04 giugno 2026

4 giugno 1944: la Liberazione di Roma

Il successo dell'Operazione Diadem, lanciata dai comandi alleati l'11 maggio del 1944 con l'obiettivo di sfondare la Linea Gustav forzando il blocco della valle del Liri e aprirsi così la strada per Roma, determina nelle ultime settimane di maggio la rapida avanzata delle divisioni dell'VIII Armata britannica del generale Oliver Leese e della V Armata statunitense del generale Mark Clark. Obiettivo dei vertici alleati è quello di liberare Roma prima dell'apertura del secondo fronte europeo con lo sbarco in Normandia, inizialmente previsto per il 5 giugno, in modo da poter sfruttare il risultato a fini propagandistici. 

La Resistenza romana, pur indebolita dagli arresti e dalle uccisioni di numerosi suoi dirigenti e militanti, rappresenta ancora una minaccia costante per i tedeschi e per i loro alleati fascisti. Nonostante il prevalere in seno al CLN delle posizioni attendiste promosse dalle componenti più moderate, attivamente sostenute dal Vaticano e dalle autorità del Regno del Sud, avesse determinato la rinuncia ai propositi insurrezionali, nei primi giorni del giugno 1944 le formazioni partigiane compirano numerose azioni volte ad ostacolare la ritirata tedesca e a guidare l'avanzata alleata.

Il duello per la presa di Roma tra il generale Clark e il generale Harold Alexander, comandante supremo delle forze alleate in Italia, vede prevalere quest'ultimo: alle prime ore del mattino del 4 giugno 1944, le avanguardie statunitensi e canadesi della First Special Service Force raggiungono a Roma, sgombrata dai tedeschi alcune ore prima. Poche ore dopo arriva a Roma anche Clark, il quale insedia in Campidoglio il generale Roberto Bencivenga, comandante del Fronte Militare Clandestino della Resistenza, quale Commissario governativo. Nel frenetico tentativo di raggiungere Roma prima dei britannici, gli statunitensi rinunciano ad intercettare la ritirata delle truppe tedesche, che continueranno a contrastare l'avanzata alleata prima sulla Linea Albert e infine sulla Linea Gotica. In questo contesto, nei pressi di La Storta, vengono fucilati 14 prigionieri politic prelevati la notte precedente dal carcere di Via Tasso, tra cui il dirigente sindacale socialista Bruno Buozzi.

Nei giorni della Liberazione, particolarmente intensi furono gli scontri che videro impegnati le formazioni dell'VIII Zona, comprendente i quartieri del settore sud-orientale della città da cui sarebbero passate le avanguardie alleate, in aspri combattimenti contro le truppe tedesche in ritirata lungo le vie Appia e Casilina, nei quartieri Appio Latino e San Giovanni e presso la Stazione Ostiense. Il 5 giugno, a Prima Porta, i partigiani della banda "Roma" del capitano Raffaele Ridolfi attaccano dei reparti tedeschi in un duro combattimento nel quale cade il diciannovenne Felice Rosi. Ugo Forno, un ragazzo di appena dodici anni, viene ucciso mentre tenta assieme ad alcuni compagni di impedire la distruzione del ponte ferroviario sull'Aniene in prossimità della Salaria.

𝐹𝑖𝑒𝑟𝑜 𝑒𝑠𝑒𝑚𝑝𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑒𝑟𝑜𝑖𝑠𝑚𝑜, [...] 𝑅𝑜𝑚𝑎 𝑑𝑖𝑒𝑑𝑒 𝑖𝑛𝑖𝑧𝑖𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑔𝑢𝑒𝑟𝑟𝑎 𝑑𝑖 𝐿𝑖𝑏𝑒𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑚𝑖𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑐𝑎 𝑒 𝑝𝑜𝑙𝑖𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑑𝑖 𝐶𝑎𝑝𝑖𝑡𝑎𝑙𝑒 𝑑'𝐼𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎.

(dalla motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare per la Resistenza)

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