sabato 9 maggio 2020

Ordine del giorno approvato dal Comitato Provinciale ANPI di Roma dell’8 maggio 2020


Ordine del giorno approvato dal Comitato Provinciale ANPI di Roma dell’8 maggio 2020

Valutiamo con grande preoccupazione la nuova fase, di riapertura, fatta su pressione dei poteri economici, Confindustria in testa, al seguito della grande industria europea, tedesca notoriamente. Una riapertura che temiamo affrettata, con precauzioni sanitarie spesso insufficienti. Una eventuale ripresa del diffondersi della pandemia comporterebbe infatti un ulteriore aggravamento della già gravissima crisi economica e sociale che si prospetta. Questa crisi potrà essere affrontata solo con l'integrale applicazione dei principi fondamentali e dei diritti sanciti dalla Costituzione, conquistati dalla Resistenza e dalla Lotta di Liberazione dal nazifascismo. Questo significa non lasciare indietro, abbandonata a se stessa, nessuna persona, nell'applicazione del dovere istituzionale di solidarietà della Repubblica, del diritto al lavoro e della salute nell'eguaglianza, senza distinzioni di sorta. Altrimenti i rischi di degenerazione della nostra società sono dietro l'angolo, basti guardare ad es. all'involuzione autoritaria ed antidemocratica dell'Ungheria di questi giorni, realizzatasi senza alcuna protesta ufficiale dell'Unione Europea.
Nessuno potrà salvarsi da solo, non potranno farlo neanche la Germania o l'Olanda, come non potrà farlo neanche la stessa Unione Europea in quanto tale se continuerà ad essere regolata unicamente dai vincoli finanziari di bilancio, la cui rigorosità ed intangibilità è stata di recente rilanciata dalla corte costituzionale tedesca, mentre riteniamo positive tutte le misure che sono state finora prese per il superamento dei vincoli del passato, anche se ancora largamente insufficienti a disegnare un'Europa quale quella voluta dai resistenti.
Bisogna oggi prestare la massima attenzione alle condizioni dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati, la cui rabbia sta esplodendo per la perdita del lavoro, per la mancanza di reddito, per il mancato pagamento della cassa integrazione e dei sussidi di emergenza previsti che ancora in troppi territori tardano ad arrivare. Bisogna porre rimedio alla condizione delle donne e dei giovani, prime vittime della riduzione del lavoro e della mancata erogazione degli ammortizzatori sociali. Non lasciare indietro nessuno significa anche regolarizzare tutti gli immigrati nella dignità sociale e della persona umana prescritta dalla Costituzione, tra essi 600mila persone rese invisibili per legge perché prive di permessi di soggiorno. E' poi urgente permettere al mercantile Marina, che il 3 maggio ha recuperato 78 naufraghi a 30 miglia da Lampedusa, di poter attraccare in un porto italiano.
Riteniamo che l’ANPI in questa difficile fase debba fare la propria parte tenendo alta l’attenzione e stimolando la mobilitazione sui temi politici, sociali e culturali che interessano la vita dell'Italia e dell'Europa. 

Il direttivo dà pertanto mandato alla presidenza di organizzare anzitutto iniziative sul tema prioritario del lavoro, principio sul quale è fondata la Repubblica. Dà inoltre mandato all'organizzazione di iniziative sui fondamentali temi della sanità e dell'istruzione pubbliche, diritti che in questo contesto soffrono più di altri gli effetti delle limitazioni, e la cui tutela e il cui rafforzamento sono fondamentali e indispensabili per la nostra società. Di organizzare iniziative sul rischio, molto alto in questa situazione di difficoltà e fragilità, di intervento e condizionamento della criminalità organizzata su diversi settori della società.
Dà inoltre mandato all'organizzazione di una riunione cittadina sulla inaccettabile situazione di Ostia, contro l'occupazione neofascista, partecipando alla campagna social e anche prevedendo se necessario una manifestazione.

Sul prossimo 4 giugno, 76° della Liberazione di Roma, ci organizzeremo come per il 25 aprile scorso, predisponendo la presenza di delegazioni dell’ANPI su tutte le lapidi e  i luoghi simbolici della Resistenza romana, in omaggio a tutti coloro che hanno preso parte alla Lotta di Liberazione dal nazifascismo. Non mancheranno poi sia per il 4 giugno, sia per il 2 giugno, Festa della Repubblica, iniziative on-line sui mezzi di comunicazione che abbiamo a disposizione.

Sul tesseramento si invitano le sezioni a contattare tutti gli iscritti come primo passo per il rinnovo dell’iscrizione e a contattare tutte e tutti coloro che hanno richiesto di aderire all’ANPI come nuovi iscritti.
Il Direttivo autorizza la fondazione delle sezioni della Casa della Memoria di Roma intitolandola al comandante Massimo Rendina e della sezione di Palestrina.
Delega la presidenza per l'organizzazione delle assemblee cositutive, già autorizzate dal direttivo, di Garbatella-Ostiense-San Paolo, Circolo Mario Mieli, Cgil di via Buonarroti, Allumiere, Anguillara Sabazia, Guidona Montecelio.
Impegna l’organizzazione a portare a conclusione la raccolta di richieste di adesione per la costituzione delle sezioni di Trionfale-Prati-Delle Vittorie e di Ardea.

Impegna l’organizzazione a continuare il lavoro di radicamento e proselitismo e a organizzare iniziative su Tolfa, Torrita Tiberina, Zagarolo, ATAC, Monte Compatri, Trevignano Romano, Campagnano di Roma, Castel Madama, Riofreddo, Ferrovie dello Stato, Casal de’ Pazzi-Rebibbia. 





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