05 giugno 2026

5 giugno 1944: Ugo Forno, l'ultimo partigiano caduto in combattimento a Roma

La piccola vedetta romana. Una storia epica che sembra riassumere in sé, ultima com'è di una lunga serie di eroismi noti e ignoti, la lotta stessa dell'intera città, uomini e donne, vecchi e bambini, contro i nove mesi di occupazione nazista.

5 Giugno 1944 (primo giorno della Liberazione).

Ugo Forno, chiamato Ughetto dai suoi compagni di scuola, ha 12 anni compiuti da un mese e abita al numero 15 della via Nemorense con il padre Enea Angelo, impiegato all'Intendenza di Finanza, e con la mamma Maria Vittoria Sorari. È un ragazzino gracile ma vivacissimo, con i capelli scuri e gli occhi azzurri; frequenta la seconda media, sezione B, al Luigi Settembrini di via Sebenico, la scuola che ha sede nello stesso grande edificio del liceo Giulio Cesare, su Corso Trieste.
L'anno scolastico 1943/1944 è terminato a metà maggio e sul registro di classe [vedi fotografia ] l'alunno "Forno Ugo, nato a Roma il 27 aprile 1932, religione cattolica, razza ariana, esonerato da pagamento tasse scolastiche perché figlio di invalido" risulta "promosso alla III classe". L'insegnante ha scritto: "Giudizio finale: dotato di intelligenza vivace e pronta, pieno di amor proprio, ha saputo conseguire un brillante risultato. Profilo: vivace, intelligente, viene a scuola con entusiasmo. È felice se può dimostrare che sa. Pieno di buona volontà, un po' troppo irrequieto, ma buono e generoso".

Irrequieto e generoso - quell'anonimo insegnante sembra profetico - Ughetto quella mattina del 5 esce di casa poco prima delle 9, dice alla mamma che va da un amico, nello stesso palazzo. "Mi raccomando, non tardare per il pranzo, come al tuo solito" gli urla dietro la donna. Lui, però, ha deciso di andare incontro agli Alleati. Vuole vedere quei soldati che vengono da lontano a liberarlo, che vengono da Paesi - l'America, la Gran Bretagna, il Canada - che egli conosce solo per averne letto sui libri di geografia.

Mezz'ora dopo torna a casa e s'infila nella sua stanza: "Ho scordato una cosa" dice alla madre. Lei crede che il figlio sia tornato a prendere un giocattolo, un giornaletto, chissà. Invece lui è venuto a nascondere, sotto al letto, due pistole lanciarazzi tedesche e numerose cartucce, trovate in qualche angolo di strada nei mucchi di armi e munizioni di cui i tedeschi in fuga, specie quelli a piedi, spesso si liberavano. Esce di nuovo, va verso piazza Vescovio. In mezzo ai giardinetti una trentina di persone parlano eccitate: c'è un reparto di guastatori tedeschi che sta cercando di far saltare con mine la Salaria, dopo villa Savoia, dice uno; è vero, dice un altro, ma ci sono i partigiani che gli sparano addosso per fermarli e catturarli. Altri chiedono: dove saranno gli americani? Adesso arrivano anche qui, risponde qualcuno che appare ben informato.

Ughetto s'allontana, un uomo che lo conosce - abita nella stessa scala dei Forno - lo vede andar via di corsa, saltellando. Trascorre un'ora e intorno alle 11 il ragazzino entra in una casa colonica su un prato che fiancheggia la Salaria, la stradina si chiama vicolo del Pino. Questa volta Ugo ha in mano un fucile e al collo una bandoliera con diverse cartucce, tutto materiale dell'esercito italiano, preso in una grotta vicina dov'era stato lasciato dai giorni dell'8 settembre 1943. Insieme a lui altri cinque giovani, tutti sui diciotto, venti anni, anche loro armati con fucili e pistole.

È Ugo a parlare, rivolto al gruppetto di contadini seduti a bere da un fiasco di vino attorno al grande tavolo della cucina: "I tedeschi stanno attaccando le mine al ponte sull'Aniene, lo vogliono demolire. Noi andiamo a salvarlo, ci devono passare gli americani. Avete delle armi? Venite con me". Dice proprio così: "con me", non "con noi". Parla da capitano. I contadini si alzano tutti e sei e gli vanno dietro dopo aver tirato fuori dalla cantina due mitra Beretta, due fucili della fanteria tedesca, alcune pistole: sono i giovani fratelli Antonio e Francesco Guidi, figli del proprietario della casa colonica, Luciano Curzi, Vittorio Seboni e Sandro Fornari, tre loro braccianti, un loro amico. L'intesa è immediata e tacita, Ughetto cammina in testa, gli altri lo seguono.

Il ponte di ferro sull'Aniene, che fiancheggia la via Salaria all'altezza dell'aeroporto dell'Urbe, sorregge i binari della ferrovia Roma-Firenze. Una decina di guastatori tedeschi, con la tuta maculata verde e marrone, stanno piazzando sotto le tre arcate grossi pacchi di esplosivo e stendendo i cavi elettrici dell'accensione. La gragnuola di fucilate che gli arriva addosso li sorprende a lavoro quasi ultimato e li costringe a gettarsi al riparo. È uno scontro furioso, Ugo e alcuni dei suoi sparano da dietro una capanna, gli altri allungati a terra sopra un dosso. I guastatori capiscono subito che ad attacarli sono patrioti italiani e non avanguardie americane, ma si rendono anche conto di non aver più tempo, ormai, perché gli americani stanno arrivando. Così decidono di abbandonare quel maledetto ponte e ritirarsi. Hanno un mortaio, però, e per coprirsi le spalle sparano tre colpi. Il primo prende in pieno Francesco Guidi, lo fa stramazzare in una pozza di sangue. "Sparate sul fumo! Sparate sul fumo" urla Ughetto, che intanto fa fuoco col suo fucilone. Spera di impedire ai mortaisti di lanciare altri colpi. Invece arriva il secondo proiettile, squarcia una coscia a Curzi e stacca un braccio a Fornari. Poi il terzo e le schegge centrano Ughetto, due al petto, una in testa. Il capitano bambino cade di schianto, è già morto quando tocca terra.

Chini, raggomitolati, correndo verso la strada dove li attendono due camionette, i guastatori tedeschi fuggono, il ponte sull'Aniene rimane intatto, con le micce dell'esplosivo che penzolano inutili. Sono gli ultimi tedeschi a lasciare Roma e Ughetto Forno, 12 anni, è l'ultimo romano che muore combattendo per cacciarli. Muore col sole alto, a mezzogiorno e qualche minuto. Di lì a poco, avvisati da altri contadini del combattimento in corso al ponte di ferro, un gruppo di gappisti dell'VIII zona del Pci giunge sul posto, guidato dal sottotenente paracadutista Giovanni Allegra. È lui che si china, sfila la bandoliera dalla spalla di Ugo e gli chiude le palpebre sugli occhi sbarrati. Uno dei gappisti ha in mano un tricolore a brandelli, fissato su un manico di scopa. Avvolto in quello straccio di bandiera il corpo del piccolo viene sistemato su un carrettino e trasportato nella vicina clinica dell'Inail in via Monte delle Gioie. Nello stesso ospedale i medici del pronto soccorso operano i tre feriti dal mortaio; Francesco Guidi non ce la fa e spira sotto i ferri, ha 21 anni.
I genitori, che lo hanno atteso inutilmente all'ora di pranzo, vengono avvertiti da alcuni conoscenti, abitanti nella stessa zona Nemorense, che un bambino bruno e con gli occhi azzurri è morto in combattimento coi tedeschi e il suo corpo è stato portato all'Inail. Si precipitano all'obitorio della clinica. "Dov'è il bambino ammazzato?" chiedono. Li portano nella camera mortuaria e così riconoscono il loro Ugo. La donna sviene, il padre inzia un lungo pianto, disperato, col volto tra le mani.

Una bandiera tricolore, assai più grande e bella di quella che lo aveva avvolto a mezzogiorno del 5 giugno 1944, sventola per Ughetto un anno dopo, nella classe della III media sezione B del Settembrini che lo doveva avere tra i suoi alunni. Organizzata dal preside, professor Luigi Cozzolengo, si tiene una commemorazione dello scolaro guerriero che ha salvato dai tedeschi in fuga il ponte di ferro sull'Aniene. La bandiera è allargata su una parete dell'aula, mentre il preside, il professore di religione e un compagno di classe, Luciano Cirri, uno degli amici più cari di Ugo, lo ricordano com'era, come lo avevano conosciuto. Sulla lavagna dietro la cattedra una grande foto di Ugo e sotto un cartone con una scritta in stampatello, dettata dallo stesso preside: "Giovanetti, in questa scuola/ dopo quella domestica/ imparai ad amare la Patria./ Gli ultimi resti di un nemico in fuga/ tentavano di minare il Ponte sull'Aniene./ La sicura distruzione mi riempì di sdegno./ Rapidamente disseppellii le armi nascoste in una vicina grotta/ e precedendo un reparto di soldati americani/ da buon milite della Santa Battaglia feci fuoco./ Caddi vincendo./ Forti ed entusiasti, preparatevi anche voi/ alla lotta e alla vittoria./ Ugo Forno".

Quel ponte sull'Aniene c'è ancora. Presso l'Ufficio Riconoscimenti del ministero della Difesa c'è anche, da cinquant'anni, in qualche polveroso e dimenticato fascicolo, la splendida motivazione della medaglia d'oro che il Cln romano propose per il più giovane partigiano, insieme allo scugnizzo napoletano Gennarino Capuozzo, della nostra guerra di liberazione nazionale. Una ricompensa che, chissà per quali oscuri motivi burocratici, resta ancora a livello di proposta. Nessuno se n'è occupato, nessuno se ne ricorda. Mentre Ughetto muore schiantato dal mortaio tedesco, in quello stesso momento una quindicina di chilometri in linea d'aria più a sud, il generale Roberto Bencivenga, designato dal Cln, si sta insediando in Campidoglio quale comandante civile e militare della città appena liberata. A Ravello, inoltre, Vittorio Emanuele III nomina il figlio Umberto suo luogotenente generale e Badoglio presenta a lui le dimissioni del suo governo.
Ha inizio per Roma, e poi seguirà per l'intera Italia, quel nuovo destino che il dodicenne Forno sperava, la stagione della libertà che certo aveva nel piccolo cuore imbracciando il fucile più alto di lui al Ponte sull'Aniene, sotto il sole della primavera romana. Lui giace sul tavolo di marmo, con la bandiera sulla faccia, e all'angolo delle Quattro Fontane è fermo un carro armato Patton, primo di una fila di altri tanks. Un soldato altissimo, magro, è a terra davanti al primo carro, mastica qualcosa. Tra la gente che lo guarda c'è il giornalista e scrittore Paolo Monelli, che gli chiede: "Where do you come from?", da dove vieni, e quello risponde "From Texas", dal Texas. A Porta Maggiore, intanto, un gigantesco MP americano, in piedi su una jeep, dirige il traffico delle autocolonne della Quinta Armata che salgono dalla Casilina, smistandole su varie direzioni con larghi movimenti del manganello lungo e bianco. Si chiama Jim Delavay, è un indiano apache del Nuovo Messico.

(dal libro 𝑅𝑜𝑚𝑎 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎̀ 𝑝𝑟𝑖𝑔𝑖𝑜𝑛𝑖𝑒𝑟𝑎 di Cesare De Simone)

https://www.anpiroma.org/2025/06/5-giugno-1944-ugo-forno-lultimo-caduto.html

04 giugno 2026

Appello per impedire la manifestazione del 13 giugno a Roma sulla cosiddetta “remigrazione”




Al Prefetto Di Roma - Lamberto Giannini

Al Sindaco di Roma Capitale - Roberto Gualtieri

Oggetto: Appello per impedire la manifestazione del 13 giugno a Roma sulla cosiddetta “remigrazione”

Vi scriviamo per esprimere la nostra più netta contrarietà e preoccupazione in merito alla manifestazione annunciata per il 13 giugno a Roma sulla cosiddetta “remigrazione”, una proposta razzista e xenofoba, in aperto contrasto con i valori della Costituzione, con i principi fondamentali della democrazia e con la natura antifascista della nostra Repubblica.

Riteniamo estremamente grave che nella Capitale d’Italia possano trovare spazio soggetti che diffondono e promuovono il rimpatrio forzato delle persone straniere nei Paesi di provenienza, riproponendo nei fatti ideologie fondate sulla superiorità razziale, sull’esclusione e sull’odio, che richiamano le pagine più oscure e vergognose della storia italiana.

Roma è una città multiculturale per storia e per tradizione, da sempre attraversata dall’intreccio di popoli, culture e differenze. È inoltre Città Medaglia d’Oro per la Resistenza. Proprio per questo, lo svolgimento di una manifestazione che intende richiamarsi a una nuova “marcia” su Roma appare ancora più inaccettabile e provocatorio, perché colpisce direttamente l’identità democratica, antifascista e inclusiva della città.

Siamo convinti che le istituzioni abbiano il dovere di dare un segnale netto, a difesa della convivenza civile, della dignità delle persone e dei principi democratici su cui si fonda la nostra Repubblica.

Per queste ragioni Vi chiediamo un autorevole intervento, nei rispettivi ambiti di competenza, affinché venga impedito lo svolgimento di questa manifestazione e di ogni altra iniziativa fondata sull’odio razziale, sulla discriminazione e sulla negazione dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione. 

ANPI provinciale Roma

ANPC Roma

Anppia Roma

Arci Roma

Aurelio in Comune

Auser Lazio

Carteinregola

Cgil Roma e Lazio

Europa Verde- Verdi Roma e Provincia

Giovani Democratici di Roma

Giuristi Democratici

Libera Lazio

M5S Roma

Nonna Roma

Opera Nomadi

Partito della Rifondazione Comunista regionale Lazio

Partito della Rifondazione Comunista - Roma

Partito Democratico di Roma

PCI Roma

Possibile 

Rete degli Studenti Medi del Lazio

Rete degli Studenti Medi di Roma

Rete dei Numeri Pari

Rete Nobavaglio - liberi di essere informati

Sinistra Civica Ecologista 

Sinistra Italiana Lazio

Sinistra Italiana Roma Area Metropolitana

Stermini Dimenticati

Sunia di Roma

Unione degli Universitari di Roma

Festa dell'ANPI provinciale di Roma al Quarticciolo - i concerti

Tutti gli eventi sono gratuiti  

 I concerti che movimenteranno le serate della Festa dell'ANPI di Roma al Quarticciolo, tutti sul Palco Grande nel Parco Modesto Di Veglia:









3^ Festa dell'ANPI provinciale di Roma al Quarticciolo - 5, 6 e 7 giugno 2026: le Mostre

 

Le mostre che sarà possibile visitare nei giorni della Festa, presso il Centro Sociale Anziani di Via Locorotondo:

Campioni nella memoria





Campioni nella Memoria è una mostra fotografica itinerante che racconta le vite e le storie di atleti e atlete di varie nazionalità e discipline, deportati nei campi di concentramento e di sterminio nazifascisti
L'esposizione, a cure della Polisportiva G. Castello di Roma, il cui presidente Enzo D'Arcangelo ringraziamo per la cortese disponibilità, curata inoltre dall'insegnante Barbara Trevisan in collaborazione con l'Unione Nazionale Veterani dello Sport (UNVS), ricorda personaggi come:
  • Claudio Paulinich: Calciatore di Fiume, deportato a Dachau e sopravvissuto.
  • Oskar Gerde: Schermatore ungherese di origine ebrea, morto a Gusen.
  • Icilio Zuliani: Calciatore nato a Fiume, morto a Buchenwald.



Le 21 Madri Costituenti


21 donne che si sono distinte per il loro impegno e che grazie al loro apporto hanno contribuito ad avere oggi una costituzione moderna ed attuale.
Sono Adele Bei, Bianca Bianchi, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Maria De Unterrichter Jervolino, Filomena Delli Castelli, Maria Federici Agamben, Nadia Gallico Spano, Angela Gotelli, Angela Guidi Cingolani, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Angelina Merlin, Angiola Minella Molinari, Rita Montagnana, Maria Nicotra Verzotto, Teresa Noce, Ottavia Penna Buscemi, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi e Vittoria Titomanlio.
Tra i diversi principi costituzionali a favore delle donne, a loro va il riconoscimento di aver assicurato nella nostra Costituzione italiana il diritto al voto (art 48), la parità di condizione fra donna e uomo e l’uguale accesso alle cariche pubbliche (art. 51).


Il secolo Resistente - dai primi del'900 alla Costituzione


La mostra IL SECOLO RESISTENTE - dai primi del '900 alla Costituzione

Mostra realizzata dalle sezioni ANPI Centocelle, Gordiani, Pigneto e Tor Pignattara in occasione della Festa della Resistenza di Roma 2024, promossa e sostenuta dall'Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali e la collaborazione dei Municipi V e VII



3^ Festa dell'ANPI di Roma al Quarticciolo. Programma del 7 giugno

 7 GIUGNO

Tutti gli eventi sono gratuiti  

9:00 Mercato artigiano

10:30 palco piccolo - Presentazione del libro: 
La promessa. Dal suffragio femminile alla prima donna a palazzo Chigi, storia 
di una rivoluzione incompleta - 
di Marianna Aprile - giornalista e saggista;
l’autrice ne discute con  Morena Terraschi - presidenza ANPI provinciale di Roma




11.30 palco piccolo - Tavola rotonda: Un altro modello di città: 
mutualismo e solidarietà oltre i decreti sicurezza
Stefano Valentini - presidenza ANPI provinciale di Roma
Roberto Iovino - segreteria confederale CGIL Roma e Lazio
Giuseppe Battaglia - assessore alle periferie di Roma Capitale
Claudia Pratelli - assessora alla scuola, formazione e lavoro di Roma Capitale
Ilaria Manti - Nonna Roma
Quarticciolo Ribelle
Spintime 
modera Marino Bisso giornalista della Rete NoBavaglio

12:30 palco piccolo - Presentazione libro: 
Cuore partigiano 
di Vincenzo Calò - L’autore ne discute con 
Elio Germano - attore e regista
Stefano Bonifazi - presidenza ANPI provinciale di Roma




13:30 PRANZO PARTIGIANO

16:30 palco piccolo - Tavola rotonda:
Gli 80 anni della Repubblica e del voto alle donne
Luciana Castellina - politica, giornalista e scrittrice
Gianfranco Pagliarulo - presidente nazionale ANPI
Alex Höbel - storico
Graziella Falconi - Fondazione Nilde Iotti
Marina Pierlorenzi - presidente dell’ANPI provinciale di Roma
Ilaria Scalmani - responsabile nazionale UDI
coordina Agnese Palma - presidenza ANPI provinciale di Roma

18:00 palco piccolo -  reading teatrale:
21 Madri una Repubblica
a cura di Davide Conti e Stefania Polidori




19:00 palco piccolo - Presentazione del libro:
La lunga notte dell’idroscalo. Il delitto Pasolini 
di Daniele Piccione - l’autore ne discute con   
Morena Terraschi - presidenza dell’ANPI provinciale di Roma





21:00 - palco grande

BandaJorona - concerto




22:30 - palco grande 

Toretta Stile - Djs Luzy L & Corry X



3^ Festa dell'ANPI di Roma al Quarticciolo. Programma del 6 giugno

 6 GIUGNO

Tutti gli eventi sono gratuiti 

        
        11.00  Teatro Quarticciolo - Proiezione documentari brevi su Quartieri popolari e Quarticciolo:
Another Home
“Another Home” è il progetto vincitore del bando “Progetto di valorizzazione territoriale, per l’ampliamento dell’offerta turistica, anche in previsione del Giubileo 2025”, finanziato dalla Regione Lazio e promosso dal Municipio Roma V. 


Il Quarticciolo (1964) - di Libero Bizzarri
Un'indagine sui mutamenti verificatisi dopo la guerra e ciò che invece è rimasto nel tempo. Rilievo dei vari aspetti della vita economica e sociale dei diversi gruppi e ceti. Una panoramica sul quartiere romano della estrema periferia. AAMOD.



12:15 palco piccolo - Tavola rotonda: 
Lo sport popolare come strumento di solidarietà internazionalista
Boxe contro l’assedio
Gianlorenzo Attene - regista del documentario Cubania
Polisportiva All Reds Roma
Atletico San Lorenzo
ASD Bastogi e altre realtà romane di sport popolare
coordina Stefano Bonifazi - presidenza ANPI provinciale di Roma

16:00 palco piccolo - Assemblea giovani ANPI:  
Nostra Patria è il mondo intero - remigriamo il fascismo 
modera Marina Pierlorenzi - presidente ANPI provinciale di Roma

17:30 Piazza del Quarticciolo -  Torneo di pugilato 
a cura della Palestra popolare del Quarticciolo 

19:30 Centro Anziani - Proiezione documentario Tomorrow’s Freedom di Georgia e Sophia Scott su Marwan Barghouti, capo della Resistenza palestinese in carcere da 24 anni. 
intervento del Comitato per la liberazione di Marwan Barghouti e dei prigionieri palestinesi
coordina Agnese Palma - presidenza ANPI provinciale di Roma



21:00 - palco grande 

Mata, Barone & Sko  rap



22:00 - palco grande 

Kento + 1989. e Dj Fuzzten



3^ Festa dell'ANPI di Roma al Quarticciolo. Programma del 5 giugno

Tutti gli eventi sono gratuiti  

Inaugurazione

 

16:00  Parco Modesto Di Veglia - Inaugurazione della III festa dell’ANPI provinciale di Roma 
introduce: Marina Pierlorenzi - presidente ANPI provinciale di Roma
saluti istituzionali: 
Roberto Gualtieri - sindaco di Roma Capitale
Massimiliano Smeriglio - assessore alla cultura di Roma Capitale
Mauro Caliste - presidente del Municipio V 
parteciperanno: Giuseppe Battaglia - assessore alle periferie di Roma Capitale; 
Claudia Pratelli - assessora alla scuola, formazione e lavoro di Roma Capitale; 
Maurizio Mattana - pres. commissione cultura e delegato alla Memoria del Municipio V; 
Gianfranco Pagliarulo - presidente nazionale ANPI; 
Angelo Nazio - partigiano dell’VIII zona; 
Luciana Romoli - staffetta partigiana;

I dibattiti

16:30 palco piccolo - Tavola rotonda: 
La Resistenza nelle e dalle borgate
Marco Trasciani - storico
Aldo Pirone - giornalista e saggista
Ilaria Moroni - direttrice dell’Archivio Flamigni
Michele Colucci - storico
coordina Marco Noccioli - presidenza ANPI provinciale di Roma

17.30 palco piccolo - Tavola rotonda: 
Pace e riarmo, autodeterminazione dei popoli
Davide Conti - storico, vicepresidente ANPI provinciale di Roma
Giulio Marcon - scrittore, saggista e politico
Fabrizio De Sanctis - segreteria ANPI nazionale
don Paolo Quatrini - Pax Christi
Natale Di Cola - segretario generale CGIL Roma e Lazio
Marina Pierlorenzi - presidente ANPI provinciale di Roma
coordina Simona Maggiorelli - direttrice di Left

Presentazione Libro



La poesia come atto di resistenza. La forza delle parole come tentativo di salvezza. È questo il senso più profondo delle trentadue poesie di autori palestinesi raccolte in questo volume, in gran parte scritte a Gaza dopo il 7 ottobre 2023, nella tragedia della guerra in Palestina, in condizioni di estrema precarietà: poco prima di essere uccisi dai bombardamenti, come ultima preghiera o testamento poetico (Abu Nada, Alareer), mentre si è costretti ad abbandonare la propria casa per fuggire (al-Ghazali), oppure da una tenda, in un campo profughi dove si muore di freddo e di bombe (Elqedra).



Proiezione film


Il film affronta il tema delle stragi che hanno segnato l’Italia tra il 1969 e il 1980, proponendo un racconto che intreccia materiali documentali, interviste a esperti e testimonianze processuali rielaborate in chiave teatrale. Realizzato nell’ambito del progetto Vorame, dedicato alla raccolta e digitalizzazione di fonti sulla storia contemporanea italiana, il lavoro si distingue per un linguaggio narrativo che unisce rigore storico e sperimentazione, con un’attenzione particolare al coinvolgimento delle nuove generazioni. L’anteprima romana rappresenta il primo momento pubblico di presentazione del progetto e punta a stimolare una riflessione sul rapporto tra memoria, verità e narrazione.


I concerti


Una scena essenziale per un racconto emotivo che si snoda tra storie personali e “grande” storia sullo sfondo, e si intreccia con i canti della resistenza antifranchista, molti dei quali raccolti clandestinamente nella spedizione in Spagna fatta dal gruppo torinese Cantacronache nell’estate del 1961.




Brani classici e famosi si alternano ad altri meno conosciuti ripescati con attenzione e passione negli archivi musicali. Non mancano i monologhi irriverenti e le canzoni umoristiche tratte dalla cosiddetta rivista e dall’avanspettacolo di inizio ‘900, il repertorio napoletano classico e quello più “ballereccio”, le riletture swing e le canzonette della prima metà del Novecento. L’allegria delle osterie, la magia delle ottobrate romane, i suoni dei vicoli, allegria e divertimento, la genuinità del mondo popolare, la suggestione del passato, atmosfere sonore di tempi ormai lontani e ricordati in bianco e nero.
In una parola “Filuccio e Fattacci”.

5 giugno 2026 ore 16: Inaugurazione della 3^ FESTA dell'ANPI provinciale di Roma - Quarticciolo

 


All'apertura della Festa omaggeremo il nostro carissimo compagno partigiano e combattente della Libertà Modesto Di Veglia. Fu anche presidente della sezione ANPI di Centocelle

Vedi anche: breve biografia di Modesto Di Veglia


16:00  Parco Modesto Di Veglia - Inaugurazione della III festa dell’ANPI provinciale di Roma 

introduce: Marina Pierlorenzi - presidente ANPI provinciale di Roma

saluti istituzionali: 

Roberto Gualtieri - sindaco di Roma Capitale

Massimiliano Smeriglio - assessore alla cultura di Roma Capitale

Mauro Caliste - presidente del Municipio V 

parteciperanno: 

Giuseppe Battaglia - assessore alle periferie di Roma Capitale

Claudia Pratelli - assessora alla scuola, formazione e lavoro di Roma Capitale 

Maurizio Mattana - presidente commissione cultura e delegato alla Memoria del Municipio V 

Gianfranco Pagliarulo - presidente nazionale ANPI 

Angelo Nazio - partigiano dell’VIII zona

Luciana Romoli - staffetta partigiana


Tutto il programma della Festa:

3^ Festa dell'ANPI provinciale di Roma - ROMA LIBERA e ANTIFASCISTA 5-6-7 giugno - Quarticciolo




Comunicato stampa di presentazione della 3^ Festa dell’ANPI provinciale di Roma al Quarticciolo




Roma, 31 maggio 2026

La Terza Festa dell’ANPI provinciale di Roma quest'anno si svolgerà il 5, 6 e 7 giugno al Quarticciolo e per la maggior parte delle iniziative al Parco intitolato al partigiano delle formazioni Bandiera Rossa (Movimento comunista d'Italia) Modesto Di Veglia scomparso pochi anni fa e anima della memoria storica del quartiere.

Portare la nostra festa in questa parte della periferia di Roma poco conosciuta ai più, se non per le sue contraddizioni e complessità spesso mediaticamente sensazionalizzate a fini strumentali, è stata una scelta politica operata con convinzione e pienamente condivisa da dirigenti, iscritte e iscritti della nostra associazione. È stata fatta a fronte di quella assunta dal governo delle destre che ha inserito il quartiere nel cosiddetto “decreto Caivano” collocando l'intera area all'interno di una misura d'intervento che lungi dall'affrontare (con risorse economiche, progettualità sociale e culturale, istruzione, politiche di inclusione e accoglienza, promozione dei diritti e partecipazione della cittadinanza) le criticità del quartiere nell'ottica di un suo effettivo risanamento si risolve in un piano di carattere “securitario” ed “emergenziale” incapace di affrontare le profonde criticità esistenti, in questa come in tante altre aree della Roma popolare, escludendo dall'azione pubblica e politica qualsiasi orizzonte di emancipazione sociale e rimozione degli ostacoli di natura economica e sociale (come invece indica l'articolo 3 della nostra Costituzione).

La Festa dell'ANPI celebra la Roma (città e provincia) Libera e Antifascista, che nelle strade, lungo le vie consolari e nelle piazze di quella che fu designata come Ottava zona (comprendente Quarticciolo, Quadraro, Centocelle, Tor Pignattara, Borgata Gordiani) sviluppò la più forte e radicata Resistenza contro il nazifascismo durante l'occupazione della Capitale.  Una storia raccontata oggi dalla medaglia d’oro al valor militare per i fatti della Resistenza conferita alla città nel 2018 dal Presidente della Repubblica. Il Quarticciolo fa parte di quelle borgate di periferia, soprattutto della zona Est di Roma, in cui si sviluppò in maniera centrale l'attività partigiana, che fu veramente attività di popolo.

Per queste ragioni il programma prevede un incontro a tema sulla Resistenza in questa e nelle altre zone periferiche della Capitale, ma anche dibattiti e confronti che rivolgono particolare attenzione alla realtà di oggi del quartiere, dove si sono sviluppate delle nuove forme di resistenza contro il degrado, il classismo economico, la marginalizzazione delle persone e la criminalizzazione del disagio sociale. L'ANPI ha scelto di essere qui per restituire visibilità e importanza a tutte quelle iniziative (e sono molte) che, lontano dai riflettori mediatici e dalla speculazione politica che lucra elettoralmente sulle periferie, ogni giorno al Quarticciolo fanno rete comune in una sorta di Polo civico dal basso composto dalla palestra popolare al doposcuola per i ragazzi e le ragazze, dal centro sociale anziani alle mille altre attività sociali e culturali che rappresentano momenti importanti di condivisione, inclusione e grande solidarietà. Una realtà fatta di volontari, volontarie e militanti che portano al centro del loro quartiere, la possibilità di crescita e aggregazione delle giovani generazioni; la trasmissione della memoria storica; la coscienza sociale e il senso critico. Il tutto in un contesto non facile ma non per questo impossibile. Se le cronache riportano quasi quotidianamente queste difficoltà accompagnate da gravi condizioni di illegalità non è con il cosiddetto decreto Caivano, che se si limita alla sola repressione dei reati, che il quartiere potrà riqualificarsi diventando più vivibile per i suoi abitanti.

Vogliamo quindi accendere un una piccola luce sul Quarticciolo e sulle tante positive realtà che vivono questo spazio, consegnando ai cittadini alle cittadine la possibilità di assistere ad eventi culturali e politici che vanno dalla presentazione di libri alla proiezione di documentari, dall’allestimento di ben tre mostre fino ai dibattiti. Ci saranno anche momenti artistici e musicali, di straordinario valore e varietà: due concerti per serata e uno spettacolo recitativo sulle donne della Resistenza nell'anno in cui ricorre l'80° anniversario della nascita della Repubblica. La Cultura e lo Spettacolo sono momenti importantissimi, spazio di riflessione e di distensione e divertimento, di allegria e di gioia. E in quest'ottica vogliamo viverli insieme.

Tutti gli ospiti sono di grande spessore, non solo professionale ma anche umano, e saranno introdotti da una inaugurazione a cui sono state invitate le Istituzioni e dove saranno presenti il sindaco Roberto Gualtieri, l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio, il presidente del V Municipio Mauro Caliste, gli assessori Giuseppe Battaglia e Claudia Pratelli, Maurizio Mattana delegato alla Memoria per il V Municipio, il presidente dell’ANPI nazionale Gianfranco Pagliarulo, il partigiano dei GAP dell’VIII zona Angelo Nazio e la staffetta Luciana Romoli.

Le sezioni dell’ANPI del quadrante, Centocelle, Villa Gordiani e Tor Pignattara ci hanno aiutato ad entrare in contatto con la realtà del Quarticciolo e ci hanno affiancato nel preparare al meglio questa iniziativa e a loro va il ringraziamento dell’ANPI di Roma e Provincia. Altri momenti significativi saranno l'incontro sugli sport popolari di sabato, al quale seguirà nel pomeriggio il torneo di boxe organizzato dalla Palestra Popolare del Quarticciolo, e il pranzo partigiano di domenica 7 giugno mentre l’assemblea giovanile si occuperà di antifascismo, di migrazioni e delle difficoltà dell’inclusione e di migrazione delle genti.

Si ripercorreranno gli 80 anni della nascita della Repubblica e del voto conquistato dalle donne e ci sarà spazio anche per un momento di riflessione sullo stato attuale della Repubblica e dei diritti.

È stato un grande sforzo organizzativo e saranno fortemente impegnativi anche i tre giorni della Festa, ma insieme a tutti, i volontari e le volontarie della nostra Associazione, i cittadini e le cittadine, gli antifascisti e le antifasciste, siamo certi che vivremo dei momenti intensi e partecipati e per questo ringraziamo tutti e tutte fin d’ora.

Per chi vuole consultare il ricco programma, può consultare i nostri social e la pagina del sito dedicato alla Festa:

https://www.anpiroma.org/p/3-festa-dellanpi-provinciale-di-roma.html

La presidenza dell’ANPI provinciale di Roma

4 giugno 1944: l'eccidio di La Storta

Costretti a ripiegare di fronte all'avanzata delle truppe alleate giunte ormai alle porte della capitale, i tedeschi si preparano ad evacuare in fretta e furia verso l'Italia del Nord i 150 detenuti di Via Tasso. Nella notte tra il 3 e il 4 giugno, un ultimo gruppo di 23 detenuti è radunato al piano terra del carcere nazista: 14 di loro partono verso il nord su un autocarro militare italiano, mentre altri 7 vengono ricondotti in cella in attesa di un altro camion che, però, non arriverà mai. 

Partito poco dopo la mezzanotte, il camion con i quattordici prigionieri attraversa il centro di Roma e prosegue lungo la Via Cassia, fermandosi più volte a causa dei ripetuti bombardamenti dell'aviazione alleata volti ad ostacolare la ritirata dei tedeschi. 

Giunti nei pressi di La Storta intorno alle 5:30 del 4 giugno, il convoglio si ferma presso un casolare abbandonato, non distante dal posto di comando tedesco istituito presso il Castello della Spizzichina. Nel pomeriggio, i soldati delle SS di scorta al convoglio, tra cui anche alcune SS italiane in borghese, conducono i prigionieri presso un vicino boschetto: lì i 14 sono giustiziati con un colpo di pistola alla nuca dal sottotenente Hans Kahrau, probabilmente dietro ordine di Kappler o di Priebke. 

Le 14 vittime sono: Gabor Adler (identificato solo nel 2009), Eugenio Arrighi, Frejdrik Borian, Alfeo Brandimarte, Bruno Buozzi, Luigi Castellani, Vincenzo Conversi, Libero De Angelis, Edmondo Di Pillo, Pietro Dodi, Lino Eramo, Alberto Pennacchi, Enrico Sorrentino, Saverio Tunetti. 

4 giugno 1944: la Liberazione di Roma

Il successo dell'Operazione Diadem, lanciata dai comandi alleati l'11 maggio del 1944 con l'obiettivo di sfondare la Linea Gustav forzando il blocco della valle del Liri e aprirsi così la strada per Roma, determina nelle ultime settimane di maggio la rapida avanzata delle divisioni dell'VIII Armata britannica del generale Oliver Leese e della V Armata statunitense del generale Mark Clark. Obiettivo dei vertici alleati è quello di liberare Roma prima dell'apertura del secondo fronte europeo con lo sbarco in Normandia, inizialmente previsto per il 5 giugno, in modo da poter sfruttare il risultato a fini propagandistici. 

La Resistenza romana, pur indebolita dagli arresti e dalle uccisioni di numerosi suoi dirigenti e militanti, rappresenta ancora una minaccia costante per i tedeschi e per i loro alleati fascisti. Nonostante il prevalere in seno al CLN delle posizioni attendiste promosse dalle componenti più moderate, attivamente sostenute dal Vaticano e dalle autorità del Regno del Sud, avesse determinato la rinuncia ai propositi insurrezionali, nei primi giorni del giugno 1944 le formazioni partigiane compirano numerose azioni volte ad ostacolare la ritirata tedesca e a guidare l'avanzata alleata.

Il duello per la presa di Roma tra il generale Clark e il generale Harold Alexander, comandante supremo delle forze alleate in Italia, vede prevalere quest'ultimo: alle prime ore del mattino del 4 giugno 1944, le avanguardie statunitensi e canadesi della First Special Service Force raggiungono a Roma, sgombrata dai tedeschi alcune ore prima. Poche ore dopo arriva a Roma anche Clark, il quale insedia in Campidoglio il generale Roberto Bencivenga, comandante del Fronte Militare Clandestino della Resistenza, quale Commissario governativo. Nel frenetico tentativo di raggiungere Roma prima dei britannici, gli statunitensi rinunciano ad intercettare la ritirata delle truppe tedesche, che continueranno a contrastare l'avanzata alleata prima sulla Linea Albert e infine sulla Linea Gotica. In questo contesto, nei pressi di La Storta, vengono fucilati 14 prigionieri politic prelevati la notte precedente dal carcere di Via Tasso, tra cui il dirigente sindacale socialista Bruno Buozzi.

Nei giorni della Liberazione, particolarmente intensi furono gli scontri che videro impegnati le formazioni dell'VIII Zona, comprendente i quartieri del settore sud-orientale della città da cui sarebbero passate le avanguardie alleate, in aspri combattimenti contro le truppe tedesche in ritirata lungo le vie Appia e Casilina, nei quartieri Appio Latino e San Giovanni e presso la Stazione Ostiense. Il 5 giugno, a Prima Porta, i partigiani della banda "Roma" del capitano Raffaele Ridolfi attaccano dei reparti tedeschi in un duro combattimento nel quale cade il diciannovenne Felice Rosi. Ugo Forno, un ragazzo di appena dodici anni, viene ucciso mentre tenta assieme ad alcuni compagni di impedire la distruzione del ponte ferroviario sull'Aniene in prossimità della Salaria.

𝐹𝑖𝑒𝑟𝑜 𝑒𝑠𝑒𝑚𝑝𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑒𝑟𝑜𝑖𝑠𝑚𝑜, [...] 𝑅𝑜𝑚𝑎 𝑑𝑖𝑒𝑑𝑒 𝑖𝑛𝑖𝑧𝑖𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑔𝑢𝑒𝑟𝑟𝑎 𝑑𝑖 𝐿𝑖𝑏𝑒𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑚𝑖𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑐𝑎 𝑒 𝑝𝑜𝑙𝑖𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑑𝑖 𝐶𝑎𝑝𝑖𝑡𝑎𝑙𝑒 𝑑'𝐼𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎.

(dalla motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare per la Resistenza)

01 giugno 2026

2 giugno 2026: Festa della Repubblica democratica. 80° del voto conquistato dalle donne


𝟐 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟏𝟗𝟒𝟔 - 𝟐 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔: 𝐨𝐭𝐭𝐚𝐧𝐭'𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐑𝐞𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚, 𝐮𝐧𝐚, 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐞 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐬𝐭𝐚!

Il 2 giugno 1946, dopo circa venticinque anni dalle ultimi libere elezioni tenutesi prima del fascismo, dove però avevano diritto di voto solo gli uomini, le italiane e gli italiani furono chiamati a decidere sulla forma istituzionale della nuova Italia e a scegliere i propri rappresentanti in seno all'Assemblea Costituente, incaricata di dare al Paese una nuova Costituzione. 

Il 54,3% dell'elettorato, scelse la Repubblica, segnando definitivamente il rifiuto e la condanna di una monarchia collusa con il fascismo e complice delle sue nefandezze: le aggressioni, le uccisioni, gli assalti alle sedi politiche e sindacali, la cancellazione di tutte le libertà che nello Statuto erano concesse dal sovrano. La monarchia fu complice e beneficiaria delle aggressioni colonialiste e imperialiste, con tutte le stragi che vi furono perpetrate, anche da personaggi più fedeli al re che al fascismo, come Badoglio e Roatta; la monarchia fu complice firmataria delle leggi razziali.

Il 2 giugno e il 25 aprile, rappresentano le date fondanti del calendario democratico prima ancora che antifascista: senza il grande moto di popolo che fu la Resistenza, non avremmo avuto né la Repubblica, né la Costituzione.

In questo ottantesimo, ricordiamo il protagonismo delle donne italiane, relegate al ruolo di custodi del focolare domestico e ad essere spose e madri esemplari dal fascismo. La loro fondamentale attività nella Resistenza gettò le basi per le rivendicazioni politiche del dopoguerra, come la conquista del diritto all'elettorato attivo e passivo e la possibilità di esercitarlo a partire da quel 2 giugno di ottanta anni fa. Le donne votarono e furono elette all'Assemblea Costituente, dove diedero un contributo importantissimo.

Gli 80 anni della Repubblica hanno visto, fin da subito, il costante tentativo delle forze reazionarie orfane del fascismo di mettere in discussione i principi su cui la Repubblica stessa si fonda; ogni mezzo è stato usato: le stragi, gli omicidi politici, gli accordi tra poteri economici nazionali ed internazionali con le organizzazioni mafiose, le massonerie deviate, apparati dello Stato infedeli, il tentativo costante di un revisionismo storico volto a alleggerire le responsabilità e i crimini commessi e a legittimare ciò che la Storia ha condannato.

Per questo la festa del 2 giugno è per noi memoria viva e partecipazione popolare, riproposizione e condivisione dei valori che furono alla base di quella svolta e che da più parti anche oggi si vorrebbero rimettere in discussione.

Invitiamo i cittadini e le cittadine a partecipare alle celebrazioni istituzionali che si celebreranno in tutti i paesi, borghi e città, e qualora le Istituzioni non ritenessero colpevolmente di celebrare la Festa, di organizzarsi per portare un fiore alle lapidi e ai monumenti ai caduti per la Libertà di tutti e di tutte noi.

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