05 gennaio 2026

Il 5 gennaio 1942 moriva la grande Tina Modotti

 


Nessuna definizione precisa può racchiudere l’intensa attività di Tina Modotti: l’operaia, la migrante, la sarta, l’attrice, la modella, la fotografa, la militante comunista, l’antifascista, la ribelle. La sua vita, il lavoro, il pensiero, i legami affettivi prendono forma da quella sua personale combinazione tra espressione artistica e impegno politico-sociale. Si susseguono le peregrinazioni che partono dal Friuli, terra natale, e la portano in Austria, negli Stati Uniti, in Messico, in Germania, in Russia, in Francia, in Spagna e nuovamente in Messico. Tina cresce, evolve, muta attraverso svariati cambiamenti di stile e le relazioni sentimentali segnano svolte importanti, tracciate da lutti e separazioni, che diventano una sorta di metronomo: Roubaix de l’Abrie Richey detto Robo, Edvard Weston, Xavier Guerrero, Antonio Julio Mella, Vittorio Vidali.

Per la morte di Tina Modotti
di Pablo Neruda

Tina Modotti, sorella, tu non dormi, no, non dormi:
forse il tuo cuore sente crescere la rosa
di ieri, l’ultima rosa di ieri, la nuova rosa.
Riposa dolcemente, sorella.
La nuova rosa è tua, la nuova terra è tua:
ti sei messa una nuova veste di semente profonda
e il tuo soave silenzio si colma di radici
Non dormirai invano, sorella.
Puro è il tuo dolce nome, pura la tua fragile vita:
di ape, ombra, fuoco, neve, silenzio, spuma,
d’acciaio, linea, polline, si è fatta la tua ferrea,
la tua delicata struttura.
Lo sciacallo sul gioiello del tuo corpo addormentato
ancora protende la penna e l’anima insanguinata
come se tu potessi, sorella, risollevarti
e sorridere sopra il fango.
Nella mia patria ti porto perché non ti tocchino,
nella mia patria di neve perché alla tua purezza
non arrivi l’assassino, né lo sciacallo, né il venduto:
laggiù starai tranquilla.
Non odi un passo, un passo pieno di passi, qualcosa
di grande dalla steppa, dal Don, dalle terre del freddo?
Non odi un passo fermo di soldato nella neve?
Sorella, sono i tuoi passi.
Verranno un giorno sulla tua piccola tomba
prima che le rose di ieri si disperdano,
verranno a vedere quelli d’una volta, domani,
là dove sta bruciando il tuo silenzio.
Un mondo marcia verso il luogo dove tu andavi, sorella.
Avanzano ogni giorno i canti della tua bocca
nella bocca del popolo glorioso che tu amavi.
Valoroso era il tuo cuore.
Nelle vecchie cucine della tua patria, nelle strade
 polverose, qualcosa si mormora e passa,
qualcosa torna alla fiamma del tuo adorato popolo,
qualcosa si desta e canta.
Sono i tuoi, sorella: quelli che oggi pronunciano il tuo nome,
quelli che da tutte le parti, dall’acqua, dalla terra,
col tuo nome altri nomi tacciamo e diciamo.
Perché non muore il fuoco

https://www.patriaindipendente.it/terza-pagina/tina-modotti-la-sua-ferrea-delicata-struttura/

Vedi anche:

https://comitatotinamodotti.it/galleria/

https://www.enciclopediadelledonne.it/edd.nsf/biografie/tina-modotti

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