Una pagina dedicata alla splendida giornata del 25 aprile 2026.
Ringraziamo tutte e tutti coloro che hanno prestato le proprie capacità e disponibilità in tutti i settori di una complessa organizzazione, tutti e tutte coloro che hanno partecipato, con la gioia di vivere, il piacere di stare insieme, suonare, cantare, ballare, semplicemente starci. Dalle tantissime foto che abbiamo prodotto e che ci sono pervenute, questa gioia traspare chiaramente, così come traspare la volontà di ricordare, celebrare, abbracciare idealmente tutti gli antifascisti, i partigiani, le partigiane, le staffette che ci hanno indicato la strada e ci hanno consegnato la possibilità di una società giusta. Grazie!!! non saranno le vili provocazioni e le violenze studiate ad arte per impedire ai media e alla politica di parlare dei contenuti fortissimi del 25 aprile, che ci fermeranno. Per noi è 25 aprile tutto l'anno, come abbiamo gridato più volte nel corteo: il 25 aprile non è una ricorrenza, ora e sempre Resistenza!!!
Serie di foto del 25 aprile 2026 di Roma nella splendida visione di Fortunato Porcheddu che ringraziamo di cuore.
- Questo 25 Aprile lo dedico a mio zio Stefano Porcheddu che ha combattuto da partigiano in Friuli e Slovenia con il nome di battaglia Monello, ritornato ad Olbia ha fondato la prima sezione del PCI. I riferimenti sono testimoniati nel libro dell’ANPI di Nuoro “Pitzinnos Pastores Partibianos”.
Mi auguro che queste foto servano a testimoniare e gridare più forte la nostra fermezza contro tutte le provocazioni. W L’ANPI e tutti coloro che lottano in ogni parte del mondo per la pace e la libertà.
I ragazzi e le ragazze dello stand!!!
Di seguito le foto della grande Festa della Liberazione di Roma. Per visualizzare le foto cliccare sulla scritta blu e non sull'immaginetta che rappresenta solo un'anteprima di alcune foto
Celebriamo oggi l’81° Anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Il 25 aprile è la festa più importante del nostro calendario civile. La festa che ricorda e celebra tutte le partigiane, tutti i partigiani tutti i Combattenti per la Libertà, di ogni opinione politica, di ogni ceto sociale, di ogni religione, che contribuirono alla Resistenza e alla Guerra di Liberazione. Grazie al loro sacrificio, che riconsegnò all’Italia la dignità persa con un ventennio di dittatura, sopraffazioni, guerre di sterminio e di conquista, fu consentito al nostro Paese, anche se formalmente sconfitto, di avviare il percorso costituente, di votare per scegliere tra monarchia e repubblica, al contrario di quanto accadde a Germania e Giappone.
Quest’anno la nostra Repubblica compie 80 anni e sarà anche l’80° anniversario del voto delle donne, conquistato e non concesso, finalmente cittadine a pieno titolo, in una Italia che si risollevava dalle miserie morali e materiali causate dall’abominio della dittatura fascista e dalle guerre da esso causate. Non fu un regalo quel voto, fu una conquista di tante donne che dalla fine dell’800 lottarono per rivendicare il suffragio universale. Delle partigiane e staffette che attivamente parteciparono alla Resistenza, pagando col sangue, il carcere, la tortura più crudele. Si deve all’azione delle donne dei gruppi di difesa e dell’UDI che il CNL approvò la legge per il voto attivo e passivo senza più discriminazione alcuna. Al primo voto libero andarono a votare in tantissime, più degli uomini, “Stringiamo le schede come biglietti d’amore” scriveva la giornalista Anna Garofalo nel raccontare l’emozione di quel voto.
Il 2 giugno ‘46 si avvia un percorso che sancirà con l’articolo 3 della Costituzione l’uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, razza, religione e che nel suo secondo comma porrà l‘uguaglianza sostanziale e non formale di tutti e di tutte. Durante il fascismo donne e uomini, dal carcere, dai campi di reclusione, dal confino, nella clandestinità, contrastavano “il male assoluto”, il nazifascismo che pervase e straziò l’intera Europa e il mondo, sognando la libertà, la pace, l’amicizia tra i popoli, la giustizia sociale.
La Resistenza fu una scelta di vita per tanti e tante. La Guerra di Liberazione riguardò tutto il popolo italiano; la Resistenza, armata e non armata contro l’oppressione nazifascista fu un grande movimento politico e culturale prima ancora che militare. Alla nostra Lotta di Liberazione parteciparono inoltre tanti ragazzi provenienti da diversi paesi del mondo inquadrati negli eserciti delle forze alleate e nelle formazioni partigiane moltissimi furono gli stranieri ex prigionieri, tra cui circa 5000 soldati sovietici. Ricordiamo anche i tanti italiani che dopo l’8 settembre scelsero di combattere contro il nazifascismo per la liberazione di quei paesi in cui si erano trovati come occupanti. E ricordiamo anche quei militari che, catturati, preferirono gli stenti, le violenze, le angherie più feroci nei campi di internamento in Germania piuttosto che continuare una guerra orrenda e ingiusta a fianco dei nazisti e dei traditori della Patria loro servi, i fascisti di Salò.
L’antifascismo è quindi alla base della nostra Costituzione, che per questo è stata attaccata e contrastata fin dagli anni del dopoguerra e della guerra fredda con tentativi costanti nel tempo di destabilizzazione, anche con progetti di golpe, attentati, stragi, violenze, terrorismo, riforme per snaturarla e anche con la semplice disapplicazione. Oggi siamo governati da forze che non si riconoscono nei valori della Resistenza e dell’antifascismo, in parte si rifanno addirittura all’esperienza fascista di Salò, in parte guardano ai suprematismi e sovranismi delle estreme destre contemporanee; hanno scatenato un attacco incessante alla Resistenza, alla sua Memoria, alla Democrazia repubblicana e alle Libertà e Diritti universali che queste hanno per fondamento. Hanno represso le libertà di espressione, di manifestazione, del diritto allo sciopero, i diritti umani dei migranti; hanno adottato tutta una serie di provvedimenti repressivi sulle istanze sociali, sugli spazi di aggregazione, sulle organizzazioni antifasciste e stanno minando la libertà d’insegnamento.
Nel contempo si aggravano le condizioni materiali della popolazione: lavoro povero, lavoro precario, nuove povertà, tagli alla sanità, all’istruzione, aumento della tassazione generale in un contesto internazionale di grave instabilità con prezzi dell’energia e inflazione alle stelle (in gran parte provocati dalle politiche genocidarie e aggressive dei loro “amici” e alleati MAGA. A fianco dei sindacati abbiamo lottato e lotteremo per un salario e un lavoro dignitoso, per la difesa dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, ricordando con grande gratitudine i grandi scioperi del ‘43 e del ‘44 che assestarono duri colpi al regime e contribuirono alla conquista della nostra Repubblica democratica fondata sul lavoro. Per quegli scioperi gli operai pagarono carissimo, ma non si sottrassero.
Il popolo sovrano ha di recente bocciato con il voto al referendum la cosiddetta “riforma della giustizia” che altro non era che il tentativo di subordinare la magistratura all’esecutivo (grande sogno di tutti gli autoritaristi e di un tale Licio Gelli), mettendo così in discussione la divisione dei poteri sanciti nella Costituzione.
C’è stata al referendum una grande e straordinaria partecipazione che ha visto i giovani protagonisti delle mobilitazioni e decisivi per il risultato ottenuto. Giovani che si sono fatti protagonisti e sono scesi in piazza per la consapevolezza dei grandissimi problemi generali, che vanno dall’emergenza climatica, all’abominio del genocidio in corso contro il popolo palestinese nel silenzio complice dei propri governi e per questo sono stati attaccati e repressi. Non si sono mai fermati, ci sono stati contro ogni attacco alla libertà e ai diritti, per un’equa distribuzione delle risorse, per una politica che si occupi dei cambiamenti climatici e contro la guerra. Con un NO chiaro al RIARMO con un grande SI alla PACE. Gaza è stata il baricentro di tutte le loro e nostre manifestazioni. La FLOTTILLA ha rappresentato e rappresenta per tutti noi la possibilità di riportare in primo piano l’umanità.
Il genocidio di Gaza, la pulizia etnica in Cisgiordania perpetrata dai coloni con l’attiva spinta del governo Netanyahu e il successivo allargamento del conflitto in IRAN e in Libano ha destabilizzato il Medio Oriente e il mondo ed è frutto di una cultura di potere che va ben oltre il governo di Israele, perché fa parte di un pensiero autocratico ben più ampio che ha Trump tra i suoi principali protagonisti, che è quello di un sistema mondiale imperialista e neocolonialista basato su un’economia di guerra, che non rispetta i principi basici dell’autodeterminazione dei popoli, lo stato di diritto, gli organismi internazionali. Un sistema del più forte, di sopraffazione, che non governa ma comanda, schiaccia.
La crisi in Ucraina, che dura almeno dal 2014, sfociata con l’invasione russa, ha aperto una stagione di guerre destinate a durare nel tempo. I nostri governi hanno condannato e applicato numerose sanzioni alla Russia, ma nulla hanno fatto nei confronti di Israele e men che meno nei confronti degli USA. Questi, preoccupati dell’avanzata economica e tecnologica della Cina sono imprigionati da un colossale debito e governati da un personaggio venuto fuori dal peggiore degli incubi della Storia. Minaccia invasioni ed annessioni, rapisce capi di Stato, strozza con sanzioni interi popoli liberi, bombarda e accende conflitti come se fosse un adolescente viziato, attacca il Papa come se fosse Dio in persona. I nostri governi applicano un doppio standard inaccettabile, illogico, profondamente deleterio. Pesa l’assenza dell’ONU incapace d’intervenire con autorevolezza dopo la delegittimizzazione americana di questo fondamentale organismo.
In questo contesto si è levata sempre più forte e chiara la voce di Papa Leone che ha dichiarato “guai a chi manipola la religione e il nome di Dio per propri interessi militari, economici e politici trascinando ciò che è sacro nella oscurità e nella sporcizia” e “Il mondo è devastato da una manciata di tiranni, eppure è tenuto insieme da una moltitudine di persone solidali”.
Noi oggi ribadiamo con forza le nostre parole d’ordine: PACE, LIBERTÀ, GIUSTIZIA SOCIALE. Dobbiamo continuare a promuovere iniziative per la pace contro il riarmo, per il disarmo nucleare tutti insieme come costruttori di pace nel ricordo di chi ci ha lasciato un mondo libero e pacifico che dobbiamo far riemergere dalle barbarie.
Insieme a noi qui sento ora forte la presenza di alcuni grandi Partigiani e Partigiane che abbiamo conosciuto e che ci hanno lasciato recentemente e che voglio ricordare: Sasà Bentivegna, Mario Fiorentini, Lucia Ottobrini, Teresa Vergalli, Iole Mancini, Nando Cavaterra, Modesto Di Veglia, Tina Costa, sono solo alcuni, moltissimi altri e moltissime altre dovrei citare, li vorrei chiamare, stringere e abbracciare qui di nuovo!
Grazie Compagni e Compagne Proviamo ad essere degni e degne di voi! VIVA LA RESISTENZA, VIVA L’ITALIA ANTIFASCISTA, VIVA LA COSTITUZIONE!
Marina Pierlorenzi Presidente ANPI provinciale ROMA 25 Aprile 2026
Tutta la manifestazione ripresa da AGTW:
Il
comitato provinciale dell’ANPI di Roma, come ogni anno ma in questo
anno così problematico ancor di più, vuole celebrare e festeggiare il 25
aprile 2026 in maniera speciale affinché sia una grande Festa di
Popolo, di omaggio e ricordo dei partigiani e delle partigiane e di
tutti i combattenti per la Libertà del nostro Paese e dell’umanità
intera, e con contenuti che riguardano l’attualità.
Inizieremo la nostra giornata alle Fosse Ardeatine alle ore 8:30 per onorare la memoria delle vittime della strage nazifascista. Il corteo
partirà dal parco della Resistenza alle 10.30 e si fermerà a Porta San
Paolo per rendere omaggio al Memoriale della Resistenza. Il corteo proseguirà per Via Ostiense e svolterà a via Pellegrino Matteucci per raggiungere, attraversando Via Benzoni, il cuore della Garbatella; proseguirà quindi fino a Viale Leonardo da Vinci per arrivare a Parco Schuster intorno alle 12.
Sul palco di Parco Schuster, dalla mattina alle 10:00, sono previsti
momenti di riflessione con letture e momenti musicali, così come nel
pomeriggio, dopo i comizi, a partire dalle 14.00 circa.
I Comizi delle 12, all’arrivo del corteo, prevedono gli interventi della presidente dell’ANPI provinciale di Roma Marina Pierlorenzi, del Sindaco di Roma Capitale On. Roberto Gualtieri, del presidente dell'VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, del presidente dell’ANPPIA Paolo de Zorzi anche in rappresentanza di tutte le associazioni della Casa della Memoria e della Storia. Ci saranno quindi gli interventi dei partigiani Gastone Malaguti, Angelo Nazio, Luciana Romoli, Mario Di Maio. Durante il corteo e poi dal palco saranno numerosi gli invitati che interverranno: il segretario generale della CGIL Maurizio Landini, Luisa Morgantini di Assopace Palestina, don Mattia Ferrari di Mediterranea, Marco Papacci dell’Associazione Italia Cuba, Parisa Nazari mediatrice interculturale e attivista dei diritti umani, Andrea Lucania dell’Arci Roma, Riccardo Virgili degli Studenti Medi, Camilla Marconi dell’UDU, David Colaiutti della Rete della Conoscenza, Daniele Renda del Disability Pride, Mario Colamarino del Circolo Mario Mieli, Davide Biscotti di Libera, Cinzia Pettini di Emergency, Luciano Cerasa della Rete No Bavaglio.
Per gli artisti e le artiste che si avvicenderanno sul palco avremo:
per la musica, la mattina dalle 10:00
Nicola Alesini, la Banda Cecafumo, il Coro Inni e Canti di Lotta
“Giovanna Marini” diretto da Sandra Cotronei, Massimo Lella e Sara
Modigliani, il LUS coro, il Roma Rainbow Choir e il QuadraCoro. Dalle 14, dopo i comizi e il pranzo si avvicenderanno Rastablanco & Phenom da Radici nel Cemento, la BandaJorona, Francesco Forni, Mata & Athi.
Per le letture avremo le interpretazioni di Andrea Barbetti, Emma Marconcini, Francesco Loreti, Demetra Cuomo e Chiara Falconi.
Ringraziamo
di cuore tutti e tutte coloro che hanno lavorato, lavorano e
lavoreranno per questa grande giornata di Festa e di Lotta, gli iscritti
e le iscritte, i simpatizzanti, gli antifascisti e le antifasciste, i
partigiani e le partigiane, le staffette di ieri, di oggi e di domani.
Insieme possiamo tutto.
Viva
il 25 aprile, viva la Resistenza e la Lotta di Liberazione, viva i
partigiani e le partigiane, viva la Costituzione, viva l’Italia Libera,
democratica ed antifascista!!
Ordine del Giorno per il 25
aprile 2026, 81° anniversario della Liberazione d’Italia dal
nazifascismo approvato all’unanimità dal Comitato Provinciale
dell’ANPI di Roma nella seduta del 15 aprile 2026.
Il Comitato Provinciale
dell’ANPI di Roma, chiama tutta la cittadinanza ad una grande
mobilitazione popolare per il prossimo 25 aprile, 81° anniversario
della Liberazione d’Italia dal nazifascismo.
La gloriosa esperienza della
Resistenza vide uomini e donne di diverse idee e convinzioni
politiche, di differenti orientamenti culturali e religiosi, di
diversa estrazione sociale, unirsi nella lotta contro l’invasore e
contro la dittatura fascista. La Guerra di Liberazione fu il frutto
di una scelta dove protagonista fu il popolo italiano, che insieme
alle forze politiche antifasciste, ai sindacati, alle Forze Armate,
in un moto di ribellione contro l’oppressione nazifascista, decise
di dar vita ad un grande movimento politico, sociale, culturale e
militare che sconfisse la tirannia e conquistò la libertà.
Insieme a quei ragazzi delle
forze Alleate, appartenenti a molte diverse nazionalità, che da
lontano vennero nel nostro Paese a combattere e morire, con le Armate
di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, le nostre formazioni
partigiane, forti anche del contributo di molti stranieri tra le loro
fila, tra cui 5.000 sovietici che onorarono il loro eroico popolo e
il loro paese combattendo sulle nostre terre, insieme ai reparti
regolari dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica, e con
l’insostituibile contributo delle lavoratrici e dei lavoratori
organizzati, furono il più brillante esempio di riscatto del nostro
popolo, restituendo onore e dignità alla Patria, figlia del
Risorgimento, infangata da vent’anni di dittatura fascista. Il loro
impegno va anche ricordato negli altri territori d’Europa, dove
migliaia di soldati italiani divennero partigiani unendosi agli
eserciti li Liberazione di quei paesi.
Guidate dal Comitato di
Liberazione Nazionale e organizzate nel Corpo Volontari della
Libertà, le unità partigiane seppero diffondere, nel momento più
buio della storia d’Italia, la speranza in un Paese nuovo, basato
sulla libertà, sui diritti di tutte e tutti, sulla convivenza civile
e democratica, sulla giustizia sociale, sull’amicizia tra i popoli,
sulla pace. Quella speranza divenne poi realtà, con l’istituzione
della Repubblica e l’approvazione della Costituzione.
La nostra Repubblica quest’anno
compie 80 anni. In essa sono riposte, scolpite nelle sue
articolazioni territoriali e nella sua Legge Fondamentale, le
conquiste della Resistenza e delle lotte politiche, civili e sociali.
Nonostante i ripetuti attacchi e i continui tentativi di
destabilizzazione, perpetrati anche attraverso stragi, violenze e
terrorismo, la Repubblica e la sua Costituzione sono ancora
saldamente in piedi, a dimostrare che la loro origine è nella lotta
antifascista e nella Guerra di Liberazione, a confermare quindi che
quanto è stato conquistato col sacrificio di migliaia di donne e
uomini ha delle radici talmente forti e robuste che rendono difficile
il suo abbattimento.
Quest’anno anche il diritto di
voto alle donne compie 80 anni, da quel 2 giugno 1946 quando per la
prima volta nella storia vennero chiamate alle urne per scegliere il
futuro del Paese. Il nostro pensiero va pertanto a quelle
straordinarie ragazze della Resistenza, gappiste, staffette,
comandanti, senza le quali il movimento di Liberazione non sarebbe
stato lo stesso, senza le quali oggi vivremmo in un Paese e in un
mondo diversi, senza le quali alcuni capisaldi che reggono oggi la
nostra società non esisterebbero.
Siamo pertanto oggi a celebrare
il 25 aprile, data che ricorda l’insurrezione vittoriosa delle
formazioni partigiane delle città del nord Italia, confermando il
nostro impegno nella difesa della Repubblica e delle sue Istituzioni,
a ribadire che la libertà e l’indipendenza nazionale non potranno
mai essere messe in discussione.
E proprio oggi, consapevoli
della situazione politica che viviamo in Italia e nel mondo, siamo
chiamati ad impegnarci e a mobilitarci. Nel nostro Paese sono al
governo forze politiche che per la gran parte non si richiamano ai
valori della Resistenza e dell’antifascismo e che nella loro storia
non hanno il retroterra politico e culturale della Guerra di
Liberazione. Incessante il loro attacco alla Resistenza e alla
memoria della Resistenza. E, non a caso, l’azione del governo per
scardinare i pilastri su cui è retta la Repubblica è sempre più
forte e insistente. Il
Decreto Sicurezza, le leggi liberticide in materia di libertà di
espressione e sui diritti dei migranti, i provvedimenti repressivi
sulle istanze sociali, sugli spazi di aggregazione e sulle
organizzazioni antifasciste, passando per la messa in discussione
dello stesso diritto di sciopero e della libertà di insegnamento
nelle scuole e nelle università, ci danno un quadro di come sia più
che mai necessario agire per organizzare un forte e radicato contesto
di opposizione a quanto accade.
Le condizioni sociali ed
economiche della maggior parte della popolazione, aggravate dai
continui tagli alla sanità, all’istruzione e alle politiche
sociali, sono la dimostrazione di quanto sia necessario oggi lavorare
affinché la Costituzione venga realmente attuata, in ogni suo punto
fondamentale.
Pur in questa difficile
situazione, abbiamo tuttavia assistito ad una straordinaria
partecipazione popolare all’ultimo voto referendario, che ha visto
la proposta del governo sulla riforma della Giustizia sconfitta dalle
italiane e dagli italiani, che in stragrande maggioranza, con una
impetuosa e determinante spinta proveniente dalle giovani
generazioni, hanno scelto di difendere la Costituzione e
l’indipendenza della magistratura dal potere politico.
Abbiamo assistito inoltre alle
grandi mobilitazioni sindacali in difesa del mondo del lavoro, che si
trova ad affrontare una situazione senza precedenti, in un Paese dove
i salari perdono sempre di più valore, ed i servizi e l’assistenza
rischiano di essere un privilegio per pochi. Per questo siamo e
saremo sempre insieme alle organizzazioni dei lavoratori e delle
lavoratrici, perché la nostra Repubblica è fondata sul lavoro,
perché vogliamo che si realizzi l’uguaglianza sostanziale così
come sancito dall’Art.3 della Costituzione.
La difficile situazione
nazionale viene ulteriormente aggravata dalla situazione
internazionale, caratterizzata da un nuovo impetuoso e preoccupante
emergere dell’imperialismo, delle guerre e del colonialismo.
Quanto accade in Palestina ormai
da anni - dove un popolo viene quotidianamente umiliato e oppresso da
uno Stato che vuole espandere il proprio dominio e il proprio
territorio sulla terra altrui - ci dimostra quanto sia importante
oggi essere saldamente al fianco dei popoli che lottano per la loro
autodeterminazione e per la libertà. Il
genocidio
che va avanti dal 2023 nei confronti del popolo palestinese e le
politiche volte alla pulizia etnica che il governo israeliano porta
avanti sostanzialmente indisturbato e nel quasi totale silenzio della
comunità internazionale, impongono a tutte e tutti noi di essere
attori di un grande movimento di solidarietà con la Palestina che -
pur in un contesto in cui il
fondamentale obiettivo
dell'istituzione di uno Stato palestinese indipendente e sovrano che
conviva pacificamente col vicino Stato di Israele si fa sempre piùcomplesso
e difficile
- sappia continuare a coinvolgere le popolazioni di tutti i Paesi del
mondo nella battaglia per l'autodeterminazione di questo grande
popolo e per
il diritto al ritorno di quanti nei decenni sono stati cacciati dalle
loro case e dalle loro terre.
Salutiamo, pertanto, gli attivisti della Global Sumud Flottilla che
stanno di nuovo salpando proprio in questi giorni in direzione di
Gaza.
Sempre in Medio Oriente
assistiamo ad una azione criminale di Israele e Stati Uniti nei
confronti dell’Iran e della sua popolazione, che si trova stretta
tra la guerra e l’oppressione interna del regime autoritario degli
ayatollah. Il nostro pensiero va inoltre al Libano, attaccato senza
sosta dalle forze israeliane, dove anche i contingenti di pace
dell’ONU, tra cui i nostri soldati, sono continuamente bersaglio
dell’IDF. Con l’obiettivo di controllare e gestire le risorse
energetiche e con l’obiettivo di espandere i confini di uno Stato,
è stata scatenata una guerra che ha visto già decine di migliaia di
vittime.
Anche in America Latina si sta
sviluppando una situazione gravissima. L’attacco prima al Venezuela
e poi a Cuba, perpetrato attraverso il blocco economico ed energetico
è quanto di più criminale sia accaduto negli ultimi anni.
L’obiettivo di affamare un Paese per poi farne il proprio “cortile
di casa” è da noi nettamente condannato e la nostra solidarietà
con la lotta del popolo cubano è piena e totale.
Nel frattempo, in Ucraina le
armi ancora hanno la meglio sulla diplomazia e migliaia e migliaia di
persone continuano a morire. La guerra iniziata nel 2014 in Donbass
contro le popolazioni locali che ha visto il mancato rispetto degli
accordi di Minsk e successivamente espansa nel 2022 con l’invasione
da parte della Federazione Russa del territorio ucraino è ancora in
corso, e si svolge alle porte d’Europa.
Nel mondo ci sono poi
complessivamente altri 56 conflitti aperti, dall’Africa all’Asia.
In questo contesto, in cui forti sono anche la parola e l’impegno
di Papa Leone XIV contro la guerra, non possiamo che farci promotori
di un grande e nuovo movimento per la Pace nel mondo, contrastando
qualsivoglia progetto di riarmo europeo, il quale comporterebbe
inevitabilmente l’inasprirsi delle tensioni e delle relazioni
internazionali e porterebbe vantaggio solo e unicamente all’industria
delle armi.
In questo terribile scenario,
abbiamo tuttavia assistito ad una straordinaria e imponente
mobilitazione per la Pace e contro l’autoritarismo. Dalle grandi
manifestazioni dell’autunno scorso per la Palestina, che a Roma
hanno registrato una partecipazione popolare senza precedenti, fino
alle ultime proteste “NoKings” svoltesi il 28 marzo scorso
contemporaneamente in diverse città del mondo, tra cui Roma, che
hanno visto milioni di partecipanti.
Il prossimo 25 aprile sarà
quindi una nuova tappa fondamentale anche per rilanciare in modo
forte e chiaro le parole d’ordine storiche della nostra
Associazione: Pace, Libertà, Giustizia sociale.
Il Comitato Provinciale
dell'ANPI di Roma impegna pertanto tutte le sezioni di Roma e
provincia a lavorare per la realizzazione di eventi e iniziative in
tutti i territori al fine di celebrare l'anniversario della
Liberazione con prestigio e autorevolezza e dare il massimo risalto
all'80° della Repubblica Italiana, ai momenti istituzionali e alla
collaborazione con le Amministrazioni di riferimento, costruendo con
esse momenti di pieno coinvolgimento delle comunità locali.
Impegna altresì le sezioni a
farsi promotrici di eventi e iniziative territoriali insieme alle
organizzazioni antifasciste in modo unitario e plurale.
Auspichiamo che, come ogni anno,
anche in altre zone della città di Roma e della provincia si
costruiscano mobilitazioni antifasciste, così da rendere partecipi
le cittadine e i cittadini dal centro alla periferia.
La città di Roma, Medaglia
d’Oro al Valor Militare per la Guerra di Liberazione, vedrà ancora
una volta una grande manifestazione unitaria e plurale che come ogni
anno inizierà rendendo omaggio ai Martiri delle Fosse Ardeatine. Il
corteo prenderà poi le mosse dal monumento per i Caduti nel parco
della Resistenza, rendendo successivamente omaggio al Memoriale di
Porta San Paolo, luogo simbolo della Resistenza romana e nazionale,
per poi concludersi a Parco Schuster dopo aver attraversato i
quartieri di Ostiense e Garbatella.
Riteniamo importante che tutte
le antifasciste e tutti gli antifascisti, che tutte le organizzazioni
democratiche e che si riconoscono nei valori della Resistenza e della
Costituzione siano con noi e con le nostre Associazioni sorelle,
insieme alle Istituzioni comunali e municipali, a ricordare i Caduti
partigiani e, nel loro nome e col loro esempio, ribadire l’impegno
nelle lotte e nelle battaglie di oggi.