27 aprile 2026

27 aprile 1937: muore a Roma Antonio Gramsci

A 88 anni dalla sua morte, avvenuta a Roma, rendiamo omaggio al più grande politico italiano dell'era moderna, teorico dei consigli di fabbrica, fondatore del Partito Comunista d'Italia, maestro di Palmiro Togliatti. Il grande uomo che affrontò eroicamente e consapevolmente il martirio inflittogli dai fascisti perché il suo cervello doveva «...smettere di pensare per almeno venti anni...». Il capo dei lavoratori italiani, nel cui ufficio la porta rimase sempre aperta per discutere spesso tutta la notte per convincere anche un solo operaio in più. L'uomo che voleva costruire il partito individuandolo nella parte migliore della classe operaia, dei lavoratori, degli studenti e degli intellettuali. Immortale rimane il suo appello ai più giovani: «Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza».

26 aprile 2026

Discorso della presidente dell’ANPI provinciale di Roma, Marina Pierlorenzi al 25 aprile 2026


    

Celebriamo oggi l’81° Anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Il 25 aprile è la festa più importante del nostro calendario civile. La festa che ricorda e celebra tutte le partigiane, tutti i partigiani tutti i Combattenti per la Libertà, di ogni opinione politica, di ogni ceto sociale, di ogni religione, che contribuirono alla Resistenza e alla Guerra di Liberazione. Grazie al loro sacrificio, che riconsegnò all’Italia la dignità persa con un ventennio di dittatura, sopraffazioni, guerre di sterminio e di conquista, fu consentito al nostro Paese, anche se formalmente sconfitto, di avviare il percorso costituente, di votare per scegliere tra monarchia e repubblica, al contrario di quanto accadde a Germania e Giappone. 

    Quest’anno la nostra Repubblica compie 80 anni e sarà anche l’80° anniversario del voto delle donne, conquistato e non concesso, finalmente cittadine a pieno titolo, in una Italia che si risollevava dalle miserie morali e materiali causate dall’abominio della dittatura fascista e dalle guerre da esso causate. Non fu un regalo quel voto, fu una conquista di tante donne che dalla fine dell’800 lottarono per rivendicare il suffragio universale. Delle partigiane e staffette che attivamente parteciparono alla Resistenza, pagando col sangue, il carcere, la tortura più crudele. Si deve all’azione delle donne dei gruppi di difesa e dell’UDI che il CNL approvò la legge per il voto attivo e passivo senza più discriminazione alcuna. Al primo voto libero andarono a votare in tantissime, più degli uomini, “Stringiamo le schede come biglietti d’amore” scriveva la giornalista Anna Garofalo nel raccontare l’emozione di quel voto.  

    Il 2 giugno ‘46 si avvia un percorso che sancirà con l’articolo 3 della Costituzione l’uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, razza, religione e che nel suo secondo comma porrà l‘uguaglianza sostanziale e non formale di tutti e di tutte. Durante il fascismo donne e uomini, dal carcere, dai campi di reclusione, dal confino, nella clandestinità, contrastavano “il male assoluto”, il nazifascismo che pervase e straziò l’intera Europa e il mondo, sognando la libertà, la pace, l’amicizia tra i popoli, la giustizia sociale. 

    La Resistenza fu una scelta di vita per tanti e tante. La Guerra di Liberazione riguardò tutto il popolo italiano; la Resistenza, armata e non armata contro l’oppressione nazifascista fu un grande movimento politico e culturale prima ancora che militare. Alla nostra Lotta di Liberazione parteciparono inoltre tanti ragazzi provenienti da diversi paesi del mondo inquadrati negli eserciti delle forze alleate e nelle formazioni partigiane moltissimi furono gli stranieri ex prigionieri, tra cui circa 5000 soldati sovietici. Ricordiamo anche i tanti italiani che dopo l’8 settembre scelsero di combattere contro il nazifascismo per la liberazione di quei paesi in cui si erano trovati come occupanti. E ricordiamo anche quei militari che, catturati, preferirono gli stenti, le violenze, le angherie più feroci nei campi di internamento in Germania piuttosto che continuare una guerra orrenda e ingiusta a fianco dei nazisti e dei traditori della Patria loro servi, i fascisti di Salò. 

    L’antifascismo è quindi alla base della nostra Costituzione, che per questo è stata attaccata e contrastata fin dagli anni del dopoguerra e della guerra fredda con tentativi costanti nel tempo di destabilizzazione, anche con progetti di golpe, attentati, stragi, violenze, terrorismo, riforme per snaturarla e anche con la semplice disapplicazione. Oggi siamo governati da forze che non si riconoscono nei valori della Resistenza e dell’antifascismo, in parte si rifanno addirittura all’esperienza fascista di Salò, in parte guardano ai suprematismi e sovranismi delle estreme destre contemporanee; hanno scatenato un attacco incessante alla Resistenza, alla sua Memoria, alla Democrazia repubblicana e alle Libertà e Diritti universali che queste hanno per fondamento. Hanno represso le libertà di espressione, di manifestazione, del diritto allo sciopero, i diritti umani dei migranti; hanno adottato tutta una serie di provvedimenti repressivi sulle istanze sociali, sugli spazi di aggregazione, sulle organizzazioni antifasciste e stanno minando la libertà d’insegnamento. 

    Nel contempo si aggravano le condizioni materiali della popolazione: lavoro povero, lavoro precario, nuove povertà, tagli alla sanità, all’istruzione, aumento della tassazione generale in un contesto internazionale di grave instabilità con prezzi dell’energia e inflazione alle stelle (in gran parte provocati dalle politiche genocidarie e aggressive dei loro “amici” e alleati MAGA. A fianco dei sindacati abbiamo lottato e lotteremo per un salario e un lavoro dignitoso, per la difesa dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, ricordando con grande gratitudine i grandi scioperi del ‘43 e del ‘44 che assestarono duri colpi al regime e contribuirono alla conquista della nostra Repubblica democratica fondata sul lavoro. Per quegli scioperi gli operai pagarono carissimo, ma non si sottrassero. 

    Il popolo sovrano ha di recente bocciato con il voto al referendum la cosiddetta “riforma della giustizia” che altro non era che il tentativo di subordinare la magistratura all’esecutivo (grande sogno di tutti gli autoritaristi e di un tale Licio Gelli), mettendo così in discussione la divisione dei poteri sanciti nella Costituzione.

    C’è stata al referendum una grande e straordinaria partecipazione che ha visto i giovani protagonisti delle mobilitazioni e decisivi per il risultato ottenuto. Giovani che si sono fatti protagonisti e sono scesi in piazza per la consapevolezza dei grandissimi problemi generali, che vanno dall’emergenza climatica, all’abominio del genocidio in corso contro il popolo palestinese nel silenzio complice dei propri governi e per questo sono stati attaccati e repressi. Non si sono mai fermati, ci sono stati contro ogni attacco alla libertà e ai diritti, per un’equa distribuzione delle risorse, per una politica che si occupi dei cambiamenti climatici e contro la guerra. Con un NO chiaro al RIARMO con un grande SI alla PACE. Gaza è stata il baricentro di tutte le loro e nostre manifestazioni. La FLOTTILLA ha rappresentato e rappresenta per tutti noi la possibilità di riportare in primo piano l’umanità. 

    Il genocidio di Gaza, la pulizia etnica in Cisgiordania  perpetrata dai coloni con l’attiva spinta del governo Netanyahu e il successivo allargamento del conflitto in IRAN e in Libano ha destabilizzato il Medio Oriente e il mondo ed è frutto di una cultura di potere che va ben oltre il governo di Israele, perché fa parte di un pensiero autocratico ben più ampio che ha Trump tra i suoi principali protagonisti, che è quello di un sistema mondiale imperialista e neocolonialista basato su un’economia di  guerra, che non rispetta i principi basici dell’autodeterminazione dei popoli, lo stato di diritto, gli organismi internazionali. Un sistema del più forte, di sopraffazione, che non governa ma comanda, schiaccia. 

    La crisi in Ucraina, che dura almeno dal 2014, sfociata con l’invasione russa, ha aperto una stagione di guerre destinate a durare nel tempo. I nostri governi hanno condannato e applicato numerose sanzioni alla Russia, ma nulla hanno fatto nei confronti di Israele e men che meno nei confronti degli USA. Questi, preoccupati dell’avanzata economica e tecnologica della Cina sono imprigionati da un colossale debito e governati da un personaggio venuto fuori dal peggiore degli incubi della Storia. Minaccia invasioni ed annessioni, rapisce capi di Stato, strozza con sanzioni interi popoli liberi, bombarda e accende conflitti come se fosse un adolescente viziato, attacca il Papa come se fosse Dio in persona. I nostri governi applicano un doppio standard inaccettabile, illogico, profondamente deleterio. Pesa l’assenza dell’ONU incapace d’intervenire con autorevolezza dopo la delegittimizzazione americana di questo fondamentale organismo. 

    In questo contesto si è levata sempre più forte e chiara la voce di Papa Leone che ha dichiarato “guai a chi manipola la religione e il nome di Dio per propri interessi militari, economici e politici trascinando ciò che è sacro nella oscurità e nella sporcizia” e “Il mondo è devastato da una manciata di tiranni, eppure è tenuto insieme da una moltitudine di persone solidali”. 

    Noi oggi ribadiamo con forza le nostre parole d’ordine: PACE, LIBERTÀ, GIUSTIZIA SOCIALE. Dobbiamo continuare a promuovere iniziative per la pace contro il riarmo, per il disarmo nucleare tutti insieme come costruttori di pace nel ricordo di chi ci ha lasciato un mondo libero e pacifico che dobbiamo far riemergere dalle barbarie.

    Insieme a noi qui sento ora forte la presenza di alcuni grandi Partigiani e Partigiane che abbiamo conosciuto e che ci hanno lasciato recentemente e che voglio ricordare: Sasà Bentivegna, Mario Fiorentini, Lucia Ottobrini, Teresa Vergalli, Iole Mancini, Nando Cavaterra, Modesto Di Veglia, Tina Costa, sono solo alcuni, moltissimi altri e moltissime altre dovrei citare, li vorrei chiamare, stringere e abbracciare qui di nuovo!

 Grazie Compagni e Compagne  Proviamo ad essere degni e degne di voi!  VIVA LA RESISTENZA, VIVA L’ITALIA ANTIFASCISTA, VIVA LA COSTITUZIONE! 

Marina Pierlorenzi Presidente ANPI provinciale ROMA  25 Aprile 2026 

Comunicato ANPI provinciale di Roma sulla gravissima aggressione a avvenuta nei pressi del Parco Schuster il giorno della Liberazione dal nazifascismo


 

Il comitato provinciale dell'ANPI di Roma sul grave atto di violenza occorso ieri in prossimità del Parco Schuster, dove era in corso l'enorme e partecipatissima Festa popolare della Liberazione dal nazifascismo, caratterizzato dall'esplosione di tre colpi di pistola ad aria compressa contro due persone che avevano al collo i fazzoletti dell'ANPI: esprimiamo la più viva solidarietà e vicinanza alle vittime della vile aggressione e la più ferma condanna del gesto terrorista che li ha colpiti in quanto rappresentanti dell'ANPI individuati dal loro fazzoletto simbolo dell'Associazione Partigiani nel giorno della Liberazione. Siamo di fronte ad un attacco alle persone, all'Associazione per quello che rappresenta, ai partigiani ed alle partigiane e alla loro memoria storica e quindi alla Repubblica nata dalla Resistenza e dalla Guerra di Liberazione.

Non si conoscono ancora gli autori del gesto, attendiamo gli esiti delle indagini che ci auguriamo portino alla loro pronta identificazione e consegna alla giustizia. 

Come i partigiani che non si lasciarono intimidire da attacchi, retate, rappresaglie, continueremo la nostra lotta per la loro memoria e per preservare il loro lascito: la Repubblica democratica fondata sul lavoro e la sua Costituzione, contro ogni nazifascismo, autoritarismo, suprematismo, per la Pace, la Libertà e l'Uguaglianza.

23 aprile 2026

25 aprile 2026 a Roma!! Tutto il programma della Grande Festa della Liberazione

 25 aprile 2026 a Roma!!





Il comitato provinciale dell’ANPI di Roma, come ogni anno ma in questo anno così problematico ancor di più, vuole celebrare e festeggiare il 25 aprile 2026 in maniera speciale affinché sia una grande Festa di Popolo, di omaggio e ricordo dei partigiani e delle partigiane e di tutti i combattenti per la Libertà del nostro Paese e dell’umanità intera, e con contenuti che riguardano l’attualità. 

Inizieremo la nostra giornata alle Fosse Ardeatine alle ore 8:30 per onorare la memoria delle vittime della strage nazifascista. Il corteo partirà dal parco della Resistenza alle 10.30 e si fermerà a Porta San Paolo per rendere omaggio al Memoriale della Resistenza. Il corteo proseguirà per Via Ostiense e svolterà a via Pellegrino Matteucci per raggiungere, attraversando Via Benzoni, il cuore della Garbatella; proseguirà quindi fino a Viale Leonardo da Vinci per arrivare a Parco Schuster intorno alle 12. Sul palco di Parco Schuster, dalla mattina alle 10:00, sono previsti momenti di riflessione con letture e momenti musicali, così come nel pomeriggio, dopo i comizi, a partire dalle 14.00 circa.

I Comizi delle 12, all’arrivo del corteo, prevedono gli interventi della presidente dell’ANPI provinciale di Roma Marina Pierlorenzi, del Sindaco di Roma Capitale On. Roberto Gualtieri, del presidente dell'VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, del presidente dell’ANPPIA Paolo de Zorzi anche in rappresentanza di tutte le associazioni della Casa della Memoria e della Storia. Ci saranno quindi gli interventi dei partigiani Gastone Malaguti, Angelo Nazio, Luciana  Romoli, Mario Di Maio. Durante il corteo e poi dal palco saranno numerosi gli invitati che interverranno: il segretario generale della CGIL Maurizio Landini, Luisa Morgantini di Assopace Palestina, don Mattia Ferrari di Mediterranea, Marco Papacci dell’Associazione Italia Cuba, Parisa Nazari mediatrice interculturale e attivista dei diritti umani, Andrea Lucania dell’Arci Roma, Riccardo Virgili degli Studenti Medi, Camilla Marconi dell’UDU, David Colaiutti della Rete della Conoscenza, Daniele Renda del Disability Pride, Mario Colamarino del Circolo Mario Mieli, Davide Biscotti di Libera, Cinzia Pettini di Emergency, Luciano Cerasa della Rete No Bavaglio.

Per gli artisti e le artiste che si avvicenderanno sul palco avremo:

per la musica, la mattina dalle 10:00 Nicola Alesini, la Banda Cecafumo, il Coro Inni e Canti di Lotta “Giovanna Marini” diretto da Sandra Cotronei, Massimo Lella e Sara Modigliani, il LUS coro, il Roma Rainbow Choir e il QuadraCoro. Dalle 14, dopo i comizi e il pranzo si avvicenderanno Rastablanco & Phenom da Radici nel Cemento, la BandaJorona, Francesco Forni, Mata & Athi.

Per le letture avremo le interpretazioni di Andrea Barbetti, Emma Marconcini, Francesco Loreti, Demetra Cuomo e Chiara Falconi.

Ringraziamo di cuore tutti e tutte coloro che hanno lavorato, lavorano e lavoreranno per questa grande giornata di Festa e di Lotta, gli iscritti e le iscritte, i simpatizzanti, gli antifascisti e le antifasciste, i partigiani e le partigiane, le staffette di ieri, di oggi e di domani. Insieme possiamo tutto.

Viva il 25 aprile, viva la Resistenza e la Lotta di Liberazione, viva i partigiani e le partigiane, viva la Costituzione, viva l’Italia Libera, democratica ed antifascista!!




Ordine del Giorno per il 25 aprile 2026, approvato all’unanimità dal Comitato Provinciale dell’ANPI di Roma nella seduta del 15 aprile 2026.


  
 
Ordine del Giorno per il 25 aprile 2026, 81° anniversario della Liberazione d’Italia dal nazifascismo approvato all’unanimità dal Comitato Provinciale dell’ANPI di Roma nella seduta del 15 aprile 2026.

Il Comitato Provinciale dell’ANPI di Roma, chiama tutta la cittadinanza ad una grande mobilitazione popolare per il prossimo 25 aprile, 81° anniversario della Liberazione d’Italia dal nazifascismo.

La gloriosa esperienza della Resistenza vide uomini e donne di diverse idee e convinzioni politiche, di differenti orientamenti culturali e religiosi, di diversa estrazione sociale, unirsi nella lotta contro l’invasore e contro la dittatura fascista. La Guerra di Liberazione fu il frutto di una scelta dove protagonista fu il popolo italiano, che insieme alle forze politiche antifasciste, ai sindacati, alle Forze Armate, in un moto di ribellione contro l’oppressione nazifascista, decise di dar vita ad un grande movimento politico, sociale, culturale e militare che sconfisse la tirannia e conquistò la libertà.
Insieme a quei ragazzi delle forze Alleate, appartenenti a molte diverse nazionalità, che da lontano vennero nel nostro Paese a combattere e morire, con le Armate di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, le nostre formazioni partigiane, forti anche del contributo di molti stranieri tra le loro fila, tra cui 5.000 sovietici che onorarono il loro eroico popolo e il loro paese combattendo sulle nostre terre, insieme ai reparti regolari dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica, e con l’insostituibile contributo delle lavoratrici e dei lavoratori organizzati, furono il più brillante esempio di riscatto del nostro popolo, restituendo onore e dignità alla Patria, figlia del Risorgimento, infangata da vent’anni di dittatura fascista. Il loro impegno va anche ricordato negli altri territori d’Europa, dove migliaia di soldati italiani divennero partigiani unendosi agli eserciti li Liberazione di quei paesi.

Guidate dal Comitato di Liberazione Nazionale e organizzate nel Corpo Volontari della Libertà, le unità partigiane seppero diffondere, nel momento più buio della storia d’Italia, la speranza in un Paese nuovo, basato sulla libertà, sui diritti di tutte e tutti, sulla convivenza civile e democratica, sulla giustizia sociale, sull’amicizia tra i popoli, sulla pace. Quella speranza divenne poi realtà, con l’istituzione della Repubblica e l’approvazione della Costituzione.

La nostra Repubblica quest’anno compie 80 anni. In essa sono riposte, scolpite nelle sue articolazioni territoriali e nella sua Legge Fondamentale, le conquiste della Resistenza e delle lotte politiche, civili e sociali. Nonostante i ripetuti attacchi e i continui tentativi di destabilizzazione, perpetrati anche attraverso stragi, violenze e terrorismo, la Repubblica e la sua Costituzione sono ancora saldamente in piedi, a dimostrare che la loro origine è nella lotta antifascista e nella Guerra di Liberazione, a confermare quindi che quanto è stato conquistato col sacrificio di migliaia di donne e uomini ha delle radici talmente forti e robuste che rendono difficile il suo abbattimento.

Quest’anno anche il diritto di voto alle donne compie 80 anni, da quel 2 giugno 1946 quando per la prima volta nella storia vennero chiamate alle urne per scegliere il futuro del Paese. Il nostro pensiero va pertanto a quelle straordinarie ragazze della Resistenza, gappiste, staffette, comandanti, senza le quali il movimento di Liberazione non sarebbe stato lo stesso, senza le quali oggi vivremmo in un Paese e in un mondo diversi, senza le quali alcuni capisaldi che reggono oggi la nostra società non esisterebbero.

Siamo pertanto oggi a celebrare il 25 aprile, data che ricorda l’insurrezione vittoriosa delle formazioni partigiane delle città del nord Italia, confermando il nostro impegno nella difesa della Repubblica e delle sue Istituzioni, a ribadire che la libertà e l’indipendenza nazionale non potranno mai essere messe in discussione.

E proprio oggi, consapevoli della situazione politica che viviamo in Italia e nel mondo, siamo chiamati ad impegnarci e a mobilitarci. Nel nostro Paese sono al governo forze politiche che per la gran parte non si richiamano ai valori della Resistenza e dell’antifascismo e che nella loro storia non hanno il retroterra politico e culturale della Guerra di Liberazione. Incessante il loro attacco alla Resistenza e alla memoria della Resistenza. E, non a caso, l’azione del governo per scardinare i pilastri su cui è retta la Repubblica è sempre più forte e insistente. Il Decreto Sicurezza, le leggi liberticide in materia di libertà di espressione e sui diritti dei migranti, i provvedimenti repressivi sulle istanze sociali, sugli spazi di aggregazione e sulle organizzazioni antifasciste, passando per la messa in discussione dello stesso diritto di sciopero e della libertà di insegnamento nelle scuole e nelle università, ci danno un quadro di come sia più che mai necessario agire per organizzare un forte e radicato contesto di opposizione a quanto accade.

Le condizioni sociali ed economiche della maggior parte della popolazione, aggravate dai continui tagli alla sanità, all’istruzione e alle politiche sociali, sono la dimostrazione di quanto sia necessario oggi lavorare affinché la Costituzione venga realmente attuata, in ogni suo punto fondamentale.

Pur in questa difficile situazione, abbiamo tuttavia assistito ad una straordinaria partecipazione popolare all’ultimo voto referendario, che ha visto la proposta del governo sulla riforma della Giustizia sconfitta dalle italiane e dagli italiani, che in stragrande maggioranza, con una impetuosa e determinante spinta proveniente dalle giovani generazioni, hanno scelto di difendere la Costituzione e l’indipendenza della magistratura dal potere politico.

Abbiamo assistito inoltre alle grandi mobilitazioni sindacali in difesa del mondo del lavoro, che si trova ad affrontare una situazione senza precedenti, in un Paese dove i salari perdono sempre di più valore, ed i servizi e l’assistenza rischiano di essere un privilegio per pochi. Per questo siamo e saremo sempre insieme alle organizzazioni dei lavoratori e delle lavoratrici, perché la nostra Repubblica è fondata sul lavoro, perché vogliamo che si realizzi l’uguaglianza sostanziale così come sancito dall’Art.3 della Costituzione.

La difficile situazione nazionale viene ulteriormente aggravata dalla situazione internazionale, caratterizzata da un nuovo impetuoso e preoccupante emergere dell’imperialismo, delle guerre e del colonialismo.

Quanto accade in Palestina ormai da anni - dove un popolo viene quotidianamente umiliato e oppresso da uno Stato che vuole espandere il proprio dominio e il proprio territorio sulla terra altrui - ci dimostra quanto sia importante oggi essere saldamente al fianco dei popoli che lottano per la loro autodeterminazione e per la libertà. Il genocidio che va avanti dal 2023 nei confronti del popolo palestinese e le politiche volte alla pulizia etnica che il governo israeliano porta avanti sostanzialmente indisturbato e nel quasi totale silenzio della comunità internazionale, impongono a tutte e tutti noi di essere attori di un grande movimento di solidarietà con la Palestina che - pur in un contesto in cui il fondamentale obiettivo dell'istituzione di uno Stato palestinese indipendente e sovrano che conviva pacificamente col vicino Stato di Israele si fa sempre più complesso e difficile - sappia continuare a coinvolgere le popolazioni di tutti i Paesi del mondo nella battaglia per l'autodeterminazione di questo grande popolo e per il diritto al ritorno di quanti nei decenni sono stati cacciati dalle loro case e dalle loro terre. Salutiamo, pertanto, gli attivisti della Global Sumud Flottilla che stanno di nuovo salpando proprio in questi giorni in direzione di Gaza.

Sempre in Medio Oriente assistiamo ad una azione criminale di Israele e Stati Uniti nei confronti dell’Iran e della sua popolazione, che si trova stretta tra la guerra e l’oppressione interna del regime autoritario degli ayatollah. Il nostro pensiero va inoltre al Libano, attaccato senza sosta dalle forze israeliane, dove anche i contingenti di pace dell’ONU, tra cui i nostri soldati, sono continuamente bersaglio dell’IDF. Con l’obiettivo di controllare e gestire le risorse energetiche e con l’obiettivo di espandere i confini di uno Stato, è stata scatenata una guerra che ha visto già decine di migliaia di vittime.
Anche in America Latina si sta sviluppando una situazione gravissima. L’attacco prima al Venezuela e poi a Cuba, perpetrato attraverso il blocco economico ed energetico è quanto di più criminale sia accaduto negli ultimi anni. L’obiettivo di affamare un Paese per poi farne il proprio “cortile di casa” è da noi nettamente condannato e la nostra solidarietà con la lotta del popolo cubano è piena e totale.
Nel frattempo, in Ucraina le armi ancora hanno la meglio sulla diplomazia e migliaia e migliaia di persone continuano a morire. La guerra iniziata nel 2014 in Donbass contro le popolazioni locali che ha visto il mancato rispetto degli accordi di Minsk e successivamente espansa nel 2022 con l’invasione da parte della Federazione Russa del territorio ucraino è ancora in corso, e si svolge alle porte d’Europa.

Nel mondo ci sono poi complessivamente altri 56 conflitti aperti, dall’Africa all’Asia. In questo contesto, in cui forti sono anche la parola e l’impegno di Papa Leone XIV contro la guerra, non possiamo che farci promotori di un grande e nuovo movimento per la Pace nel mondo, contrastando qualsivoglia progetto di riarmo europeo, il quale comporterebbe inevitabilmente l’inasprirsi delle tensioni e delle relazioni internazionali e porterebbe vantaggio solo e unicamente all’industria delle armi.

In questo terribile scenario, abbiamo tuttavia assistito ad una straordinaria e imponente mobilitazione per la Pace e contro l’autoritarismo. Dalle grandi manifestazioni dell’autunno scorso per la Palestina, che a Roma hanno registrato una partecipazione popolare senza precedenti, fino alle ultime proteste “NoKings” svoltesi il 28 marzo scorso contemporaneamente in diverse città del mondo, tra cui Roma, che hanno visto milioni di partecipanti.

Il prossimo 25 aprile sarà quindi una nuova tappa fondamentale anche per rilanciare in modo forte e chiaro le parole d’ordine storiche della nostra Associazione: Pace, Libertà, Giustizia sociale.

Il Comitato Provinciale dell'ANPI di Roma impegna pertanto tutte le sezioni di Roma e provincia a lavorare per la realizzazione di eventi e iniziative in tutti i territori al fine di celebrare l'anniversario della Liberazione con prestigio e autorevolezza e dare il massimo risalto all'80° della Repubblica Italiana, ai momenti istituzionali e alla collaborazione con le Amministrazioni di riferimento, costruendo con esse momenti di pieno coinvolgimento delle comunità locali.
Impegna altresì le sezioni a farsi promotrici di eventi e iniziative territoriali insieme alle organizzazioni antifasciste in modo unitario e plurale.
Auspichiamo che, come ogni anno, anche in altre zone della città di Roma e della provincia si costruiscano mobilitazioni antifasciste, così da rendere partecipi le cittadine e i cittadini dal centro alla periferia.

La città di Roma, Medaglia d’Oro al Valor Militare per la Guerra di Liberazione, vedrà ancora una volta una grande manifestazione unitaria e plurale che come ogni anno inizierà rendendo omaggio ai Martiri delle Fosse Ardeatine. Il corteo prenderà poi le mosse dal monumento per i Caduti nel parco della Resistenza, rendendo successivamente omaggio al Memoriale di Porta San Paolo, luogo simbolo della Resistenza romana e nazionale, per poi concludersi a Parco Schuster dopo aver attraversato i quartieri di Ostiense e Garbatella.

Riteniamo importante che tutte le antifasciste e tutti gli antifascisti, che tutte le organizzazioni democratiche e che si riconoscono nei valori della Resistenza e della Costituzione siano con noi e con le nostre Associazioni sorelle, insieme alle Istituzioni comunali e municipali, a ricordare i Caduti partigiani e, nel loro nome e col loro esempio, ribadire l’impegno nelle lotte e nelle battaglie di oggi.

26 aprile 2026 alla Festa della Resistenza - Harry Shindler - "La mia guerra non è finita"; "La ventiduesima donna". Di e con Angela Iantosca e "Tina Costa - partigiana della Pace"

 


Nell'ambito della grandiosa Festa della Resistenza di Roma che si terrà a Testaccio - Mattatoio dal 23 al 26 aprile:




Il 26 aprile alle ore 10 nella sala Teresa Noce proiezione de La mia guerra non è finita. Harry Shindler liberatore di Roma docufilm di Bruno Bigoni preceduto da un incontro introduttivo con Paolo Bianchini, David Burton, Adriano Labbucci, Marco Patucchi, Marina Pierlorenzi, Claudia Scimonelli. Saranno presenti i familiari di Harry Shindler (a cura del Municipio I)





il 26 aprile alle ore 17, nella sala Sandro Pertini: La ventiduesima donna - di e con Angela Iantosca. Regia di Gabriele Manili.
Nella Costituente erano ventuno donne che avevano fatto la guerra, la Resistenza. Una di loro era Teresa Mattei, antifascista e partigiana eletta all’Assemblea a soli 25 anni.
Inizia dalla più giovane delle Madri Costituenti fino ai giorni nostri attraversando il mondo femminile. Storie di chi davvero incarna nelle sue scelte i principi di Costituzione, di chi ogni giorno sceglie di essere la Ventiduesima donna.





Sempre il 26 aprile, alle ore 17:30 in Sala Tina Anselmi: TINA COSTA - Partigiana della Pace. Presentazione del fumetto di Francesca Gatto e Chiara Benazzi (Ed. ANPI). Laboratorio creativo di realizzazione di un fumetto per ragazzi e ragazze dagli 11 ai 14 anni, a cura dell'Istituzione Biblioteche di Roma.


25 aprile 2026 e dintorni nei territori, in Roma e Provincia

25 aprile e dintorni: la miriade di iniziative delle sezioni ANPI di Roma e Provincia restituiscono la vitalità dell'ANPI e l'entusiasmo di tutti i compagni e le compagne che si spendono giornalmente per la causa dell'antifascismo, della democrazia, della difesa e promozione della Costituzione. Buon 25 aprile e dintorni!!!!: 
 
 
San Lorenzo

 
 
 
 
  
 

Trullo-Magliana


Albano



Roma Centro Storico



Genzano



Pigneto




XI Municipio



Ciampino




Anzio e Nettuno



Fiumicino



Frascati e Grottaferrata



Genazzano



Martiri de La Storta



Labico



Monterotondo




Nomentano-Italia




Rocca di Papa



Subiaco




Tivoli





V Municipio

 


Zagarolo


X Municipio


VI Municipio


Valmontone



Santa Marinella



San Lorenzo



Riano Flaminia Tiberina



Riano Flaminia Tiberina



Pomezia



Pietralata



Palombara Sabina







Montespaccato






III Municipio



Marino



Guidonia Montecelio



Sezioni di Fara, Monterotondo, Riano e Poggio Mirteto - sul Monte Tancia




Fiano Romano




Colleferro



Civitavecchia

Cerveteri e Ladispoli




Aurelio Cavalleggeri

Anguillara Sabazia





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Ripudia intolleranza, razzismo e antisemitismo.
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