Agli inizi di ottobre del 1943 vengono affissi sui muri di Roma numerosi bandi per il reclutamento coatto di manodopera da inviare in Germania, emanati sia dal comando tedesco di stanza nella capitale che dal Ministero
della Difesa della Repubblica Sociale Italiana, presieduto dal generale Roberto Graziani. Numerosissimi giovani romani disertano la chiamata al lavoro obbligatorio, nascondendosi nella clandestinità.
È in questo contesto che, la mattina del 7 ottobre, un manipolo di militi fascisti della Polizia dell'Africa Italiana capeggiato dall'ufficiale della marina mercantile Giuseppe Tirella, con indosso una divisa della Guardia Nazionale Repubblicana, si presenta alla porta dell'appartamento di Rosa Guarnieri Calò Carducci, in Viale delle Milizie, 72, alla ricerca del figlio renitente. La segnalazione è arrivata da un tale Umbero Celestini, già commesso della Camera dei Fasci e delle Corporazioni, stando al quale il ragazzo nasconderebbe in casa delle bombe a mano.
La donna cerca in ogni modo di impedire l'ingresso in casa della pattuglia, dando così modo di fuggire sia al figlio, nascosto in un armadio, sia ad altri amici che con lui avevano trovato rifugio: di fronte alle resistenze della donna, Tirella estrae la pistola e la uccide a bruciapelo.
Alla figura di Rosa Guarnieri Calò Carducci, insignita nel 1947 di Medaglia d'Oro al Valor Civile alla Memoria, così come ad altri episodi che videro protagoniste delle donne nel periodo dell'occupazione nazifascista a Roma si ispirerà Roberto Rossellini per la figura di Pina, interpretata da Anna Magnani, in "Roma città aperta".
Carla Nespolo - 4 marzo 1943 / 4 ottobre 2020
Il 4 marzo 2020 moriva Carla Nespolo, presidente nazionale dell'ANPI dal 2017.
Laureata in pedagogia, fu insegnante e politica, ricoprendo quasi tutte le esperienze possibili: consigliere provinciale e, assessore all'istruzione della provincia di Alessandria, deputata, senatrice, segretaria della Commissione Affari Costituzionali della Camera, vice-presidente della Commissione Istruzione in Camera e Senato e della Commissione Ambiente in Senato, e molto altro. In tutte queste esperienze ha portato la sua fortissima preparazione, lucidità ed entusiasmo partigiano.
Nell'ANPI, pur nella sua troppo breve presidenza, ha lasciato un vuoto incolmabile: prima presidente nazionale donna, ha guidato l'Associazione con "sapienza, passione, intelligenza politica e culturale nel solco pieno della grande tradizione di autorevolezza ed eredità attiva dei valori e principi della Resistenza che ha contraddistinto la nostra Associazione fin dalla sua nascita" ( https://www.anpi.it/ciao-comandante ).
Con Carla "l’umanità al potere” è diventato, più che uno uno slogan, un programma d'azione, una linea guida, un tema ricorrente dell'ANPI e nelle sue lotte per la pace, i diritti umani, la solidarietà, l'antifascismo, la difesa e l'applicazione della Costituzione.
L'ANPI provinciale di Roma ti ricorderà sempre con immutato amore e riconoscenza.
Ciao Carla, bella ciao!
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| Manny Mannheimer, CC BY 4.0 Wikimedia commons |
Il comitato provinciale dell’ANPI di Roma e la sezione ANPI di Centocelle esprimono la più totale e ferma condanna della gravissima aggressione razzista subita da un uomo di 70 anni per il solo motivo di essere di origine nordafricana. Esprimiamo tutta la vicinanza e solidarietà alla vittima dell’aggressione e a tutta la comunità islamica di Roma.
Probabilmente l’autore del pestaggio verrà prontamente individuato e consegnato alla giustizia e nei suoi confronti ci auguriamo vengano applicate le leggi che puniscono l’azione violenta e le lesioni, ma soprattutto la legge Mancino, (legge 25 giugno 1993, n. 205) che punisce l'odio, la violenza e la discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. La stessa norma dovrebbe essere applicata nei confronti di tutti coloro che hanno trovato il modo di guadagnare soldi sulla pelle dei disagiati e dei più deboli, sputando il loro veleno cianciando di remigrazione e seminando odio tra le persone, quando ci sarebbe bisogno di unità e solidarietà per affrontare i disagi e le difficoltà che hanno radici nei quartieri di lusso delle grandi metropoli mondiali, non certo a Centocelle o negli altri quartieri popolari.
ANPI Provinciale di Roma
sezione ANPI “Giordano Sangalli” Centocelle
Walter Rossi, 20 anni, studente romano militante in Lotta Continua, fu ucciso dai fascisti la sera del 30 settembre 1977 durante un volantinaggio di protesta nella zona della Balduina, a Roma.
Il comitato dell’ANPI provinciale di Roma, di fronte alla nuova vile aggressione di chiaro stampo sionista nei confronti di due militanti di OSA, solo per aver recato alcune bandiere palestinesi, esprime solidarietà alle vittime e la più ferma condanna nei confronti dell’aggressore e di ciò che ha inteso rappresentare. Non contento di avere speronato i due ragazzi facendoli cadere dalla moto (con grave pericolo per la loro incolumità) vi si è avventato contro nel mentre erano inermi sotto il peso della stessa e ha desistito solo all’accorrere di alcune persone fuggendo per far perdere le proprie tracce. Fortunatamente è stata presa la targa del suo veicolo e le indagini per individuarlo sono in corso. Ci auguriamo che venga assicurato alla giustizia e risponda di quanto commesso.
Sono ormai alcuni anni che alle consuete violenze urbane se ne è aggiunta una non meno pericolosa e odiosa: un tipo di squadrismo che si rifà al suprematismo sionista e che il nuovo ddl rischia di mettere sotto protezione anziché reprimere secondo codice penale.
Per questo ribadiamo la nostra ferma contrarietà e rivendichiamo la libertà garantita dalla Costituzione di criticare e condannare gli autori di genocidio, i governi degli Stati che lo dispongono, la libertà di sventolare le bandiere della Palestina e di ogni nazione oppressa senza essere aggrediti ed anche senza essere tacciati di complicità con il terrorismo.
Dopo la proclamazione dell’Armistizio la zona a sud di Roma è teatro di uno degli episodi più drammatici ed eroici della Guerra di Liberazione: la battaglia di Porta San Paolo. Tra l’8 e il 10 settembre 1943 i militari della Divisione Granatieri di Sardegna insieme a unità dei Carabinieri e dei Lancieri di Montebello, in assenza di ordini dall’alto decidono di resistere all’occupazione tedesca della Città Eterna. Si combatte alla Magliana, sull’Ostiense, alla Cecchignola, sulla Laurentina, all’Eur e alla Montagnola.
Intorno a Roma le Divisioni Piacenza, Piave e Ariete combattono rispettivamente nelle zone di Albano, Monterotondo e Bracciano-Manziana-Monterosi. Le divisioni costiere del litorale a sud della provincia, aiutate da patrioti locali ingaggiano scontri contro le unità germaniche. Si tenta una disperata e quasi impossibile difesa di Roma.
A Porta San Paolo e alla Montagnola così come negli altri territori interessati dalla battaglia accorrono anche civili, donne e uomini, alcuni appartenenti ai partiti antifascisti e da questi organizzati ed altri si uniscono spontaneamente per dare supporto e sostegno militare e logistico. Il Generale Giacomo Carboni consegna a Luigi Longo, membro della Giunta Militare per il PCI, un quantitativo di armi destinate alla popolazione lì presente. Nelle stesse ore si costituisce il Comitato di Liberazione Nazionale. Aspri e difficili furono i combattimenti.
Il coraggio, la tenacia e l’eroismo dei combattenti italiani, che con queste gloriose gesta diedero inizio alla Guerra di Liberazione facendo capire ai tedeschi che in futuro non avrebbero avuto vita facile nel nostro Paese, si scontrarono con un esercito enormemente più forte e organizzato, che alla fine delle tre giornate ebbe la meglio. Centinaia furono i Caduti, tra loro una delle prime Medaglie d’Oro della Resistenza, Raffaele Persichetti. Nei giorni a seguire iniziarono ad organizzarsi le prime formazioni partigiane di Roma e provincia, che durante l’occupazione tormentarono il nemico nazifascista con attacchi continui, azioni di sabotaggio, assalti e imboscate.
Era iniziata, con la guerriglia partigiana, la riscossa nazionale contro gli occupanti nazisti e i loro servi fascisti. Porta San Paolo fu l’inizio, la spinta propulsiva, fu la scintilla che inaugurò quella straordinaria stagione di libertà, emancipazione, determinazione a battersi per un futuro migliore: la Resistenza.
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