Il comitato provinciale dell’ANPI di Roma, riunito presso la
Casa della Memoria e della Storia,
nel ribadire la posizione storica dell’ANPI per una pace
stabile e duratura tra i popoli rileva come la crisi del contesto
internazionale si vada aggravando ulteriormente, anche alla luce della guerra
in medio-oriente promossa da Israele e dagli Stati Uniti nell’area (Libano e
Iran). Così come si vanno aggravando le condizioni disperate del popolo
palestinese, sottoposto a Gaza e in Cisgiordania alla politica genocidaria di
occupazione dei territori e repressione dei civili da parte del governo di
Israele. Tale politica genocidaria ha portato alla violazione sistematica di
tutti i diritti umani, con decine e decine di migliaia di civili innocenti,
donne, bambini, anziani, uccisi, senza contare i mutilati e i feriti nel corpo
e nello spirito, a cui tutto è negato. E la stessa politica il governo
israeliano la sta replicando in Libano.
Condanna altresì la continua aggressione politico-economica
con minacce di intervento militare degli Stati Uniti nei confronti di Cuba,
senza alcuna reale giustificazione se non l’intento di soggiogare e
sottomettere un popolo che mai ha curvato la schiena. Il governo statunitense
sta ferocemente applicando una versione “aggiornata” della cosiddetta dottrina
Monroe che prevede che tutto il continente americano cada sotto l’influenza degli
USA: lo si è visto con l’aggressione al di fuori di ogni previsione del diritto
internazionale al Venezuela e col rapimento del tutto arbitrario e illegale del
presidente Maduro e di sua moglie, ancora detenuti negli Stati Uniti.
Il comitato provinciale dell’ANPI di Roma ribadisce il totale
rifiuto delle politiche di riarmo europeo e NATO al centro del summit di Ankara
e del piano internazionale di riconversione delle catene del valore organizzate
sull’economia di guerra e sull’aumento di investimenti pubblici in armamenti.
Condanna la decisione cieca di continuare a foraggiare il governo ucraino in
assenza di una qualsiasi parvenza di tentativo diplomatico europeo di
composizione del conflitto, il silenzio calato sui circa 500 voli militari
dalle basi militari presenti nel nostro territorio concessi agli USA per
bombardare l’Iran. Trattasi di gravissime decisioni che ledono profondamente il
dettato costituzionale di ripudio della guerra. Sono tutti chiarissimi segnali
di una completa soggezione del nostro esecutivo agli USA, alla NATO e alla
parte più retriva di un’Europa sempre meno riconducibile allo spirito di
Ventotene, non per nulla sbeffeggiato tempo fa dall’attuale presidente del Consiglio
dei ministri.
Le politiche di riarmo mirano nel nostro Paese ad un aumento
significativo della spesa militare in un contesto di crescente crisi sociale e
lavorativa aggravata dall’esaurimento delle risorse del PNRR. E in questo
quadro si inserisce il tentativo di imporre una legge elettorale avente forti
caratteri di incostituzionalità, che ci fa temere sul rispetto dei principi
democratici fondamentali.
È
indispensabile rivitalizzare il Movimento per la Pace con una serie continua di
iniziative unitarie diffuse che confluiscano in grandi momenti di più ampio
respiro, sotto la spinta delle giovani generazioni.
Un ulteriore elemento di elevata preoccupazione è l’emergere
di “nuove” formazioni politiche che si richiamano a parole d’ordine e
sentimenti dell’estrema destra italiana e internazionale più reazionaria che
cercano di inserirsi nello spazio pubblico. Queste formazioni contribuiscono a
una crescente polarizzazione della società italiana.
La somma di questi fattori segna un momento cruciale per il
futuro del nostro Paese, in cui le scelte politiche e sociali potrebbero avere
conseguenze durature per le generazioni a venire.
