giovedì 2 aprile 2015

Riconoscimenti al repubblichino Paride Mori: nota di Ernesto Nassi, presidente dell'ANPI di Roma

L'ANPI di Roma, visti alcuni commenti e strumentalizzazioni apparsi su internet e in alcuni social network in merito alla concessione della medaglia d'oro al repubblichino Paride Mori, precisa che la propria posizione sulla vicenda è di netta contrarietà a tale decisione, riconoscendosi pienamente nella posizione assunta dall'ANPI Nazionale.

L'ANPI di Roma è sempre stata, e sarà, in prima fila contro ogni forma di fascismo e di revisionismo anti storico ed anti democratico, e per questo, in linea con i valori ed i principi dell’Associazione, rifiuta ogni strumentalizzazione in merito alla concessione della "Tessera di amico dell'ANPI", rilasciata nel gennaio 2015 al Colonnello Antonino Zarcone.

La Tessera è stata data perché l’ANPI di Roma ha potuto apprezzare Zarcone come  storico in tante occasioni - convegni, dibattiti, presentazione di libri, eventi nelle scuole - riscontrando nei suoi interventi rispetto e vicinanza agli ideali partigiani cosa che, probabilmente, gli ha costato l'incarico che ricopriva come Capo dell'Archivio Storico dello Stato Maggiore dell’Esecito, in quanto sollevato e assegnato ad altro incarico meno prestigioso, dal competente Ministero.

Come Presidente dell'ANPI di Roma non ritengo di dover dare spiegazioni a nessuno, tanto meno ai compagni dell'Anpi di Viterbo che, con leggerezza e incoscienza, hanno dato in pasto a internet una versione distorta in merito alla concessione della "tessera amico dell'ANPI" a Zarcone, innescando una denigrazione dell'ANPI tutta. Visti i buoni rapporti esistenti tra Roma e Viterbo mi è difficile capire questo atteggiamento sospetto, senza prima aver provveduto ad informarsi correttamente sulla “questione Mori" che al momento è sospesa, in quanto l'ANPI Nazionale ha chiesto una nuova ricerca dei fatti.

Lo stesso Zarcone nel 2013 aveva rigettato la richiesta della medaglia, domanda che poi è stata di nuovo presentata dai familiari con una dichiarazione giurata con la quale si  afferma che il Mori fu ferito in combattimento e successivamente ucciso.  La famigerata ‘legge delle foibe’, promulgata con leggerezza e forse consapevolmente sotto il governo di Berlusconi con l'assenso del PD, è una legge che consente riconoscimenti facilmente ottenibili se non chiaramente contraddittori.

Il vero problema non è la tessera di amico dell'ANPI da me concessa a Zarcone, data per un impegno ed atteggiamenti vicini agli ideali della associazione, motivi per cui non intendo revocarla, prerogativa che tralaltro spetta solo l'ANPI Nazionale. Il vero problema è il modo con cui il legislatore ha scritto la legge del 30 marzo 2004, n. 92, che istituisce il “Giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale” dando la possibilità di concedere un “riconoscimento ai congiunti degli infoibati",  legge che deve essere al più presto modificata per evitare altre distorsioni, altri casi Mori, altre strumentalizzazioni.

Ernesto Nassi
Presidente provinciale ANPI di Roma

Post Scriptum: nei commenti si fa anche riferimento al non rinnovamento della tessera ANPI a Franco Giustolisi. Si ricorda che era mio amico e compagno e che mi sono battuto da solo contro la decisione di non rinnovargli la tessera. Ernesto Nassi

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