Dopo la proclamazione dell’Armistizio la zona a sud di Roma è teatro di uno degli episodi più drammatici ed eroici della Guerra di Liberazione: la battaglia di Porta San Paolo. Tra l’8 e il 10 settembre 1943 i militari della Divisione Granatieri di Sardegna insieme a unità dei Carabinieri e dei Lancieri di Montebello, in assenza di ordini dall’alto decidono di resistere all’occupazione tedesca della Città Eterna. Si combatte alla Magliana, sull’Ostiense, alla Cecchignola, sulla Laurentina, all’Eur e alla Montagnola.
Intorno a Roma le Divisioni Piacenza, Piave e Ariete combattono rispettivamente nelle zone di Albano, Monterotondo e Bracciano-Manziana-Monterosi. Le divisioni costiere del litorale a sud della provincia, aiutate da patrioti locali ingaggiano scontri contro le unità germaniche. Si tenta una disperata e quasi impossibile difesa di Roma.
A Porta San Paolo e alla Montagnola così come negli altri territori interessati dalla battaglia accorrono anche civili, donne e uomini, alcuni appartenenti ai partiti antifascisti e da questi organizzati ed altri si uniscono spontaneamente per dare supporto e sostegno militare e logistico. Il Generale Giacomo Carboni consegna a Luigi Longo, membro della Giunta Militare per il PCI, un quantitativo di armi destinate alla popolazione lì presente. Nelle stesse ore si costituisce il Comitato di Liberazione Nazionale. Aspri e difficili furono i combattimenti.
Il coraggio, la tenacia e l’eroismo dei combattenti italiani, che con queste gloriose gesta diedero inizio alla Guerra di Liberazione facendo capire ai tedeschi che in futuro non avrebbero avuto vita facile nel nostro Paese, si scontrarono con un esercito enormemente più forte e organizzato, che alla fine delle tre giornate ebbe la meglio. Centinaia furono i Caduti, tra loro una delle prime Medaglie d’Oro della Resistenza, Raffaele Persichetti. Nei giorni a seguire iniziarono ad organizzarsi le prime formazioni partigiane di Roma e provincia, che durante l’occupazione tormentarono il nemico nazifascista con attacchi continui, azioni di sabotaggio, assalti e imboscate.
Era iniziata, con la guerriglia partigiana, la riscossa nazionale contro gli occupanti nazisti e i loro servi fascisti. Porta San Paolo fu l’inizio, la spinta propulsiva, fu la scintilla che inaugurò quella straordinaria stagione di libertà, emancipazione, determinazione a battersi per un futuro migliore: la Resistenza.
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| Immagine da: https://www.facebook.com/MatteoFloraOfficial/photos/autisticiinventati-storico-collettivo-italiano-%C3%A8-finito-nella-lista-usa-delle-de/1631763531645623/ |
4-5-6 settembre 2026
Ritorna la grande Festa Resistente del Quadrante Anpi dei Castelli Romani. Quest’anno si terrà a Pomezia nel Complesso Selva dei Pini, Via Pontina km31.
Dal 4 al 6 settembre, dibattiti, assemblee, attività ricreative, teatro, musica, buon cibo e buona compagnia. Dalle 18.00 venerdì e sabato. Domenica pranzo Resistente dalle 12.00 (solo su prenotazione). Scrivere a anpipomezia@ gmail.com
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Sezioni ANPI RAI di Roma e Torino
Il
comitato provinciale dell'ANPI di Roma ricorda e onora Renato Biagetti,
che nella notte del 27 agosto del 2006 fu assassinato a coltellate da
due fascisti. Renato Biagetti aveva 26 anni ed era profondamente attivo
sul fronte antifascista e antirazzista. Quella sera aveva trascorso la
serata ad un concerto sul litorale romano e motivo dell'aggressione
omicida fu proprio l'antifascismo professato dal ragazzo.
Nel
suo nome è stata fondata una sezione ANPI "Renato Biagetti" ed è stata
posta una targa dalla sezione ANPI e dal Comune di Fiumicino nei pressi
del luogo ove fu assassinato.
Ogni anno in suo ricordo viene organizzato dagli amici del centro sociale Acrobax dalla sezione ANPI "Renato Biagetti" e da altre realtà vicine il festival antifascista "Renoize" e quest'anno va dal 27 agosto al 5 settembre.
Il 5 settembre alle 17 corteo da Porta San Paolo
Al link il programma:
"Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio".
Giovanissimo partecipò alla Resistenza combattendo con i GAP dell'ottava zona di Roma, tra le allora borgate di Centocelle e Torpignattara. Fedele tutta la vita agli ideali del comunismo e della Resistenza lo ricordiamo attivo dirigente dell'ANPI di Roma fino a prima della pandemia, ancora impegnato nella lotta per la realizzazione degli ideali della propria gioventù e per un paese migliore del nostro attuale. Appassionato e gentile, determinato nel lanciare l'allarme contro ogni fascismo, severamente schierato contro ogni cedimento della sinistra, sempre disponibile per i giovani e i giovanissimi. Un compagno che continueremo a porre a magistero dei giovanissimi, che ancora adolescente abbracciò la scelta della lotta partigiana e che tutta la vita ha lottato per i propri ideali. Caro Nando ti porteremo sempre con noi, che questa terra che contribuisti a liberare dal fascismo e dal nazismo ti sia lieve. Il comitato provinciale dell'ANPI di Roma
Mario Di Maio 18/11/1928 - 9/8/2026
Mario nacque a Roma nel quartiere antifascista di San Lorenzo. Il padre era un antifascista storico, attivo contro il regime già a partire dal 1922 e per questo spesso preso di mira dai fascisti.
Giovanissimo, fu testimone del bombardamento del quartiere del 19 maggio 1943. In quel momento era recluso nel carcere minorile di San Lorenzo, a via dei Reti, in quanto aveva picchiato il figlio di un fascista. Riuscì a fuggirne proprio durante i bombardamenti, saltando dal secondo piano dell'edificio e mettendo in salvo un bambino rimasto ferito.
Unitosi alla formazione partigiana Bandiera Rossa con il nome di battaglia di "Er Nanetto" prese parte alla battaglia di Porta San Paolo durante l'occupazione tedesca di Roma e si recò in seguito a combattere in Abruzzo.
Era l'ultimo partigiano in vita del quartiere San Lorenzo.
Era sempre con noi a tutte le iniziative di testimonianza sulla Resistenza, alle celebrazioni dell'8 settembre, del 25 aprile, alla parata del 2 giugno, nelle scuole, ovunque testimoniava l'antifascismo con gioiosa determinazione.
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Ripudia intolleranza, razzismo e antisemitismo.
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