Celebriamo oggi l’81° Anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Il 25 aprile è la festa più importante del nostro calendario civile. La festa che ricorda e celebra tutte le partigiane, tutti i partigiani tutti i Combattenti per la Libertà, di ogni opinione politica, di ogni ceto sociale, di ogni religione, che contribuirono alla Resistenza e alla Guerra di Liberazione. Grazie al loro sacrificio, che riconsegnò all’Italia la dignità persa con un ventennio di dittatura, sopraffazioni, guerre di sterminio e di conquista, fu consentito al nostro Paese, anche se formalmente sconfitto, di avviare il percorso costituente, di votare per scegliere tra monarchia e repubblica, al contrario di quanto accadde a Germania e Giappone.
Quest’anno la nostra Repubblica compie 80 anni e sarà anche l’80° anniversario del voto delle donne, conquistato e non concesso, finalmente cittadine a pieno titolo, in una Italia che si risollevava dalle miserie morali e materiali causate dall’abominio della dittatura fascista e dalle guerre da esso causate. Non fu un regalo quel voto, fu una conquista di tante donne che dalla fine dell’800 lottarono per rivendicare il suffragio universale. Delle partigiane e staffette che attivamente parteciparono alla Resistenza, pagando col sangue, il carcere, la tortura più crudele. Si deve all’azione delle donne dei gruppi di difesa e dell’UDI che il CNL approvò la legge per il voto attivo e passivo senza più discriminazione alcuna. Al primo voto libero andarono a votare in tantissime, più degli uomini, “Stringiamo le schede come biglietti d’amore” scriveva la giornalista Anna Garofalo nel raccontare l’emozione di quel voto.
Il 2 giugno ‘46 si avvia un percorso che sancirà con l’articolo 3 della Costituzione l’uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, razza, religione e che nel suo secondo comma porrà l‘uguaglianza sostanziale e non formale di tutti e di tutte. Durante il fascismo donne e uomini, dal carcere, dai campi di reclusione, dal confino, nella clandestinità, contrastavano “il male assoluto”, il nazifascismo che pervase e straziò l’intera Europa e il mondo, sognando la libertà, la pace, l’amicizia tra i popoli, la giustizia sociale.
La Resistenza fu una scelta di vita per tanti e tante. La Guerra di Liberazione riguardò tutto il popolo italiano; la Resistenza, armata e non armata contro l’oppressione nazifascista fu un grande movimento politico e culturale prima ancora che militare. Alla nostra Lotta di Liberazione parteciparono inoltre tanti ragazzi provenienti da diversi paesi del mondo inquadrati negli eserciti delle forze alleate e nelle formazioni partigiane moltissimi furono gli stranieri ex prigionieri, tra cui circa 5000 soldati sovietici. Ricordiamo anche i tanti italiani che dopo l’8 settembre scelsero di combattere contro il nazifascismo per la liberazione di quei paesi in cui si erano trovati come occupanti. E ricordiamo anche quei militari che, catturati, preferirono gli stenti, le violenze, le angherie più feroci nei campi di internamento in Germania piuttosto che continuare una guerra orrenda e ingiusta a fianco dei nazisti e dei traditori della Patria loro servi, i fascisti di Salò.
L’antifascismo è quindi alla base della nostra Costituzione, che per questo è stata attaccata e contrastata fin dagli anni del dopoguerra e della guerra fredda con tentativi costanti nel tempo di destabilizzazione, anche con progetti di golpe, attentati, stragi, violenze, terrorismo, riforme per snaturarla e anche con la semplice disapplicazione. Oggi siamo governati da forze che non si riconoscono nei valori della Resistenza e dell’antifascismo, in parte si rifanno addirittura all’esperienza fascista di Salò, in parte guardano ai suprematismi e sovranismi delle estreme destre contemporanee; hanno scatenato un attacco incessante alla Resistenza, alla sua Memoria, alla Democrazia repubblicana e alle Libertà e Diritti universali che queste hanno per fondamento. Hanno represso le libertà di espressione, di manifestazione, del diritto allo sciopero, i diritti umani dei migranti; hanno adottato tutta una serie di provvedimenti repressivi sulle istanze sociali, sugli spazi di aggregazione, sulle organizzazioni antifasciste e stanno minando la libertà d’insegnamento.
Nel contempo si aggravano le condizioni materiali della popolazione: lavoro povero, lavoro precario, nuove povertà, tagli alla sanità, all’istruzione, aumento della tassazione generale in un contesto internazionale di grave instabilità con prezzi dell’energia e inflazione alle stelle (in gran parte provocati dalle politiche genocidarie e aggressive dei loro “amici” e alleati MAGA. A fianco dei sindacati abbiamo lottato e lotteremo per un salario e un lavoro dignitoso, per la difesa dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, ricordando con grande gratitudine i grandi scioperi del ‘43 e del ‘44 che assestarono duri colpi al regime e contribuirono alla conquista della nostra Repubblica democratica fondata sul lavoro. Per quegli scioperi gli operai pagarono carissimo, ma non si sottrassero.
Il popolo sovrano ha di recente bocciato con il voto al referendum la cosiddetta “riforma della giustizia” che altro non era che il tentativo di subordinare la magistratura all’esecutivo (grande sogno di tutti gli autoritaristi e di un tale Licio Gelli), mettendo così in discussione la divisione dei poteri sanciti nella Costituzione.
C’è stata al referendum una grande e straordinaria partecipazione che ha visto i giovani protagonisti delle mobilitazioni e decisivi per il risultato ottenuto. Giovani che si sono fatti protagonisti e sono scesi in piazza per la consapevolezza dei grandissimi problemi generali, che vanno dall’emergenza climatica, all’abominio del genocidio in corso contro il popolo palestinese nel silenzio complice dei propri governi e per questo sono stati attaccati e repressi. Non si sono mai fermati, ci sono stati contro ogni attacco alla libertà e ai diritti, per un’equa distribuzione delle risorse, per una politica che si occupi dei cambiamenti climatici e contro la guerra. Con un NO chiaro al RIARMO con un grande SI alla PACE. Gaza è stata il baricentro di tutte le loro e nostre manifestazioni. La FLOTTILLA ha rappresentato e rappresenta per tutti noi la possibilità di riportare in primo piano l’umanità.
Il genocidio di Gaza, la pulizia etnica in Cisgiordania perpetrata dai coloni con l’attiva spinta del governo Netanyahu e il successivo allargamento del conflitto in IRAN e in Libano ha destabilizzato il Medio Oriente e il mondo ed è frutto di una cultura di potere che va ben oltre il governo di Israele, perché fa parte di un pensiero autocratico ben più ampio che ha Trump tra i suoi principali protagonisti, che è quello di un sistema mondiale imperialista e neocolonialista basato su un’economia di guerra, che non rispetta i principi basici dell’autodeterminazione dei popoli, lo stato di diritto, gli organismi internazionali. Un sistema del più forte, di sopraffazione, che non governa ma comanda, schiaccia.
La crisi in Ucraina, che dura almeno dal 2014, sfociata con l’invasione russa, ha aperto una stagione di guerre destinate a durare nel tempo. I nostri governi hanno condannato e applicato numerose sanzioni alla Russia, ma nulla hanno fatto nei confronti di Israele e men che meno nei confronti degli USA. Questi, preoccupati dell’avanzata economica e tecnologica della Cina sono imprigionati da un colossale debito e governati da un personaggio venuto fuori dal peggiore degli incubi della Storia. Minaccia invasioni ed annessioni, rapisce capi di Stato, strozza con sanzioni interi popoli liberi, bombarda e accende conflitti come se fosse un adolescente viziato, attacca il Papa come se fosse Dio in persona. I nostri governi applicano un doppio standard inaccettabile, illogico, profondamente deleterio. Pesa l’assenza dell’ONU incapace d’intervenire con autorevolezza dopo la delegittimizzazione americana di questo fondamentale organismo.
In questo contesto si è levata sempre più forte e chiara la voce di Papa Leone che ha dichiarato “guai a chi manipola la religione e il nome di Dio per propri interessi militari, economici e politici trascinando ciò che è sacro nella oscurità e nella sporcizia” e “Il mondo è devastato da una manciata di tiranni, eppure è tenuto insieme da una moltitudine di persone solidali”.
Noi oggi ribadiamo con forza le nostre parole d’ordine: PACE, LIBERTÀ, GIUSTIZIA SOCIALE. Dobbiamo continuare a promuovere iniziative per la pace contro il riarmo, per il disarmo nucleare tutti insieme come costruttori di pace nel ricordo di chi ci ha lasciato un mondo libero e pacifico che dobbiamo far riemergere dalle barbarie.
Insieme a noi qui sento ora forte la presenza di alcuni grandi Partigiani e Partigiane che abbiamo conosciuto e che ci hanno lasciato recentemente e che voglio ricordare: Sasà Bentivegna, Mario Fiorentini, Lucia Ottobrini, Teresa Vergalli, Iole Mancini, Nando Cavaterra, Modesto Di Veglia, Tina Costa, sono solo alcuni, moltissimi altri e moltissime altre dovrei citare, li vorrei chiamare, stringere e abbracciare qui di nuovo!
Grazie Compagni e Compagne Proviamo ad essere degni e degne di voi! VIVA LA RESISTENZA, VIVA L’ITALIA ANTIFASCISTA, VIVA LA COSTITUZIONE!
Marina Pierlorenzi Presidente ANPI provinciale ROMA 25 Aprile 2026