09 agosto 2026

Ci ha lasciato Mario Di Maio - l'ultimo partigiano di San Lorenzo


Mario Di Maio 18/11/1928 - 9/8/2026

Mario nacque a Roma nel quartiere antifascista di San Lorenzo. Il padre era un antifascista storico, attivo contro il regime già a partire dal 1922 e per questo spesso preso di mira dai fascisti.

Giovanissimo, fu testimone del bombardamento del quartiere del 19 maggio 1943. In quel momento era recluso nel carcere minorile di San Lorenzo, a via dei Reti, in quanto aveva picchiato il figlio di un fascista. Riuscì a fuggirne proprio durante i bombardamenti, saltando dal secondo piano dell'edificio e mettendo in salvo un bambino rimasto ferito.

Unitosi alla formazione partigiana Bandiera Rossa con il nome di battaglia di "Er Nanetto" prese parte alla battaglia di Porta San Paolo durante l'occupazione tedesca di Roma e si recò in seguito a combattere in Abruzzo.

Era l'ultimo partigiano in vita del quartiere San Lorenzo.

Era sempre con noi a tutte le iniziative di testimonianza sulla Resistenza, alle celebrazioni dell'8 settembre, del 25 aprile, alla parata del 2 giugno, nelle scuole, ovunque testimoniava l'antifascismo con gioiosa determinazione.

Mario Fiorentini: 7 novembre 1918 - 9 agosto 2022. Ricordando il comandante partigiano, l'uomo dai 4 nomi, l'uomo delle 3 vite







Mario Fiorentini, nato a Roma il 7 novembre 1918 e morto il 9 agosto 2022, è stato un uomo straordinario che ha vissuto, come amava dire lui stesso, "tre vite": quella culturale, quella partigiana e quella matematica.

Fiorentini era ancora studente quando iniziò l'attività clandestina con "Giustizia e Libertà" e il Partito comunista.
Il padre, Pacifico, era un ebreo non praticante, un libero pensatore di ideali mazziniani, amante della poesia, della musica e della letteratura, ma ragioniere per tradizione in quanto doveva svolgere attività commerciale. La madre, Maria Moscatelli era di religione cattolica. Educarono Mario in modo laico.
Tra la fine degli anni Trenta e l'inizio degli anni Quaranta, Fiorentini è un autodidatta, con interessi per l'arte e la cultura in genere; come molti giovani di quel periodo, frequenta librerie e cineforum e il suo amico Carlo Lizzani (divenuto poi uno dei più apprezzati cineasti neorealisti) lo descriveva come "un ragazzo con i capelli lunghi, pallido, romantico, un poeta".
Prima della resistenza armata al nazifascismo, di cui è stato un rappresentante di spicco, Fiorentini frequenta l'ambiente culturale e intellettuale romano degli anni '30 e '40. Via Margutta, Villa Strhol Fern ma anche le serate di cultura cinematografica a Palazzo Braschi (sede del Partito Fascista) e i littoriali della poesia.
Le frequentazioni artistiche e intellettuali: "Frequentavo scrittori e poeti come Pratolini e Penna, pittori del calibro di Vedova, Turcato e Guttuso, registi come Visconti, Petri e Lizzani, che era un amico". Agli inizi degli anni Quaranta costituisce una compagnia teatrale. Questa intensa attività culturale si svolgeva nel paradosso di un regime fascista che, preso dalle furie delle leggi razziali e dalle guerre passate e presenti, non si accorgeva di questi spazi di dibattito che avrebbero poi confluito nella Resistenza. Le serate cinematografiche a Palazzo Braschi, sede del Partito Fascista, ne sono un esempio.
La "prima vita" culturale di Fiorentini si configura quindi come quella di un giovane intellettuale romano immerso nei fermenti artistici della capitale, frequentatore di quelli che sarebbero diventati i protagonisti del neorealismo italiano e dell'arte contemporanea, in un ambiente che mescolava passione per l'arte e primi fermenti antifascisti. 
Mario Fiorentini entrò in contatto con gli ambienti antifascisti di Roma alla fine degli anni '30 attraverso Fernando Norma, ebanista membro dei gruppi di Giustizia e Libertà poi trucidato alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944. In questo periodo incontrò Lucia Ottobrini, l’amore inseparabile della sua vita, con la quale condivise il resto dell’esistenza fino alla scomparsa di lei nel 2015. Nel periodo che seguì l’arresto di Mussolini e la caduta del fascismo (25 luglio 1943) si avvicinò al Partito Comunista e dopo la firma dell'armistizio dell'Italia con le forze Alleate dell'8 settembre 1943 e la battaglia di Porta San Paolo alla quale assistette, partecipò all’organizzazione delle formazioni armate dei Gruppi di Azione Patriottica (GAP) dirette da Antonello Trombadori e Carlo Salinari del Partito Comunista. 
Divenne comandante del GAP centrale Antonio Gramsci. Fu operativo in numerosissime azioni tra le quali, solo per fare due esempi, l'attacco solitario all'ingresso del carcere di Regina Coeli contro un camion di tedeschi e l’attacco ad una colonna fascista a Via Tomacelli.
Fiorentini fu tra i principali organizzatori dell'attacco di via Rasella a Roma, il 23 marzo del 1944 (pur non partecipandovi materialmente perché troppo noto nella zona). Fu proprio lui a notare che una colonna di militari nazisti passava con una certa regolarità, marciando e cantando in pieno centro, compiendo sempre lo stesso percorso. Informò quindi il comando militare che decise tra le varie opzioni, l’attacco in Via Rasella e lo incaricò dell’organizzazione.
Dopo l'episodio di via Rasella, Mario e Lucia operano per un po' nelle zone di Roma del Quadraro e del Quarticciolo.
Devono però lasciare Roma e vanno a dirigere i GAP a Tivoli. Lucia tiene i collegamenti con la capitale e dirige altre operazioni cruciali in collaborazione con l'OSS (Office of Strategic Services, i servizi segreti americani prima della nascita della CIA). La necessità di lasciare Roma dopo via Rasella era dovuta al fatto che i nazisti avevano intensificato l’azione contro i partigiani al centro di Roma. Le operazioni al Quadraro, Quarticciolo e poi a Tivoli rappresentarono quindi una fase cruciale della Resistenza romana, in cui i GAP continuarono la lotta armata spostandosi nelle periferie e nei territori limitrofi alla capitale, per attaccare il nemico sulle vie consolari che portavano verso le zone del fronte dopo lo sbarco di Anzio.
Dopo la liberazione di Roma, a partire dal luglio del 1944, Fiorentini fu posto al comando della missione "Dingo" dell'Office of Strategic Services (OSS) e proseguì la Resistenza nel Nord Italia (Emilia e Liguria) e operò anche in Lombardia e Piemonte. 
Al termine del conflitto venne insignito di tre medaglie d'argento al valor militare, tre croci al merito di guerra, diventando così il partigiano più decorato d'Italia.
La sua attività partigiana rappresenta un esempio straordinario di coraggio e dedizione che si estese per tutto il periodo della Resistenza, dal centro di Roma occupata fino alle regioni del Nord Italia ancora sotto controllo nazifascista.
Autodidatta, nel dopoguerra compì gli studi liceali e poi universitari, sostenuto sempre da Lucia. Divenne quindi professore di geometria all'Università di Ferrara che rese famosa nel campo con i suoi studi e con un gruppo di studiosi che vi si aggregarono grazie alle sue capacità catalizzatrici. 
Fu sempre accanto a Lucia, anche lei valorosa partigiana, decorata con Medaglia d'argento al valor militare per le ardite azioni compiute.

08 agosto 2026

8 agosto 1956: la strage di Marcinelle - 256 lavoratori immigrati morirono in una miniera belga

L’8 agosto del 1956 si compì un gravissimo incidente sul lavoro che causò la morte di 262 minatori di 12 diverse nazionalità, di cui 136 italiani. La data segnerà per sempre il dramma della povertà, dell’emigrazione, delle drammatiche condizioni di lavoro nel cuore dell’Europa e ci parla anche dell'oggi
 
La cronaca della tragedia:
 

 
 
 
 
Leggi anche l'interessante articolo:

 Marcinelle, dopo 70 anni una tragedia che parla al presente

https://alleyoop.ilsole24ore.com/2026/08/07/tragedia-marcinelle/ 
 

 La situazione migratoria italiana nel 2025:

https://www.istat.it/ 

Migrazioni interne e internazionali della popolazione residente
Mobilità interna in ripresa,
saldo estero sostenuto dall’ingresso di stranieri

Dopo il picco del 2024, pari a 141mila, nel 2025 gli espatri si attestano a 109mila unità (-22,7%), con un saldo migratorio negativo di italiani che da -83mila si riduce a -53mila. Nonostante una lieve flessione, le immigrazioni dei cittadini stranieri (383mila; -2,5%) continuano a sostenere il saldo migratorio con l’estero, che passa da +263mila nel 2024 a +296mila nel 2025.

Vedi anche:

https://www.migrantes.it/ 

 

 

06 agosto 2026

6 agosto 1945 - 6 agosto 2026: 81° anniversario del bombardamento atomico di Hiroshima




Oggi, 6 agosto, ricorre l'81° anniversario del bombardamento atomico statunitente di Hiroshima, in Giappone. Appena tre giorni più tardi, il 9 agosto 1945, un altro ordigno nucleare statunitense deflagrava sulla città di Nagasaki.

La guerra era ormai alle battute conclusive, e secondo molti storici ed interpreti più che un'azione militare il bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki fu una prova di forza e una dimostrazione che l'entourage politico-militare del presidente Truman volle dare alla vicina Unione Sovietica. Il bilancio delle vittime degli ordigni nucleari, così distruttivi eppure decisamente rudimentali rispetto a quelli oggi negli arsenali, dal 1945 a oggi è salito a circa 74.000 morti. 

Antonio Gramsci diceva che la Storia è una maestra senza scolari e i conflitti attuali rendono lo spaventoso scenario dell'uso delle armi atomiche più concreto e attuale che mai.

Riconoscendo nella pace tra i popoli un valore assoluto, fondante della nostra società democratica e antifascista, lanciamo, oggi, nell'81° anniversario del bombardamento atomico di Hiroshima, il nostro grido di pace.

Tacciano le armi, in Ucraina, in Palestina, in Iran ed in ogni altro angolo di Terra, si svuotino i granai e si investa invece invece in sviluppo, innovazione, progresso e cooperazione internazionale. Il nostro paese, l'Italia, impiega e purtroppo impiegherà moltissimi soldi pubblici per la produzione, l'approviggionamento e l'esportazione di armamenti, quando invece sappiamo essere ben altre le priorità: cultura e istruzione, sanità, lavoro, ambiente, dignità e giustizia sociale.

L'associazione dei partigiani continua la sua mobilitazione contro la brutalità della guerra e la distruzione che essa genera. Come diceva il comandante partigiano Germano Nicolini: «Noi sognavamo un mondo diverso: un mondo di libertà, un mondo di giustizia, un mondo di pace, di fratellanza e di serenità. Purtroppo questo mondo non c’è. E allora riflettete, ragionate con la vostra testa e continuate la vostra lotta».

Ordine del Giorno approvato a maggioranza (2 astenuti) dal comitato provinciale dell'ANPI di Roma nella seduta del 5 agosto 2026


Il Comitato Provinciale dell’ANPI Roma riunitosi, con convocazione straordinaria il giorno 5 agosto 2026, ha discusso termini, merito e metodo del comunicato congiunto emesso e firmato dall'ANPI nazionale e l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

Già nelle ore immediatamente successive la pubblicazione del suddetto comunicato la Presidenza dell'ANPI Provinciale di Roma aveva inviato una lettera diretta alla Presidenza ANPI nazionale, alla segreteria nazionale e al comitato nazionale rappresentando profondo disappunto e contrarietà rispetto a: 1) contenuti politici di merito del documento; 2) scenari che concretamente disegna in ordine alla convocazione delle piazze del prossimo 25 aprile da parte dei Comitati Provinciali ANPI delle varie città d'Italia; 3) metodo adottato per gestire un passaggio reso complesso da evidenti fattori internazionali, nazionali e locali che sono andati sviluppandosi in questi ultimi anni (per ciò che riguarda la piazza di Roma in particolare negli ultimi dieci).

Raccogliendo e rappresentando tensioni, critiche e inquietudini di un largo numero di iscritte e iscritti delle nostre oltre settanta sezioni (che raccolgono oltre settemila persone) il Comitato provinciale pone in evidenza i principali aspetti di criticità del documento ANPI Nazionale-UCEI.

Il primo e più rilevante punto critico di merito è l'assenza di una qualsiasi parola di condanna delle politiche genocidarie e neocolonialiste di Israele nei confronti delle popolazioni palestinese, libanese e iraniana.

Il valore dell'antifascismo nel nostro tempo presente, onde evitare un suo logoro utilizzo retorico-celebrativo, trova la sua ragione storico-politica ed il suo significato di azione nella lotta contro la guerra (che passa anche dalla denuncia della collaborazione militare-industriale e dagli accordi economici tra governo italiano e governo israeliano); nella contestazione radicale delle politiche colonialiste e neocolonialiste che le grandi potenze militari e nucleari (su tutte Usa e Israele) vanno sviluppando in diversi teatri e regioni geopolitiche del pianeta (Palestina, Libano, Venezuela, Cuba e Iran); nell'internazionalismo inteso prima di tutto come sostegno alla causa dei popoli oppressi come quello palestinese; nella denuncia della violazione sistematica del diritto internazionale (che ha portato la Corte Penale Internazionale all'incriminazione degli esponenti apicali dello Stato d'Israele e all'emissione di un mandato di cattura internazionale nei confronti del capo del governo Netanyahu per crimini di guerra e contro l'umanità); nella mobilitazione unitaria delle forze sociali e politiche che si riconoscono nei valori della Resistenza partigiana contro le disuguaglianze sociali, le discriminazioni etniche, razziali e di genere che vanno acuendosi in linea con l'aggravarsi della crisi e della riconversione degli assetti globali allo stato di guerra.

In questa cornice valoriale, condivisa e largamente unitaria, sono state organizzate le grandi manifestazioni popolari che hanno celebrato l'anniversario della Liberazione d'Italia e le altre date storiche della lotta antifascista nel nostro Paese in questi ultimi anni.

Tuttavia proprio all'interno di queste manifestazioni si sono succedute (con particolare rilievo a Roma e Milano) continue provocazioni di piazza da parte delle locali Comunità ebraiche iniziate con gli incidenti di Roma del 2014 e protrattesi per tutto il decennio.

È proprio su questo terreno che la «condanna di qualsiasi atto di violenza» di cui parla il comunicato siglato con l'UCEI è sempre mancata da parte dei responsabili della comunità ebraica.

Tra gli episodi più gravi ricordiamo quelli del 25 aprile 2024 (quando oltre 200 persone si presentarono a Porta San Paolo armati di caschi, tirapugni, pietre e spranghe per occupare con la forza il luogo di ritrovo del corteo della Liberazione) e del 25 aprile 2026 quando nei pressi di Parco Schuster sono stati sparati colpi d’arma, seppure non letale, contro un iscritto ed un’iscritta alla nostra associazione solo perchè indossavano al collo il fazzoletto con il simbolo ANPI ovvero dell'associazione fondata dai Liberatori e dalle Liberatrici d'Italia. Nessuna parola di condanna dell'accaduto e di solidarietà alle due persone colpite è mai arrivata agli interessati e all'ANPI da parte dei rappresentanti della comunità. Viceversa, in questi anni non sono mancati tentativi (vani) di dialogo operati della Presidenza ANPI di Roma con rappresentanti della CER. A riprova del fatto che il 25 aprile per la nostra associazione non è stato mai stato pensato come data “divisiva” o escludente per nessuno, fermo restando che proprio per questo l'ANPI Provinciale di Roma non riconosce ad alcuno il diritto di porre veti alla rappresentazione nelle nostre piazze dei temi e delle bandiere che rivendicano l'autodeterminazione dei popoli come quello palestinese e di imporre in quei contesti presenze provocatorie come quelle di Milano lo scorso 25 aprile (con il tentativo di collocare all'interno del corteo, anzi alla sua testa) effigi di Netanyahu e Trump ovvero dei principali responsabili delle guerre di sterminio in atto nel mondo. Una vicenda conclusasi con una nuova provocazione giunta ad esito proprio il giorno successivo al comunicato UCEI-ANPI con l'annuncio delle denunce “contro ignoti” (i partecipanti al corteo che contestarono la presenza delle foto di Netanyahu e Trump) presentate dalla “brigata ebraica” proprio per i fatti di Milano del 25 aprile.

A Roma, prepareremo e celebreremo il prossimo 25 aprile come abbiamo sempre fatto dalla fondazione dell’ANPI: in modo unitario, libero e indipendente, coinvolgendo tutte le realtà e le molteplici anime associative politiche e sindacali antifasciste, invitando, come sempre, la comunità ebraica romana a partecipare al corteo con pari dignità e responsabilità di tutti i soggetti partecipanti, senza operazioni di strumentalizzazione di cui la Brigata Ebraica è oggetto a differenza di altri importanti contingenti delle truppe alleate (il cui contributo alla Liberazione d'Italia fu senz'altro superiore in termini di perdite e impegno operativo, come la Força Expecionaria Brasileira, il 2° Corpo d'Armata Polacco, ecc. ecc.) processo funzionale a legittimare la posizione di Israele agli occhi degli antifascisti e delle antifasciste. L’ANPI provinciale di Roma continuerà il percorso unitario e plurale nel nome dell’antifascismo, della Resistenza e della Guerra di Liberazione. Per questo riafferma e ribadisce la vicinanza al popolo palestinese, al popolo cubano e a tutti i popoli che combattono per libertà, democrazia, autodeterminazione e giustizia sociale. Chiediamo un dovuto chiarimento sulle motivazioni e le modalità di pubblicazione di questo accordo che mette in grande difficoltà tutta l’Associazione, ponendolo all’OdG al prossimo Comitato Nazionale.

04 agosto 2026

4 agosto 1974: la strage dell'Italicus

Nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1974 una bomba posizionata nella quinta vettura del treno espresso 1406 denominato "Italicus", partito da Roma e diretto a Monaco di Baviera, esplode mentre il treno è in transito lungo la Grande galleria dell'Appennino all'altezza di San Benedetto Val di Sambro. Nell'esplosione e nell'incendio che segue perdono la vita 12 persone, tra le quali il ferroviere Silver Sirotti, Medaglia d'Oro al Merito Civile, intento a portare in salvo i passeggeri rimasti incastrati tra le lamiere.

Nonostante la rivendicazione da parte dei neofascisti di Ordine Nero, decisi a seppellire la democrazia «sotto una montagna di morti», ad oggi i responsabili materiali della strage restano ignoti e le vicende processuali si sono concluse con l'assoluzione di tutti gli imputati: rimane accertata la chiara matrice neofascista della strage, volta a destabilizzare gli equilibri istituzionali dell'Italia repubblicana per favorire l'ascesa della destra più estrema nel più complesso quadro della strategia della tensione.

In memoria delle vittime delle stragi fasciste, proseguiamo con tenacia, determinazione e orgoglio sulla strada della Costituzione tracciata dalle partigiane e dai partigiani perché il fascismo sia bandito dalla società civile e dalla storia.

02 agosto 2026

2 agosto 1980: strage neofascista alla Stazione di Bologna



La mattina di sabato 2 agosto 1980, la sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna è gremita di una vasta folla di uomini, donne, bambini e anziani, italiani e stranieri, in partenza per le vacanze estive. Una bomba ad alto potenziale, collocata all’interno di una valigetta posizionata in prossimità dell’ingresso dell’ambiente che dava sul piazzale, esplode alle ore 10:25, facendo crollare interamente le strutture sovrastanti le sale d’aspetto di prima e seconda classe, la pensilina esterna, gli uffici dell’azienda di ristorazione Cigar e investendo in pieno il treno Ancona-Chiasso in sosta al primo binario. Ancor prima dell’arrivo delle ambulanze, passanti, viaggiatori, tassisti e ferrovieri cercarono di prestare soccorso ai feriti, impiegando anche gli autobus del trasporto pubblico per trasferire i feriti all’Ospedale Maggiore. Il bilancio finale della strage, la più grave mai verificatasi nella storia dell’Italia repubblicana, è di 85 vittime e 200 feriti: la più anziana di loro è Antonio Montanari, di 86 anni, mentre la più giovane è la piccola Angela Fresu, di 3 anni, il cui corpo non verrà mai più ritrovato.

Le indagini seguite all’attentato sono ripetutamente oggetto di sistematici atti di depistaggio, volti a sviare le indagini indirizzandole su piste successivamente rivelatesi false e costruite ad arte per occultare reali responsabilità di organizzazioni neofasciste e apparati deviati dello Stato nella vicenda (pista palestinese, pista internazionale): solo un lungo e tormentato iter giudiziario riuscirà ad ottenere la condanna di Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini, Gilberto Cavallini e Paolo Bellini come esecutori materiali e di Licio Gelli, Umberto Ortolani, Mario Tedeschi e Federico Umberto D’Amato, nomi ben noti alla magistratura inquirente in quanto implicati in altri episodi della strategia della tensione.

A 46 anni di distanza, vogliamo ricordare le vittime della strage di Bologna unendoci alle associazioni dei familiari e alle istituzioni nel chiedere che sia fatta finalmente luce sul più grave atto di terrorismo neofascista mai avvenuto nel nostro Paese e sui legami che hanno unito le organizzazioni neofasciste a quei rappresentanti delle istituzioni della Repubblica antifascista nata dalla Resistenza.

01 agosto 2026

1° agosto 1922: a Parma gli Arditi del Popolo sconfiggono i fascisti di Balbo impedendo loro di entrare in città

Il primo agosto 1922 gli Arditi del Popolo con a capo Guido Picelli, insieme a lavoratori, sindacalisti e cittadini dei quartieri Oltretorrente e Naviglio, con le armi in pugno sbarrano la strada e inflissero una sonora sconfitta alle squadracce fasciste di Italo Balbo, intenzionate a stroncare lo sciopero indetto il 31 luglio dall'Alleanza del Lavoro. 

Nel ricordo delle barricate di Parma, del coraggio e dell'ardimento dei combattenti antifascisti, ribadiamo oggi il nostro impegno a difesa della democrazia, della libertà e della giustizia sociale. 

"Balbo t'è pasè l'Atlantic mo miga la Pèrma" recitava una scritta sui muri della città. 

E ancora come allora, sull'esempio degli eroi di Parma, fermeremo ogni forma di fascismo. 





29 luglio 2026

Il comitato provinciale dell’ANPI di Roma esprime la più profonda condanna per quanto continua ad accadere sotto gli occhi indifferenti o impotenti del mondo in Palestina


 

Il comitato provinciale dell’ANPI di Roma esprime la più profonda condanna per quanto continua ad accadere in Palestina sotto gli occhi indifferenti o impotenti del mondo: in Cisgiordania i coloni israeliani, protetti dall’esercito, armi alla mano compiono quotidianamente e indisturbatamente invasioni di terre non loro, aggredendo, uccidendo, compiendo i più brutali soprusi sulla popolazione palestinese. Aggressioni, bombardamenti, distruzione di campi, uccisione di bestiame e distruzione delle abitazioni sono la condizione continua in cui si trovano i palestinesi in tutti i territori non ancora occupati illegalmente da Israele. Le dichiarazioni pubbliche di ministri quali Beng Gvir, Katz e lo stesso Netanyahu confermano, se mai ce ne fosse ancora bisogno per convincere qualcuno, che la volontà è quella di fare pulizia etnica e trasformare questi territori, compreso il Libano, in un cumulo di macerie come a Gaza. Si condanna altresì la mistificazione operata su un canale di informazione pubblica dove una di queste quotidiane brutali invasioni è stata presentata come un’escursione turistica operata da una sorta di boy scout. Il genocidio continua a mietere vittime quotidiane nel silenzio complice del nostro governo e dell'Unione Europea. Nel contempo condanniamo la repressione operata quasi ovunque nei confronti della protesta dei cittadini che esprimono solidarietà alla martoriata popolazione palestinese e che chiedono a gran voce l’intervento dei propri governi per fermare il genocidio.
Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI Patria Indipendente #Cisgiordania #Gaza #palestina #Libano Vedi meno

26 luglio 2026

Pastasciutte antifasciste del 25 luglio (e dintorni) 2026 delle sezioni di Roma e provincia

Alcune delle pastasciuttate organizzate dalle sezioni ANPI di Roma e Provincia, da sole o con realtà associative amiche e sorelle!
Grande partecipazione popolare, convivialità e gioia pur nella piena consapevolezza del momento storico in cui siamo chiamati ad operare.
Ora e sempre Resistenza!!



























 

Le pastasciutte antifasciste delle sezioni di Roma e provincia:
Le sezioni che organizzano le pastasciutte antifasciste per l'anniversario dell'arresto di Mussolini e della caduta del regime fascista: tradizione introdotta dalla famiglia Cervi il 25 luglio del 1943 come "il più bel funerale del fascismo". 
Sappiamo che fu purtroppo una tragica illusione, morì il regime fascista che aveva soggiogato l'Italia e seminato morte e distruzione con guerre di aggressione e di conquista e repressione per un ventennio, ma come la testa dell'Idra rinacque asservito al nazismo prima, sconfitto con la Resistenza e la Guerra di Liberazione ancor oggi minaccia l'umanità.
Ma la sua sepoltura simbolica sotto mestolate di maccheroni, penne, rigatoni e forchettate di spaghetti rimane un simbolo potentissimo di amore per il prossimo e per la Libertà.
 
Auguriamo a tutti e a tutte buon appetito!
 
PS: le locandine sono in costante aggiornamento, le carichiamo man mano che ci giungono
 


 
 
 
 
 


 
 









 














Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001. Il blog è strumento di comunicazione degli eventi (e i relativi commenti) organizzati dal Comitato Provinciale e dalle Sezioni dell’A.N.P.I. Provinciale di Roma; promuove la libertà di pensiero, aderisce ai principi della Costituzione repubblicana, è antifascista e antitotalitario.
Ripudia intolleranza, razzismo e antisemitismo.
Le foto contenute in questo blog sono da intendersi a puro carattere rappresentativo, divulgativo e senza alcun fine di lucro. Sono © dei rispettivi autori, persone, agenzie o editori detenenti i diritti. In qualunque momento il proprietario può richiederne la rimozione tramite mail qui indicata. Tutto il materiale letterario/fotografico che esula dalle suddette specifiche è invece di proprietà © del curatore del presente blog e soggetto alle leggi sul diritto d'autore. Se ne vieta espressamente l'utilizzo in qualsiasi sede e con qualsiasi modalità di riproduzione globale o parziale esso possa essere rappresentato, salvo precedenti specifici accordi presi ed approvati con l'autore stesso e scrivente del blog medesimo, e alle condiizoni Creative Commons.© Copyright - Tutti i diritti riservati.