che si svolgono su di essa e che faranno anche quest’anno del 25 aprile la principale festa nazionale. Ancora e più degli anni scorsi è importante celebrare il 25 aprile con un corteo a rinnovare e sottolineare l’impegno comune antifascista, culturale e di lotta in tutti i grandi comuni della provincia. Il comitato impegna i propri organismi a Roma in un corteo cittadino antifascista che attraversando i quartieri popolari di Tormarancia, Garbatella e Ostiense, ripercorra i luoghi e l’ideale cammino della battaglia dell’8, 9 e 10 settembre 1943 per la difesa di Roma, che ricongiunse civili e militari di ogni censo, grado, orientamento politico e sentimento religioso, giungendo come gli scorsi anni a Porta San Paolo, luogo simbolo dell’inizio della Resistenza in Italia e nella capitale, esempio di lotta per tutte le città d’Italia e le capitali d’Europa contro l’occupante nazista, medaglia d’Oro al Valore Militare. Impegna le proprie sezioni a promuovere celebrazioni della Liberazione negli altri comuni della provincia e momenti di incontro e di celebrazione della ricorrenza nel pomeriggio in tutti i municipi di Roma.
In coerenza con i motivi precedenti aderiamo alla manifestazione del 22 febbraio per la 40ma ricorrenza dell’omicidio di Valerio Verbano. Partecipiamo al ricordo dell’assassinio di Roberto Scialabba il 28 febbraio, sostenendo le iniziative memoriali della Sezione di Montesacro e di Cinecittà.
Viva il 25 aprile, ora e sempre Resistenza.






VERSO IL 25 APRILE – APPUNTAMENTI DELL’ANPI PROVINCIALE DI ROMA
IN CONTINUO AGGIORNAMENTO



Mercoledì 19 febbraio ’20 ore 17 CDM 100mo compleanno di Iole Mancini
Sabato 22 febbraio ’20 Corteo per il quarantennale dell’omicidio di Valerio Verbano
Mercoledì 26 febbraio ’20 ore 17 CDM libro “Il cuore nero della città” con Giuristi Dem. e NOBavaglio
Venerdì 28 febbraio ’20 ore  17,30 CDM Corsi di formazione per docenti “Gramsci e la letteratura”
Da lunedì 3 marzo a venerdì 10 aprile CDM Mostra Biani: Mediterraneo, nessuno potrà dire non sapevo
Venerdì 6 marzo ’20 CDM Corsi di formazione per docenti “Gramsci e la letteratura”
Sabato 7 marzo ’20 ore 10 Forte Bravetta commemorazione martiri con sez. VVFF e XII Municipio
Venerdì 20 marzo ’20 ore 17 CDM Iniziativa in ricordo di Tina Costa
Martedì 24 marzo ’20 ore 9 Mausoleo Fosse Ardeatine Cerimonia omaggio ai martiri della strage
Da Lunedì 13 a Venerdì 17 aprile ore 17 CDM Rassegna cinematografica a cura Coordinamento donne Anpi
Venerdì 24 aprile ’20 Frydays for future con l’Anpi  da definire
Sabato 25 aprile ore 9 Corteo 75mo anniversario della Liberazione d’Italia dal nazifascismo a Roma 
Sabato 25 aprile celebrazioni nei Comuni della Provincia

Oltre iniziative nelle scuole e iniziative delle sezioni




venerdì 14 febbraio 2020

26 febbraio 2020: Il cuore nero della città - presentazione libro con l'autore



La presenza di gruppi neofascisti nella provincia italiana è un fenomeno che viene sempre più alla luce, anche attraverso i fatti di cronaca. E’ il caso, ad esempio, di Brescia. Città antifascista per eccellenza, vittima di un criminale attentato, nel 1974 a Piazza della Loggia (8 morti e oltre 100 feriti), ad opera dei neofascisti Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte. Anche in questa città si sta sviluppando questo preoccupante fenomeno. Federico Gervasoni, giovane e coraggioso giornalista bresciano, ha indagato a lungo sul neofascismo della città e della provincia. Per le sue inchieste è stato minacciato pesantemente da esponenti neofascisti.

https://www.facebook.com/ilcuorenerodellacitta/

https://www.lettera43.it/cuore-nero-federico-gervasoni-libro/

http://confini.blog.rainews.it/2019/06/26/il-cuore-nero-di-brescia-intervista-a-federico-gervasoni/

giovedì 13 febbraio 2020

19 febbraio 2020: festeggiamo insieme i 100 anni della partigiana Iole Mancini!



I festeggiamenti per i 100 anni della partigiana Iole Mancini si svolgeranno il 19 febbraio p.v. dalle ore 17,00 alla Casa della Memoria e della Storia, Via S.Francesco di Sales 5.

Iole, appartenente alla Resistenza Romana, i giorni immediatamente precedenti la liberazione di Roma venne arrestata, interrogata e torturata dalle SS (da Kappler in persona), nel carcere di Via Tasso nel tentativo di estorcerle il luogo dove si nascondeva il suo fidanzato Ernesto Borghesi, gappista, ma senza successo. I tedeschi, in fuga per l'arrivo degli alleati, caricarono su tre camion tutti i prigionieri detenuti nel carcere, ma il camion su cui era stata collocata Iole non partì per un guasto. Tutti gli altri prigionieri furono trucidati a La Storta. Oggi è ancora con noi, con i suoi splendidi 100 anni, e noi la festeggiamo con orgoglio e riconoscenza.

mercoledì 12 febbraio 2020

Dal 16 febbraio al 1 marzo 2020 a Genazzano - Mediterraneo: nessuno potrà dire "non sapevo". Tavole di Mauro Biani in mostra.


NEL BELLISSIMO BORGO DI GENAZZANO DAL 16 FEBBRAIO AL 1 MARZO.
Arriva a Genazzano " Mediterraneo: nessuno potrà dire non sapevo". Mostra itinerante con più di 40 tavole realizzate da Mauro Biani, vignettista, illustratore e blogger già collaboratore de l'Unità e Il Manifesto, oggi matita satirica de La Repubblica. 


La mostra prodotta dalle sezioni ANPI di Genazzano, Colleferro, Verzuolo e Valle Variata e dai Comitati ANPI Provinciali di Rovigo, Brescia e Novara insieme all'Associazione Culturale Stella Alpina e alla Casa Editrice People, espone il cinismo, la rabbia, la superficialità con cui la nostra società ha trattato il tema delle migrazioni e delle morti nel Mare Nostrum, nonché lo sconforto e l'urgenza culturale di dover far prevalere i valori dell' accoglienza e della solidarietà. 

Mauro Biani in questi anni ha saputo tradurre nelle sue vignette questi sentimenti e questo sconforto che dividono la società italiana , con tutta la potenza, la gravità e la protesta che è insita nella satira. Un appello alla non indifferenza che ha preso vita con il suo libro "La banalità del ma" e che continua a vivere in questo allestimento itinerante. Migrare fa parte della storia dell' umanità, è un "bisogno" ancestrale, perché se il destino decide in quale parte del mondo nasci, nessuno può proibirti di scegliere dove vivere. 

Con il Patrocinio del Comune di Genazzano la mostra sarà inaugurata il 16 febbraio, ore 17, presso le sale del Castello Colonna e sarà visitabile fino al 1 marzo.

Scritte nazifasciste a Pomezia: dura condanna dell'ANPI provinciale di Roma

Il comitato provinciale dell'ANPI di Roma esprime la più dura condanna per le scritte antisemite e i simboli nazisti che "ignoti" hanno lasciato davanti ad alcune scuole di Pomezia. Il nazifascismo è una piaga costata milioni di morti, sconfitta dalla storia grazie al sacrificio di decine di migliaia di giovani, donne e uomini che hanno lottato per riconquistare la libertà e la dignità di ogni essere umano. Oggi tenta di rialzare la testa approfittando della crisi economica, culturale e sociale che attanaglia il nostro Paese, ma sarà nuovamente sconfitto. L'ANPI provinciale di Roma chiede fermamente alle Autorità competenti di individuare e sanzionare severamente gli autori delle infami scritte, e che, applicando le leggi, sciolgano tutte le organizzazioni che al nazismo e al fascismo si richiamano. 
Invita la cittadinanza alla mobilitazione che si svolgerà nelle prossime ore, per la difesa della democrazia e della Costituzione.



Valentina Giusti Presidente ANPI Pomezia "Teresa Mattei e  le altre":
Le scritte antisemite apparse questa mattina di fronte alle scuole superiori di Pomezia rappresentano un preoccupante segnale del diffondersi del razzismo e del sentirsi autorizzati a palesare le intolleranze razziali. Questi gesti di intimidazione fascista non vanno sottovalutati. Ricordiamo gli eventi tragici nella storia del nostro Paese e dell’Europa. Eventi che in Italia ebbero inizio con il diffondersi dell’ideologia fascista, razzista e intollerante. Ricordiamo l’emanazione delle leggi razziali del 1938 e, in particolare, l’esclusione dalle scuole di bambine e bambini, ragazze e ragazzi, docenti “nati da genitori di razza ebraica”. Ricordiamo il rastrellamento del ghetto ebraico di Roma del 16 ottobre 1943, la deportazione ai campi di concentramento e di sterminio. Fu l'indifferenza a lasciare che tutto accadesse. La memoria di quanto è stato non può oggi lasciarci indifferenti. Abbiamo il dovere di intervenire attivamente per fermare questo nuovo clima di intolleranza. 


Chiara Martinelli Coordinatrice Rete degli Studenti Medi Pomezia
Come studentesse e studenti siamo sconvolti ed arrabbiati per le scritte apparse questa mattina all'entrata di scuola. Chiunque abbia inviato questo messaggio vergognoso ha voluto colpire il luogo del sapere dove l'antisemitismo è giustamente condannato ogni giorno. Rifletteremo su questa vicenda nelle nostre scuole e reagiremo perché non possiamo permettere che certi atti passino inosservati. Noi studenti siamo in prima linea contro il razzismo, l'antisemitismo e l'intolleranza.









venerdì 31 gennaio 2020

1 febbraio 2020: sezioni ANPI Don Pappagallo di Roma e di Terlizzi: Passeggiata nella Memoria


31 gennaio 1944: l'eccidio di Forte Bravetta

L'eccidio di Forte Bravetta e quei martiri della Resistenza



CLAUDIO RENDINA
ROMA è sotto il controllo militare dell'esercito tedesco, agli ordini di Albert Kesserling, e della Gestapo, guidata da Herbert Kappler e dal comandante delle SS Karl Wolff, quando il 31 gennaio 1944 vengono arrestati dieci cittadini, accusati di tramare contro il "governo tedesco". Sono 
Giovanni Andreozzi, nato a Roma il 2 agosto 1912, iscritto al PCI di Monte Sacro- Val Melaina; 
Mariano Buratti, nato a Bassano di Sutri il 25 gennaio 1902, professore di filosofia, iscritto al Partito d'Azione; 
Mario Capecci, nato a Roma il 25.11.1925, iscritto a Bandiera Rossa Roma; 
Enrico De Simone, nato a Napoli il 15.7.1901, ufficiale di cavalleria; 
Augusto Latini, nato a Roma il 6 novembre 1897, del poligono di tiro per l'esercito, luogo iscritto a Bandiera Rossa Roma nel periodo fascista; 
Vittorio Mallozzi, nato ad Anzio nel 1909, fornaciaio, iscritto al Partito Comunista Italiano; Paolantonio Renzi, nato a Montebono Sabino il 6 marzo 1894, muratore, iscritto al Partito d'Azione; 
Raffaele Riva, nato a Sant'Agata Bolognese il 29 dicembre 1896, operaio del Movimento dei cattolici comunisti; 
Franco Sardone, nato a Tornarella il 22 gennaio 1893, insegnante, iscritto al Partito d'Azione; 
Renato Traversi, nato a Velletri il 6 marzo 1899.
Sottoposti a torture i dieci cittadini vengono condotti a Forte Bravetta, una costruzione fortificata progettata da Durand de la Penne tra il 1877 e il 1883. L'edificio sorge nella periferia occidentale della capitale, al terzo chilometro della via omonima verso la metà circa della via di Bravetta, dalla quale si diparte la via Portuense, nella Riserva naturale della Valle dei Casali, estesa per più di 10 ettari; gli uomini sono stati condannati alla fucilazione «perché preparavano atti di sabotaggio contro le forze armate germaniche e capeggiavano altri attentati contro l'ordine pubblico della città di Roma».
Si saprà poi che uno dei partigiani, Raffaele Riva, ha rifiutato la benda, dopo aver fumato l'ultima sigaretta; l'altro comunista Vittorio Mallozzi sarà ricordato in un volantino dalla sezione romana del Partito Comunista. A questa esecuzione faranno seguito nei mesi successivi, fino alla liberazione della capitale nel giugno '44, le uccisioni di altre 111 persone.
Dopo le fucilazioni di Forte Bravetta, i familiari delle vittime con l'aiuto di alcuni cittadini membri della Resistenza e di alcuni dipendenti del cimitero del Verano, riescono a entrare di notte nel cimitero e riesumare le salme sepolte anonimamente in fosse comuni, ma riconosciute da documenti o indumenti che hanno addosso. Pochi mesi dopo però i familiari delle vittime delle Fosse Ardeatine eseguiranno, alla luce del sole e con l'aiuto di un medico legale, la stessa operazione di riconoscimento, che vanifica il tentativo dei nazisti di nascondere l'azione criminale. Nel film di Roberto Rossellini "Roma città aperta" è narrata la vicenda della fucilazione di don Giuseppe Morosini, interpretato da Aldo Fabrizi, eseguita nel forte il 3 aprile 1944; era assistente spirituale dei partigiani, ma impegnato anche nel procurare loro armi e vettovaglie. E di quel film è rimasta famosa anche la corsa e l'uccisione di Pina (Anna Magnani) dietro al camion che porta via il marito catturato dai tedeschi. Oggi il forte è un'area adibita a verde pubblico, denominato "Parco dei martiri di Forte Bravetta", essendo diventato proprietà del Comune di Roma dal 29 aprile 2009, con tanto di cerimonia di inaugurazione alla presenza del sindaco Alemanno. E' quanto ha ottenuto la figlia di uno dei martiri, Eugenia Latini, che nel 2005 avanzò richiesta al governo perché il forte potesse diventare "un centro della memoria" aperto al pubblico, con lo scopo di raccontare agli studenti una delle pagine più sofferte della Resistenza.

mercoledì 29 gennaio 2020

7 febbraio 2020: Sezione ANPI Marconi: Omaggio a De André



'ANPI: OMAGGIO A DE ANDRE''

La sezione ANPI 'RAGAZZE DELLA RESISTENZA' di Roma (Marconi) è lieta di invitare iscritti e simpatizzanti romani alla lezione in forma di spettacolo 'De Andrè. Quando canta il poeta' di Andrea Barbetti, evento organizzato congiuntamente dai licei dei Municipi Xl e XII 'Montale' e 'Morgagni' con la partecipazione della cover band 'Le comari di un paesino' e dell'associazione culturale 'NoiNuvolaRossa'.

Lo spettacolo si svolgerà venerdì 7 febbraio alle ore 18 presso il teatro del liceo 'Morgagni', a via Fonteiana 125, ad ingresso gratuito e libero fino ad esaurimento posti.

Le Commari del Paesino e i NoiNuvolaRossa
                                             in  
                             “DE ANDRE.
QUANDO CANTA IL POETA”
di Andrea Barbetti

1
Pier Paolo Pasolini
Il pianto della scavatrice
da “Le ceneri di Gramsci”, 1956

Fabrizio De André
Sally
da “Rimini”, Dischi Ricordi, 1978 (1° ed)




2
Alfonso Gatto
Lamento di una mamma napoletana
da “La storia delle vittime” (1944-1965)

Fabrizio De André
Volta la carta
da “Rimini”, Dischi Ricordi, 1978 (1° ed)




3
Cesare Pavese
You, wind of March
da “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi” , 1950

Fabrizio De André
Verranno a chiederti del nostro amore
da “In concerto (arrang.PFM)”, vol.2°, 1980





4
Alda Merini
Alda Merini
da “La gazza ladra”, 1991

Alda Merini
Io ero un uccello
da “Terra Santa”, 1984

Alda Merini
Laggiù dove morivano i dannati
da “Terra Santa”, 1984

Fabrizio De André
Hotel Supramonte


da “L’Indiano”, 1981




5
Dino Campana
Buenos Aires
da “Canti 0rfici”, 1914 (datazione complessa)

Fabrizio De André
Il pescatore
da “Fabrizio De André”, 1970




6
Alfonso Gatto
25 aprile
da “La storia delle vittime” (1944-1965)

Fabrizio De André
Don Raffae’
da “Nuvole”, 1990




7
Eugenio Montale
Il sogno del prigioniero
da “La bufera e altro”, (1940-1954)

Fabrizio De André
Il testamento di Tito
da “La buona novella”, 1970




8
Sandro Penna
Poesie scelte
da “Poesie”, (1927-1957)

Fabrizio De André
Andrea
da “Rimini”, Dischi Ricordi, 1978




9
Salvatore Quasimodo
Auschwitz
da “Il falso e vero verde”, 1954

Fabrizio De André
Fiume Sand Creek
da L’Indiano, 1981




10
G. Ungaretti
12 settembre 1966
da “Sentimento del tempo”, 1933

Fabrizio De André
Geordie

da Fabrizio De André vol. 2, 1968

11
Umberto Saba
Città vecchia
da “Il Canzoniere “(1900-1954)

Fabrizio De André
Creuza de ma  
da “Creuza de ma”, 1984





2020, spettacolo organizzato
dal 'Liceo scientifico Morgagni' e dal liceo 'Montale' di Roma



lunedì 27 gennaio 2020

il 27 gennaio 1945 i soldati sovietici liberavano il campo di concentramento di Auschwitz





Nei lager nazisti sono morte almeno 15 milioni di persone, di cui tra i 5 e i 6 milioni erano ebrei, 500mila rom e sinti, almeno 200mila disabili, 10mila omosessuali. Avversari politici, prigionieri di guerra, civili rastrellati, preti cattolici, testimoni di Geova ... È l’Olocausto, la strage che ha travolto milioni di persone di nazionalità e religioni diverse.

Nei regimi fascisti il terrore e il genocidio furono funzionali ad un modello di società senza conflitti e senza diversi, e in cui il razzismo e la disuguaglianza costituivano il fondamento dell’ordine interno, dell’imperialismo, della sottomissione e dell’annientamento di altri popoli sul piano internazionale.
I campi di concentramento sorsero sul territorio tedesco dopo poche settimane dalla presa del potere da parte di Hitler e la costruzione dell’universo concentrazionario seguì i successivi sviluppi della politica nazista di esclusione e persecuzione che investì prima gli oppositori politici (quando non furono ammazzati subito), poi i portatori di handicap, i devianti e gli “asociali”, e infine gli ebrei.
Portatori di handicap e malati incurabili furono i primi ad essere uccisi in camere a gas e poi cremati, pratica che verrà utilizzata su vasta scala a partire dal 1942 nei campi di sterminio, nell'ambito della “soluzione finale” contro gli ebrei.

La repressione contro tutte le minoranze non assimilabili fu sempre più violenta: i Testimoni di Geova furono deportati in massa perché la loro fede non consentiva il servizio militare; nei Lager finirono anche molti esponenti cristiani e sacerdoti cattolici. Intere categorie di individui, “asociali” – alcolizzati, vagabondi, mendicanti, rom, prostitute, omosessuali, delinquenti abituali - erano ritenuti dal Terzo Reich irrecuperabili, portatori di tare sociali ereditarie e quindi destinati al lavoro forzato nei Lager e all’eliminazione fisica immediata, come per i portatori di handicap.

In Italia Mussolini, conquistato il pieno controllo e il consenso nel paese attraverso l’uso massiccio della violenza, il monopolio sui mezzi di informazione e una martellante propaganda politica, ottenuto anche il riconoscimento della Chiesa cattolica, nel 1935 decide la conquista dell’Etiopia, conclusasi nel 1936. La guerra di Etiopia fu affiancata dalla diffusione di una cultura razzista, sostenuta dal concetto della superiorità della razza e dalla missione civilizzatrice che spettava all’Italia. Furono varate quindi le prime norme antiebraiche. La persecuzione degli ebrei si protrasse fino al 1945 e riguardò tutti gli ambiti della vita sociale: esclusione dall’insegnamento, divieto di iscrizione a scuole statali, espulsione dalle Accademie, Istituti Scientifici, ecc.
A partire dal 1943, con la costituzione della Repubblica di Salò, iniziò anche in Italia la deportazione di massa verso i Lager degli ebrei italiani, ormai sottoposti alle leggi del Terzo Reich.

Furono circa 40mila i deportati dall’Italia, di cui solo 4.000 tornarono per testimoniare. Di questi circa 12mila erano operai accusati di boicottaggio della produzione bellica, di collaborazione con la Resistenza e di aver partecipato a scioperi. Gli ebrei deportati dall’Italia furono circa 8.000; soltanto pochi di loro fecero ritorno.

Ci furono poi gli internati militari italiani, cioè i militari rastrellati e arrestati dai tedeschi dopo l’armistizio dell’8 settembre ’43. I circa 600mila militari italiani catturati dai tedeschi furono messi di fronte ad una scelta: o aderire alla Repubblica Sociale di Salò e continuare a combattere o essere inviati al lavoro coatto. Solo un’esigua minoranza aderì alla RSI; gli altri furono privati della dignità militare e furono considerati “schiavi militari”. Almeno 70mila di loro morirono per le condizioni disumane di vita, le angherie e le violenze.

27 gennaio 2020 - Giorno della memoria. Le leggi razziali: "Il fascismo è un crimine"

Riproproniamo 5 video per far conoscere, in particolare ai giovani, le leggi razziali.


I video sono opera di Silvia Folchi, Presidente dell’ANPI Provinciale di Siena. Uno strumento di educazione e memoria per il futuro.


Di seguito, la dichiarazione della presidente nazionale Carla Nespolo, che accompagna i video, e il link a repubblica.it per vederli:
Le leggi razziali rappresentano il volto vero del fascismo. E c'è un bisogno enorme di farle conoscere in particolare alle giovani generazioni. L'ANPI lo sente come un dovere e ha così realizzato questi cinque video con l'auspicio di una larghissima diffusione. Dobbiamo contrastare culturalmente la novella del fascismo “buono” che offende il Paese intero”.
Carla Nespolo - Presidente nazionale ANPI


domenica 26 gennaio 2020

31 gennaio 2020 - Nel centenario della nascita ricordiamo il "Comandante Max" Prof. Massimo Rendina


Nel centenario della nascita ricordiamo il Comandante Max, Prof. Massimo Rendina

31 gennaio 2020 ore 17,00 Sala del Carroccio in Campidoglio.
Saluti di:
On. Virginia Raggi, sindaca di Roma;
On. David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo;
On. Walter Veltroni, già sindaco di Roma;
On. Roberto Zaccaria, già presidente RAI;
Giovanni Bizzoli, medaglia d'oro benemeriti cultura e arte;

Intervengono:
Marcello Aranci - giornalista; Davide Conti - storico, vicepres. ANPI Roma; Gastone Malaguti - partigiano GAP Bologna; Dario Marcucci - presidente Associazione Roma Upgrade; Paolo Masini - presidente Roma Best Practices Award; Dino Pesole - giornalista; Sabina Magrini - direttrice dell'Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi; Augusto Pompeo - storico; Antonino Zarcone - storico militare;

Modera Fabrizio De Sanctis - presidente dell'ANPI provinciale di Roma

Nel corso dell'iniziativa ascolteremo una breve selezione di un’intervista rilasciata da Massimo Rendina nel 2007 all’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi.

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Ripudia intolleranza, razzismo e antisemitismo.
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