31 maggio 2026

3^ Festa dell'ANPI provinciale di Roma al Quarticciolo - 5, 6 e 7 giugno 2026: le Mostre

 

Le mostre che sarà possibile visitare nei giorni della Festa, presso il Centro Sociale Anziani di Via Locorotondo:

Campioni nella memoria



Campioni nella Memoria è una mostra fotografica itinerante che racconta le vite e le storie di atleti e atlete di varie nazionalità e discipline, deportati nei campi di concentramento e di sterminio nazifascisti
L'esposizione, curata dall'insegnante Barbara Trevisan in collaborazione con l'Unione Nazionale Veterani dello Sport (UNVS), ricorda personaggi come:
  • Claudio Paulinich: Calciatore di Fiume, deportato a Dachau e sopravvissuto.
  • Oskar Gerde: Schermatore ungherese di origine ebrea, morto a Gusen.
  • Icilio Zuliani: Calciatore nato a Fiume, morto a Buchenwald.



Le 21 Madri Costituenti


21 donne che si sono distinte per il loro impegno e che grazie al loro apporto hanno contribuito ad avere oggi una costituzione moderna ed attuale.
Sono Adele Bei, Bianca Bianchi, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Maria De Unterrichter Jervolino, Filomena Delli Castelli, Maria Federici Agamben, Nadia Gallico Spano, Angela Gotelli, Angela Guidi Cingolani, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Angelina Merlin, Angiola Minella Molinari, Rita Montagnana, Maria Nicotra Verzotto, Teresa Noce, Ottavia Penna Buscemi, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi e Vittoria Titomanlio.
Tra i diversi principi costituzionali a favore delle donne, a loro va il riconoscimento di aver assicurato nella nostra Costituzione italiana il diritto al voto (art 48), la parità di condizione fra donna e uomo e l’uguale accesso alle cariche pubbliche (art. 51).


Il secolo Resistente - dai primi del'900 alla Costituzione


La mostra IL SECOLO RESISTENTE - dai primi del '900 alla Costituzione

Mostra realizzata dalle sezioni ANPI Centocelle, Gordiani, Pigneto e Tor Pignattara in occasione della Festa della Resistenza di Roma 2024, promossa e sostenuta dall'Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali e la collaborazione dei Municipi V e VII



Comunicato stampa di presentazione della 3^ Festa dell’ANPI provinciale di Roma al Quarticciolo




Roma, 31 maggio 2026

La Terza Festa dell’ANPI provinciale di Roma quest'anno si svolgerà il 5, 6 e 7 giugno al Quarticciolo e per la maggior parte delle iniziative al Parco intitolato al partigiano delle formazioni Bandiera Rossa (Movimento comunista d'Italia) Modesto Di Veglia scomparso pochi anni fa e anima della memoria storica del quartiere.

Portare la nostra festa in questa parte della periferia di Roma poco conosciuta ai più, se non per le sue contraddizioni e complessità spesso mediaticamente sensazionalizzate a fini strumentali, è stata una scelta politica operata con convinzione e pienamente condivisa da dirigenti, iscritte e iscritti della nostra associazione. È stata fatta a fronte di quella assunta dal governo delle destre che ha inserito il quartiere nel cosiddetto “decreto Caivano” collocando l'intera area all'interno di una misura d'intervento che lungi dall'affrontare (con risorse economiche, progettualità sociale e culturale, istruzione, politiche di inclusione e accoglienza, promozione dei diritti e partecipazione della cittadinanza) le criticità del quartiere nell'ottica di un suo effettivo risanamento si risolve in un piano di carattere “securitario” ed “emergenziale” incapace di affrontare le profonde criticità esistenti, in questa come in tante altre aree della Roma popolare, escludendo dall'azione pubblica e politica qualsiasi orizzonte di emancipazione sociale e rimozione degli ostacoli di natura economica e sociale (come invece indica l'articolo 3 della nostra Costituzione).

La Festa dell'ANPI celebra la Roma (città e provincia) Libera e Antifascista, che nelle strade, lungo le vie consolari e nelle piazze di quella che fu designata come Ottava zona (comprendente Quarticciolo, Quadraro, Centocelle, Tor Pignattara, Borgata Gordiani) sviluppò la più forte e radicata Resistenza contro il nazifascismo durante l'occupazione della Capitale.  Una storia raccontata oggi dalla medaglia d’oro al valor militare per i fatti della Resistenza conferita alla città nel 2018 dal Presidente della Repubblica. Il Quarticciolo fa parte di quelle borgate di periferia, soprattutto della zona Est di Roma, in cui si sviluppò in maniera centrale l'attività partigiana, che fu veramente attività di popolo.

Per queste ragioni il programma prevede un incontro a tema sulla Resistenza in questa e nelle altre zone periferiche della Capitale, ma anche dibattiti e confronti che rivolgono particolare attenzione alla realtà di oggi del quartiere, dove si sono sviluppate delle nuove forme di resistenza contro il degrado, il classismo economico, la marginalizzazione delle persone e la criminalizzazione del disagio sociale. L'ANPI ha scelto di essere qui per restituire visibilità e importanza a tutte quelle iniziative (e sono molte) che, lontano dai riflettori mediatici e dalla speculazione politica che lucra elettoralmente sulle periferie, ogni giorno al Quarticciolo fanno rete comune in una sorta di Polo civico dal basso composto dalla palestra popolare al doposcuola per i ragazzi e le ragazze, dal centro sociale anziani alle mille altre attività sociali e culturali che rappresentano momenti importanti di condivisione, inclusione e grande solidarietà. Una realtà fatta di volontari, volontarie e militanti che portano al centro del loro quartiere, la possibilità di crescita e aggregazione delle giovani generazioni; la trasmissione della memoria storica; la coscienza sociale e il senso critico. Il tutto in un contesto non facile ma non per questo impossibile. Se le cronache riportano quasi quotidianamente queste difficoltà accompagnate da gravi condizioni di illegalità non è con il cosiddetto decreto Caivano, che se si limita alla sola repressione dei reati, che il quartiere potrà riqualificarsi diventando più vivibile per i suoi abitanti.

Vogliamo quindi accendere un una piccola luce sul Quarticciolo e sulle tante positive realtà che vivono questo spazio, consegnando ai cittadini alle cittadine la possibilità di assistere ad eventi culturali e politici che vanno dalla presentazione di libri alla proiezione di documentari, dall’allestimento di ben tre mostre fino ai dibattiti. Ci saranno anche momenti artistici e musicali, di straordinario valore e varietà: due concerti per serata e uno spettacolo recitativo sulle donne della Resistenza nell'anno in cui ricorre l'80° anniversario della nascita della Repubblica. La Cultura e lo Spettacolo sono momenti importantissimi, spazio di riflessione e di distensione e divertimento, di allegria e di gioia. E in quest'ottica vogliamo viverli insieme.

Tutti gli ospiti sono di grande spessore, non solo professionale ma anche umano, e saranno introdotti da una inaugurazione a cui sono state invitate le Istituzioni e dove saranno presenti il sindaco Roberto Gualtieri, l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio, il presidente del V Municipio Mauro Caliste, gli assessori Giuseppe Battaglia e Claudia Pratelli, Maurizio Mattana delegato alla Memoria per il V Municipio, il presidente dell’ANPI nazionale Gianfranco Pagliarulo, il partigiano dei GAP dell’VIII zona Angelo Nazio e la staffetta Luciana Romoli.

Le sezioni dell’ANPI del quadrante, Centocelle, Villa Gordiani e Tor Pignattara ci hanno aiutato ad entrare in contatto con la realtà del Quarticciolo e ci hanno affiancato nel preparare al meglio questa iniziativa e a loro va il ringraziamento dell’ANPI di Roma e Provincia. Altri momenti significativi saranno l'incontro sugli sport popolari di sabato, al quale seguirà nel pomeriggio il torneo di boxe organizzato dalla Palestra Popolare del Quarticciolo, e il pranzo partigiano di domenica 7 giugno mentre l’assemblea giovanile si occuperà di antifascismo, di migrazioni e delle difficoltà dell’inclusione e di migrazione delle genti.

Si ripercorreranno gli 80 anni della nascita della Repubblica e del voto conquistato dalle donne e ci sarà spazio anche per un momento di riflessione sullo stato attuale della Repubblica e dei diritti.

È stato un grande sforzo organizzativo e saranno fortemente impegnativi anche i tre giorni della Festa, ma insieme a tutti, i volontari e le volontarie della nostra Associazione, i cittadini e le cittadine, gli antifascisti e le antifasciste, siamo certi che vivremo dei momenti intensi e partecipati e per questo ringraziamo tutti e tutte fin d’ora.

Per chi vuole consultare il ricco programma, può consultare i nostri social e la pagina del sito dedicato alla Festa:

https://www.anpiroma.org/p/3-festa-dellanpi-provinciale-di-roma.html

La presidenza dell’ANPI provinciale di Roma

30 maggio 2026

3 giugno 2026 - Assemblea del Coord. permanente "Roma Città Antifascista": Venga impedito lo svolgimento della manifestazione sulla remigrazione, proposta di legge razzista e xenofoba


3 giugno 2026 - Assemblea del Coordinamento permanente "Roma Città Antifascista": Venga impedito lo svolgimento della manifestazione sulla remigrazione, proposta di legge razzista e xenofoba fatta da soggetti che dovrebbero essere tutti già stati sanzionati da tempo dalle Leggi Scelba e Mancino.

Comunicato stampa del Coordinamento: 

Il 3 giugno si terrà l’assemblea del coordinamento permanente “Roma città antifascista”, nato per rafforzare la risposta democratica e antifascista nella Capitale dopo i numerosi episodi di vandalismo, intimidazione e aggressione di matrice neofascista che, nel corso del 2025, hanno colpito sedi sindacali, spazi antifascisti, scuole e realtà politiche e sociali della città.
A questi si aggiungono i numerosi e gravi episodi avvenuti nei primi mesi del 2026, da ultimo, gli spari contro due attivisti dell’ANPI Roma, avvenuti proprio durante le celebrazioni del 25 aprile e l’aggressione avvenuta durante la Consulta provinciale degli studenti nei confronti delle ragazze e dei ragazzi che protestavano pacificamente contro la cancellazione della parola antifascismo da una delle commissioni della Consulta stessa.
Le compagne e i compagni che hanno subito tali aggressioni saranno presenti all’assemblea che, nel proseguire l’iniziativa unitaria contro ogni forma di neofascismo, razzismo, sessismo, omotransfobia e violenza politica nella Capitale, sarà anche un momento per rilanciare l’appello a tutte le istituzioni affinché venga impedito lo svolgimento della manifestazione sulla remigrazione, una proposta razzista e xenofoba che richiama le pagine più buie della storia del nostro Paese, in aperto contrasto con i valori della Costituzione, con i principi fondamentali della democrazia e con la natura antifascista della nostra Repubblica.

28 maggio 2026

Festa dell'ANPI provinciale di Roma al Quarticciolo - i concerti

 I concerti che movimenteranno le serate della Festa dell'ANPI di Roma al Quarticciolo, tutti sul Palco Grande nel Parco Modesto Di Veglia:









21-28 maggio 1937. il massacro di Debra Libanos

 


Dal 21 al 28 maggio 1937, il villaggio conventuale di Debrà Libanos, a circa 80 km. dalla capitale etiope Addis Abeba, fu il teatro di una delle più efferate stragi mai compiute in terra d'Africa da un esercito occupante europeo.
Dopo l'attentato subito a febbraio da parte di alcuni esponenti del movimento resistenziale etiope, il generale Graziani cominciò a dar credito a voci e sospetti privi di alcun fondamento secondo i quali gli attentatori avrebbero trovato ospitalità tra il clero copto di Debrà Libanos. Senza curarsi di effettuare indagini approfondite, l'allora viceré d'Etiopia diede incarico al generale Pietro Maletti, comandante della 2ª Brigata indigeni dell'Eritrea, di marciare sul santuario.
Giunto sul luogo, il generale Maletti diede subito seguito alle prime direttive giunte da Graziani: gli ascari libici e somali ai suoi ordini massacrarono radunarono fuori dal villaggio centinaia di monaci e diversi laici residenti nel monastero per poi massacrarli a colpi di mitragliatrice. L'arrivo da Addis Abeba di un secondo telegramma in cui si ordinava di non risparmiare nessuno determinò la morte di moltissimi altri monaci, preti, diaconi, pellegrini e studenti di teologia, gettati in fosse comuni precedentemente scavate nella campagna circostante.
Secondo le cifre ufficiali, le vittime del massacro di Debrà Libanos furono 449, mentre secondo i più recenti studi dello storico inglese Ian L. Campbell e del suo collega etiope Degife Gabre-Tsadik il numero sarebbe molto superiore e si attesterebbe tra i 1400 e i 2000 uomini.

26 maggio 2026

5 giugno 2026 ore 16: Inaugurazione della 3^ FESTA dell'ANPI provinciale di Roma - Quarticciolo

 


All'apertura della Festa omaggeremo il nostro carissimo compagno partigiano e combattente della Libertà Modesto Di Veglia. Fu anche presidente della sezione ANPI di Centocelle

Vedi anche: breve biografia di Modesto Di Veglia


16:00  Parco Modesto Di Veglia - Inaugurazione della III festa dell’ANPI provinciale di Roma 

introduce: Marina Pierlorenzi - presidente ANPI provinciale di Roma

saluti istituzionali: 

Roberto Gualtieri - sindaco di Roma Capitale

Massimiliano Smeriglio - assessore alla cultura di Roma Capitale

Mauro Caliste - presidente del Municipio V 

parteciperanno: 

Giuseppe Battaglia - assessore alle periferie di Roma Capitale

Claudia Pratelli - assessora alla scuola, formazione e lavoro di Roma Capitale 

Maurizio Mattana - presidente commissione cultura e delegato alla Memoria del Municipio V 

Gianfranco Pagliarulo - presidente nazionale ANPI 

Angelo Nazio - partigiano dell’VIII zona

Luciana Romoli - staffetta partigiana


Tutto il programma della Festa:

3^ Festa dell'ANPI provinciale di Roma - ROMA LIBERA e ANTIFASCISTA 5-6-7 giugno - Quarticciolo




23 maggio 2026

23 maggio 1992: la strage di Capaci

Alle ore 17:57 del 23 maggio 1992, il corteo della automobili componenti la scorta del giudice Giovanni Falcone, attivamente impegnato nel contrasto alla criminalità organizzata sul territorio siciliano, fu colpita da un attentato esplosivo mentre transitava sull'autostrada A29 in prossimità dello svincolo di Capaci. Nell'esplosione morirono il giudice Falcone, la moglie Francesca Morvillo, anch'ella magistrato, gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Tra i principali responsabili dell'attentato, i boss Salvatore Riina e Bernardo Provenzano.

Ieri come oggi, antifascismo è lotta alla mafia!

21 maggio 2026

26 maggio 2026 a Parco Radimonte - Affile Nessun MONUMENTO ai CRIMINI del FASCISMO - Flash Mob


26 maggio 2026 a Parco Radimonte - Affile

Nessun MONUMENTO  ai CRIMINI del FASCISMO e ai CRIMINALI fascisti.

Flash mob contro il memoriale al criminale di guerra Rodolfo Graziani. Per ricordare tutte le vittime del fascismo nella ricorrenza della strage di Debra Libanòs

09 maggio 2026

9 maggio 1978: l'assassinio di Peppino Impastato

Nella notte tra l'8 e il 9 maggio 1978, il giovane giornalista e attivista politico Peppino Impastato venne assassinato a Cinisi dietro mandato del boss della locale cosca mafiosa Gaetano Badalamenti. Il suo cadavere, posizionato sui binari ferroviari della linea Palermo-Trapani, venne fatto esplodere con una carica di tritolo per simulare un falso attentato e sviare le indagini negli ambienti della sinistra da lui frequentati.

Nato a Cinisi nel 1948 da una famiglia fortemente legata alla mafia locale, iscrittosi al Partito Socialista di Unità Proletaria nel 1965 e successivamente passato a Lotta Continua, aveva fondato nel 1977 l'emittente radiofinanziata Radio Aut, dai cui microfoni aveva condotto un'importante campagna di controinformazione volta a colpire i potentati mafiosi della zona, denunciando fenomeni di corruzione, abusivismo, soprusi, clientelismi e scempi ambientali.

«Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante nel davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione a rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore».

#PeppinoImpastato #antimafia #antifascismo

8-9 maggio 1945: la capitolazione della Germania nazista

Il 7 maggio 1945, alle ore 2:41, dopo aver ricevuto precise istruzioni in merito da parte dell'ammiraglio Karl Dönitz, divenuto Presidente del Reich in attuazione delle volontà testamentarie dello stesso Hitler, venne firmata a Reims dal generale Alfred Jodl, capo di stato maggiore della Wehrmacht, la resa incondizionata della Germania alle forze alleate: a partire dalle ore 23:01 del successivo 8 maggio, le forze armate tedesche avrebbero dovuto cessare ogni atto di ostilità contro le armate alleate in tutto il teatro di operazioni europeo.

Su pressione dei sovietici, che intendevano far sì che la capitolazione tedesca avvenisse nella capitale del Reich ormai ridotta in maceria, il comandante supremo delle forze alleate in Europa, il generale Eisenhower, acconsentì ad un atto di resa più formale e completo: il testo presentato a Reims venne perciò sottoposto a delle modifiche che sancirono l'obbligo per i tedeschi di deporre le armi e consegnarsi agli Alleati, permettendo tuttavia ai rappresentanti di ciascuna delle forze armate tedesche di firmare l'atto di resa. Fu così che, poco dopo la mezzanotte del 9 maggio, il feldmaresciallo Wilhelm Keitel in rappresentanza della Wehrmacht, l'ammiraglio Hans-Georg von Friedeburg in rappresentanza della Kriegsmarine e il generale Hans-Jürgen Stumpff in rappresentanza della Luftwaffe firmarono la resa della Germania al cospetto del maresciallo sovietico Georgy Zhukov, del maresciallo capo dell'aeronautica Sir Arthur William Tedder, britannico, del comandante delle forze aeree strategiche Carl Spaatz, statunitense, e del generale francese Jean de Lattre de Tassigny.

Seppur siglata alle prime ore del 9 maggio, la firma della capitolazione fu retrodatata alle 23:01 del precedente 8 maggio al fine di allinearla con l'orario inizialmente previsto dalla resa incondizionata di Reims, quando a Mosca era però già passata la mezzanotte: è questo il motivo per cui vari Paesi occidentali (Francia, Regno Unito, Slovacchia, Repubblica Ceca) e l'Ucraina festeggiano il Giorno della Vittoria l'8 maggio, mentre in Russia e in altri Stati dell'Europa orientale lo si festeggia il 9.

07 maggio 2026

12 maggio 2026 ore 9:30 nella Sala della Protomoteca: 2 giugno 1944. Le donne votano ed entrano nella Costituente

2 giugno 1946. Le donne votano ed entrano nella Costituente




Martedì 12 maggio 2026 ore 9:30 - Sala della Protomoteca in Campidoglio - Roma


Apre l'incontro il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri

Introduce: Claudia Pratelli, assessora alla scuola, formazione e lavoro di Roma Capitale

Saluti di: Carla Fermariello, presidente della commissione scuola di Roma Capitale

Intervengono:

Livia Turco
, presidente della Fondazione Nilde Iotti

Marina Pierlorenzi, presidente ANPI provinciale di Roma

Coordina: Simona Maggiorelli, direttrice di Left

Partecipano studenti e studentesse di scuole romane


06 maggio 2026

5 maggio 1945: la liberazione di Mauthausen nel racconto di Giuliano Pajetta

«Le sorti della guerra ormai precipitavano. Ai primi di maggio i nazi si prepararono a lasciare il campo. Negli ultimi giorni iniziarono la distruzione della camera a gas, bruciarono gli archivi – o per lo meno credettero di farlo perché alcuni antifascisti cechi e spagnoli sostituirono in molti casi dei pacchi di carta straccia ai preziosi registri. Prima di lasciare il campo i nazi liquidarono non solo le persone addette all’Arrest e al crematorio, ma anche numerosi gruppi di internati che avevano lavorato in servizi speciali presso laboratori di guerra tedeschi: i morti non parlano e non rivelano i segreti.

I più criminali fra gli aguzzini furono ufficialmente liberati e inquadrati nelle SS. I loro molteplici delitti avevano fatto di questi criminali professionali i degni membri delle bande di Himmler. Il 3 maggio il campo fu lasciato in consegna ai pompieri militarizzati di Vienna, però le SS continuavano a restare nei dintorni immediati mentre il fronte era ancora a 50, 60 chilometri a ovest. Furono ore difficili quelle della preparazione della presa del campo da parte degli internati e del passaggio dalla più profonda illegalità a quel minimo di organizzazione di massa necessario per vivere e per lottare, per impedire una catastrofe generale fatta di incendi e di saccheggi, di caos e di disordine, come sarebbe con lo scatenamento di migliaia di uomini impazziti di fame e di orrore.

Il 5 maggio nel pomeriggio un carro armato leggero americano arrivò al campo. La gendarmeria si affrettò ad alzare bandiera bianca e si volatilizzò, non senza esser stata disarmata dai nostri gruppi di combattimento. Una folla enorme di uomini che piangevano dalla gioia e dalla commozione si riversò sulla grande piazza centrale e dall’alto delle torri su cui già sventolavano le bandiere nazionali dei popoli ormai liberi, oratori improvvisati tennero il primo comizio antifascista di Mauthausen. Ma il carro armato americano se ne ripartì e Mauthausen restò per un giorno e mezzo terra di nessuno, o per meglio dire repubblica indipendente antifascista a trenta chilometri dietro il fronte nazi. Il Comitato internazionale prese possesso del campo, impedì i saccheggi e le devastazioni, riorganizzò il rifornimento viveri, assicurò il primo aiuto ai malati, sistemò il suo esercito e la sua polizia. Più di 1.500 uomini armati partirono a prendere posizione per evitare un ritorno delle SS che avrebbero potuto fare con noi quello che fecero in altri campi che abbandonarono e rioccuparono due giorni dopo, sterminando praticamente quasi tutti gli internati.

Gli aguzzini che ancora non si erano allontanati con le SS furono puniti con la morte. Le SS vecchie e nuove che si erano nascoste nelle fattorie dei dintorni furono stanate e giustiziate. Quando il grosso delle forze blindate americane arrivò a Mauthausen trovò degli uomini che già avevano saputo organizzarsi, che già erano l’esempio dell’unità nazionale ed internazionale nata tra coloro che assieme avevano sofferto del nazismo e assieme volevano risanare le ferite che questo aveva aperto nella loro carne viva.»

#Mauthausen #deportazione #Resistenza #antifascismo

05 maggio 2026

Ci ha lasciato Edmondo Del Gobbo, partigiano e testimone instancabile di un’Italia che ha saputo scegliere la libertà

Edmondo Del Gobbo con la segretaria della sez. di Albano con il rinnovo dell’iscrizione all’ANPI

Il comitato provinciale dell'ANPI di Roma esprime tutto il proprio dolore nell'apprendere della scomparsa del partigiano Edmondo del Gobbo, si stringe alla famiglia e ai compagni i quali tutti abbracciamo. Che il fiore sotto il quale sarai sepolto sia un papavero, rosso come la passione partigiana, che rinasce a nuova vita ogni primavera. La terra ti sia lieve, R.in P.

Il comunicato della sezione Albano-Castelgandolfo alla quale era iscritto:

Ci ha lasciato Edmondo Del Gobbo, partigiano e testimone instancabile di un’Italia che ha saputo scegliere la libertà, che all’età di 15 anni ha deciso da che parte stare. La sua non era solo memoria, era storia vissuta tra le mura di casa. Edmondo portava con sé un ricordo prezioso: la sua abitazione a Fontana Sala (Marino) fu il rifugio sicuro che accolse Antonio Gramsci nel 1926, durante la fuga dalle leggi fascistissime. Suo padre Aurelio, amico di Gramsci, aprì le porte al fondatore del PCI, trasformando quella casa in un presidio di resistenza ancora prima che la Resistenza stessa iniziasse. Edmondo ha custodito quella casa e quel ricordo per tutta la vita, continuando a combattere come partigiano nella brigata Castelli Romani,  insieme a Pino Levi Cavaglione e Marco Moscati e, più tardi, come muratore e cittadino attivo. Con lui se ne va un pezzo di storia che unisce i padri del pensiero democratico ai combattenti che quella democrazia l'hanno costruita materialmente. La terra ti sia lieve, Edmondo. Grazie per aver protetto la libertà e chi, come Gramsci, l'aveva sognata prima di tutti noi.

Pugni chiusi al cielo compagno


Edmondo Del Gobbo su "Noi Partigiani"

Nato ad Albano Laziale (Roma) il 17 Dicembre 1926, muratore.

Ha partecipato alla Resistenza con il padre Aurelio Del Gobbo che comandava la formazione Fontana di Sala.

L’intervista è stata realizzata nel settembre 2019

https://www.noipartigiani.it/edmondo-del-gobbo/



04 maggio 2026

Ricordo di Giorgio Marincola

🌹Il 4 maggio del 1945 il partigiano Giorgio Marincola cadeva a Stramentizzo, in Val di Fiemme, nei giorni dell'ultima strage nazista sul suolo italiano. È insignito di Medaglia d’Oro al Valor Militare.

https://www.anpiroma.org/2025/05/il-4-maggio-del-1945-cadeva-il.html 

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