venerdì 6 settembre 2019

8 settembre 2019 - Campidoglio, Sala della Protomoteca: Concerto per l'8 Settembre




Interverranno:
Virginia Raggi, Sindaca di Roma;
Davide Conti, storico;
Fabrizio De Sanctis, presidente dell'ANPI provinciale di Roma;
Gianfranco Pagliarulo, vicepresidente ANPI Nazionale;
Aldo Pavia, presidente ANED di Roma;
Iole Mancini e Massimo Pradella, Partigiani.


Questo concerto si inscrive nelle celebrazioni per il 75° anniversario della liberazione di Roma dal nazifascismo e dall'occupazione tedesca.
L’8 settembre 1943 qui a Roma cominciò la riscossa popolare e nazionale della Resistenza; soldati, cittadini, vecchi militanti antifascisti e giovani patrioti si batterono insieme per difendere Roma dall'invasore tedesco.
Ricordiamo in questo 8 settembre 2019 quell'alleanza di popolo da cui sono poi nate la nostra democrazia e la nostra Costituzione, l’alleanza che sta alla base della nostra vicenda nazionale; ricordiamo e onoriamo la scelta di quanti, combattendo, soccorrendo le vittime, nascondendo i ricercati, supportando in mille modi i resistenti, permisero che quella esperienza spontanea e patriottica diventasse poi la più vigorosa e duratura Resistenza dell’Europa occidentale contro l’oppressione del fascismo e del nazismo.
Questo concerto è dedicato a Massimo Rendina, un grande comandante partigiano, un onestissimo giornalista, un testimone e un maestro di democrazia
Massimo Rendina era nato a Venezia nel 1920: ancora studente, cattolico, lontano dalla retorica fascista comincia a collaborare con giornali di Bologna, dove studiava. Dopo una tragica esperienza come tenente nella Campagna di Russia, tornato in Italia assiste alla breve stagione di “quasi-libertà” tra la caduta del fascismo (25/07/1943) e armistizio 88/09/1943) e, al Resto del Carlino conobbe Enzo Biagi e collaborò con lui. Quando i tedeschi invasero l’Italia e misero in piedi un governo fascista di collaborazionisti, fece la sua coraggiosa scelta: nella prima riunione della redazione del Resto del Carlino si alzò, dichiarò la propria intenzione di non collaborare con fascisti e tedeschi e prese la strada della montagna, raggiungendo i partigiani.
Cattolico, entrò nelle Brigate Garibaldi, diventando Capo di Stato Maggiore della 1 Divisione Garibaldi, quella che, insieme agli operai e ai cittadini torinesi, liberò Torino il 27 aprile 1945.
Dopo la guerra fu un importante giornalista prima a l’Unità e poi alla RAI: diresse il primo Telegiornale (1957). Fu anche maestro e insegnante di giornalismo all'Università di Tor Vergata.
Ma lo ricordiamo soprattutto per la sua infaticabile opera di testimone e di coscienza democratica a Roma, sua città di adozione. È alla sua tenacia e alla sua intelligenza che si deve l’istituzione della Casa della Memoria e della Storia (2006), centro di studio, analisi e impegno sui temi dell’antifascismo, della libertà, dello studio appassionato e sincero del nostro recente passato.
Rendina, che abbiamo conosciuto e amato come Il comandante Max, è stato poi il Presidente del Comitato romano dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, nella fase in cui i vecchi partigiani come lui si sono preparati a lasciare a più giovani forze il compito di proseguire, nella democrazia conquistata anche grazie a loro,  la lotta per l’uguaglianza, la libertà, la solidarietà che li aveva animati in quegli anni difficilissimi tra il 1943 e il 1944.
Massimo Rendina è l’autore del testo della Ballata partigiana che chiude questo concerto, nella musica del Maestro Alessandro Annunziata.

Programma e note di sala:


Johann Sebastian Bach (Eisenach 1685-Lipsia 1750)

Preludio dalla Suite BWV997

Arvo Part (Paide-Estonia 1935)

Fratres

Mario Castelnuovo Tedesco (Firenze 1895-Beverly Hills 1968)

Ballata dall’esilio

Alessandro Annunziata (Roma 1968)

Ballata Partigiana per soprano archi e chitarra


Il concerto si apre con un Preludio di J.S.Bach tratto dalla Suite  BWV997 per clavicembalo in do minore che ascoltiamo nella versione in la minore per chitarra. L'opera di Bach trova in questa versione chitarristica, un'atmosfera solenne e malinconica che si svolge nella penombra di un'assorta meditazione.
L'atteggiamento meditativo si ritrova a pieno nel successivo brano del compositore Arvo Part che richiama ad un anelito di semplicità e purezza. Il compositore estone, dopo iniziali esperienze dodecafoniche, giunge ad elaborare un personale linguaggio musicale che lui stesso definisce tintinnabulum (imitazione del suono delle campane). È una composizione in tre parti in cui si alternano una serie ipnotizzante di variazioni di un tema di sei battute.
Segue una breve composizione di Mario Castelnuovo Tedesco sul testo della celebre “Ballata dall'esilio” del poeta Guido Cavalcanti. Il compositore fiorentino ha lasciato l'Italia nel 1939 all'indomani dell’emanazione delle leggi razziali riparando negli Stati Uniti dove ha continuato a dedicarsi alla composizione di opere in cui è centrale il tema dell'esilio. Questo brano per  voce e chitarra è costruito in una semplice forma liederistica nella quale il compositore riprende il tema dell’allontanamento dall'amata e la propria angoscia di morte presente nella originale lirica del Petrarca utilizzandola come metafora della propria condizione  di lontananza dalla Patria.
Chiude il programma la Ballata Partigiana per soprano, chitarra e archi del compositore romano Alessandro Annunziata. È un brano nel quale il compositore ha voluto rappresentare la spontaneità e la passione di cui è intriso il testo attraverso un linguaggio musicale diretto e semplice. Vi si alternano momenti drammatici e lunghe pause liriche, sognanti, dove il senso del ricordo e della nostalgia prevale su quello drammatico e battagliero. Non c'è una vera melodia nella parte vocale, ma è come se le parole fossero via via scolpite o lasciate librare nell'aria una ad una, colme del loro significato. Il brano prende vita da un testo di Massimo Rendina; partigiano e  comandante nelle brigate Garibaldi,  giornalista di testate giornalistiche quali il Resto del Carlino e l'Unità  e presidente dell'ANPI provinciale di Roma negli ultimi della sua vita.

Ensemble Keplero
Violini, Leonardo Alessandrini e Giuliano Cavaliere
Viola, Lorenzo Rundo
Violoncello, Gabriele Simonacci
Contrabbasso, Paolo Benelli
Chitarra, Angelo Colone
Soprano, Laura Pugliese


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