11 febbraio 2026

“La resistenza degli alberi e la crisi climatica.” 17 febbraio 2026, ore 17:30 Casa della Socialità, Via dei Volsci 86

Gruppo di lavoro ambiente

Quarto incontro tematico sull’emergenza climatica e la relazione con l’economia e i problemi sociali:

“La resistenza degli alberi e la crisi climatica.”

Da soggetti che soffrono il cambiamento climatico al ruolo di regolatori degli ecosistemi urbani con effetti per l’ambiente e la giustizia sociale.

17 febbraio 2026, ore 17:30

Casa della Socialità, Via dei Volsci 86

Saluti: Adriana VIA, Presidente ANPI San Lorenzo

Stefano VALENTINI, Coordinatore Gruppo ambiente ANPI provinciale Roma

Fausto MANES, professore emerito di Ecologia alla Sapienza Università di Roma

Giampietro CANTIANI, dottore forestale, arboricoltore

modera Tullio BERLENGHI, esperto di diritto ambientale

Testimonianza di Juscelio PANTOJA, direttore Centro Alternativo di Cultura di Belem Brasile, riguardante una comunità che lotta e resiste in Amazzonia.

Invitiamo tutt* alla partecipazione

Incontro organizzato in collaborazione con la sezione ANPI San Lorenzo. 



“La resistenza degli alberi e la crisi climatica.” Da soggetti che soffrono il cambiamento climatico al ruolo di regolatori degli ecosistemi urbani con effetti per l’ambiente e la giustizia sociale. Iniziativa del Gruppo Ambiente ANPI Provinciale di Roma 17 febbraio 2026. Scheda sintetica degli argomenti, dell’approccio al tema e del messaggio da lanciare. Gli alberi, come tutte gli organismi viventi, stanno subendo gli effetti negativi dei cambiamenti climatici che comportano l’innalzamento delle temperature, eventi atmosferici estremi sempre più frequenti (lunghi periodi di siccità, ondate di calore ed inondazioni…), livelli di CO2 e di inquinamento sempre più elevati. l cambiamenti climatici e l’inquinamento, secondo l’OMS, pregiudicano l'accesso ad acqua sicura, cibo adeguato e aria pulita, contribuendo a favorire ogni anno circa 12,6 milioni di decessi causati da fattori di rischio ambientali evitabili. Tra il 2023 e il 2050 il numero di morti potrebbe aumentare di 250.000 ogni anno e sono soprattutto le categorie di persone più vulnerabili e i paesi in via di sviluppo a pagare il prezzo più elevato. Da un lato gli alberi resistono alle nuove condizioni climatiche per la propria sopravvivenza, dall’altro gli alberi stessi sono uno degli elementi che contribuiscono in modo significativo al contrasto dei cambiamenti climatici con benefici per tutti gli altri organismi viventi, uomo in particolare. Questi benefici non sono solo di tipo fisico-chimico, migliorando i parametri climatici ed ambientali, ma sono anche di tipo sociale perché gli alberi sono un centro di aggregazione comunitario e rappresentano l’identità culturale e storica di molte popolazioni, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Quindi la loro resistenza per la sopravvivenza si riflette su una dimensione che non è solo quella individuale degli alberi stessi ma si espande a tutti gli altri esseri viventi. In questa chiave di lettura, non si parla di come l’uomo (o più precisamente, una parte degli uomini) stia lottando per salvaguardare gli alberi e la Natura, ma di come gli alberi stiano lottando contro i cambiamenti climatici contribuendo a salvare tutti gli altri esseri viventi compreso l’uomo che è la causa stessa dei cambiamenti climatici.  Un approccio basato sulla interconnessione di tutti gli organismi viventi, che è al tempo stesso rivoluzionario, perché va contro l’economia capitalista ed estrattivista alla base dei cambiamenti climatici, e al tempo stesso democratico, perché tutti gli altri esseri viventi potranno giovare degli effetti positivi. In questo aspetto sociale, potremmo fare dei paralleli con la Resistenza e i Partigiani. I Partigiani hanno contribuito in modo determinante alla vittoria contro il nazi-fascismo e la loro lotta per la Democrazia e libertà è stata per tutti gli italiani, compresi quelli che appoggiando il regime fascista li avevano costretti alla “montagna”, quelli che oggi hanno libertà di parola grazie alla Resistenza.  La Resistenza, infatti, fu una lotta che comprese tanti livelli diversi: non solo una guerra militare, ma anche una guerra di classe (contro i capitalisti e latifondisti che appoggiavano il fascismo), una guerra di genere (contro la famiglia patriarcale fascista) ed una guerra sociale (contrapponendo la Democrazia alla dittatura). In sintesi, gli alberi sono un elemento decisivo per il contrasto ai cambiamenti climatici e dalla loro lotta silenziosa e spontanea possiamo imparare quegli aspetti sociali per la costruzione di un futuro basato sulla giustizia sociale ed ambientale. 

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Ripudia intolleranza, razzismo e antisemitismo.
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