30 settembre 2026

Walter Rossi, 20 anni: ucciso dai fascisti con un colpo di pistola alla nuca il 30 settembre 1977


Walter Rossi, 20 anni, studente romano militante in Lotta Continua, fu ucciso dai fascisti la sera del 30 settembre 1977 durante un volantinaggio di protesta nella zona della Balduina, a Roma.

La mobilitazione era stata organizzata dopo il ferimento, sempre ad opera dei fascisti, di una militante di sinistra.
Una ventina di compagni tra cui Walter, da via Pietro Pomponazzi si recarono a Viale delle Medaglie d'Oro, davanti alla sezione del MSI per un pacifico volantinaggio di protesta. Dalla sede missina iniziarono a lanciare sassi. Il gruppo di Rossi indietreggiò di circa duecento metri, fino all'incrocio con via Marziale, davanti a una pompa di benzina. I fascisti li raggiunsero riparati dietro un blindato della polizia, avanzarono e dal gruppo spararono alcuni colpi di pistola uno dei quali colpì Walter Rossi alla nuca uccidendolo.
Al funerale di Walter, il 3 ottobre, parteciparono circa centomila persone. In seguito furono posti una targa commemorativa sul luogo dell'omicidio e l'intitolazione a suo nome di piazza Igea. La sezione dell'ANPI provinciale di Roma de l'Università La Sapienza, fondata nel 2013, è dedicata a Walter Rossi.
Sul piano giudiziario, subito dopo il fatto vennero fermate diciassette persone davanti alla sezione del MSI, tra cui alcuni militanti missini. Dopo un lungo processo, i diciassette furono prosciolti dalle accuse più gravi (omicidio, tentato omicidio, porto abusivo d'arma da guerra e ricostituzione del PNF); per alcuni rimase solo l'accusa di rissa aggravata, senza però che alcun testimone li riconoscesse. Nessun provvedimento fu preso contro i numerosi poliziotti presenti, che secondo i testimoni non intervennero per fermare i neofascisti e anzi ostacolarono per alcuni minuti i soccorsi a Rossi.
Nel 1981 alcuni pentiti indicarono come possibili assassini Cristiano Fioravanti e Alessandro Alibrandi. Fioravanti ammise di aver fatto parte del gruppo uscito dalla sezione del MSI insieme ad Alibrandi e che entrambi erano armati, attribuendo però ad Alibrandi il colpo mortale; le testimonianze dei compagni di Rossi sostennero invece che a sparare fu Fioravanti. Dopo la morte di Alibrandi, avvenuta in uno scontro a fuoco con la polizia il 5 dicembre 1981, il procedimento fu archiviato. Fioravanti fu condannato solo a nove mesi e 200.000 lire di ammenda per possesso d'arma. La vicenda giudiziaria si chiuse nel 2001 con l'incriminazione di tre compagni di Rossi per falsa testimonianza e il non luogo a procedere per Fioravanti, che da allora visse libero sotto altra identità, protetto dallo Stato.

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