sabato 18 gennaio 2020

25 gennaio 2020: La neve cade sui monti. Testimonianze e riflessioni sulla Resistenza sui Monti Prenestini


2 febbraio 2020: Apollon - una fabbrica occupata. Proiezione film al Sally Brown Rude Pub


DOMENICA 2 FEBBRAIO 2020 ORE 19,00 - SALLY BROWN PUB - VIA DEGLI ETRUSCHI, SAN LORENZO, ROMA
Il film è la cronaca della lunga occupazione della tipografia romana Apollon durata oltre un anno, sul finire degli anni '60, ed è interpretato dagli stessi giovani operai della fabbrica, con la voce narrante di Gian Maria Volontè. Una testimonianza di lotta e fratellanza umana che attraverso numerose proiezioni in giro per l'Italia, grazie al sostegno della comunità dei cineasti ed intellettuali italiani, cominciando da Cesare Zavattini, portò agli operai dell'Apollon 60 milioni di lire raccolti in segno di solidarietà dai lavoratori italiani.

Il film nasce dalla collaborazione tra un gruppo di cineasti, coordinato da Ugo Gregoretti, e gli operai che occupano l'industria tipografica Apollon, sita sulla via Tiburtina a Roma. In forma di docu-fiction, il film ricostruisce le vicende della lunga occupazione della fabbrica, iniziata il 4 giugno 1967 e terminata nel dicembre 1968. Gli operai interpretano se stessi e vari altri ruoli (la polizia, i crumiri etc.), ma sono anche coautori del film, che non è una semplice cronaca degli avvenimenti, ma una lettura analitica della realtà della fabbrica, la storia della conquista di strumenti di lotta e democrazia, con l'indicazione di strategie di attacco al potere padronale. La storia, infatti, con un procedimento di ricostruzione narrativa, parte da molto prima, dal 1960, rievocando i primi scioperi operai, la lotta contro il padrone paternalista, la creazione di una cooperativa di consumo interna.
La voce narrante di Gian Maria Volonté dà continuità al racconto e commenta i fatti.
Il film ottenne il nulla osta dal Ministero nel 1969, con il divieto della visione per i minori di 14 anni.
Presentato al Festival internazionale del documentario e del cortometraggio di Lipsia 1969.
Il film è stato restaurato in digitale, a cura di Guido Albonetti, nel 2002

giovedì 16 gennaio 2020

29 gennaio 2020: Discriminazione, persecuzione e sterminio degli omosessuali. Incontro con gli studenti delle scuole superiori




L'iniziativa intende ricostruire la storia degli omosessuali durante i regimi fascista e nazista con particolare attenzione alle discriminazioni alle quali erano sottoposti e alle politiche di persecuzione e sterminio alle quali si arrivò negli anni della Seconda Guerra Mondiale. 
Oltre alla ricostruzione delle vicende storiche in questione, l'incontro intende poi affrontare anche le vicende legate alle discriminazioni e alle persecuzioni che gli omosessuali vivono nel mondo attuale.
Interverranno:
- Lorenzo Benadusi (Professore di Storia Contemporanea Università Roma Tre)
- Simone Alliva (Giornalista)
- Sebastiano Secci (Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli”)
- Valerio Bruni (ANPI provinciale di Roma)

27 gennaio 2020: La discriminazione: dalle leggi razziali ai giorni nostri. Incontro con gli studenti delle scuole superiori




L’iniziativa affronterà il tema dell’evoluzione delle discriminazioni razziali ed etniche, delle idee razziste e xenofobe e la loro diffusione nella società. Partendo dalle leggi razziali del 1938, passando per gli anni della II guerra mondiale, attraversando lo sviluppo e l’evoluzione delle idee razziste nella seconda metà del XX secolo fino ad arrivare ai giorni nostri, la conferenza ha l’obiettivo di fornire gli strumenti per l’apprendimento delle vicende storiche legate all'argomento in questione e di descrivere il percorso che ha portato alla stesura dell’art. 3 della Costituzione.
Dopo una ricostruzione storica del razzismo in Italia ed in Europa durante i regimi fascisti si passa ad una ricostruzione dei momenti che hanno caratterizzato il riemergere di idee razziste nella seconda metà del XX secolo. 
Tenendo presente questo contesto, l’iniziativa ha infine lo scopo di spiegare e trasmettere i
valori di uguaglianza e solidarietà contenuti nella Costituzione, la loro nascita, la loro affermazione, il ruolo fondamentale che hanno nell'ordinamento italiano.
Interverranno:
- Augusto Pompeo (Storico, Archivista di Stato)
- Paola Marsocci (Docente di Diritto Costituzionale Università La Sapienza)
- Guido Caldiron (Giornalista e scrittore)
- Valerio Bruni (ANPI provinciale di Roma)

domenica 12 gennaio 2020

Ci ha lasciato Giuseppe Mogavero

Ci ha lasciato a 79 anni Giuseppe Mogavero. Una dolorosa perdita per l’antifascismo e per l’intera città di Roma. La camera ardente si terrà lunedì 13 gennaio dalle 10,30 alle 12,00 presso la camera mortuaria del Policlinico Umberto I.
Il suo impegno per la memoria storica della Resistenza svolto sia nell’ANPI 
(era nel collegio di garanzia dell'ANPI provinciale di Roma), sia presso il Museo Storico della Liberazione di via Tasso (ne era il direttore), nonché attraverso la sua importante pubblicazione “I MURI RICORDANO”, resta come un seme nella terra. Continueremo a raccoglierne i frutti. Ti sia lieve la terra caro Pino.

https://www.anpi.it/libri/57/i-muri-ricordano-la-resistenza-a-roma-attraverso-le-epigrafi-1943-1945


INTERVISTA A GIUSEPPE MOGAVERO, AUTORE DEL LIBRO "I MURI RICORDANO" ( MASSARI EDITORE ) 

http://xoomer.virgilio.it/pagina348/intemuri.html

TRA I TANTI PERSONAGGI INCONTRATI NEL LAVORARE AL TUO LIBRO, MILITARI, PARTIGIANI, PRETI, DONNE E UOMINI COMUNI, CE NE SONO ALCUNI CHE TU RITIENI INGIUSTAMENTE TRASCURATI DAGLI STORICI CHE SI SONO OCCUPATI DELL'OCCUPAZIONE NAZISTA A ROMA ?

Ve ne sono molti: innanzitutto i deportati politici, coloro che, al contrario di preti, miltari, partigiani combattenti e donne martiri, ebbero, ai fini della memoria storica, un destino particolare, individuale e non corale, non facendo parte delle "categorie" resistenziali, ai grandi tragici eventi quali le Fosse Ardeatine, la deportazione degli ebrei, Porta S.Paolo, non morirono a Forte Bravetta. Antonio Atzori, Ferdinando Persiani, Fernando Nuccitelli, Ercole Cerasari, Vittorio Fattori, Giuseppe De Simone, Ernesto Sansone, Giovanni Gallinella, subirono un dramma nascosto, personale, morendo nei campi di concentramento o lungo il percorso. E' come se, compiendosi il loro destino fuori Roma, essi non facciano parte o comunque non da protagonisti della storia dell'occupazione tedesca di Roma; al contrario di Luigi Collanti, sopravvissuto a Mathausen e spentosi appena arrivato a Roma, la cui vicenda è nota ai più. Stesso destino di poca riconoscenza per il ricordo di alcuni martiri, nobilissime figure di partigiani che, dopo aver combattuto in città durante l'occupazione e aver festeggiato la Liberazione, ritennero "imperfetto" e incompiuto il loro compito e continuarono a combattere in Toscana ( Achille Tomei ), in Umbria ( Virgilio Bianchini ), in Liguria ( Omero Ciai ), nel Biellese ( Roberto Simeoni ) ove caddero combattendo. In precedenza - nel settembre/ottobre 1943 - erano caduti Dionigi Tortora tra i partigiani albanesi, Arcangelo Fabiani con quelli friulani e Mario Bata' nelle montagne del Maceratese : anch'essi negletti e dimenticati nella storia della resistenza romana.

CI SONO, SECONDO TE, OLTRE ALLE ARDEATINE E AI LUOGHI PIU' CONOSCIUTI, DEGLI ALTRI LUOGHI "FISICI" CHE TRASMETTONO ANCORA OGGI FINO IN FONDO LA DRAMMATICITA' DI QUEI GIORNI ?

In genere, a Roma, solamente le Fosse Ardeatine sono conosciute. Poi, c'è il vuoto assoluto, a cominciare da Forte Bravetta. Molti la citano e pochissimi ne conoscono la storia e il suo ruolo di luogo di esecuzione tramite fucilazione, iniziato nel Ventennio e ripristinato dall'occupante nazista. Si deve essenzialmente alle ricerche del dottor Augusto Pompeo e alla loro divulgazione da parte dell'ANPI di Roma, la scoperta e lo studio degli eccidi compiuti colà nei confronti di centinaia di sloveni fucilati come disertori. Ancor meno conosciuta è la storia di Valle Aurelia ( o Valle dell'Inferno ), luogo legato alla storia dei fornaciari, antifascisti da sempre e protagonisti della resistenza armata ma anche protagonisti per l'assistenza e protezione degli ex prigionieri alleati : per questa attività molti di essi morirono alle Fosse Ardeatine o a Forte Bravetta. Voglio segnalare il 1° binario della stazione Tiburtina, da dove partivano, fin dal 16 ottobre '43, i treni piombati verso i campi di sterminio ; lì Michele Bolgia - la cui moglie era morta in piazzale Prenestino durante il primo bombardamento di Roma - spiombava di notte i vagoni, permettendo così la fuga di ebrei e di prigionieri civili e politici. Infine il Quadraro, anche se invero, da circa due anni, per merito di un gruppo di cittadini e dei due Municipi, il rastrellamento e la deportazione in Germania di 900 cittadini non è più un oscuro evento : pubblicazioni, pubblici dibattiti, apposizione di una lapide sono attestazioni ( anche se c'è bisogno di una maggiore divulgazione nel quartiere di tale evento ) del ricordo di quel 17 aprile 1944. Ma in ogni caso rimangono in ombra le figure di cinque partigiani, la cui memoria epigrafica fronteggia, in via dei Quintili, quella citata che ricorda il rastrellamento ; tre di essi finirono alle Ardeatine, uno a Forte Bravetta, mentre il quinto andò a combattere in alta Italia ma il loro ricordo è sprofondato nell'oblio.

QUALI LIBRI CONSIGLIERESTI A DEI GIOVANI CHE VOLESSERO COMINCIARE A CONOSCERE LA STORIA DELLA NOSTRA CITTA' DI QUEL PERIODO ?

La bibliografia della resistenza romana, o meglio del periodo 19 luglio 1943 ( 1° bombardamento ) - 4 giugno 1944 ( Liberazione della città ) è vastissima. La madre di tutte le fonti è "Roma e Lazio 1930-1950. Guida per le ricerche" a cura di Antonio Parisella. Il volume è disponibile presso il Museo della Liberazione in via Tasso 145. Comunque "Storia della resistenza romana" di E.Piscitelli è un valido testo a carattere generale, insieme a "Roma sotto il terrore nazifascista" di A.Troisio, e "Roma città prigioniera" di De Simone. Più nello specifico e in estrema sintesi : "Venti angeli su Roma" di De Simone ( sul bombardamento di S.Lorenzo ). "La difesa di Roma e i Granatieri di Sardegna nel settembre 1943" di E.Cataldi e R.Di Nardo e "L'Italia lacerata" di F.Manacorda per l'evento della Difesa di Roma. "16 ottobre 1943" di G.De Benedetti e "Sabato nero" di R.Katz per il rastrellamento del ghetto. "Achtung Banditen !" di R.Bentivegna e "L'ordine è già stato eseguito" di A.Portelli, incentrati su via Rasella e le Fosse Ardeatine. "Bandiera Rossa nella resistenza romana" di S.Corvisieri, "La resistenza in Roma" di S. Perrone Capano e "Roma clandestina" di F.Ripa di Meana trattano delle formazioni operanti in Roma. Devo aggiungere anche e necessariamente i due volumi di F.W.Deakin "Storia della Repubblica di Salò" ( che comunque è un vasto panorama sulle disfatte militari, l'implosione del Regime sfociato nella seduta del Gran Consiglio che delegittimò Mussolini, il pre-armistizio, l'8 settembre, la costituzione e la fine della RSI ). Infine "Con cuore di donna" della scomparsa partigiana Carla Capponi, un' autobiografia toccante. Per ricerche più specifiche e dettagliate, il sottoscritto è volentieri a disposizione e ricordo che la Biblioteca di via Tasso, l'IRSIFAR ( Istituto Romano per la Storia d'Italia dal fascismo alla Resistenza ) l'Istituto Ebraico di cultura e decine di associazioni, enti e istituzioni possono essere luoghi di ricerca.

CHE DIFFICOLTA' HAI TROVATO LAVORANDO AL TUO LIBRO ? E DA CHI SEI STATO AIUTATO ?

Devo ringraziare molte persone e per tutti gli aspetti dell'opera : per le foto Goffredo D'Orazio, il fotografo della memoria della Resistenza, per la documentazione centinaia di persone che nel loro insieme sono i veri autori del testo, ma devo segnalare soprattutto Nicoletta Stame dell'ANFIM, vero sacrario delle vittime ardeatine e di Bravetta. Ma se tenacia e passione hanno contribuito a dare un senso a questo percorso per luoghi ed eventi, senza la revisione scientifica del prof.Parisella, presidente del Museo della Liberazione di via Tasso, il lavoro rischiava di essere lacunoso e poco accurato. Difficoltà ? Moltissime e tutte legate alla ricerca delle epigrafi nei luoghi più impensati, nascosti o riservati, in una città come Roma che non immaginavo così vasta e complessa.

HO TROVATO MOLTO TOCCANTE IL TUO RACCONTO SULLA SUORA UCCISA ALLA MONTAGNOLA DA UN SOLDATO TEDESCO. SI PASSA TANTE VOLTE DA QUELLE PARTI MA NON SI IMMAGINA CHE PROPRIO LI' SIA STATO COMMESSO UN TALE CRIMINE. VORRESTI PARLARE DI QUESTO EPISODIO A CHI NON ERA ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO ?


Innanzitutto una premessa. Per "Montagnola" generalmente si intende il nucleo abitativo all'inizio della Laurentina, a sinistra della Colombo. Ma chi in auto è in attesa del verde al semaforo tra la Colombo e la Laurentina, poco prima dello svincolo di destra per viale Marconi, può scorgere ai due lati della Colombo due gruppi di abitazioni rossicce. Il tutto, fino all'ampia piazza della chiesa di piazza Caduti della Montagnola, costituiva la borgata Montagnola di San Paolo, divisa dalla via Imperiale, ma ora maggiormente spezzata dall'imponente Cristoforo Colombo. In quel luogo - in cima al semaforo, appunto - si era attestato l'ultimo avamposto dei Granatieri che fronteggiavano, insieme a decine di civili, la macchina di guerra nazista. Il 10 settembre, quasi al termine degli scontri, suor Teresina di S.Anna ( 29 anni ) si accorse di un tedesco che "camminava come una jena sul campo di battaglia tra i cadaveri" : costui stava depredando dal collo di un Granatiere caduto la catenina d'oro. La suora allora, brandendo un crocefisso d'ottone, colpì il tedesco in fronte, che reagì colpendola alla testa con il calcio del fucile. Suor Teresina, ricoverata in clinica, rimase in coma sino all'8 maggio 1944 data della sua morte. La suora e il granatiere sono raffigurati ora in due artistici altorilievi presso la Cripta Votiva dei Martiri della Montagnola, sul retro della Chiesa di Gesù Buon Pastore. La Cripta è un luogo ignoto ai più, negletto e degradato a causa di un vergognoso oblio ; è comunque visitabile, soprattutto la domenica mattina dopo la funzione religiosa.

venerdì 10 gennaio 2020

Dal 17 gennaio al 17 aprile 2010: Rassegna cinematografica "Le donne dalla Resistenza alla Costituente"



il Coordinamento Donne e il Gruppo Scuola dell’ANPI provinciale di Roma hanno organizzato una rassegna cinematografica, indirizzata alle Scuole di Roma e intitolata “Le donne dalla Resistenza alla Costituente”, nel quadro delle linee di intervento didattico-culturale finalizzate alla valorizzazione della storia e dei valori dell’antifascismo, della pace, della Resistenza, e alla conoscenza, all'attuazione, al rispetto e alla difesa della Costituzione.
La rassegna si terrà presso il Nuovo Cinema Aquila, in Via l’Aquila 66/74, dal 17 gennaio al 17 aprile 2020.
Tutte le proiezioni inizieranno alle ore 11,00

mercoledì 8 gennaio 2020

14 gennaio 2019 - sez. Aurelio - Cavalleggeri: posa di una pietra d'inciampo per Bernardino Troiani

Antifascista e confinato politico delle Fornaci, Troiani Bernardino venne arrestato, dalla polizia italiana, l’ultima volta, il 19 Dicembre 1943 e rinchiuso nel Carcere di Regina Coeli. Da li, il 4 Gennaio del 1944, fu trasportato alla Stazione Tiburtina, caricato sul convoglio delle Ferrovie Italiane n. 64155, scortato da poliziotti italiani e, insieme ad altri 319 reclusi prelevati dal Carcere romano, deportato nel Campo di Concentramento e sterminio di Mauthausen. Successivamente trasferito nel Sottocampo di EbenseeTroiani verrà trovato ancora in vita al momento della liberazione del Campo, avvenuta il 6 Maggio del 1945.

Quella che verrà istallata il prossimo 14 Gennaio è la sesta ‘pietra d’inciampo’ che la Sezione posa dal momento della sua costituzione, in memoria degli antifascisti delle Fornaci. Con questo atto, attraverso il ricordo di uno di loro, vogliamo fare memoria di quel “trasporto” del 4 Gennaio ’44 - che fu il primo “trasporto” di deportati  politici italiani, interamente gestito dalla Polizia italiana – e di tutti gli antifascisti che si sono battuti, durante la Resistenza e la Lotta di Liberazione Nazionale antinazifascista, per affermare valori e principi che ritroviamo, pienamente, nella Costituzione della Repubblica Italiana che da quella lotta ha preso origine e vigore.

martedì 7 gennaio 2020

7 gennaio 2020: no all'ostentazione di simbologie e rituali fascisti.

Anche quest’anno è attesa in Via di Acca Larentia la commemorazione dei tragici fatti del 7 gennaio 1978. Il comitato provinciale dell'ANPI di Roma esprime grandissima preoccupazione in quanto ormai da anni ogni 7 gennaio è divenuto occasione di ostentazione di simbologie e rituali fascisti e vengono palesemente e intenzionalmente sfidate le leggi. Lo scorso anno all'apologia del fascismo si sono aggiunte le minacce di morte e l'aggressione di due giornalisti nel cimitero del Verano. L'ANPI di Roma chiede una ferma e decisa presa di posizione delle Autorità preposte all'ordine pubblico e delle Istituzioni della Repubblica nel solco dettato dalla Costituzione nata dalla Resistenza e dalla Lotta di Liberazione per impedire ogni e qualsiasi apologia di fascismo nel rispetto delle leggi in vigore.


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Ripudia intolleranza, razzismo e antisemitismo.
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