14 dicembre 2025

14 dicembre 2014 - 14 dicembre 2025: ricordo di Bianca Bracci Torsi

Undici anni fa, in questo giorno, ci lasciava la compagna Bianca Bracci Torsi. Poco più che bambina supportò le formazioni partigiane contribuendo alla Resistenza nella sua Toscana.

Dirigente dell'ANPI romana con la presidenza di Francesco Polcaro, militante e dirigente comunista, sorella politica di Tina Costa con la quale ha condiviso l'intera vita nella lotta per la libertà e la giustizia sociale.
Sempre attiva nella formazione delle giovani generazioni di militanti comunisti e antifascisti e nell'attività internazionalista al fianco dei popoli in lotta per la loro autodeterminazione.

Nella sua militanza femminista, instancabilmente impegnata per l'emancipazione e i diritti delle lavoratrici, rifiutò sempre gli incarichi se le venivano offerti "in quanto donna". 
Non dimenticheremo mai la sua forza, la qualità e il carisma dei suoi interventi, la sua capacità di analisi sull'attualità della lotta al fascismo e contro le classi che lo hanno generato in ogni parte del mondo. 

Ci manchi Bianca, sempre giovane e tenace, partigiana della Repubblica nata dalla Resistenza.

04 dicembre 2025

4 dicembre 1999: muore Nilde Iotti

Il 4 dicembre del 1999 moriva a Roma Nilde Iotti, antifascista, pioniera della lotta per i diritti delle donne, comunista, deputata alla Costituente e alla Camera dei deputati, di cui fu la prima Presidente donna.

Nasce a Reggio Emilia il 10 aprile 1920. Nonostante le difficoltà economiche conseguenti al licenziamento per motivi politici del padre, frequenta una scuola privata cattolica e grazie ad una borsa di studio si iscrive alla facoltà di lettere e filosofia dell'università cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove si laurea il 31 ottobre del 1942. Si avvia alla carriera dell'insegnamento presso istituti tecnici di Reggio Emilia, dove insegna fino al 1946.
Durante la Resistenza collabora attivamente all'organizzazione dei Gruppi di difesa della donna, aperti alle donne di ogni convinzione politica e religiosa, che si segnalano per l'attività di sostegno ai Comitati di liberazione periferici, alle agitazioni nelle fabbriche per il sabotaggio della produzione di guerra e per l'assistenza alle famiglie dei deportati, dei carcerati e dei caduti. Nell'autunno del 1945 diventa segretario provinciale dell'Unione donne in Italia (Udi).
Grazie alla capacità organizzativa e all'impegno dimostrati nei Gruppi di difesa della donna prima e nella conduzione dell'Udi poi, Nilde Iotti guadagna apprezzamento e consensi a livello locale, tanto da essere eletta, nella primavera del 1946, al consiglio comunale di Reggio Emilia, come indipendente nelle liste del Partito comunista italiano (PCI). Successivamente si iscrive al PCI e il 2 giugno 1946 è eletta deputato all'Assemblea costituente.

Entra a far parte della Commissione per la Costituzione e partecipa ai lavori della prima delle tre sottocommissioni, incaricata della stesura della parte relativa ai diritti e ai doveri dei cittadini. Nominata relatrice sul tema della famiglia insieme all'esponente democristiano Camillo Corsanego, sostiene, pur affermando il valore della famiglia, la necessità di emancipare la donna dalla condizione di arretratezza e di inferiorità in cui versa in tutti i campi della vita sociale e di garantirle una posizione giuridica che le riconosca la piena dignità di cittadina. Nell'ambito dei lavori della I Sottocommissione si batte, quindi, per l'affermazione del principio della parità tra i coniugi, del riconoscimento dei diritti dei figli nati fuori dal matrimonio e delle famiglie di fatto. Si dichiara, inoltre, nettamente contraria all'introduzione del principio dell'indissolubilità del matrimonio nel testo costituzionale. L'esperienza dei lavori della Costituente rappresenta una tappa decisiva nel suo percorso politico e parlamentare, in termini di aderenza a valori, principi e indirizzi istituzionali ai quali farà costante riferimento nel concreto svolgimento del mandato parlamentare alla Camera dei deputati, di cui sarà membro ininterrottamente dalla I alla XIII legislatura.
I lavori dell'Assemblea costituente, in particolare nella I Sottocommissione, la avvicinano al segretario del PCI Palmiro Togliatti, al fianco del quale resterà fino alla morte del leader comunista, avvenuta nel 1964.

Nel 1956, in occasione dell'VIII congresso del partito, entra a far parte del comitato centrale del PCI e nel 1962 della direzione nazionale.
Nel 1963, rieletta deputata, è membro della Commissione affari costituzionali e torna ad occuparsi del problema della collocazione delle donne nel mondo del lavoro e delle tematiche relative alla famiglia.
A partire dalla V legislatura assume un ruolo di punta nei dibattiti sulle riforme civili; si impegna a fondo nella battaglia in favore dell'introduzione del divorzio nell'ordinamento giuridico italiano e nella successiva battaglia referendaria per il mantenimento della legge.
Nel 1969, quando per la prima volta i parlamentari comunisti entrano a far parte della delegazione italiana al Parlamento europeo, Nilde Iotti è tra questi. La priorità assoluta sulla quale si impegna è l'elezione a suffragio universale diretto del Parlamento europeo, per la ferma convinzione che il peso politico derivante dall'investitura popolare rappresenti l'indispensabile premessa per l'estensione dei poteri del Parlamento, posizione fatta proprio dal suo partito. Nilde Iotti esercita il mandato parlamentare europeo dal 1969 al 1979, fino a quando, cioè, i cittadini europei eleggeranno direttamente i propri rappresentanti.
Nella VI legislatura è eletta Vicepresidente della Camera dei deputati ed è tra i protagonisti della riforma del diritto di famiglia, il cui iter parlamentare si concluderà nel 1975.
Le contrapposizioni tra comunisti e democristiani cedono il passo alla stagione della cosiddetta politica di solidarietà nazionale, nella quale si registra l'affermazione del PCI nelle elezioni politiche del 1976. In questo clima matura nella VII legislatura l'elezione alla Presidenza della Camera dell'esponente comunista Pietro Ingrao e l'elezione di Nilde Iotti alla presidenza della Commissione affari costituzionali di Montecitorio.

Nel 1979 all'apertura dell'VIII legislatura, pur essendo entrata in crisi la politica di solidarietà nazionale, si ritiene comunque opportuno affidare nuovamente al maggior partito di opposizione la presidenza di uno dei due rami del Parlamento. La scelta ricade su Nilde Iotti, che il 20 giugno 1979 sarà la prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Camera dei deputati. Confermata nel 1983 e nel 1987, dirigerà l'Assemblea di Montecitorio per tredici anni consecutivi, esercitando il mandato più lungo della storia repubblicana.

https://storia.camera.it/presidenti/iotti-nilde

Cgil-Anpi, preoccupa presenza casa editrice Passaggio al bosco a Più libri più liberi

No ai fascisti esaltatori di protagonisti, ideologie e pratiche riconducibili al nazifascismo e all'antisemitismo europeo del Novecento. Addurre i principi di libertà conquistati dalla Resistenza e dalla Lotta di Liberazione per difendere coloro che esaltano chi quei principi negarono e affogarono nel sangue è quantomeno, eufemisticamente, discutibile.

Cgil-Anpi, preoccupa presenza casa editrice Passaggio al bosco a Più libri più liberi
Roma, 03 dic 15:44 - (Agenzia Nova) - All'interno della fiera Più libri più liberi "esprimiamo forte preoccupazione e ferma contrarietà di fronte alla presenza, della casa editrice Passaggio al Bosco, il cui catalogo propone opere che non si limitano a trattare in chiave storica fenomeni del passato, ma ne esaltano apertamente protagonisti, ideologie e pratiche riconducibili al nazifascismo e all'antisemitismo europeo del Novecento". Lo dichiarano in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio e l'Anpi comitato provinciale Roma. "Le schede editoriali di tali pubblicazioni non lasciano spazio a equivoci: figure come Leon Degrelle, Corneliu Zelea Codreanu e altri promotori di movimenti intrisi di violenza politica, razzismo e persecuzione vengono presentate come esempi di virtù e modelli da cui trarre ispirazione - prosegue il sindacato e l'Anpi -. Analogamente, la narrazione sull'eroica resistenza degli ultimi fascisti o sulla 'lotta del sangue contro l'oro' ripropone concetti e slogan dell'estrema destra storica, in aperto contrasto con i principi di uguaglianza, libertà e dignità umana sanciti dalla nostra Costituzione".

"Chiediamo all'associazione Italiana editori, responsabile dell'assegnazione degli spazi espositivi - continuano la Cgil e l'Anpi -, come sia stato possibile considerare tali contenuti compatibili con il regolamento della fiera, che impone agli espositori l'adesione ai valori costituzionali, alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e alla Dichiarazione universale dei diritti umani. Ribadiamo che l'antifascismo non è un'opzione culturale né un residuo del passato, ma il fondamento della nostra democrazia. Permettere la presenza, in un contesto pubblico e culturale, di narrazioni che celebrano ideologie basate sulla discriminazione, sulla negazione dei diritti e sulla violenza significa intaccare quel patrimonio comune che garantisce libertà e pluralismo. Riteniamo indispensabile che ogni istituzione culturale, ogni fiera e ogni spazio pubblico mantenga un impegno chiaro e coerente nella tutela dei valori democratici nati dalla resistenza. La libertà di espressione non può essere distorta fino a diventare un veicolo di legittimazione dell'apologia del fascismo o delle sue molteplici declinazioni. Rinnoviamo dunque l'appello affinché si apra una riflessione seria e responsabile su queste scelte, e affinché Più libri più liberi continui a essere una manifestazione capace di promuovere cultura, pluralismo, partecipazione e rispetto dei principi antifascisti che definiscono la nostra Repubblica".

Cgil di Roma e del Lazio

02 dicembre 2025

Iole Mancini - 19/2/1920-2/12/2024 - Priebke mi torturò, ma non tradii mai il mio amore partigiano




Esattamente un anno fa ci lasciava la nostra indimenticabile 𝐈𝐨𝐥𝐞 𝐌𝐚𝐧𝐜𝐢𝐧𝐢, staffetta del GAP centrale romano "Sozzi-Garibaldi", incarcerata e torturata a Via Tasso per il suo attivo impegno nella Resistenza romana.
Instancabile testimone dell'impegno di un'intera generazione contro il fascismo, in prima fila ad ogni nostra iniziativa sino a ben oltre la soglia dei cento anni di vita, innamorata della vita come lo era stata dei suoi due amori, il gappista Ernesto Borghesi e il pittore bulgaro Ilia Peikov, l'ANPI Provinciale di Roma le tributa oggi un doveroso omaggio.
𝐁𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐚𝐨, 𝐈𝐨𝐥𝐞!

"Acquistare la libertà dal nazifascismo, è stata una vittoria, una gioia e poi dopo hanno ammesso al voto le donne, finalmente potevano partecipare alla vita pubblica, questa è la vittoria più grande che abbiamo ottenuto"

"Priebke mi torturò, ma non tradii mai il mio amore partigiano"

Bella Ciao, Iole!!! 



30 novembre 2025

Palestina: quale futuro? Martedì 2 dicembre ore 12 - Sapienza Università di Roma - Aula IV Matematica



Palestina: quale futuro? 

Martedì 2 dicembre ore 12 - Sapienza Università di Roma - Aula IV Matematica


Interviene S.E. Mona Abuamara - ambasciatrice palestinese

con 

Yousef Salman - Comunità palestinese Roma e Lazio

modera Marina Pierlorenzi - presidente dell'ANPI provinciale di Roma

conclude Fabrizio De Sanctis - segreteria ANPI nazionale.


Organizzato da ANPI Provinciale di Roma e UDU Sapienza.

Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI

28 novembre 2025

Tor Tre Teste: basta strumentalizzazioni e campagne d’odio sul corpo delle donne.

Basta strumentalizzazioni e campagne d’odio sul corpo delle donne.



Il comitato provinciale dell'ANPI di Roma e la sezione “Giordano Sangalli” di Centocelle, quartiere Medaglia d'Oro al Merito Civile per il suo ruolo nella Resistenza antifascista durante l'occupazione nazista di Roma, esprimono la più totale vicinanza e solidarietà alla ragazza vittima di gravissima violenza sessuale il 25 ottobre scorso nel parco di Tor Tre Teste da parte di un gruppo di uomini, alcuni dei quali arrestati dalle forze dell'ordine in questi giorni.
Denunciano altresì la strumentalizzazione del fatto da parte di elementi neofascisti, i quali, pescando nel torbido ne approfittano per straparlare di reimmigrazione e di ronde. Trattasi di mero sciacallaggio sulla pelle delle donne. Le stesse forze di governo che in queste ore parlano di castrazione chimica, oltre a rimandare a data da destinarsi l’introduzione a livello giuridico del “consenso libero e attuale” nella normativa sulla violenza sulle donne, combattono l’introduzione di una vera educazione sessuo-affettiva nelle scuole, come richiesto a gran voce dalle studentesse e dagli studenti, dalle associazioni e dai movimenti transfemministi.  
La stragrande maggioranza delle violenze sulle donne avviene nell'ambito domestico, familiare e "affettivo", è un problema da affrontare immediatamente, a partire da un lavoro quotidiano di prevenzione nelle scuole e nei territori.
Secondo gli ultimi dati Istat una donna su tre ha subito violenza da parte di un uomo nella sua vita, e si contano 91 femminicidi in Italia solo nel 2025 (osservatorio nazionale NUDM). Una violenza patriarcale che è trasversale alla provenienza geografica e sociale, alle età e ai territori. Basta strumentalizzazioni e campagne d’odio sul corpo delle donne.

Quanto ai fascisti che vorrebbero infestare i nostri quartieri chiediamo l'applicazione delle leggi della Repubblica democratica antifascista, nata dalla Resistenza vittoriosa e dalla Guerra di Liberazione dall'ignominia nazifascista. Nessuno spazio va concesso a chi semina odio, razzismo, sessismo.

Il comitato provinciale dell'ANPI di Roma
La sezione ANPI "Giordano Sangalli"

26 novembre 2025

26 novembre 1943: mentre due partigiani sono fucilati a Forte Bravetta, la Resistenza effettua azioni di sabotaggio

Il 26 novembre 1943 vengono giustiziati Agostino Basili, contadino, partigiano della Banda Vicovaro e Walter Ludovisi, muratore. Facevano parte di un gruppo partigiano che effettuava azioni lungo la Valle dell’Aniene, operativo in particolare a Mandela e Vicovaro, dove si trovavano, rispettivamente, il comando di zona delle SS e un corpo collaborazionista di ‘guardia civica’ creato da un maresciallo dell’aeronautica che era in stretto contatto con la polizia fascista repubblichina.

Lo stesso giorno, otto squadre partigiane eseguono operazioni di sabotaggio lungo le strade principali nella zona dei Castelli Romani, permettendo all’aviazione alleata di bombardare gli automezzi tedeschi immobilizzati.

20 novembre 2025

20 novembre 1945: si apre il processo di Norimberga

Il 20 novembre 1945 si aprì a Norimberga il processo intentato dalle potenze vincitrici di Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e Unione Sovietica contro i vertici della Germania nazista trati in arresto alla fine della guerra. Nella città che era stato teatro delle grandi manifestazioni di massa del Partito nazionalsocialista, dove appena dieci anni prima era stata emanata la legislazione antiebraica, alcuni tra i più eminenti gerarchi nazisti si trovarono imputati per i reati di cospirazione nella preparazione di una guerra di aggressione, crimini contro la pace, crimini di guerra e crimini di lesa umanità dinnanzi a un tribunale internazionale composto da una squadra di giudici, sostituti e procuratori delle quattro nazioni alleate.

La scelta di sottoporre a processo le figure chiave dell'apparato politico e militare tedesco direttamente responsabli dello scoppio e della conduzione della guerra nazista era maturata per la prima volta in occasione della conferenza di Teheran del 1943, venendo successivamente riconfermata con gli accordi di Jalta e di Potsdam. Tra i ventiquattro imputati, spiccano le figure di Hermann Göring, comandante in capo della Luftwaffe, Joachim von Ribbentrop, Ministro degli esteri, Karl Dönitz, comandante in capo della Kriegsmarine, Albert Speer, Ministro degli armamenti ed Ernst Kaltenbrunner, membro delle SS responsabile degli Einsatzgruppen e del sistema concentrazionario nazista. Oltre ad Adolf Hitler, suicidatosi il 30 aprile 1945 mentre le truppe sovietiche erano ormai a poche centinaia di metri dal suo bunker, si erano sottratti al processo Heinrich Himmler e Joseph Goebbels, anch'essi sucidatisi a breve distanza di tempo; altri esponenti di rilievo della gerarchia nazista, quali Adolf Eichmann e Joseph Mengele, erano riusciti a riparare in Sud America. Numerosi altri processi furono celebrati sia a Norimberga che in altre località della Germania contro personalità politiche di minor rilevanza, ufficiali delle forze armate, industriali e contro i direttori, i medici e i custodi dei campi di concentramento. 

Il processo, durato dieci mesi, si concluse con le sentenze lette tra il 30 ottobre e il 1° novembre 1946, le quali comminavano dodici condanne a morte tramite impiccagione, tre ergastoli, tre assoluzioni e pene detentive di varia durata per altri quattro imputati. Riuscì a sottrarsi alla pena solamente Hermann Göring, suicidatosi con una capsula di cianuro di potassio la notte prima dell'esecuzione.

18 novembre 2025

18 novembre 2025 ore 17: "Luce" Luciana Romoli. Staffetta partigiana a 13 anni


18 novembre 2025 ore 17: "Luce" Luciana Romoli. Staffetta partigiana a 13 anni. Alla Casa della Memoria e della Storia


Luciana Romoli, “Luce”, è nata a Roma nel 1930 in una famiglia profondamente antifascista. Cresciuta a Casal Bertone, allora quartiere popolare e operaio, è stata staffetta partigiana durante la Resistenza.
A otto anni fu espulsa da tutte le scuole del Regno per essersi ribellata alle leggi razziali che colpirono la sua compagna di banco ebrea e per aver organizzato una rivolta scolastica.
Solo al termine della Seconda guerra mondiale “Luce” è riuscita a completare gli studi, divenendo biologa.
Dopo la Liberazione è stata collaboratrice di Gianni Rodari, per poi impegnarsi in un’instancabile opera di testimonianza e memoria rivolta ai più giovani. A partire dagli anni Novanta infatti porta la sua testimonianza nelle scuole ( 
https://www.bibliotechediroma.it/opac/news/luce-storia-di-una-partigiana-di-luciana-romoli-ed-people-2022/31739 )

Vedi anche:

13 novembre 2025

La celebrazione di Tina Costa che l'11 novembre 2025 avrebbe compiuto 100 anni


La celebrazione di Tina Costa che l'11 novembre 2025 avrebbe compiuto 100 anni.
La presentazione del documentario realizzato da Andrea White e Matteo Bennati "Tina Costa - Una vita ribelle" e del fumetto realizzato dall’illustratrice Francesca Gatto e dalla sceneggiatrice Chiara Benazzi "Tina Costa - Partigiana della Pace" e l' omaggio musicale di Nicola Alesini. I ricordi di amic* e compagn* e il saluto del presidente dell'ANPI nazionale Gianfranco Pagliarulo.
Grazie a tutti e tutte coloro che hanno reso possibile tutto ciò e chi ieri si è ritrovato alla Casa della Memoria e della Storia































https://photos.app.goo.gl/cmFkoMmZxF6uHQBR8 

11 novembre 2025

Oggi, 11 novembre 2025, la nostra cara compagna TINA COSTA avrebbe compiuto 100 anni.

 Staffetta partigiana sulla Linea Gotica, militante e dirigente del PCI e della CGIL, impegnata ogni giorno nella solidarietà attiva con i Paesi socialisti e con i popoli del mondo in lotta per la libertà e l'emancipazione. Attivista per i diritti delle donne e ambasciatrice dei valori della Resistenza italiana in ogni contesto, in ogni luogo, in ogni scuola, in ogni piazza.

Autorevole e indimenticabile dirigente dell'ANPI, dove ha cresciuto quelle nuove generazioni che oggi guidano molte delle nostre sezioni.
Per noi sarà sempre lì, sul palco di Porta San Paolo il 25 aprile, con la piazza gremita del popolo romano, a cantare ancora una volta Fischia il Vento!

Rimane in noi indelebile quello che ci ha insegnato: "non mettete mai al primo posto il vostro io, sviluppate un lavoro, un pensiero in cui il NOI dia la dimensione della consapevolezza di star applicando la nostra Costituzione e difendendo la pace". Riportiamo di seguito l'articolo che lo storico e vicepresidente dell'ANPI di Roma Davide Conti ha scritto e pubblicato su il Manifesto del 21 marzo 2019



La «grammatica» partigiana di Tina Costa

- Davide Conti, 21.03.2019

Il ricordo. Scomparsa ieri a 94 anni, era stata prima una giovanissima staffetta partigiana e aveva partecipato poi alle lotte sociali e politiche fin dal secondo dopoguerra. Dirigente dell'Anpi, iscritta al Pci nel 1944, poi a Rifondazione Comunista. La camera ardente per Tina si terrà venerdì 22 marzo presso la Casa della Memoria e della Storia di Roma.

Tina Costa è scomparsa ieri a 94 anni. È stata una donna che ha scelto ed è stata partigiana lungo tutto il corso della sua vita. Nata nel 1925, anno terzo della dittatura fascista, faceva parte di quella generazione che nelle intenzioni di Mussolini sarebbe stata allevata al «culto del littorio» garantendo fedeltà cieca al regime. Al contrario, come amava spesso ripetere con un sorriso vispo e beffardo, «aveva succhiato un altro latte».

L’estrazione politica e sociale della sua famiglia romagnola, padre socialista, madre e fratelli comunisti, richiama quell'antifascismo della prima ora che non aspettò gli «errori in mezzo alle cose buone» della dittatura, come ancora oggi siamo costretti ad ascoltare da alti esponenti delle istituzioni, per opporvisi senza timore.

Durante la Resistenza, appena diciottenne, divenne staffetta del Partito (quello di cui non serviva specificare la qualifica politica) sul fronte di guerra della linea gotica, quello diviso tra le tante stragi ed i crimini nazifascisti da un lato e la lotta partigiana di Liberazione dall'altro.

Per significare il carattere popolare di un conflitto asimmetrico come la guerriglia, Tina raccontava sempre di quando durante una sua missione di collegamento venne salvata dalle donne riminesi che, «anche se fingevano di non sapere chi io fossi e cosa facessi mi avvertirono di una retata dei tedeschi a poca distanza e mi fecero tornare indietro».



Arrestata con un fratello e la madre a seguito della delazione di una spia italiana (che a partire dagli anni Novanta avrebbe dovuto chiamare «ragazzo di Salò» secondo la nuova linea dell’ex Partito) riuscì a fuggire durante un bombardamento Alleato mentre veniva deportata nel campo d’internamento di Fossoli.

Iscritta al Pci dal 1944, la prima tessera le venne consegnata da Pietro Ingrao, ha continuato la sua lotta nell’Italia libera e repubblicana sempre nel solco ideale e valoriale tracciato dalla Resistenza, identificata come radice d’origine della nostra fragile e complessa democrazia post-bellica e come eredità di vincolo rispetto alla conquista dell’uguaglianza sostanziale delle classi e dei ceti popolari dai cui proveniva e che aveva sempre rappresentato in seno al sindacato della Cgil.





L’opposizione irriducibile alla costruzione ideologica della società categoriale e razzista voluta dal fascismo e strutturata sulla base della discriminazione «per legge» dei diritti delle donne, degli omosessuali, dei dissidenti politici e degli ebrei è sempre stata il punto centrale del suo messaggio storico-politico. Ed il riemergere di istanze regressive nel cuore della nostra modernità venivano da lei identificate prima ancora che con un «eterno ritorno» del fascismo come una profonda crisi della democrazia.

È dentro questa dimensione interpretativa della crisi democratica e delle torsioni divisive che la attraversano che il carattere storico dell’antifascismo riassume una centralità reale che non si limita all'opposizione ideale al riemergere dell’estrema destra in Italia ed in Europa ma come «teoria dello Stato» intesa come risposta storica democratica e pluralista alla complessità del presente, in grado di stabilire una relazione diretta e reale con quelle periferie sociali, culturali e politiche che la crisi internazionale del sistema economico ha spinto verso la paura del «diverso» e verso un sordo egoismo sociale di sopravvivenza.


È lungo questo crinale che l’eredità di Tina Costa e della Resistenza assume il senso di istanza del presente e non di retorica celebrativa del passato. Attraverso la sua grammatica partigiana la dirigente dell’Anpi sottolineava, soprattutto ai tanti giovani incontrati quotidianamente nelle scuole, la necessità del sapere critico e della conoscenza della storia come vaccini indispensabili in una società che tutto cancella nel breve volgere di un giorno esponendoci ai gravi pericoli connessi ad un vissuto senza passato.





Il suo «bisogno di memoria» mal si acconciava alle cerimonie ufficiali riecheggiando piuttosto le parole di Piero Calamandrei che nel 1953 davanti al ritorno nel Parlamento dei deputati neofascisti evocava i caduti della Resistenza per ammonire i vivi dell’Italia democratica «Non rammaricatevi dai vostri cimiteri di montagna se giù al piano nell’aula ove fu giurata la Costituzione murata col vostro sangue sono tornati da remote caligini i fantasmi della vergogna, troppo presto li avevamo dimenticati».

Tina Costa - "Una vita ribelle" e "Partigiana della Pace" - 11 novembre alla Casa della Memoria e della Storia. Per il centenario della nascita presentazione di un documentario e di un fumetto



Il prossimo 11 novembre la partigiana Tina Costa (11 novembre 1925, Gemmano - 20 marzo 2019, Roma) avrebbe compiuto 100 anni. 

Tina è stata una donna, comunista, che si è battuta fin dalla prima giovinezza per la conquista della Libertà e per i diritti di ogni persona. 

L'ANPI provinciale di Roma vuole ricordare l'impegno di Tina nella lotta antifascista e per l'applicazione e la difesa della Costituzione, e soprattutto farla tornare a vivere tra la sua gente e le nuove generazioni, come era usa fare da sempre.

Tina, partigiana e pacifista, sempre in prima fila nella lotta contro le ingiustizie e sempre a fianco dei popoli oppressi, fu sostenitrice appassionata della rivoluzione cubana e della causa del popolo palestinese. 

Affinché il suo impegno instancabile diventi strumento per tutte le antifasciste e gli antifascisti, per coloro che hanno avuto la fortuna di averla conosciuta e per coloro che, soprattutto per ragioni anagrafiche, non hanno avuto questa fortuna, sono stati realizzati, con la produzione dell'ANPI provinciale di Roma, un crowdfunding e il patrocinio gratuito di Roma Capitale e del Comune di Gemmano, un documentario ed un fumetto sulla sua figura.


11 novembre 2025 alle ore 17:00 alla Casa della Memoria e della Storia

festeggeremo  quindi Tina Costa presentando:

"Tina Costa - Una vita ribelle" - documentario realizzato da Andrea White e Matteo Bennati

"Tina Costa - Partigiana della Pace" - fumetto realizzato dall’illustratrice Francesca Gatto e dalla sceneggiatrice Chiara Benazzi.


Siete tutti invitati a partecipare! 


07 novembre 2025

🌹𝟕 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟏𝟗𝟏𝟖 - 𝟕 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟓: 𝐛𝐮𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐚𝐧𝐧𝐨, 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐨! Ricordo di Mario Fiorentini, il partigiano matematico


Il 7 novembre del 1918, esattamente un anno dopo la Rivoluzione d'Ottobre e a pochi giorni dalla conclusione della Grande Guerra, nasceva a Roma Mario Fiorentini, leggendaria figura di partigiano, agente segreto e matematico, uomo dalla triplice identità le cui imprese, a detta di Giorgio Amendola e Alfio Marchini, "costituiscono un'odissea che avrebbe del leggendario, se non fosse corroborata da incontestabili documentazioni".

Di padre ebreo, nel fervido clima culturale della Roma della fine degli anni '30 si avvicina agli ambienti antifascisti, aderendo poi negli anni della guerra al neonato Partito d'Azione e approdando infine al PCI, di cui dirigerà l'avanguardia combattente nei mesi dell'occupazione nazifascista della città di Roma. Proprio sul finire del 1943, quando va definendosi il dispositivo militare del PCI, Mario Fiorentini è posto a capo del GAP centrale "Antonio Gramsci": in tale ruolo si renderà protagonista di azioni memorabili quali l'attacco al carcere di Regina Coeli il 26 dicembre 1943, l'azione contro il battaglione "Onore e Combattimento" in Via Tomacelli il 10 marzo 1944 e la pianificazione dell'attacco di Via Rasella, tra i più importanti e riusciti atti di guerriglia urbana mai compiuti nell'Europa occupata ai danni delle armate naziste. Arruolatosi tra le fila dell'OSS all'indomani della liberazione di Roma, opera dietro le linee nemiche sull'Appennino a cavallo tra Liguria, Emilia, Lombardia e Piemonte in qualità di capo della missione "Dingo": catturato e incarcerato dai nazisti, riesce con una rocambolesca fuga a evadere dal carcere di San Vittore. Al termine della guerra, insignito di tre Medaglie d'Argento al Valor Militare, tre Croci di Guerra al merito, della Medaglia Donovan statunitense e della medaglia della Special Force britannica, sposa l'amata Lucia Ottobrini, compagna di lotta e di vita. Ripresi da autodidatta gli studi matematici, diviene docente ordinario presso l'Università di Ferrara nel 1971, mentre i suoi studi in algebra commutativa e geometria algebrica lo accreditano quale studioso di fama internazionale. Fu instancabile iscritto e dirigente dell'ANPI romana sino alla sua scomparsa, avvenuta il 9 agosto del 2022, alla soglia dei 104 anni.







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