martedì 3 gennaio 2012

Comunicato stampa. L’Anpi Roma Lazio chiede al Prefetto di Roma di vietare la manifestazione dei gruppi neofascisti in programma il 7 gennaio

Anniversario degli omicidi di Acca Larentia: l’Anpi Roma Lazio chiede al Prefetto di Roma
di vietare la manifestazione dei gruppi neofascisti in programma il 7 gennaio

I partigiani: “No all’intitolazione di una strada al fascista e razzista Giorgio Almirante”




La manifestazione organizzata il 7 gennaio a Roma dai gruppi neofascisti romani e nazionali, in occasione dell’anniversario degli omicidi di Acca Larentia (1978), mette a forte rischio la sicurezza della capitale, rischiando di alimentare l’odio politico e di trasformarsi in un evento mediatico di apologia del fascismo e dell'antisemitismo.
Gli organizzatori, infatti, sono stati protagonisti negli ultimi mesi di gravi episodi di violenza politica e razzista, dalle aggressioni ai militanti del Pd alle minacce agli esponenti della Comunità Ebraica romana.
L'Anpi Roma Lazio, pur condannando ogni forma di violenza politica, da qualsiasi parte essa venga e contro chiunque sia esercitata, chiede pertanto al Prefetto di Roma di vietare la manifestazione.

L’Associazione Nazionale dei Partigiani di Roma invita inoltre fermamente il sindaco Gianni Alemanno a ritirare la proposta di intitolare una strada a Giorgio Almirante.
È raccapricciante a 73 anni dalla promulgazione delle Leggi Razziali fasciste che venga avanzata tale proposta. Almirante fu il segretario di redazione della rivista “La difesa della razza” (quindicinale che tra il 1938 e il 1943 fu l’espressione più diretta del razzismo del regime fascista), caporedattore del “Tevere”, periodico distintosi per una campagna antiebraica già prima delle leggi razziali, e uno dei firmatari de “Il manifesto della razza”, che aprì la strada alla legislazione razziale in Italia. Inoltre aderì e sostenne convintamente la Repubblica Sociale di Mussolini, che incarcerò, fucilò e deportò gli oppositori politici e i partigiani che combattevano per la libertà, firmando lui stesso ordini di fucilazione di partigiani e patrioti, e fu complice delle deportazioni degli ebrei da parte dei nazisti.
Per l’Anpi Roma Lazio non esistono dunque le condizioni per intitolargli una strada, ancor di più a Roma, città Medaglia d’Oro per la Resistenza ,che fu tragico teatro della più grande deportazione di ebrei italiana, quella del 16 ottobre 1943.

Roma, 3 gennaio 2012

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