sabato 22 febbraio 2020

Grave provocazione contro l'ANPI allo Statuario: comunicato dell'ANPI provinciale di Roma

In occasione delle Giornate Nazionali del Tesseramento ANPI in corso tra oggi 22 e domani 23 febbraio 2020, la Sezione di Statuario/QuartoMiglio ha organizzato una giornata di presentazione delle proprie attività sul territorio presso il “Punto Amico” di Statuario, nei locali concessi dal Municipio Roma VII. A seguito della pubblicizzazione dell'evento, si sono susseguite una serie di provocazioni da parte di alcuni esponenti del Comitato di Quartiere Statuario e di persone ad essi vicini, compreso il responsabile dei locali che si è pubblicamente rifiutato di aprire i locali per l'iniziativa. Delle vere e proprie intimidazioni di stampo fascista condite dalle solite offese all'ANPI. 
In considerazione del clima venutosi a creare, che avrebbe potuto portare disagio e tensione al quartiere, la Sezione ANPI ha coscienziosamente e responsabilmente deciso di sospendere momentaneamente l’iniziativa mettendo al corrente il Municipio e chiedendo allo stesso un intervento al fine di risolvere il problema. A tale comunicazione il Municipio rispondeva con la disponibilità ad assicurare lo svolgimento dell'iniziativa. A breve l'ANPI e Municipio si incontreranno per organizzare di nuovo e al più presto l'evento e per ristabilire la legalità violata da questo abuso di potere. 
L'ANPI non si fa intimidire da questi individui, continuerà a portare avanti i valori della Resistenza nella missione di difesa della Democrazia e della Libertà. 
Quanto prima verrà comunicato il nuovo appuntamento dell'iniziativa per la quale chiamiamo a raccolta tutta la cittadinanza democratica ed antifascista. 
Non un passo indietro, ora e sempre Resistenza!



venerdì 21 febbraio 2020

19, 20 e 21 febbraio 1937: Quando gli italiani in 3 giorni massacrarono 30.000 uomini, donne e bambini innocenti in Etiopia

L'ANPI provinciale di Roma continua a chiedere l'abbattimento del mausoleo dedicato a Rodolfo Graziani ad Affile.

https://www.fanpage.it/esteri/quando-gli-italiani-in-3-giorni-massacrarono-30mila-uomini-donne-e-bambini-innocenti-in-etiopia/

Quando gli italiani in 3 giorni massacrarono 30mila uomini, donne e bambini innocenti in Etiopia

Il 19, 20 e 21 febbraio del 1937 soldati e civili italiani diedero vita al massacro di Addis Abeba: in meno di tre giorni oltre trentamila civili etiopi vennero uccisi; tra loro molte donne, bambini, moltissimi mendicanti. In gran parte bruciati vivi, impiccati, ammazzati di botte, fucilati davanti alle loro case o in strada in virtù di una presunta superiorità razziale italiana e della cieca volontà di dominio di Benito Mussolini.
20 FEBBRAIO 2020  di Davide Falcioni



Oltre trentamila civili etiopi uccisi, quasi tutti civili, molte donne, bambini, moltissimi mendicanti. In gran parte bruciati vivi, impiccati, ammazzati di botte, fucilati davanti alle loro case o in strada in virtù di una presunta superiorità razziale italiana e della cieca volontà di dominio di Benito Mussolini. Anche l'Etiopia ha le sue "giornate della memoria", a ricordo del cosiddetto massacro di Addis Abeba del 19, 20 e 21 febbraio del 1937, una strage commessa durante il periodo dell’occupazione da parte dell’Italia fascista (1935-1941).



in foto: Rodolfo Graziani

Esattamente ottantatré anni fa, tra il 19 e il 21 febbraio del '37, centinaia di civili italiani, militari del Regio Esercito e squadre fasciste diedero vita a una spietata rappresaglia dopo un attentato commesso dai partigiani etiopi contro il viceré Rodolfo Graziani ed altri ufficiali del suo seguito, gerarchi fascisti negli anni precedenti non aveva esitato a fare della popolazione etiope "carne da macello", anche riversando – su ordine proprio di Graziani – tonnellate e tonnellate di agenti chimici, come le bombe all'iprite vietate dalle convenzioni internazionali. Contro quel massacro combattevano i patrioti etiopi. Due eritrei della resistenza etiope la mattina del 19 febbraio lanciarono delle bombe a mano nel palazzo Guennet Leul di Addis Abeba causando la morte di sette persone e il ferimento di una cinquanta di presenti, tra cui Graziani, i generali Aurelio Liotta e Italo Gariboldi, il vice-governatore  Armando Petretti e il governatore della capitale Alfredo Siniscalchi.


La risposta del regime fascista fu brutale. In meno di tre giorni le strade di Addis Abeba vennero prese d'assalto da squadracce fasciste: militari italiani armati di tutto punto e moltissimi civili scesero in strada dando vita a quella che Antonio Dordoni, un testimone, definì "una forsennata caccia al moro". "In genere – si legge nel libro dello storico Angelo Del Boca – davano fuoco ai tucul con la benzina e finivano a colpi di bombe a mano quelli che tentavano di sfuggire ai roghi". Alla rappresaglia presero parte non solo i soldati italiani ma, in un clima di assoluta impunità, anche commercianti, autisti, funzionari e persone comuni che si macchiarono di violenze di ogni tipo. Gli etiopi che malauguratamente portavano addosso anche solo un coltello, venivano uccisi sul posto; in migliaia furono arrestati e torturati senza alcuna ragione, senza nessuna prova a loro carico. La ritorsione fu particolarmente feroce negli agglomerati di tucul lungo i torrenti Ghenfilè e Ghilifalign, che attraversano Addis Abeba da nord a sud. "Per ogni abissino in vista – scriveva Del Boca – non ci fu scampo in quei terribili tre giorni ad Addis Abeba, città di africani dove per un pezzo non si vide più un africano". I corpi di migliaia di civili etiopi vennero gettati in fosse comuni: alla fine si contarono oltre 30mila vittime, tutte innocenti, tutte etiopi.

Partigiani D'Oltremare: in un libro il contributo degli africani alla liberazione dell'Italia



Parte proprio dall'invasione italiana dell'Etiopia il saggio scritto dallo storico Matteo Petracci intitolato "Partigiani D'Oltremare. Dal Corno D'Africa alla Resistenza Italiana" (Pacini Editore). Già, perché le violenze e i massacri in Etiopia ebbero, anni dopo, un riverbero anche sull'Italia: alla guerra di Liberazione, infatti, non presero parte solo partigiani italiani e truppe alleate. Nelle fila degli "Internazionali" oltre a russi, inglesi e slavi si arruolarono anche alcuni africani. Uno di loro era Carlo Abbamagal, un ragazzo che nel 1940 era stato prelevato dall'Etiopia (come detto invasa dall'Italia) e condotto insieme ad altri a Napoli per partecipare alla Mostra d'Oltremare, un'esposizione delle conquiste del fascismo. Il ruolo di Abbamagal era quello di figurante: mostrarsi ai visitatori vestito con abiti tradizionali come un animale in gabbia allo zoo.

La Mostra d'Oltremare, però, ebbe vita breve. All’entrata in guerra dell’Italia, infatti, l'esposizione chiuse i battenti e, dopo alcuni spostamenti, tutti gli africani portati in Italia furono trasferiti nel 1943 come prigionieri a Villa Spada di Treia, in provincia di Macerata. Dopo l'armistizio riuscirono a fuggire e alcuni di loro – compresa una donna – si unirono alla banda partigiana "Mario", operativa sul Monte San Vicino. Erano Mohamed Raghè, Thur Nur, Macamud Abbasimbo, Bulgiù Abbabuscen, Cassa Albite, tale “Gemma fu Elmi”, e Abbamagal Carlo.

La Banda Mario – definita da un ufficiale inglese "very mixed bunch" – prese parte a numerose azioni di guerriglia. Il contributo degli africani fu esemplare e il coraggio di Carlo Abbamagal gli valse la piena fiducia del comandante Mario Depangher, che lo scelse come suo più fidato collaboratore. Abbamagal venne ucciso il 24 novembre 1943 nel corso di una missione a Frontale di Apiro: viaggiava su un’auto insieme al comandante Mario e altri due patrioti. Il gruppo incappò in una pattuglia di altoatesini della Wermacht; Carlo saltò giù dal mezzo, sparò qualche colpo ma venne ucciso. I suoi compagni tuttavia ebbero la meglio: catturarono due nemici e seppellirono il corpo dell'etiope sulle montagne. Carlo Abbamagal morì per liberare l'Italia. Ma il suo sacrificio valse – almeno in parte – anche a riscattare la vita delle centinaia di migliaia di etiopi morti durante l'occupazione fascista.

Partigiano dall'Africa, la storia di Carlo Abbamagal
Pubblicato da Davide Falcioni
Video su Carlo Abbamagal, partigiano in Africa

giovedì 20 febbraio 2020

Giornate del tesseramento ANPI nella provincia di Roma: tutte le date



21 FEBBRAIO

-         SEZ. APPIO TUSCOLANO “MARTURANO-MEDELINA” – DALLE 17,00 C/O SPI CGIL VIA FOLIGNO 20


22 FEBBRAIO 2020

-         SEZ. ESQUILINO-MONTI-CELIO “DON PIETRO PAPPAGALLO”DALLE 9,30 ALLE 18,00 – PIAZZA VITTORIO EMANUELE LATO OVS

-         SEZ. TRIESTE-SALARIO “MUSU-REGARD” – DALLE 10,00 ALLE 13,00 – PIAZZA SANTA EMERENZIANA

-         SEZ. MIN. DELLA DIFESA “MARTIRI DI CEFALONIA” – DALLE 10,00 ALLE 13,00 PIAZZA VITTORIO EMANUELE LATO OVS

-         SEZ. APPIO LATINO “LEONARDI-SPUNTICCIA”DALLE 17,30 ALLE 19,30– VIA APPIA NUOVA 361 C/O PD ALBERONE

-         SEZ. VI MUNICIPIO “A. NASCIMBEN2 – DALLE 10,00 ALLE 15,00 VIA TACCONI 11, EX MERCATO COMUNALE

-         SEZ. MONTESPACCATO “OTTOBBRINI-ABBAMAGAL”-  DALLE 10,00 ALLE 13,00 - VIA DI MONTESPACCATO ANGOLO VIA T. CALISTI – ORE 18,00 APERITIVO PARTIGIANO C/O VIA DI MONTESPACCATO 29

-         SEZ. VILLA GORDIANI “R. Bentivegna”- SEZ. CENTOCELLE “G. Sangalli”- SEZ. PIGNETO-TORPIGNATTARA “G. Marincola” – DALLE 10,00 ALLE 13,00 VIA DEI CASTANI TRA PIAZZA DEI MIRTI E VIA DELLE ROBINIE

-         SEZ. III MUNICIPIO “O.O. POSTI” – 18,30 PIAZZA SEMPIONE – BANCHETTO ANPI AL CONCERTO IN RICORDO DI VALERIO VERBANO

-         SEZ. ROCCA DI PAPA “G. AMENDOLA”- DALLE 9,30 ALLE 13,00 PIAZZA DELLA REPUBBLICA

-         SEZ. IX MUNICIPIO LAURENTINA – DALLE 10,00 ALLE 19,00 GIARDINETTI VIA F. SAPORI ALTEZZA CIVICO 37

-         SEZ. SAN LORENZO- DALLE 9,00 ALLE 13,00 – VIA TIBURTINA ANGOLO VIA DEI SARDI

-         SEZ. LANUVIO “CARLA CAPPONI” – DALLE 9,30 ALLE 12,00 – PIAZZA CARLO FONTANA

-         SEZ. CIAMPINO “G. Brecciaroli e C. Alunni” – DALLE 15,00 ALLE 19,00 – PARCO ALDO MORO

-         SEZ. MARINO “A. DEL GOBBO” – DALLE 9,30 ALLE 12,30 – VIA PALAZZO COLONNA N. 9

-         SEZ. MARCONI PIAZZA DELLA RADIO “RAGAZZE DELLA RESISTENZA” – DALLE 17,00 ALLE 18,30 – VIA BARSANTI

-         SEZ. SANTA MARINELLA “A. MARGIONI” – DALLE 11,00 ALLE 13,00 E DALLE 15,00 ALLE 19,00 – PORTICI DELL’ARENA LUCCIOLA


23 FEBBRAIO


 -    SEZIONI DEL V° MUNICIPIO ("GIORDANO SANGALLI" - CENTOCELLE,  "GIORGIO MARINCOLA" - PIGNETO CERTOSA TORPIGNATTARA, "ROSARIO BENTIVEGNA"- VILLA GORDIANI) presso lo YETI di Via Perugia 4, ore 11,30  unitamente alla presentazione  della nuova edizione delle "Lezioni sul Fascismo" di Palmiro Togliatti.

-         SEZ. ANZIO-NETTUNO “ABRUZZESE-MALLOZZI” – DALLE 10,00 ALLE 13,00 LUNGOMARE G. MATTEOTTI FRONTE MURA MEDIEVALI, NETTUNO

-         SEZ. MONTESPACCATO “OTTOBRINI-ABBAMAGAL” – DALLE 10,00 ALLE 13,00 PIAZZA CORNELIA

-         SEZ. TRULLO-MAGLIANA “F. Bartolini” – DALLE 19,30 C/O BACCELLI DI IDEE VIA ORCIANO PISANO 9

-         SEZ. TIBURTINA “C. MARTINELLI” – DALLE 15,00 ALLE 19,00 FRONTE TIBURTINA SHOPPING CENTER VIA TIBURTINA 541

-         SEZ. POMEZIA “TERESA MATTEI E LE ALTRE”- DALLE 12,30 PRANZO SOCIALE ANPI C/O APS PUNKARAZIO

-         SEZ. ROCCA DI PAPA “G. AMENDOLA”- DALLE 9,30 ALLE 13,00 PIAZZA DELLA REPUBBLICA

-         SEZ. NOMENTANO-ITALIA  - ORE 17,00 - VIA CATANZARO 3 – NEL 75MO DEL VOTO ALLE DONNE – “UNO SBAFFO DI ROSSETTO”

-         SEZ. CIAMPINO “G. BRECCIAROLI E C. ALUNNI” – DALLE 10,00 ALLE 13,00 – PIAZZA DELLA PACE

-         SEZ. MARCONI PIAZZA DELLA RADIO “RAGAZZE DELLA RESISTENZA” – DALLE 17,00 ALLE 18,30

-         SEZ. SANTA MARINELLA “A. MARGIONI” – DALLE 11,00 ALLE 13,00  – PORTICI DELL’ARENA LUCCIOLA


25 FEBBRAIO

-         SEZ. IST. SUP. SANITA’ “U. FORNO – F. DE Leoni” –  25 febbraio dalle 10,00 alle 13,00


29 FEBBRAIO

-         SEZ. TRULLO-MAGLIANA “F. BARTOLINI” – DALLE 10,00 ALLE 13,00 PIAZZA CATERINA CICETTI ANGOLO VIA CAMPAGNATICO

mercoledì 19 febbraio 2020

3 marzo 2020: inaugurazione mostra "Mediterraneo: nessuno potrà dire non sapevo". Mostra dal 3 marzo al 10 aprile



Approda a Roma la mostra itinerante “Mediterraneo: nessuno potrà dire non sapevo”, una nutrita selezione di vignette di Mauro Biani sul tema delle migrazioni e delle morti nel Mediterraneo.
La mostra sarà inaugurata martedì 3 marzo 2020 alle 18:00 presso La Casa della Memoria della Memoria e della Storia in via San Francesco di Sales, 5, che la ospiterà fino al 10 aprile (visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 20:00).

Il giorno dell’inaugurazione Mauro Biani dialogherà con Fabrizio De Sanctis, presidente dell'Anpi di Roma e con Amalia Perfetti, presidente della sezione Anpi di Colleferro “La Staffetta Partigiana” e con quanti vorranno intervenire. 
Sia l’inaugurazione che la mostra sono aperti al pubblico.

La mostra ci interroga sul bisogno straziante di un’umanità che sembra essersi persa; è stata realizzata dai Comitati provinciali Anpi di Novara, Brescia e Rovigo e dalle Sezioni Anpi di Colleferro (RM), Genazzano (RM), Verzuolo e Valle Varaita (CN), insieme all’Associazione culturale “Stella Alpina” e in collaborazione con People, la casa editrice che ha pubblicato l’ultimo libro di Biani, La banalità del ma, da cui sono tratte parte delle vignette.

“Come siamo diventati così miserabili? Come ha fatto un popolo di migranti, di persone costrette a fuggire a milioni dalla fame, dalla povertà, dalla guerra, o semplicemente di persone alla ricerca di migliori opportunità, a diventare così cinico e insensibile, quando non apertamente ostile e rancoroso, nei confronti di chi sta subendo oggi un destino persino peggiore di quello dei nostri antenati? Le migrazioni, il razzismo, la paura, la violenza. Questi anni di grande transizione sembrano aver trasformato in normale, persino banale, ciò che solo pochi anni fa avremmo trovato folle, orrendo. La matita di Mauro Biani, affilata e poetica, amara e ironica, racconta questo mutamento, con la sua satira che, senza mai ergersi a giudice, non fa sconti a nessuno.”

martedì 18 febbraio 2020

21 febbraio 2020: L'Agnese va a morire. Proiezione film con il regista Giuliano Montaldo


23 febbraio 2020 - Sezione ANPI Nomentano Italia: Uno sbaffo di rossetto. 75° anniversario del voto alle donne


21 febbraio 2020 - Sez. ANPI Ladispoli - Cerveteri: "Gramsci oggi. L'impegno, il pensiero, l'attualità"

“Non siate indifferenti” ma partecipate. E’ un invito “gramsciano” per una serata dedicata ad un grande intellettuale del ‘900 più che mai in sintonia col presente. 
La Sezione ANPI di Ladispoli - Cerveteri ha organizzato per venerdì 21 febbraio alle ore 18, a Cerveteri nella Sala Ruspoli in Piazza Santa Maria, una Conferenza sul tema “Gramsci OGGI, l’impegno, il pensiero, l’attualità.”
L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Cerveteri; aprirà i lavori il Segretario della sezione Antonio Romano, interverranno il Sindaco Alessio Pascucci e l’Assessore alla Cultura Federica Battafarano mentre sarà compito del relatore, dott. Marco Saltamerenda, introdurre la platea nell’universo di un uomo che pur nella sofferenza trovò il coraggio e la forza per lasciare con i suoi scritti una traccia indelebile. 
Antonio Gramsci (1891-1937) si spegne dopo undici anni di prigionia. In quel periodo di
dura detenzione, voluta dal regime fascista, scrive 32 quaderni di studi filosofici e politici definiti “una delle opere più alte e acute del secolo, pubblicati da Einaudi nel dopoguerra. Sono noti come i “Quaderni dal carcere” e godono tuttora di innumerevoli traduzioni e di altissima considerazione nel mondo”. 
Marco Saltamerenda è giovane come tutti gli altri componenti il tavolo della Conferenza, gli abbiamo chiesto: Quale attrattiva può esercitare Gramsci sulle nuove generazioni?: “Studiare Gramsci oggi significa trovare un approccio critico e attuale alla contemporaneità. Nonostante sia passato un secolo dall'attività filosofica e politica di Gramsci, la sua capacità di analizzare il presente e di anticipare il futuro ancora coglie nel segno. Per fare degli esempi: la teoria dell’egemonia può essere facilmente adattata allo studio dell’influsso di internet e dei cosiddetti “big data” sulla società e la politica attuale. Invece l’analisi che Gramsci fa degli intellettuali italiani, cosmopoliti e lontani dal popolo, ci restituisce una sana capacità di critica ed autocritica per contrastare il populismo che vuole le masse ignoranti in balia dell’uomo forte al comando. Infine – conclude Saltamerenda - studiare Gramsci oggi ci restituisce la voglia di partecipare e dire la nostra perché, come insegna l’autore, mantenendo un sano “pessimismo dell’intelligenza, ottimismo della volontà” non bisogna mai e poi mai rimanere indifferenti.” 
Sezione ANPI Ladispoli - Cerveteri


domenica 16 febbraio 2020

Ordine del Giorno approvato all’unanimità dal direttivo del Comitato Provinciale dell’ANPI di Roma nella seduta del 15 febbraio 2020



Il comitato direttivo provinciale dell’ANPI di Roma, nella riunione del 15 febbraio 2020, approva le richieste pervenute al comitato di iscrizione all’ANPI; autorizza le assemblee fondative delle Sezioni di Anguillara, Allumiere, Guidonia Montecelio; collabora coi nuclei di Trionfale, Ardea e di Palestrina; partecipa alle assemblee fondative già decise a Garbatella, al Mario Mieli e a Via Buonarroti; ringrazia le sezioni di Ciampino e di Pomezia per le mobilitazioni di questi giorni; impegna tutte le sezioni nelle giornate di tesseramento del 22 e 23 febbraio lanciate dalla segreteria nazionale e nella celebrazione con le scuole del ricordo della strage delle Fosse Ardeatine del 24 marzo 1944, nel mentre concentra le proprie forze sui prossimi obiettivi e di cui alle seguenti considerazioni verso il prossimo 25 aprile.
Diremo no al referendum del 29 marzo sul taglio dei parlamentari, lo consideriamo l’ennesima forzatura antiparlamentare, senza giustificazioni plausibili. Riducendo il numero dei componenti delle Camere si riduce la capacità dell’organismo di rappresentare il paese e di funzionare, minandone il prestigio e riducendone il lavoro, esponendo i componenti alla pressione più capillare. Il sistema parlamentare è costantemente sotto attacco in Italia e nei singoli paesi Ue, anche con la delega di funzioni legislative agli organismi sovranazionali, a loro volta non bilanciati da un sistema parlamentare.  
I 75 anni dalla Liberazione permettono uno sguardo più lungo sul cammino compiuto dalla Liberazione dalla dittatura e dall’occupazione nazifascista sulla strada aperta con la Costituzione e per la sua applicazione, da approfondire con studi specifici che pure l’Associazione ha iniziato, da tutta una prima fase di costante avanzamento, pur contrastato, nella sua realizzazione, con l’immediata instaurazione del sistema parlamentare e con obiettivi importanti di sua attuazione, come nel ‘55 con la presa di possesso delle funzioni della Corte costituzionale o nel ‘70 con l’istituzione delle regioni ordinarie; ad una fase in cui tarda ormai a compiersi ed è necessario ed urgente impegnarsi per il disegno di Giustizia sociale che informa l’ordinamento costituzionale, cuore dell’eredità diretta, scritta, della Resistenza e della Guerra di Liberazione, frutto di tutte le componenti della Lotta di Liberazione, marxiste, popolari, liberali che fossero.
E’ necessario riprendere il cammino della Costituzione, in controcorrente alle gravi tensioni internazionali che minacciano la pace del mondo, soprattutto in medio oriente. Riprendere dal principio del rispetto della dignità della persona umana, che deve valere anche nei paesi con cui facciamo accordi, come la Libia; esigere il rispetto e l’attuazione della Costituzione per il 10 per cento di disoccupati ed il 35 per cento di inattivi, soprattutto tra le donne e i giovani del sud e dei comuni delle aree metropolitane come Roma.  Rispetto della Costituzione cui si oppongono attualmente le norme che puniscono il salvataggio di vite umane e che puniscono gravemente le manifestazioni dei cittadini e dei lavoratori. Riprendere il cammino della Costituzione è rafforzare la scuola pubblica di ogni ordine e grado.
Rigurgitano dopo dieci anni di crisi anche il fascismo, la sua propaganda e la sua violenza con atti ripetuti di aggressioni politiche e fenomeni di razzismo, antisemitismo, antiziganismo, omofobia, in Italia e in tutta Europa. A questi episodi non sempre è compiuta e sufficiente la risposta dalle Istituzioni, cui rinnoviamo la richiesta di scioglimento delle organizzazioni e dei partiti che si richiamano al fascismo. E’ ancora e sempre necessario vigilare e mobilitarsi unitariamente contro la violenza fascista, respingere con indignazione ogni discorso di capro espiatorio, riprendere il cammino costituzionale di progresso comune nell’unità nazionale.
Accorrono nuove e numerose nel nostro paese le forze antifasciste a rafforzare la memoria e a tenere alto il nome delle partigiane e dei partigiani, a tenere viva la loro lotta con tutti i partiti democratici, i movimenti, i sindacati dei lavoratori, le associazioni che vogliono con noi realizzata compiutamente la Repubblica antifascista scritta nella Costituzione e lasciataci in eredità il 25 aprile e al servizio dei quali ci impegniamo.
I valori che furono della Resistenza e del vasto movimento di liberazione nazionale, fondamento della pace e fonte di ispirazione della nostra Carta Costituzionale, sono ancora ben presenti nella coscienza del paese, lo dimostrano la miriade di iniziative che si svolgono su di essa e che faranno anche quest’anno del 25 aprile la principale festa nazionale. Ancora e più degli anni scorsi è importante celebrare il 25 aprile con un corteo a rinnovare e sottolineare l’impegno comune antifascista, culturale e di lotta in tutti i grandi comuni della provincia. Il comitato impegna i propri organismi a Roma in un corteo cittadino antifascista che attraversando i quartieri popolari di Tormarancia, Garbatella e Ostiense, ripercorra i luoghi e l’ideale cammino della battaglia dell’8, 9 e 10 settembre 1943 per la difesa di Roma, che ricongiunse civili e militari di ogni censo, grado, orientamento politico e sentimento religioso, giungendo come gli scorsi anni a Porta San Paolo, luogo simbolo dell’inizio della Resistenza in Italia e nella capitale, esempio di lotta per tutte le città d’Italia e le capitali d’Europa contro l’occupante nazista, medaglia d’Oro al Valore Militare. Impegna le proprie sezioni a promuovere celebrazioni della Liberazione negli altri comuni della provincia e momenti di incontro e di celebrazione della ricorrenza nel pomeriggio in tutti i municipi di Roma.
In coerenza con i motivi precedenti aderiamo alla manifestazione del 22 febbraio per la 40ma ricorrenza dell’omicidio di Valerio Verbano. Partecipiamo al ricordo dell’assassinio di Roberto Scialabba il 28 febbraio, sostenendo le iniziative memoriali della Sezione di Montesacro e di Cinecittà.
Viva il 25 aprile, ora e sempre Resistenza.






VERSO IL 25 APRILE – APPUNTAMENTI DELL’ANPI PROVINCIALE DI ROMA
IN CONTINUO AGGIORNAMENTO



Mercoledì 19 febbraio ’20 ore 17 CDM 100mo compleanno di Iole Mancini
Sabato 22 febbraio ’20 Corteo per il quarantennale dell’omicidio di Valerio Verbano
Mercoledì 26 febbraio ’20 ore 17 CDM libro “Il cuore nero della città” con Giuristi Dem. e NOBavaglio
Venerdì 28 febbraio ’20 ore  17,30 CDM Corsi di formazione per docenti “Gramsci e la letteratura”
Da lunedì 3 marzo a venerdì 10 aprile CDM Mostra Biani: Mediterraneo, nessuno potrà dire non sapevo
Venerdì 6 marzo ’20 CDM Corsi di formazione per docenti “Gramsci e la letteratura”
Sabato 7 marzo ’20 ore 10 Forte Bravetta commemorazione martiri con sez. VVFF e XII Municipio
Venerdì 20 marzo ’20 ore 17 CDM Iniziativa in ricordo di Tina Costa
Martedì 24 marzo ’20 ore 9 Mausoleo Fosse Ardeatine Cerimonia omaggio ai martiri della strage
Da Lunedì 13 a Venerdì 17 aprile ore 17 CDM Rassegna cinematografica a cura Coordinamento donne Anpi
Venerdì 24 aprile ’20 Frydays for future con l’Anpi  da definire
Sabato 25 aprile ore 9 Corteo 75mo anniversario della Liberazione d’Italia dal nazifascismo a Roma 
Sabato 25 aprile celebrazioni nei Comuni della Provincia

Oltre iniziative nelle scuole e iniziative delle sezioni




venerdì 14 febbraio 2020

26 febbraio 2020: Il cuore nero della città - presentazione libro con l'autore



La presenza di gruppi neofascisti nella provincia italiana è un fenomeno che viene sempre più alla luce, anche attraverso i fatti di cronaca. E’ il caso, ad esempio, di Brescia. Città antifascista per eccellenza, vittima di un criminale attentato, nel 1974 a Piazza della Loggia (8 morti e oltre 100 feriti), ad opera dei neofascisti Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte. Anche in questa città si sta sviluppando questo preoccupante fenomeno. Federico Gervasoni, giovane e coraggioso giornalista bresciano, ha indagato a lungo sul neofascismo della città e della provincia. Per le sue inchieste è stato minacciato pesantemente da esponenti neofascisti.

https://www.facebook.com/ilcuorenerodellacitta/

https://www.lettera43.it/cuore-nero-federico-gervasoni-libro/

http://confini.blog.rainews.it/2019/06/26/il-cuore-nero-di-brescia-intervista-a-federico-gervasoni/

giovedì 13 febbraio 2020

19 febbraio 2020: festeggiamo insieme i 100 anni della partigiana Iole Mancini!



I festeggiamenti per i 100 anni della partigiana Iole Mancini si svolgeranno il 19 febbraio p.v. dalle ore 17,00 alla Casa della Memoria e della Storia, Via S.Francesco di Sales 5.

Iole, appartenente alla Resistenza Romana, i giorni immediatamente precedenti la liberazione di Roma venne arrestata, interrogata e torturata dalle SS (da Kappler in persona), nel carcere di Via Tasso nel tentativo di estorcerle il luogo dove si nascondeva il suo fidanzato Ernesto Borghesi, gappista, ma senza successo. I tedeschi, in fuga per l'arrivo degli alleati, caricarono su tre camion tutti i prigionieri detenuti nel carcere, ma il camion su cui era stata collocata Iole non partì per un guasto. Tutti gli altri prigionieri furono trucidati a La Storta. Oggi è ancora con noi, con i suoi splendidi 100 anni, e noi la festeggiamo con orgoglio e riconoscenza.

mercoledì 12 febbraio 2020

Dal 16 febbraio al 1 marzo 2020 a Genazzano - Mediterraneo: nessuno potrà dire "non sapevo". Tavole di Mauro Biani in mostra.


NEL BELLISSIMO BORGO DI GENAZZANO DAL 16 FEBBRAIO AL 1 MARZO.
Arriva a Genazzano " Mediterraneo: nessuno potrà dire non sapevo". Mostra itinerante con più di 40 tavole realizzate da Mauro Biani, vignettista, illustratore e blogger già collaboratore de l'Unità e Il Manifesto, oggi matita satirica de La Repubblica. 


La mostra prodotta dalle sezioni ANPI di Genazzano, Colleferro, Verzuolo e Valle Variata e dai Comitati ANPI Provinciali di Rovigo, Brescia e Novara insieme all'Associazione Culturale Stella Alpina e alla Casa Editrice People, espone il cinismo, la rabbia, la superficialità con cui la nostra società ha trattato il tema delle migrazioni e delle morti nel Mare Nostrum, nonché lo sconforto e l'urgenza culturale di dover far prevalere i valori dell' accoglienza e della solidarietà. 

Mauro Biani in questi anni ha saputo tradurre nelle sue vignette questi sentimenti e questo sconforto che dividono la società italiana , con tutta la potenza, la gravità e la protesta che è insita nella satira. Un appello alla non indifferenza che ha preso vita con il suo libro "La banalità del ma" e che continua a vivere in questo allestimento itinerante. Migrare fa parte della storia dell' umanità, è un "bisogno" ancestrale, perché se il destino decide in quale parte del mondo nasci, nessuno può proibirti di scegliere dove vivere. 

Con il Patrocinio del Comune di Genazzano la mostra sarà inaugurata il 16 febbraio, ore 17, presso le sale del Castello Colonna e sarà visitabile fino al 1 marzo.

Scritte nazifasciste a Pomezia: dura condanna dell'ANPI provinciale di Roma

Il comitato provinciale dell'ANPI di Roma esprime la più dura condanna per le scritte antisemite e i simboli nazisti che "ignoti" hanno lasciato davanti ad alcune scuole di Pomezia. Il nazifascismo è una piaga costata milioni di morti, sconfitta dalla storia grazie al sacrificio di decine di migliaia di giovani, donne e uomini che hanno lottato per riconquistare la libertà e la dignità di ogni essere umano. Oggi tenta di rialzare la testa approfittando della crisi economica, culturale e sociale che attanaglia il nostro Paese, ma sarà nuovamente sconfitto. L'ANPI provinciale di Roma chiede fermamente alle Autorità competenti di individuare e sanzionare severamente gli autori delle infami scritte, e che, applicando le leggi, sciolgano tutte le organizzazioni che al nazismo e al fascismo si richiamano. 
Invita la cittadinanza alla mobilitazione che si svolgerà nelle prossime ore, per la difesa della democrazia e della Costituzione.



Valentina Giusti Presidente ANPI Pomezia "Teresa Mattei e  le altre":
Le scritte antisemite apparse questa mattina di fronte alle scuole superiori di Pomezia rappresentano un preoccupante segnale del diffondersi del razzismo e del sentirsi autorizzati a palesare le intolleranze razziali. Questi gesti di intimidazione fascista non vanno sottovalutati. Ricordiamo gli eventi tragici nella storia del nostro Paese e dell’Europa. Eventi che in Italia ebbero inizio con il diffondersi dell’ideologia fascista, razzista e intollerante. Ricordiamo l’emanazione delle leggi razziali del 1938 e, in particolare, l’esclusione dalle scuole di bambine e bambini, ragazze e ragazzi, docenti “nati da genitori di razza ebraica”. Ricordiamo il rastrellamento del ghetto ebraico di Roma del 16 ottobre 1943, la deportazione ai campi di concentramento e di sterminio. Fu l'indifferenza a lasciare che tutto accadesse. La memoria di quanto è stato non può oggi lasciarci indifferenti. Abbiamo il dovere di intervenire attivamente per fermare questo nuovo clima di intolleranza. 


Chiara Martinelli Coordinatrice Rete degli Studenti Medi Pomezia
Come studentesse e studenti siamo sconvolti ed arrabbiati per le scritte apparse questa mattina all'entrata di scuola. Chiunque abbia inviato questo messaggio vergognoso ha voluto colpire il luogo del sapere dove l'antisemitismo è giustamente condannato ogni giorno. Rifletteremo su questa vicenda nelle nostre scuole e reagiremo perché non possiamo permettere che certi atti passino inosservati. Noi studenti siamo in prima linea contro il razzismo, l'antisemitismo e l'intolleranza.









venerdì 31 gennaio 2020

1 febbraio 2020: sezioni ANPI Don Pappagallo di Roma e di Terlizzi: Passeggiata nella Memoria


31 gennaio 1944: l'eccidio di Forte Bravetta

L'eccidio di Forte Bravetta e quei martiri della Resistenza



CLAUDIO RENDINA
ROMA è sotto il controllo militare dell'esercito tedesco, agli ordini di Albert Kesserling, e della Gestapo, guidata da Herbert Kappler e dal comandante delle SS Karl Wolff, quando il 31 gennaio 1944 vengono arrestati dieci cittadini, accusati di tramare contro il "governo tedesco". Sono 
Giovanni Andreozzi, nato a Roma il 2 agosto 1912, iscritto al PCI di Monte Sacro- Val Melaina; 
Mariano Buratti, nato a Bassano di Sutri il 25 gennaio 1902, professore di filosofia, iscritto al Partito d'Azione; 
Mario Capecci, nato a Roma il 25.11.1925, iscritto a Bandiera Rossa Roma; 
Enrico De Simone, nato a Napoli il 15.7.1901, ufficiale di cavalleria; 
Augusto Latini, nato a Roma il 6 novembre 1897, del poligono di tiro per l'esercito, luogo iscritto a Bandiera Rossa Roma nel periodo fascista; 
Vittorio Mallozzi, nato ad Anzio nel 1909, fornaciaio, iscritto al Partito Comunista Italiano; Paolantonio Renzi, nato a Montebono Sabino il 6 marzo 1894, muratore, iscritto al Partito d'Azione; 
Raffaele Riva, nato a Sant'Agata Bolognese il 29 dicembre 1896, operaio del Movimento dei cattolici comunisti; 
Franco Sardone, nato a Tornarella il 22 gennaio 1893, insegnante, iscritto al Partito d'Azione; 
Renato Traversi, nato a Velletri il 6 marzo 1899.
Sottoposti a torture i dieci cittadini vengono condotti a Forte Bravetta, una costruzione fortificata progettata da Durand de la Penne tra il 1877 e il 1883. L'edificio sorge nella periferia occidentale della capitale, al terzo chilometro della via omonima verso la metà circa della via di Bravetta, dalla quale si diparte la via Portuense, nella Riserva naturale della Valle dei Casali, estesa per più di 10 ettari; gli uomini sono stati condannati alla fucilazione «perché preparavano atti di sabotaggio contro le forze armate germaniche e capeggiavano altri attentati contro l'ordine pubblico della città di Roma».
Si saprà poi che uno dei partigiani, Raffaele Riva, ha rifiutato la benda, dopo aver fumato l'ultima sigaretta; l'altro comunista Vittorio Mallozzi sarà ricordato in un volantino dalla sezione romana del Partito Comunista. A questa esecuzione faranno seguito nei mesi successivi, fino alla liberazione della capitale nel giugno '44, le uccisioni di altre 111 persone.
Dopo le fucilazioni di Forte Bravetta, i familiari delle vittime con l'aiuto di alcuni cittadini membri della Resistenza e di alcuni dipendenti del cimitero del Verano, riescono a entrare di notte nel cimitero e riesumare le salme sepolte anonimamente in fosse comuni, ma riconosciute da documenti o indumenti che hanno addosso. Pochi mesi dopo però i familiari delle vittime delle Fosse Ardeatine eseguiranno, alla luce del sole e con l'aiuto di un medico legale, la stessa operazione di riconoscimento, che vanifica il tentativo dei nazisti di nascondere l'azione criminale. Nel film di Roberto Rossellini "Roma città aperta" è narrata la vicenda della fucilazione di don Giuseppe Morosini, interpretato da Aldo Fabrizi, eseguita nel forte il 3 aprile 1944; era assistente spirituale dei partigiani, ma impegnato anche nel procurare loro armi e vettovaglie. E di quel film è rimasta famosa anche la corsa e l'uccisione di Pina (Anna Magnani) dietro al camion che porta via il marito catturato dai tedeschi. Oggi il forte è un'area adibita a verde pubblico, denominato "Parco dei martiri di Forte Bravetta", essendo diventato proprietà del Comune di Roma dal 29 aprile 2009, con tanto di cerimonia di inaugurazione alla presenza del sindaco Alemanno. E' quanto ha ottenuto la figlia di uno dei martiri, Eugenia Latini, che nel 2005 avanzò richiesta al governo perché il forte potesse diventare "un centro della memoria" aperto al pubblico, con lo scopo di raccontare agli studenti una delle pagine più sofferte della Resistenza.

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Ripudia intolleranza, razzismo e antisemitismo.
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