29 agosto 2026

9 settembre 2026 - presidio-maratona per la libertà di chiamare le cose con il loro nome: NO al DDL sedicente "antisemitismo" in realtà sopprimente ogni critica ad un governo genocidario




9 settembre dalle ore 13:00 davanti a Montecitorio

APPELLO CONTRO IL DDL ANTISEMITISMO BASATO SULLA DEFINIZIONE IHRA
IL 9/09 RIPRENDE LA DISCUSSIONE ALLA CAMERA IN COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI
 

PRESIDIO-MARATONA DAVANTI A MONTECITORIO PER CHIEDERE LO STOP DELLA NORMA LIBERTICIDA
Il ddl Antisemitismo, in discussione il 9 settembre in Commissione Affari Costituzionali alla Camera, vuole introdurre nella legge italiana la definizione IHRA (International Holocaust Remebrance Alliance), la quale, in ben 7 degli 11 esempi esplicativi citati di presunti atti di antisemitismo, tende a sovrapporre le critiche alle politiche di Israele con il razzismo antisemita.
Questo significherebbe tacciare di odio razziale la denuncia delle politiche coloniali, delle violazioni dei diritti umani e del genocidio del popolo palestinese - denunciato ormai anche dall’Onu circa un anno fa - della pulizia etnica e dell’apartheid.
 Il ddl Antisemitismo si propone il paradossale obiettivo di trasformare in legge una definizione come quella dell’IHRA che invece nasce come giuridicamente non vincolante.
Si tratterebbe dunque di una nuova, anomala, norma che amplierebbe, forzatamente, il concetto di antisemitismo, snaturandolo e trasformandolo in uno strumento per la repressione del dissenso politico e della documentazione dei crimini commessi dal governo israeliano e per colpire il diritto di critica, incentivando forme di autocensura letali per la nostra democrazia.
L’Italia sarebbe quindi il primo Paese in Europa, assieme alla Romania, ad assumere interamente la definizione IHRA con un’apposita legge dello Stato.
A questi si aggiungono, tra i primi ad averla adottata in Europa ma con provvedimenti non vincolanti, Austria (tramite delibera del Consiglio dei Ministri) e Regno Unito (dichiarazione politica del Primo Ministro e dichiarazione scritta ministeriale).
Si costruisce così un quadro che legittima misure sempre più repressive che minaccia direttamente le organizzazioni e ong impegnate nella denuncia della violazione dei diritti umani, le associazioni, i movimenti che lottano per l’autodeterminazione del popolo palestinese e in generale tutte/i le/gli attiviste/i, militanti, cittadine/i, studentesse e studenti e tutti i movimenti per la Palestina e le campagne di boicottaggio come BDS, che in questi mesi a milioni sono scese/i in piazza e si sono mobilitate/i e si mobilitano sempre più in difesa dei diritti umani, civili e politici in Palestina e della libertà despressione, diritto di critica e la libera informazione.
Il ddl Antisemitismo mette a rischio insegnanti, docenti universitari, ricercatori, operatori culturali e artisti, associazioni sportive e atleti, che potrebbero essere accusati di antisemitismo semplicemente per analizzare, raccontare o denunciare le politiche israeliane e il genocidio in corso o per azioni non violente di boicottaggio di Israele.
La definizione IHRA inclusa nelle “Linee guida sul contrasto all’antisemitismo nella scuola” sta già esercitando forti pressioni contro insegnanti e docenti universitari che hanno subito provvedimenti e accuse di antisemitismo.
Colpisce anche quei gruppi ebraici e internazionali che, proprio partendo dalla memoria dell’antisemitismo e dell’Olocausto, si oppongono apertamente al genocidio del popolo palestinese, alle politiche di apartheid (definite tali dalla Corte internazionale di giustizia) e alle politiche del governo Netanyahu.
In netto contrasto con questa deriva, come già approvato dall’Ordine dei Giornalisti, si può e si deve scegliere di abbandonare la definizione IHRA e adottare la Dichiarazione di Gerusalemme, che non vuole essere definizione vincolante dal punto di vista giuridico, ma uno strumento per identificare, monitorare e combattere l’antisemitismo attraverso una serie di linee guida, legando  la lotta all’antisemitismo alla protezione dei diritti umani e alla libertà di critica.
Serve una mobilitazione nazionale per fermare una norma che confonde deliberatamente critica politica e discriminazione, e per far rispettare le leggi già esistenti in modo  che combattano davvero ogni forma di razzismo senza diventare un bavaglio contro chi denuncia il genocidio e le politiche disumane del governo israeliano.
CHIAMIAMO IL MONDO DELLA CULTURA, SCUOLA, UNIVERSITÀ, RICERCA, INFORMAZIONE, ARTE, SPORT, TUTTE LE REALTÀ SOCIALI, CULTURALI, SINDACALI, POLITICHE DAVVERO DEMOCRATICHE A FARE FRONTE COMUNE
Per una normativa che: difenda la memoria della Shoah senza trasformarla in arma politica; protegga davvero le persone ebree da ogni forma di odio; impedisca che l’antisemitismo venga manipolato per giustificare l’oppressione di un altro popolo e mettere in campo forme di repressione e derive autoritarie; garantisca che la lotta al razzismo sia una lotta unica, indivisibile, senza gerarchie né eccezioni.
A tal fine è bene ricordare che gli strumenti normativi per prevenire e punire i crimini d’odio di diversa estrazione già ci sono, quali ad esempio la Legge Mancino (legge 25 giugno 1993, n. 205): sarebbe sufficiente garantirne la piena applicazione, senza il bisogno di evocare, strumentalmente, ulteriori norme, per di più liberticide come appunto quelle previste dal Ddl Antisemitismo.
SERVE UNA PRESA DI POSIZIONE PUBBLICA
Una maratona di interventi davanti a Montecitorio il 9 settembre 2026, giorno in cui è prevista la votazione del ddl in Commissione Affari Costituzionali della Camera.
Una pressione sul Parlamento per fermare una legge che minaccia la democrazia e la libertà di parola.
 
ORGANIZZAZIONI PROMOTRICI (Elenco In aggiornamento)

A buon Diritto

ADIF (Associazione Diritti e Frontiere)

Agorà

AIFO Latina ODV

ALI – Assemblea per la Libertà d’Insegnamento

Alkemia APS

Alleanza Verdi e Sinistra

Alleanza Verdi e Sinistra Roma e Lazio

Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese

Amnesty International Italia

ANBAMED

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Anpi Audrey Hepburn 

ANPI ATM Milano

Associazione Azzadi di Napoli

ANPI Grugliasco 68 Martiri

ANPI Latina – Sezione Severino Spaccatrosi

ANPI Milano Stadera Gratosoglio

ANPI Napoli Centro “Antonio Amoretti”

Anpi Crescenzago di Milano

 ANPI Sezione Milano Crescenzago

ANPI Roma

ANPI Sezione Don Pappagallo Rioni Esquilino, Monti, Celio (Roma)

ANPI – Sezione Marcon – Quarto d’Altino “Ettore e Dolfino Ortolan

ANPI “10 Giugno 1944” sez. di Tarquinia

Arci

Arci Roma

Articolo 21

Artists for Gaza

Artisti #NoBavaglio

Associazione Amici della Vallesanta Arci Biforco 

Associazione Culturale Controvento

Associazione Culturale “Pio La Torre” di Roma

Associazione Culturale Liguria-Palestina

Associazione I.T.A.C.A.

Associazione Diritti alla Follia

Associazione Italiana di Public History

Associazione Inclusiv3 APS ETS

Associazione Memorie & Progetti di Pieve Ligure

Associazione Nedaday

Associazione Senza Paura di Genova

Associazione Stampa Romana

Assopace Palestina

Attac Italia

Baobab Experience

Be Free

Bella Ciao – Cittadini Non Indifferenti di Quarto d’Altino

BDS Italia

Block Notes – Testata di approfondimento giornalistico multimediale

Bookciak Magazine

Cambiare Rotta

Camera Nazionale Avvocati dei Diritti Umani

Campagna “Ponti e non muri” – Pax Christi Italia

Capibara Media

Carovane Migranti

Carte in Regola

Casa delle Donne Centro Antiviolenza CAD Brescia OdV

Casa di Paolo APS

Casa Internazionale delle Donne

Catanesi Solidali col Popolo Palestinese

Catania NoFrontex

CdR La Repubblica

Centro Donna Lilith APS Latina

Centro Studi Sereno Regis (Torino)

CeSPI – Centro Studi Problemi Internazionali di Sesto San Giovanni

CGIL di Ancona

Cgil Senigallia

CGIL Napoli

CGIL Roma e Lazio

Christi Italia

Cittadini per la Palestina (Portogruaro)

Cobas Roma

Cobas Scuola

Cobas Scuola Terni

Cobas Lavoro Privato Bologna 

COBAS del Lavoro Privato Livorno

Collettiva.it

Collettivo Biellesi per la Palestina Libera

Collettivo Impegno Attivo Valsesia

Comitato civico per la tutela degli Ex Mercati-Generali

Comitato Contro la Guerra di Treviso

Comitato di Solidarietà con la Palestina in Terzo

Comitato Guerra e Pace Venezia

Comitato Monteverde per la Pace

Comitato No AD contro ogni Autonomia Differenziata

Comitato Pace Alto Canavese

Comitato per la Pace e i Diritti degli Ultimi – Area Casilina/Prenestina

Comitato per la Palestina di Pordenone

Comitato Palestina Feltre

Comitato Pistoiese per la Palestina

Comitato Roma sa da che parte stare

Comitato Roma XII per la Costituzione

Comitato Sapienza per la Palestina  

Comitato un Aiuto per la Palestina

Comitato Varesino per la Palestina 

Comitato UNISS per la Palestina

Confederazione Cobas Firenze

Confederazione Cobas Umbria

ControCorrente Lazio

Coordinamento Antifascista Universitario di Torino 

Coordinamento CNR contro la Guerra

COORDINAMENTO GENITORI DEMOCRATICI 

Coordinamento per l’Unità dei Comunisti

Comitato Romano per la liberazione di Marwan Barghouti e dei prigionieri palestinesi

Coordinamento Scuole per la Palestina – Pistoia

Coordinamento sud pontino per la Palestina

Coordinamento Ultimo Giorno di Gaza Latina

Coordinamento della Rete Antinilitarista per la
Pace,

Costituzione BeniComuni

CRED – Centro di Ricerca ed Elaborazione per la Democrazia

CRS – Centro per la Riforma dello Stato

Disability Pride Network

Disarma

Docenti per Gaza

Docenti per il rispetto dei diritti umani in Palestina Lago di Garda e Valsabbia (Brescia)

Donneinnero Roma

Donne in cammino per la pace di Brescia 

EPR4Palestine – Enti Pubblici di Ricerca per la Palestina

Fermatevi – Associazione per la Difesa dei Diritti Umani e dei Territori

FLC-CGIL

FNSI – Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Fondazione Pangea

Forum Pace e Disarmo Sinistra Italiana Lazio

Freedom Flotilla Italia

GayNet

Girodivite.it

Giulia Lazio

Gaza Last Day – Ultimo Giorno di Gaza

Giovani Democratici Roma

Giuristi Democratici

Global Sumud Flotilla

Global Sumud Flotilla Lazio

Gruppo Pensionati Vanchiglietta APS (Torino)

GRIDAS – Gruppo risveglio dal sonno di Scampia-Napoli

HarmonyLifeTour Roma

Imbavagliati

In Piazza per Gaza San Donà di Piave

Invictapalestina

IOCISTO-illustrAZIONI

Kairos

Kritica

La Carovana dei Pacifici

Laicitalia

La Scuola per la Palestina

L3A – Laboratorio Ebraico Antirazzista

Leen AAAbusaid

Lega per il Disarmo Unilaterale

Le radici del sindacato in Cgil

Libere Cittadine per la Palestina

LINK

L’Ultimo Giorno di Gaza Latina

M5S Latina

Mai Indifferenti – Voci Ebraiche per la Pace

Maestre in Erba

Mamme Narranti

Medicina Democratica

Monteverde per la Pace

MoveOn Italia

Movimento Giustizia e Pace in Medio Oriente

Movimento Omosessuale Sardo ODV

Movimento Studenti Palestinesi

Network Giovani M5S

Nowar Roma

NWRG – New Weapons Research Group (Genova)

Operatori dell’Informazione per Gaza

ORDINE DEI GIORNALISTI del LAZIO

OSA

Osservatorio contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università

PeaceLink

Parliamo di Socialismo

Partito della Rifondazione Comunista

Partito Rifondazione comunista Friuli Venezia Giulia

Partito Comunista

Payday men’s network Londra 

PaxChristi Italia

PCI – Partito Comunista Italiano

PCI “U. Terracini” San Cesareo/Colonna

PD Circolo RAI/Media/Cultura

Per non dimenticare – ODV

Possibile Nazionale

Possibile Roma

Potere al Popolo

Pressenza – Agenzia Stampa per la Pace e la Nonviolenza  

Presidio permanente per la Palestina Brescia

Presidio permanente per la Palestina Cagliari

Presidio Palestina Montecitorio

Presdio permanente per la Palestina di

Presidio permanente Palestina Milano

Procida per una Palestina Libera

Psichiatria Democratica Nazionale

Punto Rosso – U. Terracini

RCA – Radio Città Aperta

Radio Bullets

Restiamo Umani Vittorio Veneto

Rete Comunità Solidali, RECOSOL

Rete #DigiunoGaza

Rete Ecosocialista romana

Rete Giovedì Bianco

Rete #NoBavaglio

Rete dei Numeri Pari

Rete dei Preti contro il Genocidio

Rete del Dissenso

Rete degli studenti medi 

Rete degli Studenti Medi del Lazio

Rete Giornalisti per la Costituzione

Rete Italia-Palestina Gemellaggi Scuole

Rete Italiana Pace e Disarmo

Rete Jesi per la Palestina

Rete NoWar

Rete per la pace Franciacorta, Rovato BS

Rete Radiè Resch

Rete RUP – Ricerca e Università per la Palestina

Rivista La Rivolta

Roma Tre Etica

Rossosispera Associazione Culturale

Sanitari per Gaza Roma

Sanitari per Gaza Verona

SARDEGNA docenti ed educatori per il rispetto dei diritti umani in Palestina

Saptejah (Associazione Culturale)

Scuola per la Pace Torino e Piemonte

Scuole per la Palestina e contro le Guerre

Scuole Tenda

SeSaMO, la Società per gli studi sul Medio Oriente

Sid, Society for International Development

Sinistra Anticapitalista

Sinistra Anticapitalista Roma

Sinistra Italiana Bologna
Sinistra Italiana Emilia Romagna

Sinistra Italiana Latina

Sinistra Italiana Roma e Provincia

SIS – Società Italiana delle Storiche

Spazio Libero APS

Stop genocidio Roma

Stop Rearm Italia

Taher djafarizad

TeatroiNatura

Têtes de Bois

Tikkun – Diaspora Ebraica Decoloniale

Transform Italia

UDAP – Unione Democratica Arabo Palestinese

UDI- Unione Donne in Italia

UDS Roma

UGS – Unione Giovani di Sinistra

UISP

Una città in comune

Un’altra Idea di Mondo

UnaltrastoriaVArese- Aps

Un Ponte Per

Unione degli Universitari

Unione Sindacale di Base

Valsesia per la Palestina

Venice4Palestine

Vibrata per la Palestina

Voci per la Palestina

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𝗣𝗥𝗘𝗦𝗜𝗗𝗜𝗢-𝗠𝗔𝗥𝗔𝗧𝗢𝗡𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗜𝗟 𝗗𝗗𝗟 𝗔𝗡𝗧𝗜𝗦𝗘𝗠𝗜𝗧𝗜𝗦𝗠𝗢: 𝗟𝗔 𝗦𝗢𝗟𝗜𝗗𝗔𝗥𝗜𝗘𝗧À 𝗘 𝗜𝗟 𝗗𝗜𝗦𝗦𝗘𝗡𝗦𝗢 𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗜 𝗣𝗥𝗢𝗖𝗘𝗦𝗦𝗔𝗡𝗢

Lunedì 9 settembre, alle ore 13:00, in Piazza Capranica, a Montecitorio, numerose realtà promotrici daranno vita a una mobilitazione nazionale contro l’approvazione del cosiddetto “DDL Antisemitismo”.

La mobilitazione nasce dalla necessità di contrastare un provvedimento che, attraverso l’adozione della definizione IHRA, rischia di produrre un grave restringimento degli spazi di libertà politica, culturale e accademica, colpendo la possibilità di esprimere posizioni critiche nei confronti di Israele e delle sue politiche e delle sue responsabilità nei confronti del popolo palestinese.

Riteniamo inaccettabile che la denuncia dell’occupazione dei territori palestinesi, dell’apartheid, delle violazioni dei diritti umani e del genocidio in corso a Gaza possa essere ricondotta automaticamente all’antisemitismo. 
La critica politica a uno Stato, alle sue istituzioni, alle sue politiche e alla sua condotta militare deve rimanere pienamente legittima all’interno di una società democratica.

La lotta contro l’antisemitismo è una responsabilità imprescindibile e non può essere indebolita da un uso strumentale della sua definizione.

𝗔𝗻𝘁𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗻𝗼𝗻 è 𝗮𝗻𝘁𝗶𝘀𝗲𝗺𝗶𝘁𝗶𝘀𝗺𝗼

Ribadire questa distinzione significa difendere contemporaneamente la lotta contro ogni forma di razzismo e discriminazione e il diritto di contestare politicamente l’ideologia sionista, le politiche dello Stato di Israele e il sistema di occupazione e discriminazione imposto al popolo palestinese.

Il rischio concreto è quello di introdurre un meccanismo di censura e autocensura capace di colpire non soltanto le piazze e i movimenti, ma anche università, ricerca, informazione, associazionismo e dibattito pubblico. In questo scenario, la solidarietà con il popolo palestinese rischia di essere sottoposta a una progressiva criminalizzazione e il dissenso politico a una forma di intimidazione istituzionale.

È una deriva che riguarda la democrazia nel suo complesso. Il diritto di denunciare un’occupazione, contestare un sistema di apartheid, chiedere la fine delle violenze e delle operazioni militari e prendere posizione contro quelle che riteniamo gravi violazioni del diritto internazionale non può essere subordinato a una definizione che restringa arbitrariamente il campo della critica legittima.

Per questo saremo in piazza: contro il bavaglio, contro la criminalizzazione della solidarietà, contro ogni limitazione della libertà di espressione e del diritto al dissenso.

La nostra mobilitazione vuole riaffermare un principio semplice e non negoziabile: la solidarietà non è un crimine, il dissenso non è antisemitismo e la critica a Israele e allo Stato di Israele non può essere messa a tacere.

Invitiamo associazioni, organizzazioni, lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti, ricercatrici e ricercatori, giornaliste e giornalisti e tutte le persone che hanno a cuore la libertà di espressione e i diritti fondamentali a unirsi alla mobilitazione.

📌 Lunedì 9 settembre 

⏰alle ore 13:00 

📍Piazza Capranica  Montecitorio

Per la libertà di espressione.
Per il diritto al dissenso.
Per la libertà accademica e di stampa.
Per la solidarietà al popolo palestinese.
Contro l’occupazione, l’apartheid e il genocidio.

#NoDdl1004 #Montecitorio #Roma #9Settembre #NoBavaglio #LibertàDiEspressione #DirittiUmani #AntisionismoNonÈAntisemitismo #Palestina #FineOccupazione #NoApartheid #Gaza

Comunicato stampa del 28 agosto 2026

Associazioni: "Criticare Israele non è antisemitismo. No alla norma-bavaglio"

Presidio-maratona il 9/09 dalle ore 13 a Montecitorio 
in occasione della discussione del Ddl Antisemitismo alla Camera

A promuovere la mobilitazione oltre 100 organizzazioni in difesa dei diritti umani e della libertà d'espressione e informazione

"Criticare Israele non è antisemitismo ma è un diritto costituzionale che va salvaguardato per il bene della nostra democrazia e dei diritti umani. Per questo la nuova 'norma-bavaglio', contenuta nel ddl Antisemitismo e basata sulla definizione IHRA (International Holocaust Remebrance Alliance), va fermata. Il prossimo 9 settembre, saremo dalle ore 13, in piazza Montecitorio, per un grande presidio e una maratona di interventi, in occasione dell’avvio della discussione del provvedimento in Commissione Affari Costituzionali alla Camera. Invitiamo tutte le organizzazioni sociali e politiche a unirsi alla mobilitazione". Questo, in sintesi, l’appello firmato ad oggi da oltre 100 sigle, tra organizzazioni sociali e politiche, in difesa dei diritti umani e della libertà d'espressione e informazione.  A promuovere la mobilitazione contro il ddl antisemitismo un’ampia pluralità di realtà: dal mondo dell’informazione ai sindacati, dai movimenti per la Palestina alle comunità ebraiche e cattoliche, dalle campagne e reti per la pace e contro il riarmo fino alle sigle di rappresentanza di scuola e università. E ancora: dalle associazioni per i diritti dei migranti e per la giustizia sociale fino ai collettivi di artisti e comitati cittadini da tutta Italia. 
"Con il ddl antisemitismo, già approvato al Senato anche con i voti di alcuni senatori dell’opposizione,  si vuole introdurre nella legislazione italiana la definizione IHRA, la quale, in ben 7 degli 11 esempi esplicativi di presunti atti di antisemitismo, recepiti nel provvedimento, tende a sovrapporre le critiche alle politiche di Israele con il razzismo antisemita – spiegano - Questo equivarrebbe a tacciare di odio razziale, e a perseguire legalmente, tutti coloro che denunciano pubblicamente le politiche coloniali, le violazioni dei diritti umani, il genocidio (riconosciuto anche dall'Onu un anno fa), la pulizia etnica e  l’apartheid praticati dallo Stato di Israele nei confronti del popolo palestinese”.
“Il ddl Antisemitismo si propone il paradossale obiettivo di trasformare in legge una definizione come quella dell’IHRA che invece nasce come giuridicamente non vincolante. Si tratterebbe dunque di una nuova, anomala, norma che amplierebbe, forzatamente, il concetto di antisemitismo, snaturandolo e trasformandolo in uno strumento per la repressione del dissenso politico e della documentazione dei crimini commessi dal governo israeliano e per colpire il diritto di critica, incentivando forme di autocensura letali per la nostra democrazia. L’Italia sarebbe il primo Paese in Europa, assieme alla Romania, ad assumere interamente la definizione IHRA con un’apposita legge dello Stato".
“È bene ricordare che gli strumenti normativi per prevenire e punire i crimini d’odio di diversa estrazione già ci sono, quali ad esempio la Legge Mancino (legge 25 giugno 1993, n. 205): sarebbe sufficiente garantirne la piena applicazione, senza il bisogno di evocare, strumentalmente, ulteriori norme, per di più liberticide come appunto quelle previste dal Ddl antisemitismo. In netto contrasto con questa deriva, come già approvato dall’Ordine dei Giornalisti, si può e si deve scegliere di abbandonare la definizione IHRA e adottare la Dichiarazione di Gerusalemme, che non vuole essere definizione vincolante dal punto di vista giuridico, ma uno strumento per identificare, monitorare e combattere l’antisemitismo attraverso una serie di linee guida, legando la lotta all’antisemitismo alla protezione dei diritti umani e alla libertà di critica”.
“Ci appelliamo al mondo della cultura, scuola, università, ricerca, informazione, arte, sport e tutte le realtà sociali, culturali, sindacali, politiche, davvero democratiche, a fare fronte comune. Per far rispettare una normativa che: difenda la memoria della Shoah senza trasformarla in arma politica; protegga davvero le persone ebree da ogni forma d’odio; impedisca che l’antisemitismo venga manipolato per giustificare l’oppressione di un altro popolo e mettere in campo forme di repressione e derive autoritarie; garantisca che la lotta al razzismo sia una lotta unica, indivisibile, senza gerarchie né eccezioni”, concludono.

Roma, 28 agosto 2026 



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Ripudia intolleranza, razzismo e antisemitismo.
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